Liceo Scientifico Enrico Fermi
La celiachia
Alunna:
Costanza Volpini
−
2013 2014
Anno scolastico:
Quod aliis cibus est aliis fuat acre venenum.
Quello che è cibo per un uomo è veleno per un altro.
- Tito Lucrezio Caro, (De rerum natura, Libro IV)
Sommario
Questa tesina ha lo scopo di presentare la malattia celiaca.
Attraverso alcune linee guida si cercherà di creare un quadro il più possibile completo dal punto di vista medico e psicologico, nella speranza di offrire una maggiore informazione e sensibilizzazione nei riguardi della malattia.
Indice
1 Epidemiologia 4
2 Differenze tra allergie e intolleranze 6
3 Aspetto scientifico 8
4 Patogenesi 11
5 Sintomi 14
6 Diagnosi 17
7 Dieta 21
8 Complicanze 24
9 La ricerca, nuove cure 26
10 La celiachia e la donna 28
11 Aspetti psicologici della celiachia 30
12 Curiosità sulla celiachia 35
13 La celiachia in sintesi 36
Prefazione
La mia decisione di scegliere un argomento attuale in ambito scientifico come la celiachia nasconde una decisione strettamente personale dettata dall’interesse per le materie scientifiche e per lo stretto legame che intercorre tra me e quest’intolleranza.
In questo elaborato, attraverso un mix di dati scientifici e psicologici, cercherò di creare un quadro clinico e una presentazione sociale di coloro che soffrono di allergie e intolleranze, in modo da focalizzare i due ambiti che influenzano maggiormente la vita di questi.
Lo studio approfondito di ciò che da anni ormai mi tocca profondamente mi ha aiutato in una crescita personale ed ha ampliato il mio desiderio di diffondere informazioni su un’intolleranza, che giorno dopo giorno sembra espandersi in tutta la Terra.
Spero comunque che, nonostante il testo sia stato concepito in una struttura prettamente scientifica, possa essere apprezzato.
Questo lavoro di maturità ha richiesto una grande ricerca di informazioni per avere un quadro il più possibile attuale. – La celiachia
Figura 1 1
Premessa
La celiachia non può essere considerata una malattia, in quanto il soggetto sottoposto alla dieta si presenta come assolutamente normale, è corretto invece parlare di “enteropatia indotta dal glutine”.
Chiamata anche “sprue celiaca”, si manifesta a qualsiasi età, non solo nell’infanzia, e può presentarsi sotto forma di un’insufficienza digestiva cronica dovuta alla gliadina, che insieme ad un’altra proteina, la glutenina, costituisce appunto il glutine (vedi immagine 2).
Questa proteina, comportandosi da “allergene”, provoca alterazioni immunopatologiche che danno origine alla malattia.
– Struttura del glutine
Figura 2
Le manifestazioni cliniche sono variabili, perciò non sempre è facile da diagnosticare; si passa da una forma tipica a un’atipica.
Per quanto riguarda la diagnosi sono necessari tre criteri: la dimostrazione di una sindrome da malassorbimento, un reperto patologico nell’esame istologico della mucosa digiunale e infine la normalizzazione della clinica, dei dati biochimici e di quelli biotici dopo l’adozione di uno stile di vita basato sulla dieta senza glutine.
Cenni storici
Le origini storiche della celiachia non sono ancora note, ma si ipotizza che la patologia sia emersa a seguito dell’introduzione del glutine nella dieta, dopo la scoperta dell’agricoltura.
1 Enteropatia: Malattia dell’intestino.
2 Il glutine è una molecola composta da due amminoacidi (la gliadina (prolammina) e la glutenina), risulta complessa in quanto difficile da digerire per la mancanza di enzimi polipteradi negli uomini. 2
Il primo accenno risale al medico Aulo Cornelio Celso quando nel I secolo d.C. parlò di koiliakos (dal greco: coloro che soffrono negli intestini) riferendosi a coloro che presentavano sintomi come perdita di peso, pallore e steatorrea. Nel II secolo d.C. invece fu Areteo di Cappadocia a parlare di quest’intolleranza nel suo scritto “Diatesi
1888
Celiaca”. Solo nel 1888 Samuel Gee ha dato la prima definizione di celiachia come “sindrome da malassorbimento intestinale”, individuò la soluzione ai vari sintomi
1950
attraverso l’introduzione di una dieta priva di farinacei. Solo nel 1950, con Willem Karel Dicke, si dimostrò il ruolo del glutine nella patogenesi.
Infatti, egli osservò che durante la seconda guerra mondiale, i bambini che soffrivano di diarrea cronica legata al malassorbimento intestinale (sintomi della celiachia) migliorarono notevolmente durante il periodo denominato “Inverno Digiuno”
− 45)
(1944, in cui vennero meno le scorte di farina e frumento e il popolo fu costretto a sfamare i pazienti con ingredienti alternativi, quali patate, bulbi di tulipano..
Terminata la guerra si ripresentarono i sintomi, da ciò dedusse che la causa doveva essere il glutine. 3
Capitolo 1
Epidemiologia
La celiachia come un iceberg 1950.
I primi studi epidemiologici sulla celiachia furono condotti in Europa dal 1950. Inizialmente fu considerata una patologia pediatrica a causa delle innumerevoli manifestazioni infantili, per molti anni definita una “malattia” rara a causa della bassa incidenza dovuta a strumenti diagnostici poco efficaci.
Gli screening sierologici hanno confermato la crescita di quest’intolleranza, si stimano solamente in Italia 600mila celiaci, ma ne sono stati diagnosticati solo 122mila, con un incremento di diagnosi annue di 5mila. L’epidemiologia (vedi immagine 1.1) della celiachia può essere paragonata, come disse Richard Logan (1992), ad un iceberg, di cui la punta è costituita dai soggetti diagnosticati ed il sommerso da quelli non riconosciuti.
La malattia si manifesta prevalentemente nelle donne con un rapporto pari a 1.5-2 volte in più rispetto ad un uomo (vedi grafico 1.2), si incrementa in persone affette da primo-grado (di un 10-15%), da un diabete di tipo 1 (3-16%), dalla tiroide di Hashimoto (5%) o da altre malattie autoimmuni; nella sindrome di Down l’incremento è pari a 5%, nella sindrome di Turner di 3%.
La frequenza di persone affette da celiachia è in continuo incremento in molti paesi a causa della occidentalizzazione della dieta, di una diversa preparazione e produzione del grano, di una maggiore consapevolezza della malattia o di una combinazione di più fattori. Inizialmente, da alcuni studi svolti dal professor Umberto Volta, si pensava che tra i fattori ambientali scatenanti la celiachia avesse grande peso le infezioni causate da Rotavirus o da Adenovirus e altri ceppi virali, ma teorie più recenti spingono meno per l’influenza del Rotavirus. L’intolleranza nei soggetti predisposti può emergere anche a causa di una gravidanza trascorsa in modo irregolare, per stress legati a gravi dispiaceri o per interventi chirurgici. Per il verificarsi
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della celiachia occorrono un habitus ben definito e ovviamente persone predisposte.
1 La tiroidite di Hashimoto è una malattia di origine autoimmune che porta gli anticorpi prodotti dal sistema immunitario ad attaccare questa ghiandola endocrina compromettendone la funzionalità. La conseguenza è una riduzione (fino alla cessazione) nella produzione degli ormoni tiroidei, e quindi ad un ipotiroidismo indotto.
2 I Rotavirus sono un genere di virus a RNA con doppio capside (struttura che avvolge l’acido nucleico). Di solito provocano gastroenterite (diarrea).
3 Gli Adenovirus sono una famiglia di virus responsabili di infezioni a carico delle vie respiratorie ma anche di congiuntivite, gastroenterite e cistite emorragica.
4 – Celiachia come iceberg.
Figura 1.1
– Prevalenza 2012 Maschi : Femmine
Figura 1.2
lare, per stress legati a gravi dispiaceri o per interventi chirurgici. Per il verificarsi della celiachia occorrono un habitus ben definito e ovviamente persone predisposte.
4 Habitus, latinismo usato in medicina costituzionalista e in biologia per indicare il complesso di caratteri morfologici o di comportamento di un individuo o di una specie.
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Capitolo 2
Differenze tra allergie e intolleranze
L’intolleranza alimentare è una reazione indesiderata del nostro organismo determinata dall’ingestione di un alimento o di un suo componente. Tale reazione ha manifestazioni di solito non immediate, per lo più a carico dell’apparato digerente, è solitamente dipendente dalla quantità dell’alimento non tollerato ingerito (dose-dipendente) e non è mediata da meccanismi immunologici.
L’allergia alimentare, invece, è una reazione immunitaria, conseguente all’ingestione di uno specifico alimento o di un suo componente di natura proteica, che si manifesta al contatto attraverso la formazione di anticorpi specifici chiamati IgE.
I sintomi possono manifestarsi immediatamente, a volte anche in modo violento, a differenza dei sintomi delle intolleranze alimentari che invece possono comparire a distanza di ore e, in casi rari, anche dopo alcuni giorni.
Come mai la celiachia non è un’allergia? Per rispondere bisogna anticipare le nozioni di anticorpi (che tratteremo più avanti), esistono 5 tipi di anticorpi:
- IgA: (intervengono su infezioni di secrezioni esterne di batteri e virus)
- IgG: (si trovano nel sangue, ci difendono dalle aggressioni)
- IgM: (classe di anticorpi sintetizzata al contatto con un nuovo antigene, costituiscono la risposta immunitaria primaria)
- IgD: (si trovano sulla membrana dei linfociti T, inducono la cellula a proliferare)
- IgE: (in condizioni normali si trovano nel sangue in concentrazione bassissima, aumentano durante una reazione allergica).
Se fosse un’allergia le IgE dovrebbero aumentare, ma ciò non avviene; infatti la celiachia non è una “malattia” IgE mediata, ma bensì IgA mediata (e in un secondo momento interviene anche IgG). La celiachia è una malattia autoimmune, gli anticorpi attaccano lo stesso organismo (perdita del self, l’anticorpo non riconosce più cosa gli appartiene).
Differenze tra Celiachia (intolleranza), Gluten Sensibility e Allergia al Grano, vedi 2.1. 6
– Analisi Clinica e Patologica nella Celiachia, Gluten Sensibility e
Tabella 2.1
Allergia al Grano
| Variabili | Celiachia | Gluten Sensibility | Allergia al Grano |
|---|---|---|---|
| Intervallo tra l’esposizione al glutine e i sintomi | Settimane o anni | Ore o giorni | Minuti o ore |
| Patogenesi | Autoimmune | Possibile comportamento autoimmune | Risposta allergica autoimmune |
| HLA | necessariamente HLA-DQ2 o HLA-DQ8 | non necessariamente HLA-DQ2 e HLA-DQ8 | non necessariamente HLA-DQ2 e HLA-DQ8 |
| Anticorpi | quasi sempre presenti | sempre assenti | sempre assenti |
| Enteropatia | quasi sempre presente | sempre assente | sempre assente |
| Sintomi | sia intestinali che extraintestinali, sintomi gastrointestinali non distinguibili da quelli della gluten sensibility e dell’allergia al grano | sia intestinali che extraintestinali, sintomi gastrointestinali non distinguibili da quelli della celiachia e dell’allergia al grano | sia intestinali che extraintestinali, sintomi gastrointestinali non distinguibili da quelli della gluten sensibility e della celiachia |
| Complicanze | diverse conseguenze, complicanze a lungo termine | non ci sono conseguenze, complicanze a lungo termine | assenze di conseguenze, complicanze di breve durata |
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Capitolo 3
Aspetto scientifico
La ricerca scientifica nella celiachia
La celiachia, che potrebbe essere definita come una variabile aleatoria del sistema umano, è influenzata da determinati geni, dal microbioma e da numerosi altri fattori non ancora del tutto identificati. L’incidenza della celiachia nella popolazione Italiana è di un caso ogni 100 (questo dato può variare in relazione dell’epoca e dell’area geografica, vedi tabella 3.1).
Il rischio di celiachia nei familiari di primo grado di un soggetto affetto è appena superiore al 10%, da ciò possiamo dedurre che i geni giocano un ruolo importante nella predisposizione e nella manifestazione dell’intolleranza al glutine (due gemelli monozigoti hanno più del 75% di possibilità di avere entrambi quest’intolleranza).
E’ importante distinguere i predisposti alla celiachia da chi non contrarrà mai questa intolleranza:
L’individuo nasce con i geni della celiachia: dal momento che questi non cambiano mai nel corso della vita, se non si possiede fin dalla nascita i geni di predisposizione non si potrà mai avere la celiachia. Se invece si possiedono i geni necessari, si potrà manifestare l’intolleranza a qualsiasi epoca della vita.
1
Il marcatore genetico della predisposizione alla celiachia è conosciuto da diversi anni: si tratta del sistema con il quale le nostre cellule di difesa (i leucociti) distinguono le molecole estranee al nostro organismo (gli “antigeni” di altri tessuti o di batteri e virus).
Questo sistema di geni è denominato Human Leucocyte Antigen (HLA), varia da individuo a individuo e da millenni ci protegge dalle aggressioni del mondo esterno consentendo l’integrità della specie umana.
Nei soggetti predisposti alla celiachia, la difesa immunitaria, pur efficiente, può attivarsi in maniera alterata a causa della presenza, tra i geni della classe II, di due
1 L. Greco, Vadecum del Celiaco’02, La ricerca genetica nella celiachia, pagina 13.
2 Leucociti o globuli bianchi sono cellule del sangue coinvolte nella risposta immunitaria.
3 Un antigene è una molecola riconosciuta come estranea o potenzialmente pericolosa dal sistema immunitario di un organismo, che la combatte attraverso la produzione di anticorpi.
4 La classe II comprende i geni DR, DQ e DP.
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– Frequenza della celiachia diagnostica su base clinica o attraverso
Tabella 3.1
screening di massa Paese Base clinica Screening
| Paese | Base clinica | Screening |
|---|---|---|
| Svezia | 1:300 | 1:200 |
| Finlandia | 1:1000 | 1:250 |
| Irlanda | 1:1000 | 1:100 |
| Danimarca | 1:4000 | 1:250 |
| Estonia | 1:10000 | 1:300 |
| Usa | 1:15000 | 1:111 |
| Italia | 1:500/8000 | 1:100 |
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aplotipi, il DQ2 e il DQ8. La presenza di questi geni non è una condizione sufficiente perché si sviluppi la celiachia (infatti la presenza di DQ2/DQ8 rende ragione solo del 20% del carico genetico alla base della celiachia, è verosimile che vi sia l’influenza di numerosi altri geni). 6
Vi è un collegamento con un’area genomica sul cromosoma 6 (in una regione denominata CELIAC1, dove troviamo geni appartenenti al sistema HLA di classe II, ricca di geni necessari alla presentazione dell’antigene e alla risposta immune) e con il cromosoma 5, si è scoperto che la celiachia non è dovuta a geni alterati o mancanti.
Il DQA e il DQB codificano le molecole di seconda classe HLA-DQ2 e DQ8,
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espresse principalmente su macrofagi, monociti, linfociti B e cellule dendritiche che sono di fondamentale importanza per il corretto controllo della risposta immunitaria.
Questi studi suggeriscono che il celiaco non è affetto da alterazioni genetiche bensì sembra quasi trattarsi di una “tribù” che ha le sue peculiarità genetiche, come
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un certo tipo di HLA ed altre strutture coinvolte nell’ “Handling dell’antigene”.
Vi sono in corso diversi studi per avviare uno screening dell’intero Genoma Umano, che conta circa 80.000 geni, alla ricerca di quelli coinvolti nella celiachia.
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E’ stato individuato l’aplotipo HLA-DQ2 (DQA1*0501/DQB1*0201) nella maggior parte delle persone affette da celiachia (90%), ma il gene è espresso anche in un terzo della popolazione mondiale. Un 5% dei pazienti celiaci presenta l’HLA-DQ8 (DQA1*0301/DQB1*0302), mentre il restante (5%) possiede almeno uno dei due geni codificati da DQ2 (DQB1*0201 o DQA1*0501).
5 Aplotipo: combinazione di geni
6 Si definisce cromosoma ciascuno dei piccolissimi corpi a forma di bastoncello, contenuti nel nucleo delle cellule e costituiti da DNA e molecole proteiche, che sono sede dei geni portatori dei caratteri ereditari.
7 I macrofagi sono cellule immunitarie altamente differenziate nei vari tessuti dell’organismo, dove ricoprono il ruolo di ”spazzini del corpo umano”.
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Introduzione celiachia - tesina
Questa tesina ha lo scopo di presentare la malattia celiaca. Attraverso alcune linee guida si cercherà di creare un quadro il più possibile completo dal punto di vista medico e psicologico, nella speranza di offrire una maggiore informazione e sensibilizzazione nei riguardi della malattia. La tesina di maturità è incentrata solo sulla celiachia, i collegamenti sono solo accennati.
Collegamenti
Celiachia - tesina
- Italiano - Collegamento accennato con Leopardi.
- Filosofia/Latino - La figura dello stoico, epicureo nella psicologia dei celiaci.
- Scienze - La genetica e cenni sul corpo umano.