Estratto del documento

Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Peano”

Assicurazione ramo vita

Evoluzione e implicazioni

A cura di:

Gabriele Tarantino

Classe V Sirio

Anno scolastico 2012 / 2013

Se potessi fare a modo mio, scriverei la parola assicura sulla porta di ogni villetta e sul quaderno di ogni persona, poiché sono convinto che, in cambio di sacrifici incredibilmente piccoli, le famiglie possano essere protette contro catastrofi che altrimenti le schiaccerebbero per sempre. È nostro dovere fermare lo spreco spaventoso, non solo della felicità umana, ma anche della salute e della forza del paese, che si verifica quando, alla morte del sostegno familiare, la fragile barca in cui si trovano le fortune della famiglia cola a picco...

Sir Winston Churchill

Indice

Introduzione 4

L’assicurazione sulla vita

1 5

Sviluppi storici: da l’illegalità al prodotto innovativo . . . . . . . . . . . . 5

La legislazione sociale di Giolitti e lo sviluppo industriale dell’Italia

2 10

Attività legislativa in campo sociale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10

Forza della Lira e incremento attività produttive . . . . . . . . . . . . . . 11

Le opere pubbliche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11

Il monopolio sulle assicurazioni: la nascita dell’INA . . . . . . . . . . . . 12

Lo Stato assistenziale

3 16

Il valore della persona . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16

Le comunità sociali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17

Lo Stato sociale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17

La protezione sociale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18

Crisi del welfare state . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19

Il problema pensioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20

Terzo settore e welfare mix . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21

Nascita della Bancassicurazione

4 23

Mercati finanziari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23

Gli intermediari finanziari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23

La disintermediazione bancaria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25

Dalle concentrazioni alla Bancassicurazione . . . . . . . . . . . . . . . . . 26

Vigilanza bancaria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 27

Vigilanza assicurativa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 27

Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF)

5 29

Soggetti passivi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29

Reddito complessivo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29

Oneri deducibili . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30

Imposta lorda e oneri detraibili . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30

3

Introduzione

L’argomento scelto per la mia tesina è l’assicurazione ramo vita. La scelta è stata influenzata da una serie di eventi che hanno modificato radicalmente il mio modo di vedere e di vivere la vita.

La nascita di mia figlia mi ha posto davanti alla necessità di tutelarne il futuro sotto il punto di vista economico; anche nel caso di una mia scomparsa prematura. Per questo motivo mi sono addentrato in quello che vedevo come un labirinto nebuloso: le offerte delle varie compagnie del ramo vita.

Parallelamente, a causa della pesante crisi che ha colpito numerose aziende nel settore in cui lavoro, nasceva l’esigenza di ricollocarmi professionalmente (motivo che mi ha ricondotto fra i banchi di scuola). Uno dei tanti colloqui mi ha portato a conoscere una compagnia assicurativa che opera prevalentemente nei paesi anglosassoni già dalla metà del 1800. Il diverso approccio all’analisi dei bisogni dovuto all’esperienza in mercati più esigenti, mi ha portato a conoscere degli aspetti storici molto interessanti; la possibilità poi che dopo il diploma possa diventare un lavoro e la necessità di fare la tesina, mi hanno messo nella condizione di poter approfondire diversi aspetti.

Attraverso una ricostruzione storica degli eventi principali che hanno portato alle moderne forme di assicurazione vita, vedremo in che modo e con quale valenza si sia sviluppata in Italia; vedremo per quali principi si forma lo stato assistenziale e per quali motivi alcuni servizi vengano affidati ad assicurazioni vita private; analizzeremo l’evoluzione delle banche fino alla sovrapposizione con le assicurazioni; per finire analizzeremo l’IRPEF e quali vantaggi fiscali si possa trarre nella deduzione e detrazione degli oneri assicurativi.

4

1. L’assicurazione sulla vita

L’assicurazione sulla vita trae le sue origini dalla necessità dell’uomo di salvaguardare il proprio valore economico; basata sulla capacità di reddito dell’individuo e sulla dipendenza di altri soggetti o entità economiche da quella medesima capacità. I contratti di assicurazione sulla vita umana prevedono due eventualità fondamentali: il decesso dell’assicurato durante il periodo fissato nel contratto, o la sua sopravvivenza ad un’epoca prestabilita. In entrambe i casi le polizze prevedono il pagamento di un capitale e, dove previsto dal contratto, la corresponsione di una rendita. L’assicurazione vita accompagna l’esistenza umana là dove essa è ispirata a motivi di solidarietà per la sopravvivenza degli orfani, delle vedove o dove si pone la necessità di prevedere l’esistenza di quanti con l’età o con le malattie divengono inabili al lavoro. Intervengono fattori di convenienza economica e fattori di carattere religioso, morale, di pietà, a regolamentare le esperienze del settore in epoche passate. Solo con l’applicazione della scienza degli attuari, che porta al calcolo di sopravvivenza della vita umana, tutta la vasta pratica di assicurarsi in qualche modo contro i rischi della vita, esce dalla formulazione lodevole, ma fumosa, della solidarietà, della pura mutualità, della sfera della “scommessa”, per divenire manifestazione di un servizio preciso. Gli attuari forniscono gli strumenti scientifici togliendo la pratica dell’assicurazione sulla vita all’illegalità in cui l’avevano confinata le leggi contro le scommesse.

Sviluppi storici: da l’illegalità al prodotto innovativo

L’esigenza di proteggersi contro i rischi è per l’uomo uno dei bisogni primari più antichi.

Le prime forme di assicurazione sulla vita risalgono all’antico Egitto: nel 2700 A.C. fu istituita una cassa mutua per sostenere le spese funebri dei tagliapietre. I primi contratti di assicurazioni sulla vita furono a breve respiro, in quanto prevedevano un indennizzo per l’eventualità che l’individuo morisse nello spazio di qualche mese o durante un viaggio. Il primo contratto “moderno” di assicurazione sulla vita, ascrivibile ancora nella sfera delle scommesse, fu stipulato nel 1583 a Londra sulla testa di un certo William Gibbons; il quale assicurò la propria vita per garantire alla famiglia il pagamento di una somma se la sua morte fosse avvenuta entro un anno. Il sinistro accadde e dette luogo a contestazioni e a giudizio di tribunale. Basate non sulla morte ma sulla nascita dell’individuo, erano le assicurazioni dette dotali, in uso in Inghilterra al principio del

5

Tesina Multidisciplinare

XVIII secolo. Esse prevedevano che i soci pagassero quote fisse per ogni bimbo battezzato, finché non ne avessero avuto uno proprio, e allora riscuotevano una somma ritenuta sufficiente all’educazione del figlio.

Le assicurazioni conosciute come dotali erano già in uso in Italia fin dal sec. XVI, come risulterebbe da uno statuto fiorentino del 1522.

Tra le assicurazioni a carattere dotale, le più celebri sono le tontine, ideate dal banchiere italiano Lorenzo Tonti nella metà del XVII secolo, per la corresponsione di vitalizi. Le tontine prevedevano la raccolta di una quota periodica, a scadenza fissa, cui corrispondeva la determinazione di un vitalizio qualora il contraente raggiungeva in vita la data prevista dal contratto, furono utilizzate in operazioni finanziarie dirette a facilitare la contrazione di prestiti pubblici. Il Cardinale Mazzarino, deciso sostenitore del prodotto del napoletano Lorenzo Tonti, nel 1653, per risanare il dissesto finanziario causato dalla guerra con gli Asburgo e da quella franco-spagnola ancora in corso, utilizzò tale forma per l’emissione di titoli del debito pubblico. Fu proprio grazie alle tontine che iniziò la raccolta sistematica del materiale statistico per la valutazione della probabilità di durata della vita e di sopravvivenza per ciascuna età.

Figura 1.1: Cardinale Mazzarino (foto tratta da www.marsicalive.it)

Ben presto però le operazioni assicurative, trattate da assicuratori singoli, nel solo intento di trarne largo profitto, furono inquinate da abusi di ogni genere e finirono col degenerare in scommesse e speculazioni. Per un certo periodo di tempo, esse ebbero per oggetto gli eventi più strani: si fecero scommesse sulla longevità dei sovrani e dei principi, sulla gravidanza delle donne, sulla vita di uomini politici, su vittorie e sconfitte ecc. Tale stato di cose provocò ordinanze e statuti di divieto, applicate senza distinzione a tutte le forme di garanzia, andando così a colpire anche l’assicurazione sulla vita intesa come operazione speculativa, e ostacolandone il progresso.

L’assicurazione sulla vita sarebbe rimasta ancora per molto tempo allo stato primitivo, se il calcolo delle probabilità, creato nel 1662 per opera di Pascal e di Fermat (che avevano ancora per obiettivo lo studio su particolari giochi d’azzardo), e la tavola di mortalità, costruita con metodo scientifico nel 1693 dall’astronomo Halley, non avessero creato gli elementi fondamentali del suo congegno tecnico. Tali ricerche furono possibili

6

Tesina Multidisciplinare

anche grazie alla serie di dati disponibili, dopo che era stata fissata l’obbligatorietà della tenuta dei registri parrocchiali dei nati e dei morti.

Figura 1.2: Edmond Halley (dal sito www.iby.it)

I progressi nel calcolo delle probabilità di Bernoulli e le indagini statistiche avevano portato alle tavole di sopravvivenza ed avevano creato lo spazio per una nuova forma di scienza: la matematica attuariale. La tavola di Halley era un punto d’arrivo importante e nel 1705 a Londra era nata la Amicable Society, la prima società di assicurazioni sulla vita che avesse completamente superato i divieti di legge a tale attività: il calcolo delle probabilità applicato alla durata della vita e l’accettazione della tavola di Halley come serio risultato scientifico per il calcolo tecnico della curva di sopravvivenza, aveva costituito il presupposto convincente per le autorità governative a concedere l’autorizzazione ad una Società che praticasse le polizze vita. Nel 1762 sorge in Londra l’Equitable con ordinamento inspirato a criteri scientifici e per la prima volta è attribuita la qualifica di “attuario” (actuary) allo specialista incaricato di studiare l’ordinamento tecnico delle compagnie di assicurazioni sulla vita e in generale degl’istituti di previdenza. Il governo inglese riconobbe ufficialmente la qualifica stessa in una legge del 1819, emanata dal Re d’Inghilterra Giorgio III, per regolare le società di mutuo soccorso. Le assicurazioni ramo vita, sancite per regio decreto, trovarono quindi un’importante legittimazione istituzionale. Con la nascita dell’attuario si completa quel processo di innovazione che portava il settore di assunzione dei rischi sul calcolo della vita al di fuori dalla sfera della pura approssimazione, per introdurlo all’interno di un processo tecnico-scientifico con vaste probabilità di calcolo degli eventi. Il cambiamento è di grande portata: l’assicurazione vita diviene una forma adeguata al cambiamento strutturale che si verifica con la Rivoluzione industriale. Concorrono nello stesso momento principi teorici, basi statistiche e crescita economica: è su questa convergenza che nasce una forma nuova di servizio.

La scienza degli attuari consentirà di estendere i contratti sulla vita nel momento in cui, attraverso la puntuale elaborazione dei calcoli, tutti potranno essere coinvolti in premi relativamente modesti o per garantirsi contro rischi gravi, o per procurarsi flussi

7

Tesina Multidisciplinare

di rendita, vitalizi, sempre più appetibili.

Figura 1.3: The Amicable Society: Sede-Logo-Polizza del 1796 (immagini tratte www.wikipedia.com)

Le assicurazioni divengono (come le banche) protagoniste delle vicende finanziarie della storia economica dei secoli XVIII-XX: entrano nelle imprese di trasformazione, finanziano il debito pubblico degli Stati, operano nel mercato borsistico, impiegano vaste disponibilità in immobili, costituiscono consistenti patrimoni con complessi problemi di gestione e di valorizzazione.

L’Italia ebbe il merito di esser stata la prima ad aver divulgato nel mondo quei concetti assicurativi che all’estero avrebbero trovato ambienti più adatti per il loro accoglimento e sviluppo.

Nel 1832 nella Penisola c’erano solo 2 grandi compagnie che esercitavano il ramo vita: la Compagnia di Milano (nata nel 1825) e la Società di assicurazioni diverse (con sede a Napoli); in quello stesso anno in Inghilterra ce ne erano 30, 5 in Germania, 3 in Francia e 8 in Olanda. A Trieste le Generali e la RAS proprio all’inizio degli anni trenta (poco dopo la loro nascita) entravano nel mercato delle assicurazioni vita. Mancavano ancora le basi tecniche: nei primi decenni dell’Ottocento le polizze sulla vita erano ancora nella sfera della beneficenza, della morale, della pietà, della religione o in quella più materiale delle scommesse. Mancavano rilevazioni censuarie affidabili, omogenee alle conoscenze demografiche adeguate; le tavole di sopravvivenza erano sempre quelle settecentesche.

Il quadro cambia verso la fine del secolo. Negli anni post unitari si affacciarono sul mercato italiano nuove società operanti nel ramo vita, tra le quali la Reale di Milano, Fondiaria, l’Italia e il Lloyd generale italiano. Le nuove società abbandonano il criterio del premio fisso, come già era stato fatto da oltre un secolo in Inghilterra, ed applicano il criterio del premio differenziato in base all’età ed ad altri elementi che avvieranno verso la definizione di altre differenziazioni, come l’attività e la località di residenza. Tutte le novità tecniche vengono accolte e le società del settore assumono il ruolo di compagnie con finalità economiche precise, del tutto separate dalle nebulose motivazioni che fino ad

8

Tesina Multidisciplinare

allora in Italia avevano caratterizzato il settore. La compagnia Italia, che già operava nel campo assicurativo e che inizia nel 1872 il ramo vita, dopo due anni registra circa 10 milioni nel portafoglio derivante dal ramo vita. Il successo è immediato e i dati statistici documentano la tendenza nazionale.

Giolitti fece del monopolio sulle assicurazioni vita uno dei punti più qualificanti del suo Governo, nato il 30 marzo 1911. La legge 305 del 4 aprile 1912 segnò la nascita dell’Istituto Nazionale delle Assicurazioni e segnò un progetto di innovazione di notevole interesse.

Oggi il mercato delle assicurazione vita occupa un ruolo predominante, sia per le economie nazionali che per i mercati finanziari (come dimostra il volume dei premi raccolti nel primo trimestre 2013). In un periodo storico come quello attuale, in cui gli stati non riescono più a sostenere i costi per la sanità e la previdenza, ecco che diventa di fondamentale importanza sociale l’integrazione con i servizi offerti dalle compagnie del ramo vita. Fra le politiche economiche adottate recentemente dagli stati industrializzati, sono state inserite manovre atte ad incentivare la popolazione ad integrare servizi previdenziali e sanitari offerti dalle compagnie assicurative del ramo vita. Il problema da affrontare è quello della sotto assicurazione di alcuni Stati, fra i quali l’Italia; per questo motivo sono in progetto campagne di informazione e di educazione all’utilità dei servizi assicurativi privati. Paesi come la Germania hanno già reso obbligatoria una tipologia di polizze dette “Long term care”, la cui funzione è quella di far intervenire un vitalizio per i sottoscrittori nel momento in cui dovessero perdere l’autosufficienza; in questo modo, quella parte di spesa pubblica non più destinata a quella tipologia di servizi può essere investita in altri di utili a tutta la comunità.

Figura 1.4: Premi raccolti primo trimestre 2013 (fonte www.ivass.it)

9

2. La legislazione sociale di Giolitti e lo sviluppo industriale dell’Italia

Figura 2.1: Giovanni Giolitti foto e rappresentazione satirica (foto tratta da www.wikipedia.it)

Giovanni Giolitti (1842-1928) nel 1903, a seguito del ritiro per malattia di Zanardelli, divenne nuovamente presidente del Consiglio. Salvo brevi interruzioni, mantenne l’incarico per quasi un decennio. Il nuovo capo del governo fu estremamente abile nel trovare un equilibrio fra le forze sociali, da un lato promuoveva un’avanzata legislazione sociale e dall’altro favoriva la nascente industria italiana.

Anteprima
Vedrai una selezione di 8 pagine su 32
Assicurazione ramo vita tesina Pag. 1 Assicurazione ramo vita tesina Pag. 2
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Assicurazione ramo vita tesina Pag. 6
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Assicurazione ramo vita tesina Pag. 11
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Assicurazione ramo vita tesina Pag. 16
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Assicurazione ramo vita tesina Pag. 21
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Assicurazione ramo vita tesina Pag. 26
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Assicurazione ramo vita tesina Pag. 31
1 su 32
Sintesi
  • Storia - Governo Giolitti
  • Diritto - dal personalismo alla crisi del welfare state
  • Economia Aziendale - mercati finanziari e disintermediazione bancaria.
  • Scienza delle finanze - IRPEF
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi