Arte come espressione dell'anima umana
Scamardella Roberto
Un conflitto radicale tra progresso ed espressione fra '800 e '900
In questo lavoro mi sono occupato del contrasto culturale che attraversa '800 e '900 fra le dinamiche del progresso produttivo e l'arte come strumento attraverso cui dare voce all'interiorità umana.
Se da un lato troviamo l'avanzare dell'omologazione e l'annientamento dell'espressività degli individui, dall'altro emerge con forza il bisogno di rappresentare e affermare una realtà interiore caratterizzata da una vitalità insopprimibile.
Filosofia: Nietzsche
Nella visione di Nietzsche l'arte è quello strumento che permette di ritrovare e di far riemergere la reale struttura della vita, fatta di avversità tra lo spirito apollineo (perfetto e regolare) e quello dionisiaco (dominato dai contrasti e dalle pulsioni).
Questi due aspetti trovano equilibrio nella tragedia greca, da cui parte l'analisi filosofica nietzschiana.
Con la sua prima opera, “La nascita della tragedia”, Nietzsche critica l'idealizzazione del mondo greco come regno della serenità, dell'armonia e del controllo razionale, mettendo in luce anche la presenza di aspetti caotici, inquietanti e dolorosi. Di conseguenza la vita non può essere interpretata come il dominio della razionalità sugli istinti, ma è un continuo contrasto tra gli impulsi fondamentali dell'esistenza stessa.
La tragedia greca quindi, secondo il pensiero nietzschiano, è la più calzante rappresentazione del valore dell'arte, non più intesa come fattore esclusivamente estetico, ma anche come “grande stimolante della vita”.
Arte: Espressionismo
Questo desiderio di porre al centro della riflessione una realtà non necessariamente armonica e razionale, ma strutturalmente segnata da contrasti vitali, è presente anche nella corrente espressionista di inizio '900.
In particolar modo l'architettura espressionista individua il “nemico” nella città, dominata dalla riproducibilità tecnica e dall'alienazione spirituale dell'uomo. Lo scopo dell'architettura espressionista non è la pacificazione tra uomo e metropoli, ma il riconoscimento della realtà nell'angoscia e nel dissidio, cercando nelle spinte emozionali e nella frammentazione dei volumi il valore che la città va perdendo nella “tecnologizzazione” e nella sua crescita abnorme.
Materie
- Filosofia - Nietzsche
- Arte - Architettura, Espressionismo
- Storia - Fordismo e Taylorismo
- Inglese - Oscar Wilde
- Italiano - Gabriele D'Annunzio