Alunno: Calbucci Chiara
Classe: V D
Anno scolastico: 2010-2011 1
Indice
- Introduzione.................................................................................... ...... Pag. 3
- Geografia: La crisi idrica mondiale............................................ Pag. 4
- Finanza: La privatizzazione dell’acqua in Italia.................. Pag. 6
- Diritto: Il referendum sull’acqua................................................ Pag. 8
- Italiano: Eugenio Montale............................................................... Pag. 10
- Storia: La crisi di Suez...................................................................... Pag. 12
- Arte: L’impressionismo....................................................................... Pag. 14 2
- Bibliografia.................................................................................. ........ Pag. 16 3
Introduzione
L’acqua è la risorsa naturale più importante sulla Terra poiché senza di essa non ci sarebbe vita. Essa però sta diventando un bene molto prezioso e non disponibile per tutti a causa del sempre più elevato consumo d’acqua in attività agricole, industriali e domestiche, degli sprechi e dell’inquinamento dei fiumi e delle falde acquifere. Infatti, solo l’acqua dolce può essere utilizzata per le attività dell’uomo, mentre l’acqua salata eliminerebbe la fertilità dei terreni, impedendo successivi raccolti, o incrosterebbe i componenti meccanici delle industrie.
Dall’inizio del XXI secolo, la Terra si trova quindi di fronte ad una crisi idrica molto grave: circa 884 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile. Numerosi organismi sia internazionali sia locali si stanno quindi attivando per cercare di risolvere il problema.
Per frenare gli sprechi molti governi si stanno dirigendo verso una gestione privata del servizio idrico. Ciò è quello che si sta verificando anche in Italia dove, col Decreto Ronchi si stabilisce l’affidamento del servizio idrico a soggetti privati attraverso gara o società a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il privato detenga almeno il 40%.
Contro questo decreto i rappresentanti del Forum italiano dei movimenti per l’acqua hanno presentato alla Corte di Cassazione 3 quesiti referendari, 2 dei quali sono stati giudicati ammissibili e per i quali tutti i cittadini italiani aventi la maggiore età, il 12 e 13 giugno 2011 sono chiamati a votare. I 2 quesiti propongono l’abrogazione di vari passaggi del Decreto Ronchi e quella parte del comma 1 dell’Articolo 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito.
L’acqua inoltre è stata fonte di ispirazione per numerosi poeti. Un esempio sono le poesie di Eugenio Montale, nelle quali la figura del mare è particolarmente presente in quanto simbolo di una felicità irraggiungibile, di cui l’uomo poteva godere solamente nel periodo della sua infanzia mentre da adulto viene abbandonato sulla terra come un inutile osso di seppia. L’acqua però può anche essere simbolo del male di vivere dell’uomo quando viene rappresentata come «rivo strozzato», nella poesia Spesso il male di vivere ho incontrato.
Furono ispirati dall’acqua anche i pittori impressionisti e in particolare Claude Monet, il quale ritiene che essa sia ottima per studiare le variazioni di luce, grazie alla sua trasparenza, al suo potere riflettente e la sua condizione di moto continuo. L’acqua fu quindi oggetto di molte sue opere come Impression soleil levant e in particolar modo nel ciclo di 250 dipinti Le Ninfee.
L’acqua infine può essere causa di guerre. In particolare fu proprio il possesso del canale di Suez, strategico per il trasporto del petrolio, che causò la seconda guerra arabo-israeliana. 4
La crisi idrica mondiale
Fra tutte le risorse naturali, l’acqua è la più importante poiché senza di essa non c’è vita ed è per questo che viene anche definita oro blu. L’acqua però, pur essendo una risorsa rinnovabile, sta diventando un bene sempre più prezioso e non disponibile per tutti. Questa scarsità idrica dipende da vari fattori.
Innanzitutto l’acqua non è distribuita in modo uniforme sulla Terra poiché il livello delle precipitazioni varia a seconda della fascia climatica in cui ci troviamo, quindi le regioni della fascia equatoriale, che hanno un clima umido disporranno di più acqua rispetto a quelle della fascia tropicale, caratterizzate da un clima secco.
Negli ultimi anni però questa distribuzione è andata via via alterandosi provocando il fenomeno della desertificazione, cioè il degrado dei terreni coltivabili in aree aride che si verifica per:
- Il sovra-pascolamento, che comporta la compattazione e l’impoverimento del suolo;
- L’agricoltura intensiva, che prevede l’utilizzo spesso eccessivo di fertilizzanti, pesticidi, ecc. che rendono il suolo meno fertile;
- La salinizzazione, ovvero l’aumento dei sali nel terreno che elimina la fertilità dei terreni e impedisce successivi raccolti;
- I disboscamenti che privano il terreno della sua protezione;
- Le variazioni climatiche, dovute all’innalzamento della temperatura terrestre.
In secondo luogo l’aumento demografico e lo sviluppo economico che si sono verificati negli ultimi anni, hanno portato ad un sempre più massiccio consumo d’acqua in attività quali l’agricoltura, che assorbe la maggior parte delle risorse idriche (soprattutto nei paesi del sud del mondo), l’industria e gli usi domestici.
Tutte queste attività non consumano l’acqua allo stesso modo. Infatti, mentre l’acqua usata per l’agricoltura non può essere recuperata perché una parte è utilizzata per gli animali, una parte per irrigare le piante, una parte viene assorbita dal suolo e una parte evapora, gran parte dell’acqua utilizzata per l’industria è riciclabile quando ripulita dalle sostanze inquinanti tramite impianti di depurazione. Non tutti i paesi tuttavia hanno a disposizione le capacità tecniche ed economiche per fornirsi di depuratori, pertanto nei paesi più poveri le acque reflue inquinano i corsi d’acqua.
Per quanto riguarda gli usi domestici invece, il consumo di acqua è maggiore dove esiste un acquedotto, perché basta aprire un rubinetto per averla, mentre dove esso non c’è e si devono fare chilometri per procurarsi l’acqua, il consumo è minore. Infatti, confrontando i livelli di consumi d’acqua potabile nei vari paesi del mondo possiamo notare che un australiano utilizza in media più di 1000 litri di acqua potabile al giorno, un americano da 5 300 a 400 litri, un europeo da 100 a 200 litri, mentre in alcuni paesi in via di sviluppo il consumo quotidiano pro capite è solo di pochi litri.
Le necessità idriche di queste attività sono per lo più soddisfatte tramite la trivellazione di pozzi che attingono dalla falda acquifera, che è alimentata dalle precipitazioni. Un suo eccessivo sfruttamento porta all’abbassamento del livello della falda. Inoltre, nei grandi centri urbani, la superficie del suolo viene resa impermeabile dall’asfalto e dal cemento perciò l’acqua della pioggia viene direttamente convogliata nelle fognature e scaricata nei corsi d’acqua, senza penetrare nel sottosuolo e ricaricare la falda.
La convergenza di questi due fattori fa sì che in molte città il livello della falda, negli ultimi anni, si sia abbassato notevolmente.
Infine, a ridurre la quantità d’acqua “pura” concorrono gli inquinamenti dei fiumi e delle falde acquifere, prodotti dagli scarichi urbani, dell’industria e dell’agricoltura.
Un esempio è dato dalla recente chiusura del poligono di tiro a volo di Vergiano per inquinamento ambientale. Secondo le indagini di laboratorio sui pallini sparati nel poligono infatti, il piombo rilasciato sul terreno e nelle acque del Marecchia, supera di ben 2.240 volte il valore massimo consentito dalla legge. Il rischio maggiore è dato dall’inquinamento della falda del Marecchia che rifornisce tutta la riviera. Infatti, il piombo ha esclusivamente effetti negativi sulla nostra salute e può quindi causare seri danni in seguito al suo assorbimento tramite l’acqua che giunge ai nostri rubinetti.
In conseguenza a tutto ciò, la Terra si trova ad affrontare dall’inizio del XXI secolo, una crisi idrica molto grave. Infatti, si calcola che circa 884 milioni di persone non abbiano accesso all’acqua potabile e che più di 2,6 miliardi di persone non abbiano servizi sanitari di base con la conseguenza che circa 1,5 milioni di bambini sotto i 5 anni muoiono ogni anno per malattie connesse alla mancanza di acqua e di servizi igienico-sanitari.
Di fronte alla gravità di tale problema, occorre che i governi di tutte le nazioni e le amministrazioni locali garantiscano la protezione e la depurazione dell’acqua dalle contaminazioni che produciamo.
A livello internazionale numerosi organismi si sono mossi in tal senso, ma in particolar modo le Nazioni Unite.
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, infatti, dopo aver stabilito il 2003 come Anno internazionale dell’Acqua, ha deciso di proclamare il periodo 2005 - 2015 “Decennio Internazionale dell’Acqua”, a partire dal 22 marzo 2005, Giornata Mondiale dell’Acqua con l’obiettivo principale di focalizzare l’attenzione su tutte le problematiche legate all’acqua, al fine di conseguire i risultati stabiliti a livello internazionale, in particolare dimezzare il numero della popolazione che non ha accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari di base entro il 2015 e di porre fine allo sfruttamento non sostenibile delle risorse idriche.
Sempre le Nazioni Unite, con la Risoluzione del 29 luglio 2010, hanno dichiarato per la prima volta nella storia il diritto all’acqua, un diritto umano universale e fondamentale. 6
Collegamenti interdisciplinari
- Geografia: la crisi idrica mondiale
- Finanza: la privatizzazione dell'acqua in Italia
- Diritto: il referendum sull'acqua
- Italiano: Eugenio Montale
- Storia dell'arte: l'Impressionismo
- Storia: la crisi di Suez