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Il sottile confine tra normalità e patologia mentale

Perché voler curare la nostra malattia? Davvero "dobbiamo togliere all’umanità quello ch’essa ha di meglio?" Giulia Domenichini 5 BLT

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Introduzione

La salute è definita come "uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia".

Se è richiesto uno stato completo di salute, forse tutti ne siamo esclusi.

Ciò che mi chiedo quindi è: "esiste un canone universale per giudicare se un individuo sia sano o meno? Quindi è possibile delineare un confine tra ciò che è considerato normale e ciò che è considerato patologico?".

Con questa tesina voglio tentare di risolvere questo enigma o perlomeno dare una mia interpretazione dopo aver analizzato le origini biologiche delle più diffuse malattie mentali e le diverse interpretazioni di salute e malattia che sono state date da uno scrittore e da uno psicoanalista: Italo Svevo e Sigmund Freud.

L’essere umano è un organismo molto complesso, dotato di un cervello e di innumerevoli implicazioni inconsce insite nella sua personalità che la scienza e la psicologia tentano di svelare e spiegare.

Sono sempre stata affascinata da questo mondo nascosto dentro ognuno di noi, e tramite la realizzazione di questa tesina ho avuto l’opportunità di approfondire almeno in parte le mie conoscenze in questo campo. Questa è la prima motivazione che mi ha spinto a scegliere questo argomento.

In secondo luogo vi è una motivazione più profonda. Nel mio piccolo mi sono sempre sentita un po’ "anormale", sempre in lotta con me stessa e con il mondo che mi circonda.

Quindi questa tesina è nata per darmi una spiegazione, per riflettere e capire meglio la mia complessa interiorità e comprendere che forse non sono anormale, ma semplicemente adatto come meglio riesco la mia personalità al mondo esterno, come tutti fanno.

Infine, spero che questa tesina possa essere uno spunto di riflessione per tutti coloro che la leggeranno. ! 2

Neurobiologia dei disturbi mentali

1.1 Il cervello

Il cervello è l’oggetto più complesso e misterioso che esista in natura. È ciò che sta alla base dei nostri comportamenti. Esso costituisce l’origine fisica dei nostri sentimenti, delle nostre paure, dei nostri desideri.

Il meccanismo e la struttura del cervello è molto complessa, le unità fondamentali sono i neuroni, i quali sono collegati tramite le sinapsi e comunicano attraverso i neurotrasmettitori.

La superficie del cervello appare come scavata da solchi e rilievi, i quali fungono da linee di demarcazione che permettono di individuare i lobi degli emisferi celebrali destro e sinistro.

Ogni lobo ha la sua specifica funzione, dalla capacità visiva a quella uditiva, dal controllo delle espressioni verbali all’apprendimento.

Aree corticali, aree cognitive, aree emozionali; aree sensoriali e aree motorie sono tutte distinzioni che ci aiutano a descrivere il cervello.

La realtà è che tutte funzionano all’unisono in un concerto eseguito quasi sempre alla perfezione.

1.2 Le cause

Nel corso del tempo lo studio del cervello ha fatto grandi progressi, ma c’è ancora una parte relativa alle sue disfunzioni che rimane misteriosa: il mondo delle malattie mentali.

Una malattia mentale deve essere considerata una malattia vera e propria, come lo è il diabete o l’artrite, e colpisce fino al 48% di individui nel periodo di una vita.

Le cause esatte delle malattie neuropsichiatriche restano ancora sconosciute, ma vengono ricondotte a una serie di fattori che possono portare all’insorgenza della malattia e sono: biologici, psicologici, sociali.

È certo tuttavia che tutto deriva dal cervello e dal suo funzionamento.

Per quanto riguarda i fattori biologici, molti scienziati credono che le malattie mentali siano provocate da un’attività alterata di neurotrasmettitori in aree specifiche del cervello.

I sintomi principali sono pensieri o azioni insolite.

I farmaci utilizzati agiscono correggendo il problema dei neurotrasmettitori, ma vengono spesso affiancati dalla psicoterapia in quanto da soli sono insufficienti. ! 3

1.3 Le malattie più comuni

Le forme più diffuse di disturbi mentali ai giorni nostri sono: la depressione, la schizofrenia e l’ansia.

Partiamo da quest’ultima. La schizofrenia colpisce generalmente persone di età inferiore ai 40 anni e causa un deterioramento delle funzioni mentali.

Alcuni sintomi comprendono illusioni e allucinazioni, disturbi del pensiero, della comunicazione verbale, dell’affettività.

Le idee perdono le loro concatenazioni logiche, il filo del discorso devia continuamente saltando da un argomento all’altro.

In molti casi sono stati riscontrati fattori ereditari che fanno quindi pensare a una causa di origine genetica.

Si ipotizza che uno o più geni anormali facciano produrre a certi neuroni nel cervello una quantità eccessiva di dopamina.

Questo neurotrasmettitore è coinvolto nella regolazione dei comportamenti di adattamento e delle emozioni che accompagnano questi comportamenti da un lato, e nel coordinamento del comportamento motorio dall’altro.

Questa teoria è sostenuta dal fatto che i sintomi sono alleviati da farmaci che bloccano l’attività della dopamina.

Tuttavia essi presentano alcuni effetti collaterali simili a quelli del morbo di Parkinson.

Ulteriori studi hanno però dimostrato che non è solo il sistema dopaminergico a svolgere un ruolo nell’eziopatogenesi della malattia.

Si è visto che un ruolo importante nel rischio di malattia schizofrenica è svolto da alterazioni nella quantità di un altro neurotrasmettitore, la serotonina, implicato nella regolazione del sonno e del sogno, nel controllo della temperatura corporea e nella coordinazione delle attività intestinali.

In questa direzione, il meccanismo d’azione dei farmaci tende a interessare più neurotrasmettitori in modo da riequilibrare il sistema e da evitare quanto più possibile gli effetti collaterali dovuti a un’azione troppo selettiva su un unico elemento.

La depressione è la malattia mentale più diffusa nella nostra società.

Essa è sostanzialmente caratterizzata da una tristezza eccessiva, insonnia, cambiamenti di peso, mancanza di concentrazione, senso di colpa e inutilità, perdita di interesse in ogni attività piacevole, ricorrenti pensieri di morte.

Alcuni classificano la depressione in due: depressione endogena ed esogena.

Nel primo caso i sintomi sembrano nascere dalla psiche stessa, senza nessuna provocazione.

Nel secondo caso si manifesta in seguito a un evento doloroso o a uno stress, spesso conseguente alla perdita di qualcosa o qualcuno di importante.

Anche qui i fattori genetici sembrano avere un ruolo importante.

Le teorie più accreditate sulle cause biologiche della depressione sono relative agli squilibri dell’attività dei neurotrasmettitori, in particolare la noradrenalina, serotonina e dopamina.

Bassi livelli di serotonina sembrano essere associati alla depressione maggiore e molte delle terapie volte alla cura di questo disturbo psichiatrico cercano di ristabilire appropriati livelli di serotonina, anche se circa il 20% delle persone affette da depressione non risponde a nessun tipo di terapia.

I primi farmaci utilizzati sono i TCA, ovvero gli antidepressivi triciclici.

Essi bloccano i meccanismi che fanno tornare il neurotrasmettitore nel neurone dopo che è stato rilasciato nel punto di sinapsi.

In questo modo la noradrenalina rimane nell’area della sinapsi e la sua attività sui neuroni viene intensificata.

Un’altra categoria di farmaci utilizzati è quella dei IMAO, enzimi che catalizzano l’ossidazione di monoamine come la noradrenalina.

Tra gli antidepressivi di seconda generazione con meno effetti collaterali, quindi spesso preferibili, ci sono gli inibitori di recupero della serotonina (SSRI), quali fluoxetina e sertralina.

Questi farmaci bloccano il recupero della serotonina dopo che è stata rilasciata.

Infine troviamo i farmaci di terza generazione, ovvero gli inibitori di recupero della serotonina e dopamina (SNRI).

Secondo alcuni studi è emerso che la depressione comporta alterazioni ormonali, che comprendono l’aumentata secrezione di glicocorticoidi, gli ormoni dello stress, alterazioni del flusso ematico e del metabolismo cerebrale.

Tuttavia, nessuno di questi cambiamenti è presente in tutti i soggetti con Depressione Maggiore, né alcuna particolare alterazione è risultata specifica per la depressione. ! 5

Negli ultimi due decenni, la ricerca ha sviluppato sistemi per descrivere le basi biologiche della depressione, come l’osservazione delle alterazioni strutturali e funzionali del cervello, misurate con la risonanza magnetica, l’individuazione di schemi di espressione genica nelle cellule bianche del sangue e l’analisi post-mortem del tessuto cerebrale di persone depresse.

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Sintesi

Confine tra normalità e patologia mentale: tesina

La salute è definita come "uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia". Se è richiesto uno stato completo di salute, forse tutti ne siamo esclusi. Ciò che mi chiedo quindi è: "Esiste un canone universale per giudicare se un individuo sia sano o meno? Quindi è possibile delineare un confine tra ciò che è considerato normale e ciò che è considerato patologico?" Con questa tesina voglio tentare di risolvere questo enigma o perlomeno dare una mia interpretazione dopo aver analizzato le origini biologiche delle più diffuse malattie mentali e le diverse interpretazioni di salute e malattia che sono state date da uno scrittore e da uno psicoanalista: Italo Svevo e Sigmund Freud.

L'essere umano è un organismo molto complesso, dotato di un cervello e di innumerevoli implicazioni inconsce insite nella sua personalità che la scienza e la psicologia tentano di svelare e spiegare. Sono sempre stata affascinata da questo mondo nascosto dentro ognuno di noi, e tramite la realizzazione di questa tesina ho avuto l'opportunità di approfondire almeno in parte le mie conoscenze in questo campo. Questa è la prima motivazione che mi ha spinto a scegliere questo argomento per la mia tesina di maturità. In secondo luogo vi è una motivazione più profonda. Nel mio piccolo mi sono sempre sentita un po' "anormale", sempre in lotta con me stessa e con il mondo che mi circonda. Quindi questa tesina è nata per darmi una spiegazione, per riflettere e capire meglio la mia complessa interiorità e comprendere che forse non sono anormale, ma semplicemente adatto come meglio riesco la mia personalità al mondo esterno, come tutti fanno. Infine, spero che questa tesina possa essere uno spunto di riflessione per tutti coloro che la leggeranno.

Collegamenti

  • Biologia - La neurobiologia dei disturbi mentali.
  • Filosofia - La psicoanalisi di Sigmund Freud.
  • Italiano - "La Coscienza di Zeno".
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