Estratto del documento

Vichi Giulia

Classe V A informatico

Istituto Professionale Luigi Einaudi

Anno scolastico 2010-2011

Indice

Premessa pag. 3

1. La crisi d’azienda

pag. 4

1.1. I tipi di crisi e relativi indicatori

pag. 4

1.2. Gli indici sono utili a far notare situazioni sull’orlo della crisi?

pag. 9

2. La conseguenza della crisi

pag. 10

2.1. Tipi di licenziamento

pag. 10

2.2. Fattore Italia: il cuneo fiscale

pag. 11

2.3. Forme di tutela neo-disoccupati e formule “salva-posto”

pag. 11

3. La crisi dell’io pag. 13

3.1. Pirandello e i protagonisti dei suoi romanzi: Mattia e Vitangelo

pag. 13

Sitografia e bibliografia pag. 16

Premessa

Per il mio percorso multidisciplinare ho scelto come tema centrale quello della crisi; ho pensato che tale trattazione potesse risultare interessante, perché mi consentiva uno studio serio e approfondito dell’argomento rispetto al mondo dell’economia – materia di indirizzo –, ma anche agganci con il diritto e, indirettamente, con la letteratura.

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Sono partita dall’individuazione delle diverse crisi che possono sorgere all’interno di un’azienda e i cui segnali emergono chiaramente dall’analisi di bilancio, trattando di seguito gli indici e i margini economici più significativi, che possono aiutare a contenere e a debellare tali crisi; successivamente, ho posto l’attenzione sull’aspetto legato alla questione delicata della perdita del posto di lavoro, che mi ha consentito di esaminare i tipi di licenziamento delle risorse umane, il peso che occupa il cuneo fiscale nel mondo del lavoro, le forme di tutela a disposizione del lavoratore e quelle di contenimento della disoccupazione, cioè gli ammortizzatori sociali; infine, ho affrontato il tema della crisi in relazione all’individuo, partendo dal mutamento sociale, culturale e filosofico che si origina, a cavallo tra Ottocento e Novecento, con il crollo delle certezze positivistiche ed arrivando, così, ad analizzare quella crisi dell’io che da esso si origina.

1. La crisi d’azienda

È possibile prevenire le crisi aziendali? La risposta non è semplice, poiché le imprese sono organismi in continua evoluzione, inserite in un ambiente sempre più complesso e la crisi può derivare da una pluralità di cause, sia di origine esterna, come crisi di settore o crisi del sistema economico, che di origine interna, come crisi strategiche, competitive, dimensionali o operative. Pertanto, diventa critico implementare un sistema di controllo strategico che consenta di valutare le minacce provenienti dall’ambiente e di sfruttarne le opportunità.

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L’impresa deve essere sempre più un’organizzazione che “apprende”, al fine di essere in grado di tener sotto controllo il suo mercato, il che significa conoscere i propri concorrenti, valutare i propri fornitori, verificare le attese dei clienti, tenere sotto controllo i prodotti sostitutivi, porre attenzione ai nuovi entranti sul mercato. Segnali di crisi possono derivare da molteplici indicatori, l’importante è che la struttura aziendale sia in grado di percepirne i sintomi. Un opportuno sistema di reporting può contribuire a identificare possibili situazioni di crisi prima che esse mettano a rischio la stessa sopravvivenza dell’entità aziendale. Una componente del modello comprende lo sviluppo di un insieme di indicatori di bilancio, tali da consentirne un adeguato modello di lettura, in grado di segnalare i sintomi di crisi.

1.1. Tipi di crisi e relativi indicatori

Una classificazione molto diffusa distingue principalmente quattro tipologie di crisi: crisi per situazioni di inefficienza, crisi da sovrapproduzione, crisi da decadimento del prodotto, crisi da squilibrio finanziario. Spesso, a monte dei quattro tipi di crisi indicate, c’è una quinta tipologia di crisi, la crisi legata all’inadeguatezza del modello di corporate governance e di controllo.

La crisi da inefficienza

La crisi da inefficienza si presenta quando l’azienda rileva un rendimento produttivo che si attesta a livelli inferiori a quelli della concorrenza. Un efficace sistema di budget dovrebbe segnalare tempestivamente il problema. Spesso la situazione d’inefficienza esplode quando periodi di risultati positivi hanno determinato un abbassamento del livello dei controlli, in relazione al fatto che in presenza di margini estremamente positivi non viene percepita l’importanza del sistema di controllo. Ma proprio la presenza di margini elevati è la determinante dell’entrata nel settore di altri operatori, che iniziando con nuove tecnologie, possono sperimentare livelli di efficienza notevolmente migliori. Il consulente può avere indicazione a livello di bilancio sulla presenza di inefficienze attraverso l’esame di alcuni parametri:

  • Aumento dei consumi;
  • Contrazione del fatturato medio per addetto (ricavi di vendita/numero dipendenti);

Ricavi di vendita

Numero dipendenti

Rallentamento del ciclo di magazzino (costo del venduto/rimanenze);

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Costo del venduto

Rimanenze

Peggioramento degli indici economici.

Gli indici economici sono concatenati fra di loro, come possiamo vedere dal seguente schema:

Tasso di redditività del capitale proprio

utile

ROE = %

d’esercizio

Tasso di redditività del capitale investito

Indice di indebitamento o leverage

Tasso di incidenza gestione non caratteristica

Totale impieghi

Margine operativo

Utile d’esercizio

%

ROI = %

netto

Capitale proprio operativo

Margine netto

Tasso di redditività delle vendite

Indice di rotazione degli impieghi

Margine operativo

Ricavi di vendita

%

netto

ROS = Totale impieghi

Ricavi di vendita

  • ROE (return on equity): esprime capacità dell’azienda di remunerare il capitale di rischio;
  • ROI (return on investments): esprime l’efficienza dell’impiego degli investimenti nell’attività. Il ROI assume un’importanza notevole nella valutazione della convenienza all’indebitamento tramite il confronto con il tasso di indebitamento, ROD (return on debt), il quale esprime onerosità media di tutte le passività. Se il ROI è maggiore del ROD l’azienda ha convenienza a indebitarsi, perché la redditività del capitale investito in azienda ne supera il costo, al contrario non c’è convenienza all’indebitamento.

Totale oneri finanziari

ROD =

Capitale di debito

  • ROS (return on sales): esprime la redditività delle vendite;

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  • Indice rotazione degli impieghi: esprime grado di efficienza aziendale, inteso come capacità di rendere veloce il ciclo investimenti-disinvestimenti. Indica quante volte in un esercizio il capitale investito si rinnova;
  • Indice di indebitamento o leverage: indica il ricorso al capitale di debito. Se il valore assunto è 1, l’azienda non ricorre al capitale di debito, ma è una situazione molto rara. Se l’indice assume un valore non superiore a 2, allora è equilibrata, differentemente se è superiore a 2, è sottocapitalizzata. Questo indice è detto anche “effetto leva” per il suo ruolo di moltiplicatore rispetto al ROE. Infatti, come abbiamo visto prima l’azienda ha convenienza a indebitarsi se il ROI supera il ROD, ma questa convenienza aumenta quanto è più elevato l’indice di indebitamento che esercita un effetto di moltiplicazione sul ROI, il quale, a sua volta, fa aumentare il ROE.
  • Incidenza della gestione non caratteristica: per gestione non caratteristica si intendono le gestioni finanziarie e straordinarie. L’incidenza aumenta se la gestione non caratteristica fornisce un contributo positivo, al contrario diminuisce.

Come possiamo apprendere dallo schema, il ROE è un indice sintetico e che è direttamente proporzionale al ROI, al leverage e alla gestione non caratteristica. Allo stesso modo il ROI è direttamente proporzionale al ROS e all’indice di rotazione degli impieghi.

La crisi di inefficienza, dapprima si riflette solo su alcuni indicatori economici, ma successivamente può venire a riflettersi anche sulle dinamiche finanziarie: aumento degli investimenti più che proporzionale all’aumento del fatturato, che viene ad assorbire risorse finanziarie in misura superiore a quelle attese, pregiudicando poi la stessa fattibilità dei piani di ristrutturazione per ridurre le situazioni di inefficienza produttiva e commerciale.

Crisi da sovrapproduzione

Tale crisi si ha quando l’azienda produce in misura superiore rispetto alla domanda proveniente dal mercato, e anche in tale situazione può aversi un peggioramento degli indicatori reddituali, finanziari e di attività. Una situazione di sovrapproduzione è segnalata da:

  • Un rallentamento rapido della rotazione del magazzino, con un conseguente allungamento del ciclo del capitale circolante. Di fatto il magazzino tende ad aumentare, diventando in parte immobilizzato, con effetti negativi sulla stessa situazione finanziaria. Per il suo calcolo prendiamo in considerazione l’indice di rotazione delle rimanenze.

Costo del venduto

Rimanenze

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  • Un peggioramento della liquidità secca (acid test ratio), esprime la capacità di affrontare i debiti di breve scadenza con le disponibilità liquide.

Disponibilità liquide

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Sintesi

Economia

Le diverse tipologie di crisi aziendali

Diritto

Il licenziamento; gli ammortizzatori sociali

Italiano

Luigi Pirandello

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