Estratto del documento

Ho sempre avuto la passione per il disegno a mano libera e da un lungo periodo di tempo ho iniziato una serie di ritratti di artisti, ognuno in un solo colore e tutte le sue tonalità, in base alle loro opere, pensieri e stati d'animo; credo dunque non vi sia niente di meglio della copertina di “The Dark Side of the Moon” per spiegare il concetto che ognuna delle nove arti possa essere suddivisa in tanti filoni quanti sono i colori che si scaturiscono da un fascio di luce.

Venendo poi a conoscenza durante l'anno scolastico dell'opera “Lo Spirituale nell'Arte” di Kandinskij e del suo pensiero, quasi uguale al mio, mi son convinto e messo al lavoro per realizzare una tesina abbinando ad ogni colore un artista ed una materia.

Spero apprezziate; buona lettura.

I colori della musica

Inglese

Bianco: Miles Davis

Progettazione

The man who lived between two ages

Nero: Renzo Piano e l'Auditorium Parco della musica

Fisica

Blu: i Pink Floyd e la copertina delle copertine

Filosofia

Viola: Dio è morto: Chi è il colpevole?

Italiano

Giallo: Freddie Mercury

Grigio: De André, l'ultimo grande poeta e la potenza della sua voce

Storia dell'arte

Verde: Augusto Daolio e tutte le arti dell'uomo

Storia

Rosso: i System of a Down e il massacro dimenticato

Educazione fisica

Arancione: Conte e il suo Bartali

di Pennacchi Yuri

Luce e suono

Cosa hanno in comune “The Dark Side of the Moon” dei Pink Floyd e la voce di Freddie Mercury, leader dei Queen? “Nulla” verrebbe da pensare, visto che uno si potrebbe ricollegare a un fenomeno legato alla luce e l'altro al suono, se non fosse che entrambi questi ultimi siano formati da onde...

Luce e suono sono fenomeni ondulatori. Cosa sono e come si comportano le onde in generale?

L'onda è una perturbazione prodotta da un generatore che si estende su un mezzo materiale, solido o fluido che sia, e può essere vista anche come uno spostamento di energia, e non materia. Una singola perturbazione localizzata e di breve durata sul mezzo viene definita onda impulsiva, un movimento ripetuto periodicamente dal generatore crea un'onda periodica.

Le onde possono essere trasversali se direzionate perpendicolarmente alla direzione di propagazione o longitudinali se parallele a quest'ultima.

Le grandezze fisiche che descrivono il comportamento di un'onda periodica sono: l'ampiezza (A), che indica la massima oscillazione che può compiere un'onda, la lunghezza d'onda (λ), che equivale alla distanza fra due punti massimi, o minimi, consecutivi, il periodo (T), che indica l'intervallo di tempo necessario a compiere un'oscillazione completa, la frequenza (f), che indica il numero di oscillazioni che possono essere effettuate nell'unità di tempo. L'unità di misura della frequenza è l'hertz (Hz), dal nome di Heinrich Rudolf Hertz, fisico che per primo dimostrò l'esistenza delle onde elettromagnetiche grazie a un congegno di sua invenzione in grado di emettere onde radio.

La frequenza f è il reciproco del periodo, quindi sarà f = 1/T o equivalentemente T = 1/f.

Il rapporto fra la lunghezza “λ” e il tempo “T” dà come risultato la velocità “v”:

v = λ/T, di conseguenza v = λf

In altre parole, in un'onda elettromagnetica tra lunghezza d'onda e frequenza esiste un rapporto di proporzionalità inversa.

Il suono

I suoni sono onde meccaniche longitudinali generate da un corpo che vibra, generando una successione di compressioni e di rarefazioni del mezzo nel quale si propagano. I suoni che arrivano all'orecchio umano, che hanno una frequenza compresa tra 20 Hz e 20 000 Hz, stimolano la membrana del timpano, dando il via al processo uditivo.

Tutte le onde meccaniche con frequenza inferiore ai 20 Hz sono infrasuoni, mentre quelle superiori a 20 000 Hz sono ultrasuoni.

Il suono è caratterizzato da altezza, intensità e timbro. L'altezza distingue un suono più acuto da uno più grave e dipende dalla frequenza dell'onda. Un suono è tanto più alto quanto maggiore è la frequenza dell'onda che lo produce. L'intensità determina il volume del suono. Il timbro dipende dalla particolare legge periodica con cui oscilla l'onda sonora. Ci permette di capire se stiamo ascoltando musica generata da uno strumento piuttosto che da un altro.

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La luce e i colori

Quando onde elettromagnetiche luminose di diversa frequenza, compresa fra 4 × 1014 Hz (400 nm) e 8 × 1014 Hz (800 nm), si propagano nell'aria provocano nei nostri occhi la percezione di colori differenti. Tutte le onde con frequenza inferiore, e lunghezza d'onda superiore, come gli infrarossi, e tutte quelle con frequenza superiore, con lunghezza d'onda inferiore, esempio gli ultravioletti, non provocano sensazioni visive.

Quando un oggetto dalla superficie opaca viene a contatto con i raggi luminosi, esso ne assorbe una parte, rimandandone indietro disordinatamente un'altra: proprio questa parte “riflessa”, e la percentuale maggiore di colore che la forma, darà all'occhio la percezione di tale tonalità.

Tale fondamento fisico è frutto degli studi di sir Isaac Newton del 1704, dopo che aveva già presentato il suo esperimento nel 1672, nel quale un raggio di luce solare, bianca, attraversando un prisma in vetro, fuoriusciva dal verso opposto suddivisa in 6 colori: era questa la famosa dispersione della luce che pose fine alle credenze precedenti ad essa, che le varie tonalità fossero quasi una “contaminazione” della purezza della luce venuta a contatto con oggetti e materiali.

Ciononostante ogni oggetto è una fonte emanante onde elettromagnetiche, detti perciò in fisica corpi luminosi o sorgenti di luce, per lo più infrarosse, ma basta innalzare la temperatura, solitamente oltre gli 800 °C, perché le loro emissioni possano diventare visibili.

Il blu: i Pink Floyd

Dopo l'allontanamento di Syd Barrett dal gruppo, Roger Waters insistette a lungo con la band per la creazione di un disco che trattasse temi scottanti e cruciali, integrando l'album con il loro tour in atto al momento della proposta fatta dal bassista. I componenti del gruppo realizzarono così il desiderio di espandere i propri confini avanzando in modo sperimentale: fu una delle prime volte nel mondo musicale che dietro ad un disco si nascondesse un grandissimo lavoro di mixer, sintetizzatori, loop e suoni d'avanguardia, ai tempi tutto a mano senza tanti aiuti da parte dei computer, tanto che venne definito come un'ipotetica “incarnazione del suono del futuro”.

Waters lo descrive come l'inizio dell'immedesimazione, del filo conduttore fra la gente, non solo musicisti e spettatori, mentre, sempre per Fricke, è “un pezzo teatrale sulla vita contemporanea”.

Tutto l'album si basa su concetti esclusi fino a quel momento da ogni cantante e band: si era soliti a canzoni allegre e spensierate durante i periodi bui, ma nessuno aveva mai osato creare un disco sui problemi etico-sociali in un periodo di generale stabilità, nessuno aveva mai affrontato a viso aperto tutte quelle forze che influenzano e colorano le esistenze umane, quelle forze che ti portano a morte, pazzia, immedesimazione ed avidità. Waters si ricollegherà proprio allo scienziato studioso della luce e delle sue caratteristiche con la frase:

“...tutto ciò si basa su una legge Newtoniana...”

A chi e perché venne l'idea di mettere sopra a quel disco un curioso effetto fisico? La responsabilità cadde su Storm Thorgerson, fotografo e designer, che dovette risolvere le principali richieste del gruppo sul messaggio che volevano si potesse percepire già a partire dall'aspetto fisico del disco: l'epicità dei loro spettacoli e concerti ed un simbolo che richiamasse al potere, ambizione ed avidità attaccati fortemente in questa opera, il tutto racchiuso in una semplice ma al tempo stesso brutale immagine che richiamasse l'attenzione della gente, quest'ultimo soprattutto su volere di Richard Wright.

Perché il blu: Waters e Gilmour sono considerati ufficialmente fra i migliori artisti al mondo non solo come musicisti ma anche come parolieri: la profondità del blu e delle sue sfumature prende forma così nei messaggi dei brani impegnati e sentimentali di cantautori e cantanti, a volte tristi e depressi.

Altri artisti blu: Roberto Vecchioni, Mia Martini, Francesco De Gregori

Il giallo: Freddie Mercury

Nato Farrokh Bulsara a Zanzibar il 5 settembre del 1946, Freddie Mercury crebbe in una famiglia di origine indiana ed etnia parsi, in continuo spostamento fra l'India e l'isola africana, ai tempi ancora sotto il protettorato britannico, a causa del lavoro del padre. Oltre a dimostrare grande attitudine ed impegno per le materie artistiche e sportive, su consiglio del preside del collegio St. Peter Panchgani, nei pressi di Bombay. Trasferitosi nei pressi di Londra, all'età di 18 anni, causa la rivoluzione di Zanzibar, continuerà gli studi al politecnico di Isleworth dove incontrerà Brian May e Roger Taylor, con cui formerà nel 1970 i Queen, a cui s'aggiungerà il bassista John Deacon.

Sapendo che il suono base riconosciuto universalmente come diapason è un L3, ovvero un La sopra il Do centrale della seconda ottava di qualsiasi strumento, il quale ha una vibrazione di 880, pari a 440 Hz, Freddie Mercury poteva raggiungere il Fa della quarta ottava (F5) partendo dal Fa della prima (F2): ciò sta ad indicare che aveva un'estensione vocale pari a quattro ottave, qualità più unica che rara fra i vari cantanti di musica leggera. Montserrat Caballé, soprano spagnolo e collaboratrice di Mercury per l'album Barcellona, disse di lui: “scale musicali in poche battute, passando da un ruggito rock gutturale ad un acuto puro e cristallino”, quella che in gergo viene definita un'ottima “coloratura”.

Sono vari i fattori che possono influire sull'estensione vocale umana, come la presenza di testosterone o il semplice allenamento delle corde vocali, ma in alcuni casi si può definire come un “dono innato”. Fatto sta che tale dono portò Bulsara alla rovina oltre che al successo: nel 1989 gli venne diagnosticata la positività all'HIV e la conseguente contrazione dell'AIDS; la morte sopraggiunse il 24 novembre 1991, causa una broncopolmonite dovuta agli sforzi alle corde vocali e al fumo ed aggravata dalle complicazioni dovute ai virus.

Al funerale parteciparono solo 35 persone fra le quali i compagni della band e pochi amici del mondo della musica come Elton John, Michael Jackson e David Bowie.

Perché il giallo: come il giallo attira l'attenzione colpendo l'occhio dell'osservatore, così gli artisti rappresentati da questo colore amano andare contro le tendenze, creando vere e proprie mode: il giallo è il colore di chi sfida le regole, il giallo è il colore di chi ama e seduce e si fa amare e sedurre dal pubblico, il giallo è il colore di Freddie Mercury, senza ombra di dubbio.

Altri artisti gialli: Madonna, David Bowie, Loredana Bertè

Il rosso: i System of a Down

Verso la fine del 1923 in Turchia, divenuta da poco repubblica, si stimò che quasi 1.200.000 armeni fossero stati perseguitati, esportati e trucidati dal governo dei Giovani Turchi.

Per molto tempo le maggiori cariche hanno cercato di non parlare e riconoscere tale orrore fino a che, nel 1994, un gruppo californiano non decise di formarsi e riportare con le loro canzoni questo fatto alla memoria di tutti.

Nel 1890 la Russia zarista e cristiana di Alessandro III cercava di espandere i propri territori: la Turchia con i suoi sbocchi sul mar Mediterraneo e mar Nero e Costantinopoli, ponte verso l'Europa, era un'ottima preda. Per raggiungere tale suo scopo appoggiò nel 1895 la rivoluzione di circa 2 milioni di turchi armeni, prevalentemente appartenenti alla chiesa apostolica armena, nella loro lotta all'indipendenza dall'Impero ottomano, assecondato dalla popolazione curda che condivideva i territori dell'Anatolia a sud del Caucaso e che era mossa da un forte sentimento di odio anti-armeno.

Gli armeni non erano nuovi al trovarsi in mezzo ai conflitti fra Russi e Turchi, già circa vent'anni prima durante la guerra russo-turca combattuta sotto il regno di Alessandro II, migliaia di esponenti di questa etnia dovettero emigrare verso territori come la Georgia per salvarsi, e finalmente videro la possibilità di riscattarsi e riprendersi i loro legittimi territori, che abitavano da più di 3.000 anni.

L'impero turco, nonostante fosse ormai avviato verso un'arrestabile crisi economico-sociale, riuscì a sedare la rivolta, che si concluse nel 1896 con 200 mila armeni sterminati e 200 mila fra rapiti e convertiti all'Islam.

Dopo poco più di 10 anni, a Costantinopoli, i Giovani Turchi ebbero la meglio sul governo del sultano intento a ripristinare l'autocrazia: per una tirannia che viene stroncata sul nascere un'altra sale al potere e così il nuovo governo instaura una dittatura militare la quale, oltre che privare d'ogni diritto la popolazione turca, aggiunge altre 30.000 vittime al bilancio, col massacro in Cilicia.

Mehmed Talat Pascià, ministro degli Interni

Con l'entrata in guerra affianco di Germania e Austria-Ungheria, la Turchia, impreparata e mal equipaggiata, subisce gravi perdite dall'eterno nemico russo; i maggiori capi di Stato ed esercito indicano come principali colpevoli di tale disfatta gli armeni, proclamando così guerra all'etnia, appoggiati dalle truppe tedesche alleate.

La vera motivazione risiedeva nel fatto che uno Stato da sempre islamico non poteva più sopportare una minaccia interna vicina al mondo cristiano occidentale e che stava mano a mano mettendosi in mostra alle altre potenze europee ed avrebbero ostacolato la creazione di un totalitarismo statale e religioso.

Il 24 aprile 1915 vennero così prelevati, incarcerati e infine strangolati col fil di ferro 500 esponenti del Movimento Armeno. Il 24 aprile diviene così il giorno commemorativo dello sterminio, e per tutto l'anno successivo alla retata di Costantinopoli continua la persecuzione nelle principali province.

Per evitare la deportazione in territori come la Siria e la Mesopotamia, attuale Iraq, gli armeni delle zone più orientali abbandonarono tutto ciò che possedevano sfuggendo alla minaccia. Senza aspettare la fine della guerra 150.000 soldati armeni vennero immediatamente disarmati al loro rientro in patria e trucidati, seguiti dagli operai della ferrovia Berlino-Costantinopoli-Baghdad; ciò spinse finalmente la Germania e l'Austria a denunciare l'orribile massacro ed incrinò i rapporti fra le potenze dell'Alleanza.

Con la fine della guerra l'esercito inglese arrivato in Siria e Palestina si ritrovò di fronte ad un orrore morale senza precedenti: dopo aver privato di tutto la popolazione armena, i bordelli siriani divennero il teatro dove le giovani cristiane erano martoriate dalle varie malattie veneree mentre i bambini erano stati spediti in orfanotrofi-carceri per essere rieducati alla religione islamica, dove si “raddrizzavano le schiene dei giovani ribelli”.

Il massacro si concluderà solo nel 1922, quando la neonata Repubblica di Turchia di Kemal Atatürk sederà una rivolta che aveva portato alla nascita e riconoscimento non ufficiale della Repubblica Armena indipendente. Dei quasi 1.800.000 armeni solo 600.000 si salvarono fuggendo prevalentemente in Russia.

Il genocidio di un'intera razza

Ci ha portato via l'orgoglio.

Il genocidio di un'intera razza

Deportata, guarda cadere tutto a pezzi!

Rivoluzione, la sola soluzione

La risposta armata di un'intera nazione

Rivoluzione, la sola soluzione

Ci siamo presi tutto il vostro schifo, ora è tempo di restituirlo.

(trad. P.L.U.C.K)

Nel 1994 i californiani Tankian, Odadjian e Malakian, già uniti col nome di Soil, decisero di innovare il gruppo con l'aggiunta di Khachaturian alla batteria e facendo delle loro origini armene il punto cardine della loro produzione discografica.

Infatti quasi tutte le canzoni “impegnate” trattano, anche se in modo non diretto, del genocidio, in particolar modo per la fase che va dal '14 al '22, fra i cui superstiti erano presenti gli antenati dei membri della band.

Tankian è solito ripetere, giustamente, che a differenza dell'Olocausto, il Massacro degli Armeni non viene ricordato soventemente e non appartiene alla memoria popolare anche delle religioni ed etnie che non l'hanno vissuto.

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Sintesi

Introduzione Colori della Musica, tesina

Ho sempre avuto la passione per il disegno a mano libera e da un lungo periodo di tempo ho iniziato una serie di ritratti di artisti ognuno in un solo colore e tutte le sue tonalità, in base alle loro opere, pensieri e stati d'animo; credo dunque non vi sia niente di meglio della copertina di “The Dark Side of the Moon” per spiegare il concetto che ognuna delle nove arti possa essere suddivisa in tanti filoni quanti sono i colori che si scaturiscono da un fascio di luce. Venendo poi a conoscenza durante l'anno scolastico dell'opera “Lo Spirituale nell'Arte” di Kandinskij e del suo pensiero, quasi uguale al mio, mi son convinto e messo al lavoro per realizzare una tesina abbinando ad ogni colore un artista ed una materia.

Collegamenti

Colori della Musica, tesina

  • Fisica - Pink Floyd e onde visive, Freddie Mercury e onde sonore
  • Storia - System of a Down e l'olocausto armeno
  • Educazione Fisica - Paolo Conte e Bartali
  • Storia dell'Arte - Augusto Daolio e le sue opere pittoriche
  • Filosofia - Guccini, Nietzsche e "Dio è morto"
  • Inglese - Miles Davis e "The Jazz Age"
  • Progettazione - Renzo Piano e l'Auditorium Parco della Musica
  • Italiano - De André e le sue canzoni/poesie
  • Religione - Angelo Branduardi e San Francesco
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