Estratto del documento

I.T.C.S. Abba Ballini

Tesina di maturità

Afroamericani: dalla tratta al

Presidente Obama

Classe 5°A Mercurio

A.S. 2013 – 2014

Indice

  • Introduzione
  • I) La tratta atlantica
  • Le cause
  • La traversata sulle navi
  • II) La schiavitù
  • III) I primi movimenti abolizionisti e la Guerra d’Indipendenza
  • IV) La Costituzione Americana
  • Costituzioni a confronto: differenze con quella italiana
  • V) Sud: “Second Middle Passage”
  • Le ribellioni
  • VI) Guerra di secessione
  • La ricostruzione
  • VII) Segregazione razziale: leggi Jim Crow
  • I movimenti pro e contro la parità di diritti
  • La vita degli afroamericani
  • VIII) Martin Luther King Jr.
  • IX) Fine della segregazione
  • X) Scuse ufficiali
  • XI) Oggi: Presidente Obama
  • XII) Domani…?

Introduzione

“Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo ancora imparato l’arte di vivere come fratelli.”

Con questa frase Martin Luther King, uno dei personaggi più attivi nella lotta per i diritti civili, sia in America che nel resto del mondo, esprimeva il rammarico per essere riusciti a raggiungere obiettivi e scoperte importanti ma non ancora una vita di uguaglianza e fraternità.

Con la stessa speranza io penso al mio futuro, e al futuro dei giovani nel mondo, perché durante i miei 19 anni ho avuto la possibilità di incontrare diverse persone, che nonostante fossero originarie di altri Paesi si sono dimostrate più leali, gentili e amiche che altre.

Tra i miei coetanei spesso si rischia di giudicare in modo sbagliato ragazzi stranieri, o che semplicemente preferiscono andare contro corrente o essere alternativi, etichettandoli secondo i falsi pregiudizi che circolano tra la gente come persone da non frequentare o ancor peggio da emarginare.

Ho avuto personalmente prova della superficialità delle persone e di quanto le loro idee siano false e largamente distanti da quelli che sono i reali caratteri delle persone, avendo il meraviglioso piacere di condividere questi ultimi 5 anni di scuola con una delle persone più belle che conosca e con la quale mi auguro di poter passare assieme molto altro tempo.

I. La tratta atlantica

L’espressione tratta atlantica è riferita al commercio di schiavi di origine africana tra il XVI e il XIX secolo, verso i nuovi territori americani, percorrendo l’Oceano Atlantico.

Le cause

Nel XVI secolo, le grandi potenze europee (Spagna, Portogallo, Inghilterra e Olanda) iniziarono a insediarsi in America, con la prospettiva di arricchirsi con le risorse minerarie e creare enormi piantagioni.

Per entrambe le attività, per le mansioni più pesanti, era richiesta moltissima manodopera e gli europei inizialmente provarono a far lavorare gli indigeni americani, ma la soluzione risultò insoddisfacente.

Fu allora che presero in considerazione la possibilità di usare per i loro scopi gli schiavi africani, prigionieri di guerra barattati dagli africani stessi con gli europei.

Questi infatti erano decisamente più convenienti come costo di manodopera e più adatti a sopportare il lavoro forzato dal punto di vista fisico.

Portoghesi e spagnoli per primi, se li procurarono per mandarli nelle loro colonie dando il via al più grande commercio di schiavi della storia.

Le proporzioni di questa tratta aumentarono rapidamente, dando vita a vere e proprie economie basate sullo schiavismo, arrivando a trasportare approssimativamente un totale di 12 milioni di persone.

Questa tratta era definita “Middle Passage” in quanto, all’interno del commercio triangolare, essa costituiva appunto il passaggio intermedio: le navi partivano dall’Europa cariche di prodotti commerciali come stoffe, liquori, tabacco, manufatti e soprattutto armi da fuoco che, una volta arrivati in Africa, barattavano con i monarchi locali in cambio di uomini rapiti o schiavi di guerra che successivamente venivano traghettati fino al Nuovo Mondo dove le navi “negriere” venivano svuotate e ricaricate di materie prime che venivano riportate di nuovo in Europa.

Per quanto riguarda gli uomini africani, essi iniziavano il loro “viaggio” ancora all’interno dell’Africa dove venivano catturati nei villaggi, rapiti dalle proprie famiglie o acquistati da altri rapitori e fatti schiavi per poi essere mandati in tragitto verso la costa occidentale, carichi di altri beni e prodotti di scambio.

Arrivati a destinazione, dopo settimane di cammino, aspettavano in capanne o addirittura gabbie l’arrivo delle navi negriere che li avrebbero portati alle aste di schiavi in America.

La traversata

Le navi arrivate in Africa, stipavano gli uomini al loro interno come semplici oggetti, andando a incastro per ridurre gli spazi.

Uomini, donne e bambini venivano spogliati di tutto, legati tra di loro e, a seconda della dimensione della nave, posizionati in spazi molto stretti nella quale la diffusione di malattie e infezioni era inevitabile.

Vivevano in luoghi poco igienici e tra i propri escrementi, con dosi di cibo e acqua scarse, subendo violenze e maniere rudi ogni giorno.

Pertanto rispetto al carico complessivo della nave alla partenza, che poteva essere dai 50 ai 400 africani, dopo mesi di traversata (a seconda del tempo atmosferico e della nave), circa il 35% moriva prima di arrivare sulla terra ferma.

Le cause di morte furono da addebitare anche alla depressione che portò molti uomini al suicidio.

Arrivati nei porti americani venivano scaricati successivamente puliti, coperti, nutriti e infine unti per rendere la loro pelle più lucida e quindi presentare nel miglior modo possibile la merce in vendita.

I coloni giungevano nei porti come per recarsi ad un normale mercato di bestiame, controllavano le diverse caratteristiche fisiche, il temperamento, la salute “dell’animale” e poi partecipavano alle aste per aggiudicarsi il prodotto migliore e più adatto al lavoro che il proprietario gli avrebbe assegnato una volta arrivati a “casa”, servitore in casa, minatore o raccoglitore all’interno delle enormi piantagioni di cotone o canna da zucchero.

II. La schiavitù

Il primo carico di schiavi arrivò nella colonia spagnola corrispondente all’attuale California del Sud nel 1526, mentre nel Nord America il primo carico fu acquistato da coloni della Virginia nel 1619 e da quel momento la pratica di acquistare schiavi tipica degli Spagnoli nel Sudamerica si diffuse in tutto il territorio, soprattutto nelle zone più fertili e ricche di risorse minerarie.

Prima della diffusione di tale pratica veniva impiegata la manodopera con un contratto di servitù debitoria sia per uomini bianchi che neri e consisteva nel lavorare nella colonia per un determinato periodo di tempo fino a saldare completamente il debito contratto con il proprietario per il viaggio verso Nord.

Ben presto il ruolo della servitù venne sostituito con quello dello schiavo di proprietà, per la quale vennero varati dei veri e propri codici degli schiavi che regolamentavano la schiavizzazione di tutte le persone non cristiane e la prevalenza della razza bianca su quella del nero, considerato pari se non inferiore ad un normale utensile da lavoro.

La trasformazione del contratto si ebbe in quanto i coloni si resero conto che il tempo di servitù finiva nel momento in cui questi cominciavano ad essere più esperti del mestiere e quindi davano il massimo rendimento.

Ciascun uomo nato da una madre schiava era di conseguenza considerato schiavo, indipendentemente da chi fosse il padre, egli non aveva l’obbligo di riconoscere e mantenere il figlio.

La vita di schiavo consisteva nel fare orari pesanti, con ogni tipo di situazione atmosferica e temperatura, sotto la continua supervisione di addetti che con brutalità, violenza e punizioni spronavano la gente a lavorare senza interruzioni e che anche nei momenti “liberi” ordinavano agli schiavi varie mansioni.

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Sintesi

Sintesi afroamericani tesina

“Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo ancora imparato l’arte di vivere come fratelli.”

Con questa frase Martin Luther King, uno dei personaggi più attivi nella lotta per i diritti civili, sia in America che nel resto del mondo, esprimeva il rammarico per essere riusciti a raggiungere obiettivi e scoperte importanti ma non ancora una vita di uguaglianza e fraternità.

Con la stessa speranza io penso al mio futuro, e al futuro dei giovani nel mondo, perché durante i miei 19 anni ho avuto la possibilità di incontrare diverse persone, che nonostante fossero originarie di altri Paesi si sono dimostrate più leali, gentili e amiche che altre.

Tra i miei coetanei spesso si rischia di giudicare in modo sbagliato ragazzi stranieri, o che semplicemente preferiscono andare contro corrente o essere alternativi, etichettandoli secondo i falsi pregiudizi che circolano tra la gente come persone da non frequentare o ancor peggio da emarginare.

Ho avuto personalmente prova della superficialità delle persone e di quanto le loro idee siano false e largamente distanti da quelli che sono i reali caratteri delle persone, avendo il meraviglioso piacere di condividere questi ultimi 5 anni di scuola con una delle persone più belle che conosca e con la quale mi auguro di poter passare assieme molto altro tempo. La mia tesina garantisce anche dei collegamenti interdisciplinari con le varie materie di studio.

Collegamenti

Afroamericani tesina

  • Storia: Commercio triangolare, Guerra d'Indipendenza Americana, Nascita Costituzione, Storia degli USA.
  • Diritto: confronto tra le Costituzioni Italiana e americana.
  • Inglese: Martin Luther King (vita).
  • Lettere: Attualità (Presidente Obama).
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