“L’amore è universale, ma alcuni amori sono più universali di altri”
“L’omofobia non si combatte con l’eterofobia”
J.P. Malfatti
Tesina per l’esame di stato dell’anno 2014/2015
Liceo scientifico statale “Stefano Patrizi”
Ferrari Fabio 5°C
Cariati (CS)
Contestualizzazione dell’omosessualità e le sue influenze nei vari ambiti del sapere
Letteratura italiana
Confronto tra Gabriele d’Annunzio e Giovenale.
Letteratura latina
Confronto tra Petronio e Giovenale.
Storia
Omocausto: l’omosessualità nei regimi totalitari.
Filosofia
Sigmund Freud e il “Complesso di Edipo”.
Storia dell’arte
Vasilij Kandinskij.
Letteratura inglese
Oscar Wilde.
Scienze della Terra
Ingegneria genetica e prevenzione dell’HIV.
Fisica
Forze repulsive nel nucleo e decadimento.
Eventi contemporanei
Il tema presentato in questo percorso è molto complesso e antico. È presente nella storia umana fin dalle prime fonti scritte, tuttavia nell’ultimo secolo, in particolare negli ultimi dieci anni, hanno avuto luogo grandi cambiamenti a riguardo.
Le grandi religioni
Le grandi religioni monoteiste, in particolare l’Ebraismo e l’Islam, non hanno, nei loro testi sacri, nessun riferimento ad atteggiamenti di discriminazione verso gli omosessuali. Le storie d’amore tra persone dello stesso sesso sono state all’ordine del giorno persino nelle comunità islamiche fino al XIX secolo, si può mettere in luce come le prime condanne di questo tipo si siano registrate solo all’inizio del XX secolo.
L’unica religione abbastanza problematica risulta essere quella apparentemente più libera: il cristianesimo. La religione più diffusa al mondo ha sempre rifiutato la “cultura gay” perché viola il rapporto canonico uomo-donna.
Alcune delle varie sfaccettature del cristianesimo createsi nel corso dei secoli sono tuttavia favorevoli o quanto meno indifferenti all’omosessualità. Seppur la Bibbia affermi che i rapporti omosessuali sono “una cosa detestabile” e “devono essere puniti con la morte”, moltissime comunità hanno dunque deciso di non mettere in atto letteralmente tali dottrine dando a tutti gli uomini libertà. Lo stesso Papa Francesco ha recentemente affermato che “se uno è gay, chi sono io per giudicarlo”.
Il dibattito sul considerare l’omosessualità qualcosa di normale o qualcosa da condannare scaturisce sostanzialmente da una diversa interpretazione delle sacre scritture: alcuni cristiani considerano la tendenza omosessuale con indifferenza, mentre si accaniscono a condannare gli atti omosessuali, che vanno contro ogni necessità di procreazione, esaltando coloro con tendenze sessuali differenti dal canonico alla castità.
Passi avanti per l’umanità: Obama e l’Irlanda
Come è noto dai notiziari degli ultimi mesi, il presidente degli Stati Uniti Obama ha condannato le terapie psichiatriche adottate per “curare” l’omosessualità.
La decisione, come sempre più spesso accade, è giunta dopo una tragedia: la morte di una transgender di 17 anni suicidatasi per la mancata sensibilità dei genitori che non accettavano affatto la sua sessualità.
“L’unico modo in cui potrò riposare in pace è che un giorno le persone transgender non saranno trattate come son stata trattata io… la mia morte deve significare qualcosa. Aggiustate la società. Per favore!”
Il messaggio di addio della giovane ha fatto partire una petizione che ha raccolto 120mila firme. Atto che parla chiaro su come queste pratiche siano prive di alcun beneficio medico, ma devastino soltanto la vita di molti, indottrinando la convinzione che dall’omosessualità si possa guarire e che, quindi, si tratti di una malattia. La giovane era in cura da un terapista cattolico per cercare di redimersi, tornando al suo sesso iniziale, quello maschile. Il terapista, intervistato dai reporter, ha affermato saldamente che:
“Riteniamo che il cambiamento sia possibile. Le persone si sottopongono alla terapia perché vogliono cambiare, perché funziona”.
L’annuncio di Obama ha dunque sancito che la Casa Bianca si impegnerà a definire illegali tali provvedimenti, agendo negli Stati singoli, ognuno dei quali avrà dunque una legislazione sulla questione.
Altra notizia recente dimostrante che il vento nel mondo occidentale sta cambiando è il referendum, tenutosi in Irlanda, per la legalizzazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso.
Il referendum si è concluso con una maggioranza schiacciante di consensi: il 62,1 per cento degli irlandesi ha detto “sì” alle nozze gay e la frase “il matrimonio può essere contratto secondo la legge tra due persone senza distinzioni di sesso” è stata aggiunta nella Costituzione.
Erano già 21 i Paesi che in tutto il mondo hanno legalizzato i matrimoni tra omosessuali, ma l’Irlanda è la prima nazione a farlo passando per una consultazione popolare. Inimmaginabilmente, solo 20 anni fa, nella Repubblica dell’“isola verde” veniva finalmente cancellato il reato penale di “omosessualità”.
Gli eccessi: omofobia ed eterofobia
La lotta all’omofobia è un campo di battaglia aperto contro chi ripudia la diversità, tenta di metterla da parte e non la comprende. Omofobo è chi crede gli LGBT (lesbian-gay-bisexual-transgender) anormali, chi non dà loro pari diritti degli eterosessuali. Omofobo è chi viola il rispetto reciproco tra uomini riconoscendo una diversificazione tra l’amore tra un uomo e una donna e individui dello stesso sesso, impedendo a questi ultimi di creare una loro famiglia e di vivere al meglio la loro vita. Questi atteggiamenti vengono spesso paragonati al razzismo hitleriano della Germania nazista per modi violenti e aggressività ingiustificata.
Tuttavia, in particolare negli ultimi tempi, omofobo viene descritto non solo chi non accetta la diversità, ma anche e impropriamente chi, da essere raziocinante, esprime giustamente la propria opinione sull’argomento.
Ecco che chi viene attaccato, attacca a sua volta sforando nell’eccesso opposto: da una richiesta di pari diritti si passa a chiedere più diritti di quanti ne hanno tutti, con la scusa di essere discriminati.
In molti si sono lanciati contro la proposta di legge Scalfarotto, che aveva proposto di rendere illegale parlare di famiglia come unico luogo di crescita equilibrata dell’uomo e di suo primo sviluppo sociale, per evitare che gli omosessuali si sentano discriminati. Questa legge, abrogata, esprime quanto detto poc’anzi e prende il nome di eterofobia. Prescindendo dal fatto che tale proposta di legge violava la libertà di espressione sancita dalla Costituzione, che determina la distinzione tra un regime democratico e uno totalitario, i diritti umani non venivano posti sullo stesso piano, bensì a favore degli omosessuali e a discapito di tutti gli altri.
Se da un lato alcuni eterosessuali attaccano violentemente gli omosessuali, spesso, e sempre più frequentemente, alcuni omosessuali attaccano gli eterosessuali credendoli incapaci di avere una mente aperta, facendo, come si suol dire, di tutta l’erba un fascio.
I gay nella loro continua lotta per i diritti, spesso eccedono tanto quanto fa la loro controparte etero omofoba, non per niente molti “gay pride” (manifestazioni sull’orgoglio gay) vengono sciolti per eccessiva libertà di forme e costumi e un sopruso dei diritti di cui essi sono provvisti. Se da una parte va combattuta l’errata mentalità omofobica, dall’altra va contenuta quella eterofobica, facendo comprendere ad ambedue le parti che prima di essere etero o gay, si è persone, menti diverse e cittadini del mondo.
Gabriele d’Annunzio
A 152 anni dalla sua nascita e a 77 dalla sua morte, Gabriele D’Annunzio lo si ritrova ancora dappertutto.
Come inventore di espressioni, marchi e slogan entrati nel linguaggio comune. Da «velivolo» a «tramezzino» ad «automobile» declinato al femminile perché, come scrisse al fondatore della Fiat Giovanni Agnelli, «l’automobile ha la grazia, la snellezza, la vivacità di una seduttrice». Come autore di romanzi e poesie che rimangono in testa nonostante l’inconveniente di esser stati imposti a scuola. D’Annunzio rimane il prototipo di viveur inarrestabile: la vita come opera d’arte, le smargiassate politiche, l’harem di donne, la cocaina.
Poeta, romanziere, autore teatrale, politico, eroe di guerra, polemista, arbitro di eleganze (e pacchianerie), l’abruzzese è una figura eccezionale, che rendeva bello e piacevole ogni cosa che scriveva.
Definito da molti “il poeta della lussuria”, d’Annunzio è sinonimo di piacere con una perenne necessità di delizie: dalla più semplice cosa alla più raffinata voluttà.
D’Annunzio ricercò e assaporò tutti gli aspetti del piacere della vita utilizzando ogni mezzo, dal “piacere perverso” all’“immaginazione impura”, abbandonandosi alla “sensualità fuor de’ sensi”, perché, come egli stesso afferma, solo “dopo una lunga voluttà occulta, dopo la malvagia ebbrezza, il corpo è come alleviato”. La cosa fantastica in d’Annunzio è che riusciva a trarre nutrimento intellettuale proprio dall’istinto sessuale. Quel che per altri è piacere, per lui è sacrificio e conoscimento.
D’Annunzio rappresenta nella sua passionalità le ascendenze del mondo classico e i primi albori di una modernità dominata dal sacro fuoco interiore. Un uomo particolarissimo, a volte incompreso proprio per questa sua voglia ossessiva e incontrollabile della sessualità, che fa di lui il poeta dalla mente aperta per antonomasia.
Il legame tra d’Annunzio e l’omosessualità è molto forte: anche se egli abbia sempre e quasi ossessivamente idolatrato il corpo femminile (nelle sue opere come nella sua vita), lo scandalo che destò per le sue perversioni negli ambienti che frequentava è in perfetta linea con lo scandalo provocato oggigiorno dagli omosessuali in tutte le società tradizionaliste. Inoltre è noto che la donna più importante nella vita del Vate, l’attrice Eleonora Duse, sia stata protagonista di numerosi atti omosessuali con altre donne.
Il piacere
Il romanzo inizia quando Andrea aspetta a casa sua la ex amante Elena Muti e ripercorre con la mente tutta la loro storia ed anche la sua vita. Viene ferito in un duello mentre tenta di corteggiare un’altra nobildonna e nel corso della convalescenza, nella villa di Schifanoja sul mare, conosce un’altra donna che gli ruba il cuore: Maria Ferres, moglie di un diplomatico sudamericano. Si divide così tra due donne e due amori, ma nel corso di una notte di passione con Maria pronuncia il nome di Elena. Maria così lo lascia, abbandonando anche la sua casa dove era andata a vivere. Finisce così il romanzo, con una piena tonalità decadente.
L’opera narra la storia della vita di Andrea Sperelli, intellettuale creato sul riflesso della fisionomia dannunziana di uomo, che ritornerà spesso nei suoi romanzi. Andrea è un giovane aristocratico, annoiato della vita, amante dell’arte, che vive in una sorta di casa museo. Così come ama l’arte, adora anche le donne.
Andrea non è altro che il “doppio” dello stesso autore che vuole rappresentare in lui tutto ciò che avrebbe voluto essere; tuttavia il suo atteggiamento verso Andrea è in parte critico oltre che fascinato, perché mette in evidenza il carattere fallimentare della figura dell’esteta, vuota e disinteressata, in piena linea con la crisi dei valori del periodo, che si evolverà nella sua poetica in superuomo.
Il protagonista è dunque un esteta, come Dorian Gray di Oscar Wilde, che vive la sua vita come se fosse un’opera d’arte. Conquistare le donne è per lui un’arte più che un piacere. Non si tratta di un personaggio autentico come quelli veristi, ma finto e costruito ad hoc.
Andrea è una persona che ricerca il piacere fisico e psicologico senza però trovarlo mai.
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Introduzione "L'amore è universale ma alcuni amori sono più universali di altri" tesina
Tesina riguardante l'omosessualità e di come questo tema abbia influenzato lo scibile umano nel corso dei secoli, da Petronio a d'Annunzio, da Giovenale ad Oscar Wilde.
Collegamenti
- Tema: omofobia ed eterofobia
- Italiano: G. d'Annunzio
- Latino: Petronio e Giovenale
- Filosofia: Sigmund Freud
- Storia: L'omocausto (Germania - Italia)
- Arte: Kandinsky
- Fisica: forze repulsive nel nucleo dell'atomo
- Scienze: ricerca contro l'HIV