Liceo scientifico Filippo Lussana classe VM
Anno scolastico 2012-2013
Genovesi Alessio
La comunicazione non verbale
Che cos’è la comunicazione non verbale?
La comunicazione non verbale comprende tutti gli scambi che avvengono in un sistema diverso da quello verbale: nel canale uditivo comprende il sistema prosodico e il sistema paralinguistico: il primo comunica attraverso la melodia data ai discorsi, il secondo comprende tutti gli aspetti non verbali e non melodici del parlato (pause, sbuffi, esitazioni, colpi di tosse…); nel canale visivo-cinetico possiamo individuare il sistema cinesico, che pone l’attenzione sull’aspetto esteriore, la postura, i gesti… Gli altri due canali che fanno parte della comunicazione non verbale sono quello motorio tattile, che riguarda i contatti tra gli interlocutori e quello chimico olfattivo, che riguarda gli odori che le persone emettono mentre dialogano (utilizzo di profumi, rilascio di ormoni…).
Essa ha prevalentemente quattro funzioni, serve per manifestare espressioni (funzione espressiva), per stabilire la relazione tra i due interlocutori (funzione interpersonale), per controllare e coordinare lo scambio d’informazioni (funzione di regolazione dell’interazione), per dare maggior enfasi a ciò che si sta sostenendo (funzione di supporto al linguaggio).
Origini della comunicazione non verbale 2
Il libro che diede il via agli studi sul linguaggio del corpo
Il libro che diede il via agli studi sul linguaggio del corpo fu L’espressione delle emozioni dell’uomo e degli animali, pubblicata nel 1872 dallo scienziato inglese Charles Darwin (1809-1882).
Egli cominciò studiando il modo di comunicare degli animali, arrivando alla teoria della selezione naturale: solo gli animali in grado di comunicare riuscivano a capire in tempi adeguati i pericoli e quindi a restare in vita. Il linguaggio corporeo umano ha origine da quello animale, da cui si è sviluppato e differenziato nel corso del tempo. Dall’analisi dei comportamenti degli animali partirono quindi gli studi sulla comunicazione non verbale.
Albert Mehrabian (1939) è uno psicologo statunitense di origine armena che ha condotto degli studi sulla comunicazione non verbale. Grazie a questi, negli anni ’60 ha elaborato una teoria secondo la quale l’impatto complessivo di un messaggio è per il 7% dato dall’aspetto verbale, per il 38% dagli elementi non verbali del parlato (come il ritmo, le pause, il tono di voce…) e per il 55% dai messaggi non verbali, come ad esempio quelli corporei.
Ray Louis Birdwhistell (1918-1994) è stato un antropologo statunitense, considerato il fondatore della cinesica. Egli sosteneva che tutti i movimenti del corpo hanno un senso (non essendo casuali), e che si potesse analizzare la grammatica di questo paralinguaggio. Riprese poi la teoria di Mehrabian sulle componenti della comunicazione, sostenendo che in un dialogo la componente non verbale ha un’importanza del 65% circa. Un’altra sua importante ricerca statistica l’ha portato a stimare che mediamente un uomo è in grado di fare e riconoscere circa 250.000 espressioni facciali.
I segnali del corpo sono innati o acquisiti? 3
Noam Chomsky (1928), filosofo, linguista e docente del MIT (Massachusetts Institute of Technology), in una serie di studi compiuti attorno agli anni ’50, ha ipotizzato che nel cervello di ogni uomo esista un organo che presiede alla facoltà del linguaggio, ovvero alla capacità di strutturare gli enunciati di una lingua, e che esso sia patrimonio biologico della specie e quindi comune a tutti gli uomini.
Di conseguenza, per Chomsky, questa facoltà è innata negli uomini e consente loro di strutturare le espressioni in un modo preciso. Da quest’ipotesi derivano due conseguenze sorprendenti:
- La capacità di comunicare sarebbe iscritta nel bagaglio culturale della specie;
- Questa facoltà è presente e uguale in tutti gli individui.
Ricerche successive, condotte su ciechi, culture differenti tra loro e primati, hanno stabilito che i segnali si dividono in diverse categorie: per esempio tutti i neonati nascono con l’abilità di succhiare il latte materno; i bambini sordi o ciechi sorridono lo stesso, pur senza averne visti o sentiti altri compiere questo gesto; infine le espressioni facciali sono uguali tra diverse culture.
Quindi da queste ricerche sembrerebbe che molti gesti siano innati negli uomini. Tuttavia è possibile che molti gesti siano stati appresi culturalmente e quindi siano diventati per questo abituali.
Ad esempio un bambino che non ha più fame sposta la testa lateralmente per rifiutare altro latte e da questo gesto deriva quello di scuotere la testa per esprimere una negazione: come è noto, i bambini imparano per imitazione in fasi ben definite della loro età, non iniziano a parlare dal nulla.
Un altro esempio è dovuto al sorriso: esso esprime un sentimento positivo in tutti gli uomini, tuttavia ha un valore completamente diverso nei primati, in quanto un animale che mostra i denti vuole dire che è disposto ad usarli pur di attaccare o difendersi.
In conclusione non è possibile stabilire se tutti gli aspetti del linguaggio siano innati o acquisiti: nonostante i progressi delle neuroscienze è ancora difficile conoscere il processo di autoformazione della mente. Possiamo però affermare che esistono dei messaggi del corpo che sembrano essere innati, mentre altri sono acquisiti e dipendono dal contesto in cui si vive.
La comunicazione non verbale è onesta? 4
Sintesi comunicazione e potere tesina
L'obiettivo della seguente tesina di maturità è quello di descrivere il rapporto che sussiste tra comunicazione e potere. La comunicazione non verbale comprende tutti gli scambi che avvengono in un sistema diverso da quello verbale: nel canale uditivo comprende il sistema prosodico e il sistema paralinguistico: il primo comunica attraverso la melodia data ai discorsi, il secondo comprende tutti gli aspetti non verbali e non melodici del parlato (pause, sbuffi, esitazioni, colpi di tosse…); nel canale visivo-cinetico possiamo individuare il sistema cinesico, che pone l’attenzione sull’aspetto esteriore, la postura, i gesti… Gli altri due canali che fanno parte della comunicazione non verbale sono quello motorio tattile, che riguarda i contatti tra gli interlocutori e quello chimico olfattivo, che riguarda gli odori che le persone emettono mentre dialogano (utilizzo di profumi, rilascio di ormoni).
La seguente tesina permette di creare un collegamento tra la comunicazione e il potere, riprendendo in particolar modo l'utilizzo che il fascismo fa dei mezzi di comunicazione, come per esempio il cinema di propaganda fascista; in ambito storico viene anche effettuato un collegamento con il periodo fascista.
In latino infine la tesina garantisce un collegamento con Quintiliano e il sorriso.
Collegamenti
- Storia: Fascismo.
- Arte: Cinema di propaganda fascista.
- Latino: Quintiliano e il sorriso.