La crisi dell’io e delle certezze
Serena Loiacono
Classe:
5C
a.s. 2010/2011
I.P.S.S.C.T.P. “R. Gorjux”
La prima metà del Novecento è segnata da: due catastrofiche guerre mondiali, dalla Rivoluzione russa e dalla successiva guerra civile, dalla prima grande crisi economica
Premessa
di livello mondiale, da conflitti sociali violenti che spesso sfociarono in tentativi insurrezionali falliti o repressi, da genocidi tecnologicamente pianificati, da regimi dittatoriali e totalitari che facevano della violenza sistematica uno strumento quotidiano di governo.
«L'Io non è più padrone nemmeno in casa propria» - S. Freud
Gli effetti distruttivi di questi cruenti fenomeni storici toccarono livelli mai prima raggiunti in così poco tempo, sia in termini di vite umane sia in termini di beni materiali.
In questo contesto storico il mito ottocentesco di un io razionale capace di esercitare un controllo sugli istinti attraverso la morale e la politica, e sulle forze della natura grazie alla scienza e alla tecnica, si frantumò definitivamente.
Inoltre moltissimi sono i filosofi che contribuiscono a porre in dubbio le precedenti certezze scientifiche, morali, conoscitive, tra i quali ricordiamo Freud, Nietzsche, Bergson.
Freud, padre della Psicanalisi, dopo aver scoperto l’inconscio, operò la scomposizione psicoanalitica della personalità, composta da: Io (coscienza), Es (inconscio), Super-io (l'insieme dei divieti o dei precetti morali introiettati dal bambino attraverso le figure dei genitori, che hanno azione repressiva sulle sue pulsioni istintive).
Dunque l'Io è la parte organizzata, razionale della personalità, che si trova a fare i conti con i tre “severi padroni”: l'Es, il Super-io, il mondo esterno.
Normalità o disturbo della personalità e del comportamento dipendono dal rapporto che l'Io ha con i suoi padroni, ma soprattutto dalla tipologia del Super-io.
Il pensiero di Nietzsche, chiamato “Nichilismo”, nega in modo radicale l’esistenza di qualsiasi valore e di una verità oggettiva.
Il pensiero di Bergson invece è incentrato sul problema del tempo, da lui concepito in due modi distinti: come una successione di momenti “statici”; come “durata pura”, distinguendo il tempo esteriore cronologico da un tempo interiore, vissuto dalla coscienza come “durata”: l’individuo vive il presente con la memoria del passato e l’anticipazione del futuro.
Egli inoltre affronta anche la teoria della conoscenza, secondo la quale esistono due modi di conoscere le cose: uno dall’“esterno” e quindi superficialmente, l’altro che invece va all’essenza spirituale della realtà, mediante l’intuizione.
Da tali pensieri i romanzieri della crisi ricavarono una nuova visione del mondo e di conseguenza l'eroe del romanzo ottocentesco si trasforma in antieroe, l'inetto, l'escluso, l'uomo senza qualità, e, parallelamente, viene attuata una rivoluzione nella forma romanzesca: il narratore onnisciente viene sostituito dal “flusso di coscienza”, dalla registrazione dei mutevoli stati dell'io, che disarticola in tal modo la continuità
La crisi dell’io e delle certezze
Storia
Italiano francese
E
La La crisi del
coscienza La recherche du ‘29
Di Zeno bien-être Inglese
Economia
New York
Il bilancio
D’esercizio
Psicologia
Geografia
Le fasi
dello
sviluppo Stati Uniti
psichico
“La coscienza di Zeno”
Italo Svevo
Contenuto e struttura del romanzo:
- Breve “Prefazione” (Cap. 1)
- “Preambolo” (Cap. 2)
- Memorie di Zeno (Capp. 3-7)
La coscienza è un romanzo che non segue
L’opera è
un disegno organico, ma sembra piuttosto
costituita
un’opera aperta. Il protagonista, per
da 8 capitoli
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Italiano: Italo Svevo (La coscienza di Zeno)
Psicologia: Le fasi dello sviluppo psichico
Francese: "La recherche du bien-être" (turismo termale)
Storia: La crisi del '29
Economia: Il bilancio d'esercizio
Inglese: New York
Geografia: Gli Stati Uniti