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Charles Darwin: evoluzione e selezione naturale

L’evoluzione consiste nella comparsa e nell’affermazione di organismi dotati di caratteristiche nuove. I processi evolutivi a livello intraspecifico (all’interno della specie) permettono la formazione di popolazioni diversificate, ed eventualmente di specie diverse; gli stessi processi, a livello più alto, permettono la comparsa e l’affermazione di modelli strutturali nuovi e la diversificazione dei grandi gruppi di organismi.

La microevoluzione consiste nell’insieme dei cambiamenti genetici che interessano una popolazione e che, accumulandosi, portano all’origine di una nuova specie; la macroevoluzione riguarda i cambiamenti che insorgono all’interno dei gruppi superiori alla specie, come la comparsa di nuove linee evolutive o le estinzioni di massa.

Possiamo inoltre distinguere tre modelli evolutivi:

  • Evoluzione convergente: è il fenomeno per cui organismi che vivono in condizioni ambientali simili sviluppano adattamenti simili, pur non avendo alcuna parentela evolutiva. Questa forma di evoluzione porta alla comparsa di strutture analoghe, cioè di strutture che hanno funzione simile;
  • Evoluzione parallela: processo in base al quale specie imparentate evolvono in modo simile per lunghi periodi di tempo;
  • Evoluzione divergente: consiste nello sviluppo di caratteristiche diverse in due (o più) popolazioni che condividono un antenato comune.

Nel 1859 Charles Darwin (1809-1882) pubblicò L’origine della specie, opera nella quale esponeva la propria teoria dell’evoluzione. Tale teoria può essere sintetizzata in quattro punti principali:

  • Gli esseri viventi si riproducono generando organismi simili a se stessi nelle caratteristiche fondamentali, ma con una notevole variabilità fra i singoli e queste differenze sono, almeno in parte, ereditabili;
  • Gli organismi producono una prole troppo numerosa rispetto alle risorse disponibili per garantirne la sopravvivenza; tra di essi, quindi, è sempre in atto una lotta per l’esistenza;
  • Quali organismi possano sopravvivere e riprodursi dipende dalle interazioni fra questi e l’ambiente: quelli che, nella variabilità che sempre si manifesta, mostrano le caratteristiche più adatte all’ambiente in cui si trovano, sopravvivono e si riproducono, permettono il perpetuarsi delle loro caratteristiche vantaggiose. Questo processo è indicato come selezione naturale;
  • Operando generazione dopo generazione, la selezione naturale porta a un accumulo di cambiamenti tale da differenziare i gruppi di organismi, permettendo la comparsa di nuove specie. 1

Secondo Darwin la selezione naturale consisteva fondamentalmente nella sopravvivenza degli individui più adatti; in termini più moderni, la selezione naturale può essere definita come la diversa capacità riproduttiva di genotipi differenti all’interno di una popolazione.

La selezione naturale modifica la distribuzione delle caratteristiche del fenotipo di una popolazione, modificando in questo modo le frequenze alleliche. Al modo in cui si realizza, si distinguono tre tipi di selezione:

  • Selezione stabilizzatrice: tende a produrre una popolazione più uniforme per quel che riguarda una determinata caratteristica, eliminando le forme estreme;
  • Selezione direzionale: tende a far aumentare nel tempo la proporzione di individui con una caratteristica fenotipica estrema;
  • Selezione divergente: tende a far prevalere le caratteristiche fenotipiche estreme, eliminando le forme intermedie. Questa forma di selezione porta al polimorfismo, cioè alla coesistenza di due o più forme fenotipicamente distinte in una popolazione.

Tutte le caratteristiche che si sviluppano in un processo evolutivo e che rendono un organismo adatto alla sopravvivenza e alla riproduzione in un dato ambiente sono dette adattamenti. Si distinguono sostanzialmente tre tipi di adattamento: adattamenti morfologici, che riguardano la forma e la struttura degli organismi, adattamenti fisiologici, inerenti al metabolismo degli organismi e adattamenti comportamentali, inerenti ai particolari comportamenti che gli organismi mettono in atto in risposta a determinati stimoli ambientali.

La “selezione sessuale”

Molto spesso gli accoppiamenti fra animali avvengono in modo non casuale; generalmente è la femmina che, al momento dell’accoppiamento, opera una selezione fra i maschi della popolazione, in base a caratteristiche particolari. Si parla in questi casi di selezione sessuale.

La teoria di Darwin fu contestata dai suoi contemporanei perché presentava due gravi lacune:

  • Non proponeva un meccanismo convincente per spiegare come i caratteri ereditari fossero trasmessi da una generazione all’altra (Darwin non conosceva i lavori di Mendel);
  • Non indicava quale fosse l’origine delle variabilità dei caratteri.

La moderna teoria dell’evoluzione reinterpreta la teoria evolutiva di Darwin sulla base delle scoperte della genetica ed è chiamata neo-darwinismo (o teoria sintetica dell’evoluzione). La sintesi tra la genetica mendeliana e l’approccio evolutivo darwiniano ha anche dato origine a una nuova branca della biologia, la genetica di popolazione. 2

Il rapporto tra Svevo e Darwin: l’inetto

Italo Svevo, pseudonimo di Aron Hector Schmitz, italianizzato in Ettore Samigli dopo l’annessione all’Italia della Venezia Giulia (Trieste, 19 dicembre 1861 – Motta di Livenza, 13 settembre 1928), è stato uno scrittore e drammaturgo italiano. Fu autore di romanzi, racconti brevi e opere teatrali in lingua italiana.

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Sintesi

Biologia – Darwin e la selezione naturale

Italiano – L'inetto di Svevo

Inglese – The Darwinian feminism in Virginia Woolf

Filosofia – L'evoluzione creatrice di Bergson

Storia e sociologia – Il social darwinismo

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