Estratto del documento

I vaccini

&

Albert Bruce Sabin

Fanesi Marika

5Db

A.S. 2010/2011

Scuola: I.I.S. Vanvitelli Stracca Angelini

Coordinatore:

Prof.ssa Silvia Pianelli

Presentazione

Dal dizionario

Vaccino. Sostanza impiegata per indurre una risposta immunitaria contro le malattie infettive.

Somministrando il vaccino, il sistema immunitario dell'organismo riconosce come estranee le tossine o i microrganismi anche se inattivati e produce anticorpi specifici. Questo stato di immunità che si produce con la vaccinazione fa sì che, quando il soggetto, nel corso della vita, viene a contatto con il microrganismo, le cellule-memoria lo riconoscono e sono in grado di dare una risposta immunitaria tale da impedire lo svilupparsi della malattia.

La vaccinazione è una pratica nata alla fine del 1700 molto usata ancora oggi per immunizzare l'organismo vivente. Tutti noi fin da piccoli infatti siamo stati vaccinati. Ma che cosa sono in realtà i vaccini? La domanda nasce da un'esperienza avuta nello scorso anno. Nel quarto anno di superiori infatti, ho effettuato, nel periodo di Maggio, uno stage presso la Clinica Veterinaria Dorica di Ancona, proseguito poi fino alla fine di Giugno. Nel periodo di Maggio ho potuto assistere quindi all'inoculazione di diversi vaccini su cani e gatti. I vaccini mi hanno incuriosito molto e dopo varie ricerche l'argomento mi ha affascinato a tal punto da volerlo esporre in sede d'esame.

Durante la ricerca però, non ho potuto far a meno di notare una importante figura nella storia moderna dei vaccini. Questo particolare medico, Albert Bruce Sabin, si è occupato di prevenire, attraverso la vaccinazione, uno dei più problematici virus che attaccavano i bambini: il poliovirus. Il lavoro vuole ripercorrere la nascita e la storia dei vaccini ed in particolare il lavoro di una vita di Albert Bruce Sabin facendo dei riferimenti alle materie d'esame.

In particolare ho scelto di trattare di Microbiologia e d'Inglese i Vaccini e delle nozioni riguardanti i Virus; di Biochimica il DNA, l'RNA e la Sintesi Proteica in quanto una tipologia particolare di vaccini utilizza gli acidi nucleici; di Storia ho approfondito il contesto storico di Albert Bruce Sabin ovvero la Seconda Guerra Mondiale ed il Nazismo, indispensabili per capire a fondo la situazione da lui vissuta; di Filosofia ho riportato riguardo alla guerra, con brevi commenti da me scritti, il Carteggio tra Einstein e Sigmund Freud ''Perché la guerra?'' e poi il pensiero di quest'ultimo; infine di Italiano ho voluto collegare un autore, Italo Svevo, che si è ispirato alla psicoanalisi di S. Freud nello scrivere una delle sue opere più importanti, La Coscienza di Zeno.

Spero che questo percorso possa esserVi gradito.

Buona Lettura!!

«...Mi hanno ucciso due meravigliose nipotine, ma io ho salvato i bambini di tutta l'Europa. Non la trova una splendida vendetta? Vede, io credo che l'uomo più potente sia quello che riesce a trasformare il nemico in un fratello...»

Albert Bruce Sabin 2

3

Indice

Mappa generale: Albert Sabin e i vaccini Pag. 03

Introduzione: Storia dei vaccini ed Albert Bruce Sabin Pag. 05

  • Pag. 05
  • Storia dei vaccini
  • Pag. 07
  • Albert Bruce Sabin
  • Pag. 09
  • La poliomielite e la NFIP

Microbiologia: I vaccini e i virus Pag. 10

  • Pag. 10
  • I vaccini: cosa sono e diverse tipologie
  • Pag. 12
  • I virus: struttura e replicazione

Inglese: Virus Pag. 15

  • Pag. 15
  • Virus and Vaccines

Biochimica: I vaccini a subunità ed il DNA Pag. 16

  • Pag. 16
  • Struttura del DNA
  • Pag. 18
  • Tipologie di RNA e Sintesi Proteica

Storia: Albert Sabin e la Seconda Guerra Mondiale Pag. 20

  • Pag. 20
  • La Seconda Guerra Mondiale
  • Pag. 23
  • Il nazismo nella Seconda Guerra Mondiale

Filosofia: La guerra e Sigmund Freud Pag. 27

  • Carteggio A. Einstein - S. Freud ''Perché la guerra?'' con Pag. 27 brevi commenti
  • Pag. 31
  • Sigmund Freud
  • Bibliografia e pensiero Pag. 31

Italiano: La psicoanalisi di S. Freud e Italo Svevo Pag. 35

  • Pag. 35
  • Italo Svevo
  • Bibliografia Pag. 35
  • La poetica Pag. 36
  • Le opere: Una Vita; Senilità; La Coscienza di Zeno Pag. 37

Ringraziamenti Pag. 42

Bibliografia e Sitografia Pag. 43 4

Storia dei vaccini

La scoperta della tecnica della vaccinazione come metodo per sconfiggere le malattie infettive impedendo il contagio dei soggetti sani, spetta a Edward Jenner, brillante Medico e ricercatore inglese. Il 14 Maggio 1796 egli innestò nel braccio di un bambino di 8 anni una piccola quantità di materiale purulento prelevato dalle ferite di una donna malata di Vaiuolo Vaccino, la forma di Vaiolo che colpiva i bovini e, in forma cutanea lieve, anche gli allevatori.

Il bambino non ebbe nessun disturbo e in seguito Jenner dimostrò che il piccolo era diventato immune alla forma umana del Vaiolo. A questa pratica venne dato il nome di "vaccinazione". Alla fine del 1796 Jenner inviò un articolo alla Royal Society a Londra, descrivendo 13 casi di soggetti immunizzati con il vaiolo bovino. La Royal Society rifiutò di pubblicare l’articolo. Jenner lo pubblicò successivamente a sue spese.

Questo fatto è emblematico di come la comunità scientifica accolse con diffidenza questa nuova tecnica. Il metodo di Jenner ebbe tuttavia presto un’ampia diffusione ed in breve tempo più di 100.000 persone furono "vaccinate" in tutta Europa. Nel 1805 Napoleone impose la "vaccinazione" a tutte le sue truppe, ed un anno più tardi la vaccinazione fu estesa a tutta la popolazione francese.

Una tappa successiva di grande importanza per lo sviluppo dei Vaccini si ebbe grazie al Chimico francese Louis Pasteur, illustre ricercatore e studioso, che grazie alle sue scoperte e alla sua attività di ricerca è universalmente considerato il fondatore della moderna microbiologia.

Egli si dedicò molto allo studio del Colera e del Carbonchio, ma ottenne risultati molto importanti soprattutto nello studio della Rabbia. Questa malattia non era molto diffusa, ma il suo decorso era terribile e la prognosi era sempre infausta. La ricerca era oltremodo difficile in quanto l'agente infettivo dell'idrofobia era un virus, molto più piccolo dei batteri e pertanto invisibile ai microscopi dell'epoca.

Era noto che la saliva degli animali rabbiosi conteneva il virus rabbico, che il male si trasmetteva con morsi e che il periodo di incubazione poteva durare da qualche giorno a parecchi mesi. Pasteur però dopo alcune ricerche scoprì che il virus non risiedeva soltanto nella saliva. La maggioranza degli animali che avevano ricevuto sotto la pelle una inoculazione di materia del cervello di cani rabbiosi, soccombevano alla rabbia.

Questo materiale infetto agiva meglio della saliva. Dunque Pasteur capì che l'ambiente più favorevole al virus era il cervello. Partendo da questo presupposto decise di creare il vaccino utilizzando parti di midollo spinale. Prelevato un frammento del midollo di un coniglio che era morto di rabbia, lo sospese con un filo in un flacone sterilizzato, l'aria del quale era mantenuta allo stato secco con dei frammenti di potassa caustica posti in fondo al vaso.

Con il passare dei giorni, man mano che il midollo si diseccava, perdeva sempre più la sua virulenza. Il virus, una volta divenuto inattivo, veniva sospeso nell'acqua pura e infine inoculato sotto la pelle dei cani. Questi, al contrario di quelli non vaccinati, sopravvivevano.

Questa terapia venne sperimentata con successo su molti cani finché un giorno fu provata per la prima volta il 6 Luglio 1885 su Joseph Meister, un bambino di 9 anni morso da un cane ammalato e a sua volta colpito da idrofobia. Dopo 12 iniezioni ed un'attesa di circa 2 settimane, nonostante l'incredulità delle persone, che rimproveravano a Pasteur l'imprudenza del suo atto, il ragazzo poté lasciare il letto completamente guarito.

Il 1 Marzo 1886, Pasteur poteva affermare davanti all'Accademia delle Scienze che, su 350 persone sottoposte al trattamento preventivo, c'era stata effettivamente una sola morte.

Una delle figure più importanti nella storia moderna dei Vaccini è stata sicuramente quella di Albert Sabin, Medico ricercatore americano, di origine polacca, famoso per le sue scoperte sul virus della Poliomielite. Negli anni 1947-50 negli USA egli sviluppò una tecnica per attenuare il virus in modo tale da ottenere un vaccino somministrabile per via orale.

Il vaccino così ottenuto divenne la prima arma in tutto il mondo per la lotta alla Poliomielite. Non volle mai trarre benefici economici dalle sue scoperte e si rifiutò sempre di brevettarle dicendo che esse appartenevano ai bambini di tutto il mondo. 6

Albert Bruce Sabin

Albert Bruce Sabin (Białystok, 26 agosto 1906 – Washington, D.C., 3 marzo 1993) è stato un medico e virologo polacco naturalizzato statunitense, famoso per aver sviluppato il più diffuso vaccino contro la poliomielite.

Ebreo, nacque nel 1906 nel ghetto di Białystok, una provincia dell'Impero Russo, emigrò negli Stati Uniti nel 1921 con la sua famiglia, dove, nel 1930, acquisì la cittadinanza statunitense. Il padre Jacob, un artigiano, decise di lasciare la Russia anche perché il clima verso gli ebrei era diventato molto pesante, e lo stesso Albert aveva fatto le spese di questo; sin dalla nascita Sabin non vedeva dall'occhio destro e quando era ancora piccolo un coetaneo gli scagliò contro una pietra che per poco non colpì in pieno l'occhio sano, rischiando di accecarlo.

Un ricco parente dei Sabin si offrì di pagare gli studi in medicina al giovane Albert in modo che poi egli potesse andare a lavorare con lui nel suo studio di dentista. Un giorno però Sabin lesse il libro "I cacciatori di microbi" (di Paul de Kruif), e ne rimase affascinato e decise che avrebbe dedicato la sua vita a quello.

L'entusiasmo lo portò a cambiare studi: passò alla facoltà di medicina a New York, frequentando con passione e successo i corsi di microbiologia. Intanto coltivava la sua passione anche al di fuori dell'università, raccogliendo microbi dovunque capitasse (stagni, polvere, cassonetti della spazzatura, ...).

Nel 1931 concluse gli studi laureandosi in medicina: andò a lavorare presso l'università di Cincinnati, in Ohio, dove sarebbe rimasto 30 anni; dal 1946 venne nominato come capo della Ricerca Pediatrica. Qui, in qualità di assistente del dottor William Hallock Park (celebre per aver debellato la difterite), sviluppò ulteriormente il suo interesse per la ricerca medica, in modo particolare nel campo delle malattie infettive.

Park divenne mentore del giovane e promettente Sabin, e gli procurò pure una borsa di studio quando il parente dentista si rifiutò di continuare a pagargli gli studi. I suoi studi sulle malattie infettive dell'infanzia lo portarono a fare ricerche su quelle provocate da virus ed in particolare sulla poliomielite (o "polio"), che a quei tempi mieteva migliaia di vittime, in particolare su bambini a partire dal secondo anno di vita.

Nel 1939 Sabin annunciò alla comunità scientifica la sua prima e importantissima scoperta sulla natura del virus poliomielitico: dimostrò infatti che la sede prediletta di tale virus era l'intestino. Si trattava quindi di un virus enterico e non respiratorio.

Mentre Sabin proseguiva con le sue ricerche in Europa scoppiò la Seconda guerra mondiale, durante la quale egli perderà anche due nipotine, Amy e Deborah, uccise dalle SS tedesche a Bialystok. Quando anche gli Stati Uniti entrarono in guerra Sabin lasciò Cincinnati per entrare nell'esercito: sbarcò prima in Sicilia e successivamente a Okinawa (in Giappone), dove installò un laboratorio da campo.

Nel 1947 Sabin, di stanza a Berlino assistette, mentre si occupava dell'ospedale militare, ad una terribile epidemia di polio che colpì moltissimi bambini della semidistrutta ex capitale del Terzo Reich. Tornato in America Sabin riprese le sue ricerche: per condurre in modo migliore gli esperimenti si dota di un colossale laboratorio, con 10 mila scimmie e 160 scimpanzé.

Le epidemie di polio nel mondo stavano aumentando: in particolare in Europa si ebbe la terribile epidemia di Copenaghen (1952) mentre negli USA si verificarono decine di migliaia di casi. Nel 1953, al Children Hospital di Cincinnati, Sabin, dopo lunghi e faticosi esperimenti su reni di scimmia, aveva finalizzato le ricerche per la messa a punto di una sospensione di virus attenuati.

Il vaccino di Sabin consisteva nello stesso virus della polio, ma appunto "attenuato", cioè privato della capacità di provocare la paralisi delle fibre nervose. L'organismo in cui veniva inoculato il virus attenuato produceva allora gli anticorpi adatti.

Sabin iniziò allora a testare il vaccino sull'uomo: prima su se stesso, poi su due suoi collaboratori. I primi esperimenti su vasta scala Sabin li potrà effettuare tra dei giovani carcerati che si erano offerti volontari. Questi primi controlli ed i successivi ebbero esito positivo, si passò così ai bambini, e le prime furono proprio le due figlie di Sabin, Amy (5 anni) e Deborah (7 anni), chiamate così in ricordo delle nipotine trucidate dalle SS.

Dopo una ulteriore lunga serie di prove del vaccino Sabin presentò alla Commissione per l'immunizzazione del NFIP i risultati delle esperienze condotte, sulle scimmie e gli scimpanzé del suo laboratorio, e, poi, su un totale di 242 persone.

In questo periodo un altro ricercatore, il giovane e sino ad allora sconosciuto J.E. Salk, dell'Università di Pittsburgh, che lavorava anch'egli da anni sulla poliomielite, mise a punto, utilizzando virus uccisi con formolo, tre vaccini contro il morbo. I vaccini erano tre perché le migliaia di ceppi noti di poliovirus erano riconducibili a tre tipi fondamentali.

Dopo l'annuncio da parte di Salk si iniziarono, intorno al 1952, gli esperimenti per dimostrare che il preparato agisse come vaccino: i primi esperimenti risultarono positivi, ma alcuni bambini, appena vaccinati, furono colpiti mortalmente dalla poliomielite violenta: il metodo Salk si rivelò così inefficace.

Il vaccino scoperto da Jonas Salk preveniva molte complicazioni della malattia ma non era in grado di evitare il contagio iniziale, inoltre doveva essere somministrato tramite iniezione. Il vaccino di Sabin, invece, evitava di contrarre la malattia, non necessitava di ulteriori richiami ed era somministrato per via orale, sciolto su una zolletta di zucchero.

Tuttavia il vaccino Salk fu subito perfezionato e nel 1955 le autorità sanitarie degli Stati Uniti ne autorizzarono la vendita: l'America, dopo le iniziali perplessità, adottò così il vaccino Salk. Sabin preparò il suo vaccino fra il 1954 ed il 1955, ma dovette attendere alcuni anni per l'approvazione.

Gli studi di Sabin non furono comunque vani. L'Unione Sovietica infatti, assieme ad altri paesi dell'Est, richiese a Sabin di sperimentare il suo vaccino sulle loro popolazioni: furono queste vaccinazioni che resero celebre il vaccino Sabin.

La prima nazione a produrre tale vaccino su scala industriale fu la Cecoslovacchia, seguita dalla Polonia, vaste zone dell'Urss, la Germania Orientale e la Jugoslavia. Dal 1959 al 1961 furono vaccinati milioni di bambini dei paesi dell'Est, dell'Asia e dell'Europa: il vaccino anti-polio di Sabin fu autorizzato in Italia nel 1963 (reso obbligatorio nel 1966), e provocò la scomparsa della malattia dal Paese, come in tutti gli altri dove è stato reso obbligatorio.

Visti i sensazionali risultati furono prodotti e immessi sul mercato notevoli quantitativi del vaccino contro il poliovirus sia di tipo I, sia di tipo II (OPV), che quello trivalente (TOPV), valido contro tutti e tre i tipi di poliovirus. Il crescente successo del vaccino Sabin, assieme all'assenza di pericoli che garantiva e alla più facile somministrazione rispetto a quello Salk fece sì che anche gli Stati Uniti adottarono tale vaccino.

Con la zolletta di zucchero inzuppata di vaccino Sabin si vaccinarono centinaia di milioni di bambini in tutto il mondo.

Dopo essere andato in pensione, pur dichiarandosi ufficialmente ritirato dall'attività, si dedicò ancora ad importanti studi immunologici per sconfiggere i tumori, il morbillo e la leucemia. Albert Bruce Sabin morì all' ospedale della Georgetown University di Washington il 3 marzo 1993, all'età di 86 anni.

Sabin non brevettò la sua invenzione, rinunciando allo sfruttamento commerciale da parte delle industrie farmaceutiche, cosicché il suo prezzo contenuto ne garantisse una più vasta diffusione della cura:

« Tanti insistevano che brevettassi il vaccino, ma non ho voluto. È il mio regalo a tutti i bambini del mondo »

Dalla realizzazione del suo diffusissimo vaccino anti-polio il filantropo Sabin non guadagnò quindi un solo dollaro, continuando a vivere con il suo stipendio di professore universitario.

La poliomielite e la NFIP

La poliomielite, una volta denominata "paralisi infantile", o più comunemente "polio", è una malattia virale acuta, altamente contagiosa, con manifestazioni diverse, le più gravi di tipo neurologico irreversibile.

Si poteva manifestare in vari modi, di solito il malato era preso da improvvisi attacchi di febbre, seguita dalla paralisi irrimediabile di una parte del corpo, dovuta all'attacco da parte del virus (poliovirus) delle fibre nervose del midollo spinale.

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Sintesi

Microbiologia

i vaccini e i virus

Inglese

Viruses and Vaccines

Biochimica

DNA, RNA e Sintesi Proteica

Storia

la seconda guerra mondiale; il Nazismo

Filosofia

Sigmund Freud

Italiano

Italo Svevo

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