Liceo delle scienze umane “Leonardo Da Vinci”
-Lanusei-
Alunna: Cucca Fadda Valeria
a
5 A
Anno scolastico: 2014/2015
Cibo e fame nel mondo
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Indice materie
Storia: La situazione dell’Italia dopo il 1861
Italiano: Giovanni Verga “I Malavoglia”
Storia dell’arte: Analisi e descrizione del dipinto “Le Spigolatrici” di
Jean-François Millet
Chimica: Gli alimenti
Inglese: Fame nel mondo
Matematica: Dati statistici sulla fame nel mondo
Fisica: L’elettricità
Filosofia: Diritto al cibo
Scienze umane: Disturbi del comportamento alimentare
:
Latino: Petronio “La cena di Trimalchione” tratto dal Symposion
Educazione fisica: Alimentazione e benessere
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Introduzione
Di tutte le disuguaglianze tra i popoli della terra quelle relative all’alimentazione e all’acqua sono tra le più odiose e ingiuste. Gli esperti, infatti, hanno calcolato che le risorse alimentari della terra, se equamente distribuite, potrebbero sfamare 12 miliardi di persone, ben di più dei 7 miliardi attuali.
Oggi invece, mentre nelle nostre case si spreca cibo, molti popoli soffrono ancora di fame e malnutrizione. La sottoalimentazione è una condizione che si verifica quando le persone non hanno accesso a un cibo sano e nutriente in quantità sufficiente per una crescita e uno sviluppo normali e una vita attiva e in buona salute. Questo problema è in leggera diminuzione a livello mondiale, ma continua a essere molto diffuso, soprattutto in Africa Subsahariana ed Asia meridionale.
La malnutrizione è una condizione che deriva da una prolungata dieta squilibrata in termini di nutrienti rispetto ai fabbisogni del corpo. Questo squilibrio può verificarsi per eccesso e per difetto. Nei paesi in via di sviluppo, la malnutrizione deriva spesso dalla mancanza di uno o più nutrienti. Nei paesi più ricchi, invece, può manifestarsi più di frequente per eccesso di uno o più principi nutritivi. Le calorie provengono da tre principi alimentari: carboidrati, grassi e proteine.
Il fabbisogno calorico degli esseri umani varia in base all’età, al sesso, alla salute, al clima e all’attività. In media, una persona in buone condizioni che pesa 70 kg ha bisogno di circa 2500/3000 kcal al giorno secondo l’attività che svolge. Se l’alimentazione è insufficiente manca l’energia necessaria a condurre una vita attiva, si consuma la massa magra dei muscoli, diventa difficile studiare, lavorare e anche giocare. I bambini sottoalimentati crescono poco, il loro sviluppo mentale è più lento e sono più vulnerabili alle malattie e alle infezioni. Milioni di persone sopravvivono mangiando sempre le stesse, poche cose e quindi sono prive di vitamine e sali minerali indispensabili. La mancanza di questi nutrienti, la cosiddetta “fame nascosta” colpisce oltre 2 miliardi di persone e provoca gravi conseguenze. Complessivamente, la denutrizione e la malnutrizione uccidono ogni anno più di 5 milioni di bambini. Le cause di questo fenomeno sono molte: carestie, disastri ambientali dovuti al surriscaldamento della Terra, aumento del prezzo dei beni alimentari, crisi economica mondiale, scarsa produttività dell’agricoltura e dei paesi più poveri.
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Storia
L’economia italiana era basata sull’agricoltura, ma diversamente da ogni altro paese, le condizioni del meridione non erano facili, per via delle scarse pianure. Solo in Piemonte e nella Pianura Padana esistevano grandi aziende agricole moderne che coltivavano riso, allevavano bovini o suini ed erano organizzate in modo capitalistico con l’impiego di manodopera salariata.
In tutta l’Italia Centrale dominava la mezzadria, un sistema applicato a poderi di piccole dimensioni coltivati a cereali, ulivi, viti, alberi da frutta, in cui il mezzadro viveva di ciò che produceva e, nel Medioevo, divideva a metà spese e ricavi con il padrone. Nell’Ottocento, però la sovrabbondanza di manodopera aveva reso possibile ai padroni di ricattare i mezzadri e di esigere molto più della metà del ricavo rendendo durissime le condizioni dei mezzadri. In compenso però il contadino a mezzadria aveva l’orgoglio di coltivare una terra che considerava quasi propria, e ciò ebbe il vantaggio di salvaguardare il territorio. Molto diversa era la situazione del Mezzogiorno e delle isole, che mostravano anche nel paesaggio, l’impronta del latifondo: grandi distese in parte coltivate a grano, in parte abbandonate, niente strade, niente fattorie, ma solo pochi borghi rurali situati a grande distanza gli uni dagli altri. I contratti agrari erano ancora basati sullo scambio in natura e su una forte dipendenza personale dei contadini dai signori. I contadini del Sud mangiavano solo qualche legume e un pane non di grano ma di cereali scadenti; erano colpiti da tutte le malattie da denutrizione tra cui la pellagra, abitavano in case e capanne malsane, a volte anche in caverne, e sempre in compagnia degli animali. Le loro condizioni culturali erano disastrose; analfabetismo, superstizione, pregiudizi e pratiche magiche dilagavano; ciò che dicevano i padroni e il clero veniva creduto come verità rivelata. L’unico valore condiviso da tutti era la speranza di possedere un pezzo di terra proprio. Per questo si poteva anche rubare e uccidere. La classe dirigente della nuova Italia non conosceva queste condizioni. Cavour, che pure aveva viaggiato in molti Paesi europei, non conosceva la situazione del Meridione e nessuno aveva mai ordinato un’inchiesta seria sulla realtà contadina, né del Sud, né delle altre regioni
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Letteratura italiana
I Malavoglia è il primo romanzo del “Ciclo dei vinti” pubblicato da Giovanni Verga nel 1881.
Il romanzo narra la storia di una famiglia di pescatori siciliani in un villaggio di Aci Trezza.
I Toscano soprannominati “Malavoglia”, posseggono una casa e una barca, che consentono loro una vita tranquilla e felice. Nel 1863 il giovane ‘Ntoni figlio di Bastianazzo deve partire per il servizio militare. La famiglia privata delle sue braccia, si trova in difficoltà dovendo pagare un lavorante. A questo si aggiunge anche una cattiva annata per la pesca e il fatto che la figlia maggiore di Bastianazzo, Mena abbia bisogno della dote per sposarsi. Padron ‘Ntoni il vecchio patriarca della famiglia per superare le difficoltà decide di intraprendere un piccolo commercio di lupini per rivenderli in un porto vicino. Ma la barca naufraga nella tempesta. Bastianazzo muore e il carico va perduto. Per i Malavoglia cominciano una serie di sventure. La casa viene pignorata, Luca, il secondogenito, muore nella battaglia di Lissa. Maruzza moglie di Bastianazzo muore di colera: la barca ritrovata e riparata naufraga ancora. Le sventure disgregano il nucleo familiare: ‘Ntoni avendo conosciuto la vita nelle grandi città, non si adatta più alle fatiche e comincia a frequentare le cattive compagnie, viene coinvolto nel contrabbando e sorpreso, accoltella una guardia doganale per motivi di rivalità. Lia ormai disonorata, fugge dal paese e finisce in una casa di malaffare nella città. A causa del disonore che affligge la famiglia, Mena non può più sposarsi. Il vecchio Padron’Ntoni atterrito dal disordine va a morire in ospedale. L’ultimo figlio Alessi riesce a riscattare la casa, continuando il lavoro del nonno. ‘Ntoni uscito dalla prigione, torna una notte in famiglia, ma si rende conto che non può più restare, e si allontana per sempre.
I Malavoglia rappresentano il classico mondo rurale, chiuso dai ritmi di vita tradizionali, e dominato da una visione del mondo anch’essa tradizionale, che si fonda sulla saggezza dei proverbi. Ma non si tratta di un mondo immobile, il romanzo è la rappresentazione del processo in cui la storia penetra in quel sistema arcaico, disgregandone la compattezza. Infatti la storia ha inizio dopo l’unità d’Italia, nel 1863, mettendo in evidenza come il piccolo villaggio siciliano sia investito dalle tensioni di un momento di trasformazioni della società italiana. La storia si presenta con il servizio militare obbligatorio, sconosciuta al Regno Borbonico, che sottrae braccia al lavoro, mettendo in crisi la famiglia: proprio dalla partenza del giovane ‘Ntoni per il servizio militare, prende inizio il cambiamento della famiglia Toscano, dove hanno inizio una serie di difficoltà e di sventure che rompono l’equilibrio della famiglia e del sistema sociale. I Malavoglia, a causa delle difficoltà economiche, sono costretti a diventare negozianti, e in conseguenza del fallimento della loro iniziativa, subiscono un processo di declassazione, passando da proprietari di una casa e di una barca a nullatenenti costretti ad andare a giornata per vivere. Questo mondo del villaggio può sembrare immobile solo perché i fatti narranti, obbedendo al principio dell’impersonalità dell’autore e della regressione, sono presentati dall’ottica dei personaggi: è la visione soggettiva della vicenda che rende l’immagine di una realtà statica, perché loro sono abituati a concepirla.
Il personaggio in cui si incarnano le forze disgregatrici della modernità è il giovane ‘Ntoni.
Egli uscito dall’universo chiuso del suo paese, viene a contatto con la realtà moderna, è per questo che non si adatta più al suo paese. Emblematico è il conflitto che egli ha con il nonno, che rappresenta lo spirito tradizionalista e attaccato ai valori tradizionali.
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I Malavoglia sono stati spesso interpretati come la celebrazione di un mondo arcaico e attaccato ai valori tradizionali. La fisionomia del romanzo non è dato solo dai personaggi, ma anche dall’avarizia disumana degli altri personaggi.
Storia dell’arte
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I soggetti principali di questo quadro sono le tre vedove nell’atto di raccogliere ciò che rimane della mietitura del grano. Sono le più misere tra i miseri, eppure ci appaiono piene di dignità. Millet, infatti, le rappresenta quasi come statue di una monumentalità solenne, sono gli unici elementi ben delineati rispetto allo spazio circostante (i cavalli, le case, i covoni…che si intravedono sullo sfondo sono semplici pennellate che permettono di intuire di che cosa si tratta, ma non sono così precisamente definiti: è un continuum di colori). Esse, inoltre, sono disposte in questo spazio in modo estremamente ordinato, come è evidente dalla perfetta simmetria tra le due donne chinate e dalla posizione della terza donna, che scandisce la suddivisione in piani e introduce la prospettiva del quadro stesso indirizzando lo sguardo dello spettatore, che è proprio chiamato a partecipare della scena. Colpisce l’equilibrio studiato che fa sì che la donna al centro del quadro abbia una postura che richiama un arco, elemento architettonico di stabilità ed equilibrio perfetti, riecheggiato ed amplificato dalle altre due. Nello stesso tempo, però, la scena è resa dinamica dalla figura dell’altra vedova ripiegata, il cui braccio destro non poggia per terra, la cui testa è lievemente sollevata e il braccio sinistro appoggiato sulla schiena, formando in questo modo una linea retta obliqua che rende l’idea dello slancio in avanti.
La dignità di queste donne è sottolineata anche dall’attenzione di Millet ai particolari che le caratterizzano, come per esempio il laccio che sta intorno alla manica della donna al centro, o le gonne che cadono sugli zoccoli, le ombre delle pieghe delle gonne o i copricapo colorati.
I colori degli abiti, modulati semplicemente sulle gradazioni dei tre primari (rosso, giallo, blu), si richiamano continuamente: il colore del foulard della donna più distante è simile a quello della gonna della vedova in primo piano, il copricapo della donna in mezzo richiama il colore del volto di quella in piedi e il grembiule di quest’ultima è della stessa tonalità del corpetto della vedova in
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mezzo, nonché delle spighe. La pelle, gli abiti e le scarpe delle tre donne richiamano da vicino il colore della terra. Tutto questo crea una intima unione delle vedove tra di loro e con la terra stessa.
Millet, inoltre, con piccoli tratti decisi e chiari che brillano nella terra in primo piano sottolinea la bellezza di quei resti delle spighe illuminati dal sole, che animano nel primo piano il paesaggio ordinato, classicamente suddiviso in tre immobili fasce.
Il realismo di Millet arriva pertanto a rendere evidente, in una visione di pacata bellezza, la dimensione sacra ed eterna di un gesto concreto e semplice.
Chimica
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Introduzione: cibo e fame nel mondo, tesina
La seguente tesina maturità per liceo delle scienze umane tratta delle disuguaglianze presenti nella terra, in particolare quelle che riguardano l'alimentazione e l'acqua. I collegamenti presenti in questa tesina sono i seguenti:
- Storia: la questione meridionale
- Italiano: I Malavoglia di Verga
- Storia dell'arte: Le spigolatrici di Millet
- Inglese: food
- Chimica: gli alimenti
- Matematica: la statistica
- Fisica: l'elettricità
- Filosofia: Feuerbach
- Scienze umane: i disturbi del comportamento alimentare
- Latino: la cena di Trimalchione Petronio
- Educazione fisica: alimentazione e benessere