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La banalità del male

L’annullarsi della coscienza al cospetto del potere

Nel secolo scorso si è verificata una delle più grandi atrocità della storia dell’umanità, l’olocausto degli ebrei. Alla base di questo avvenimento vi era un radicato sentimento antisemita, che fa sentire la sua presenza nella storia da secoli. Paradossalmente agli ebrei si rinfacciava di essere ciò che la maggioranza imponeva loro, cioè di separarsi dagli altri quando erano costretti per legge a vivere in quartieri separati e di praticare il prestito a interesse.

Un testo che ci permette di riscontrare la presenza dell’antisemitismo già nel I secolo d.C. è il quinto libro delle Historiae di Tacito in cui il giudaismo viene definito una religione per la quale sono empie tutte le cose che per i Romani sono sacre, mentre sono permesse tutte quelle cose che per i Romani sono sacrileghe. Tacito li accusa di proselitismo sleale, di coltivare un odio verso gli altri popoli, di avere come tradizioni delle pratiche barbariche, tra cui la circoncisione e di disprezzare gli dei romani.

Collegare, però, la figura di Tacito all’antisemitismo non è del tutto corretto da un punto di vista storiografico poiché il sentimento di disprezzo nei confronti degli ebrei era largamente diffuso in tutta la comunità ed era anche fortemente ricambiato, inoltre bisognerebbe distinguere, quando si parla di antisemitismo, che è, esso stesso, un termine scorretto, perché Semiti non sono soltanto gli Ebrei, ma anche gli Arabi, fra un antigiudaismo religioso, tipico dell’Europa cristiana medievale, e l’antisemitismo propriamente detto, biologico e razziale, tipico della persecuzione nazista.

…ed è proprio ciò che c’è dietro le quinte della persecuzione nazista che Hannah Arendt, una filosofa tedesca appartenente ad una famiglia ebraica, volle analizzare nel suo testo “La banalità del male”.

Nel 1961 Hannah Arendt seguì le 120 sedute del processo ad Eichmann a Gerusalemme. Otto Adolf Eichmann fu un paramilitare e funzionario tedesco, considerato uno dei maggiori responsabili dello sterminio degli ebrei. Egli era esperto di questioni ebraiche, nel corso della cosiddetta soluzione finale organizzò il traffico ferroviario che trasportava gli ebrei ai vari campi di concentramento. Sfuggito al processo di Norimberga, si rifugiò in Argentina, ma venne poi catturato, processato e condannato a morte in Israele per crimini contro l’umanità. Prima di entrare a far parte delle SS Eichmann era sempre stato un individuo privo di grandi capacità ed interessi, un uomo mediocre che riusciva ad agire solo sotto un capo e strette direttive.

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Sintesi

Collegamenti percorso Banalità del male

Italiano: Pasolini. Storia: Il processo ad Eichmann. Filosofia: Kant . Inglese: 1984. Storia dell'arte: Il sonno/sogno della ragione genera mostri. Latino: L'antisemitismo Tacitiano.
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