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La Shoah

Shoah è un termine ebraico che significa letteralmente “catastrofe”, “annientamento”. Indica lo stesso fenomeno delle espressioni olocausto, soluzione finale: il genocidio, lo sterminio di massa del popolo ebraico.

Gli Ebrei costituivano infatti il principale nemico per la Germania nazista guidata da Hitler negli anni della Seconda Guerra Mondiale. Hitler era un dittatore, la cui politica si basava sulla superiorità della razza ariana, cioè del popolo di origine pura tedesca. Secondo la sua ideologia gli Ebrei erano una popolazione inferiore che non aveva il diritto di esistere e che doveva essere eliminata.

Per la realizzazione di tale scopo si servì dei campi di concentramento e di sterminio, i cosiddetti lager. I primi lager sorsero nel 1933. L’annientamento prevedeva la distruzione dell’identità, della dignità e della vita stessa dei prigionieri. Si calcola che siano stati internati tra gli otto e i dieci milioni di persone, soprattutto Ebrei, ma anche oppositori politici, zingari, omosessuali e criminali. La campagna antisemita raggiunse il culmine tra il 1942 e il 1943. L’organizzazione della deportazione e dello sterminio fu diretta da Heinrich Himmler, capo delle SS.

Organizzazione del lager

I campi di concentramento e quelli di sterminio erano le due realtà che componevano il lager. Nei campi di concentramento i prigionieri vivevano in condizioni disumane, lavorando fino allo stremo delle forze. I campi di sterminio erano progettati esclusivamente per uccidere in massa.

Il complesso di Auschwitz-Birkenau comprendeva entrambe le tipologie. Fu preparato tra l’aprile e il giugno 1940 e qui arrivarono i primi prigionieri polacchi, il 14 giugno 1940. Il territorio di Auschwitz era di 40 km quadrati. Il campo di Birkenau sorgeva a tre chilometri circa di distanza, ancora più grande e ad esso erano collegati quaranta “sottocampi”.

I prigionieri giungevano nel campo ammassati in vagoni piombati, dopo aver viaggiato giorni o settimane senza cibo e servizi igienici. All’arrivo veniva fatta la selezione: quelli non in grado di lavorare (soprattutto donne e bambini) erano avviati alle camere a gas, gli altri venivano spinti al bagno. Qui dovevano privarsi dei loro vestiti, venivano rasati e fatti uscire nudi in cortile, che fosse estate o pieno inverno. Gli veniva fatta indossare la divisa a righe bianche e azzurre e un paio di zoccoli di legno o scarpe. In seguito venivano registrati con un numero tatuato sull’avambraccio sinistro, il quale diventava il loro nuovo nome. Gli oggetti di valore venivano requisiti e usati a scopi commerciali dalle organizzazioni hitleriane.

All’inizio i prigionieri dovevano affrontare il periodo della quarantena, da sei a otto settimane. In questo periodo erano sottoposti a continue esercitazioni fisiche, costretti a imparare i canti di marcia hitleriani e ricevevano pochissimo cibo poiché ancora non erano tenuti a lavorare. L’obiettivo della quarantena era di cancellare del tutto la personalità individuale e spezzare ogni resistenza. Ogni giorno nel cortile si svolgevano gli appelli che duravano ore. Dopodiché i prigionieri incolonnati si recavano al lavoro. Questo consisteva nell’edificare baracche e aprire strade, costruire stabilimenti per lo stesso uso dei prigionieri e lavorare per importanti industrie tedesche in fonderie, fabbriche di prodotti chimici e di munizioni, miniere.

Tutti i prigionieri erano suddivisi in categorie: gli Ebrei sul gradino più basso, seguiti da zingari, omosessuali, asociali, prigionieri politici, religiosi cattolici, testimoni di Geova e, infine, sul gradino più alto, i criminali comuni a cui spettavano compiti di sorveglianza sugli altri detenuti.

Gli edifici presenti nel campo erano baracche di legno o muratura, dette block. In un block c’erano 148 cuccette a tre piani, divise in tre corridoi. In ogni letto, su un materasso di paglia dormivano due prigionieri.

La sorte degli inutili

I prigionieri che all’arrivo venivano considerati non idonei al lavoro e quelli che dopo spossante lavoro non erano più in grado di svolgerlo, venivano rinchiusi nelle camere a gas. Qui morivano, ammassati a centinaia, asfissiati dal gas Zyklon B. Le camere a gas erano camuffate da docce. Da qui i cadaveri venivano messi nei forni crematori, da cui usciva il fumo denso e acre che per i prigionieri era uno dei presagi più sinistri.

Il ruolo degli altri Stati

I governi europei e quello degli Stati Uniti erano consapevoli di quanto accadeva agli Ebrei, ma nessuno aveva idea delle esatte proporzioni della carneficina. Il 27 gennaio 1945 arrivarono ad Auschwitz i soldati sovietici che aprirono i cancelli del lager. Questa data è celebrata ogni anno come “giornata della memoria”.

Solo allora il mondo intero prese conoscenza di questa atroce realtà. Si calcola che il 90% dei deportati sia stato sterminato e tra questi ben sei milioni di Ebrei. I pochissimi sopravvissuti erano oramai privi di personalità. Molti di loro, non riuscendo a vivere con il ricordo di quanto avevano visto e patito nel lager, finirono ricoverati in centri di cura psichiatrica o si tolsero la vita.

Tratto dal libro di Primo Levi “Se questo è un uomo”

“Eccomi dunque sul fondo. A dare un colpo di spugna al passato e al futuro si impara assai presto, se il bisogno preme. Dopo quindici giorni dall’ingresso, già ho la fame regolarmente, la fame cronica sconosciuta agli uomini liberi, che fa sognare di notte e siede in tutte le membra dei nostri corpi; già ho imparato a non lasciarmi derubare (…). Già mi sono apparse, sul dorso dei piedi, le piaghe torpide che non guariranno. Spingo vagoni, lavoro di pala, mi fiacco alla pioggia, tremo al vento; già il mio stesso corpo non è più mio: ho il ventre gonfio e le membra stecchite, il viso tumido al mattino e incavato a sera.”

Fonti: libro di storia

Auschwitz

Hitler kommt 1933 an die Macht. Viele Juden leben in dieser Zeit in Deutschland. Sie besetzen wichtige Stellen in der Finanz und der Wirtschaft.

Das gefällt Hitler nicht. Er will die Herrschaft der „arischen“ Rasse durchsetzen und die Juden beseitigen. Er will das Dritte Reich, das große germanische Reich, errichten. Er will also Deutschland und die ganze Welt von dem absoluten Bösen, das er in Juden verkörpert sieht, befreien.

Nach Hitlers Meinung sind die Juden an der Niederlage Deutschlands im Ersten Weltkrieg, an der Inflation und an der internationalen Wirtschaftskrise schuld.

Es beginnt eine systematische Diskriminierung und eine Entrechtung der Juden. Ab April 1933 verlieren viele Juden ihre Stelle. Im Jahr 1935 sind Ehen und Beziehungen zwischen Juden und Deutschen, nach den „Nürnberger Gesetzen“, verboten.

In der Nacht vom 9. (neunten) auf den 10. (zehnten) November 1938, der Reichskristallnacht, werden Dutzende Juden getötet, Tausende misshandelt.

Seit 1941 müssen alle Juden ab sechs Jahren einen gelben Stern tragen. Im September 1939 beginnt der Zweite Weltkrieg. 1942 beginnt der Holocaust, als Endlösung bekannt. Die Juden werden in Ghettos und später in Konzentrationslager deportiert. Dort werden sie vernichtet bzw. zum größten Teil vergast.

Auschwitz ist das größte Konzentrationslager, das Symbol für die Ermordung der Juden. Von 6 Millionen ermordeten Juden werden eine Million Juden allein in Auschwitz getötet.

Quellen: Blätter von Auschwitz

Se questo è un uomo

Primo Levi e il Neorealismo

Primo Levi nacque a Torino nel 1919. Apparteneva a una famiglia di origini ebraiche. Si diplomò al liceo classico e si iscrisse al corso di laurea in chimica presso l’università di Torino. Ostacolato dalle leggi razziali entrate in vigore in Italia dal 1938, riuscì comunque a laurearsi con lode nel 1941. Nel 1943 si inserì in un nucleo partigiano in Valle d’Aosta. A dicembre venne arrestato dalla milizia fascista e deportato ad Auschwitz, dove rimase fino alla liberazione da parte dell’Armata Rossa, nel 1945.

Il suo romanzo “Se questo è un uomo” è influenzato dallo stile del Neorealismo. Si tratta di un movimento letterario che intende descrivere la realtà storica della Seconda Guerra Mondiale e le sue conseguenze. I suoi caratteri sono quelli di dare testimonianza, con uno stile di cronaca, di quanto è stato vissuto nella guerra e della vita quotidiana delle classi più povere. Il linguaggio è semplice, scarno, vicino al parlato.

Poesia

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un sì o per un no.

Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.

Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.

Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.

Ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

Commento

La poesia “Se questo è un uomo” fu scritta durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale e della persecuzione degli Ebrei da Primo Levi, nei due anni che lui passò nel campo di concentramento Auschwitz. In questa poesia ha voluto informare noi, che viviamo di affetti, sicurezze, racchiusi nelle nostre abitudini, che gli uomini ad Auschwitz non erano più persone ma un numero, che morivano per motivi futili e che le donne, private dei capelli, non avevano più memoria perché preferivano non ricordare i bei momenti della loro vita. Perciò l’autore dice che è compito nostro tramandare il ricordo ripetendolo ai nostri figli e facendolo diventare parte di noi stessi.

Lo stile con cui scrive è diretto, con pochi versi che esprimono tutta la rabbia e fanno intendere il significato senza troppi giri di parole.

Sono presenti diverse figure retoriche:

  • Sineddoche “visi amici”, i visi indicano le persone che ci vogliono bene.
  • Anafora “che” dal verso 6 al 9.
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Sintesi

Materie e argomenti

  • Storia: Shoah
  • Tedesco: Auschwitz
  • Letteratura: Se questo è un uomo (Primo Levi)
  • Arte: Guernica (Pablo Picasso)
  • Musica: Earth song (Michael Jackson)
  • Geografia: Sudafrica
  • Scienze: AIDS
  • Inglese: Apartheid
  • Ed. fisica: 800 m piani
  • Ed. tecnica: Energia nucleare
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