Estratto del documento

“Che importa morire?

Meglio morire che essere legato!”

Cit. Pietro Rigosi

Roberta Binetti VA/p

Ist. “Vito Fornari”

Introduzione

Questa tesina affronta il tema riguardante le condizioni dei lavoratori e le loro contestazioni: un argomento molto attuale e di rilevante importanza. Il lavoro è un elemento fondamentale per ogni società civile in quanto, oltre a costituire una parte significativa della nostra identità, riesce a soddisfare ogni individuo lavoratore che si sente appagato, sia economicamente che socialmente, per ogni suo sforzo compiuto.

Alla positività causata da questa attività svolta dal soggetto, però, corrisponde una negatività determinata da una frustrazione causata dal contesto in cui il lavoratore deve spendere la maggior parte della sua vita.

Il titolo della tesina riprende una citazione di Pietro Rigosi, macchinista delle Ferrovie Italiane, suicidatosi, nel luglio del 1893, per protestare contro le difficili condizioni di lavoro e contro le ingiustizie sociali presenti anche nel settore ferroviario; in punto di morte il macchinista esordì dicendo «Che importa morire? Meglio morire che essere legato!».

In tutta la storia umana il lavoro e le occupazioni si sono trasformate totalmente attraverso i cambiamenti della società ma, nonostante ciò, tutt’ora, nel 2013, sono ancora all’ordine del giorno incidenti sul lavoro, sfruttamenti minorili, datori di lavoro irresponsabili e pessime condizioni dell’ambiente lavorativo; se pensassimo ad alcuni degli attuali esempi, ci verrebbero in mente l’Ilva di Taranto, la Fiat di Pomigliano o la miniera di Nuraxi Figus.

È importante, quindi, che ogni individuo continui a lottare affinché si riprenda a lavorare dignitosamente perché la perdita dell’impiego può portare a problemi mentali e di salute e perché senza il lavoro si finisce di essere umani.

Indice

Storia

  • Sinistra storica

Metodologia

  • I sindacati e il diritto di sciopero

Pedagogia

  • Influenza dell’industrializzazione sullo sviluppo del fanciullo

Filosofia

  • L’alienazione, K. Marx

Inglese

  • Coketown, C. Dickens

Italiano

  • Rosso Malpelo, G. Verga

Latino

  • L’ascesa dei liberti, Petronio

Anatomia

  • Il sistema respiratorio

Storia

Periodo importante per i lavoratori è stato quello che ha visto la sinistra storica al potere, opposta al precedente governo della destra storica che, attraverso imposte dirette e indirette, aveva economicamente colpito ricchi e poveri.

I rappresentanti, e quindi i Presidenti, della sinistra storica sono stati tre, primo dei quali Agostino Depretis. Depretis in politica interna riuscì a realizzare alcune riforme quali l’abolizione della tassa sul macinato e l’abbassamento dell’età di voto, che migliorarono le condizioni di vita degli italiani.

Alla sua morte gli successe Francesco Crispi, Presidente del Consiglio definito “autoritario” che riuscì ad ammettere in Italia il diritto di sciopero; in netto contrasto con questa iniziativa democratica diede, però, ampia libertà d’azione alla polizia autorizzandola a reprimere, con ogni mezzo, tutte le manifestazioni dei lavoratori, causando centinaia di morti tra gli operai.

Chi, però, attuò realmente delle innovazioni nel mondo dei lavoratori fu Giovanni Giolitti che affermò l’irrinunciabile diritto dei lavoratori ad avere delle proprie associazioni sindacali, le quali tutelavano gli interessi dei lavoratori; nel 1906, infatti, nacquero Cgl e Confindustria.

Giolitti fu un fervente sostenitore del non intervento dello Stato nella questione sociale. La sua idea era quella che gli scioperi dovessero svolgersi liberamente, senza alcun intervento da parte dell’esercito. Questa linea politica favorì un confronto tra le forze sociali in campo e portò, gradualmente, al rialzo dei salari e al miglioramento delle condizioni dei lavoratori. Fu un successo rispetto agli ultimi decenni dell’Ottocento.

La nascita dei sindacati, insieme all’atteggiamento giolittiano nei confronti degli scioperi, fece crescere il numero delle manifestazioni operaie e favorì lo sviluppo industriale. Grazie agli aumenti salariali ottenuti, infatti, si registrò una crescita della capacità di acquisto dei lavoratori, che ampliò il mercato dei consumatori.

Mentre in Italia, alla fine dell’Ottocento, erano ancora presenti situazioni difficili per i lavoratori, in Inghilterra nacque molti anni prima il Cartismo, movimento politico-sociale che poneva come obiettivi il suffragio universale maschile, lo scrutinio segreto, il Parlamento annuale, un’indennità ai deputati, collegi numericamente uguali e la soppressione del censo.

Successivamente, dopo che le petizioni furono respinte dal Parlamento provocando forti ribellioni, alle richieste politiche se ne aggiunsero altre di carattere sociale: diritto al lavoro e al suo prodotto integrale, socializzazione della terra e controllo economico dei mezzi di produzione da parte dei lavoratori. Con la fine dell’agitazione cartista, si accentuò il carattere prevalentemente economico-rivendicativo e non politico del sindacalismo inglese.

Dopo il crollo del cartismo, i movimenti operai presero la forma di società di mutuo soccorso, leghe operaie e leghe contadine, fino alla nascita del Sindacato. Le prime a nascere furono le Trade Unions nel mondo anglosassone; queste associazioni avevano, generalmente, l’obiettivo di migliorare, attraverso le lotte sociali e le riforme, i salari e le condizioni di vita sia attraverso la riduzione dell’orario lavorativo, che attraverso la tutela del lavoro minorile e femminile.

Metodologia

Lo strumento per eccellenza a disposizione dei lavoratori è lo sciopero: l’astensione collettiva dal lavoro (non retribuita).

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Sintesi

Materie e argomenti

  • Storia: sinistra storica
  • Metodologia: i sindacati e il diritto di sciopero
  • Pedagogia: influenza dell’industrializzazione sullo sviluppo del fanciullo
  • Filosofia: l’alienazione, K. Marx
  • Inglese: Coketown, C. Dickens
  • Italiano: Rosso Malpelo, G. Verga
  • Latino: l’ascesa dei liberti, Petronio
  • Anatomia: il sistema respiratorio
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