DIPARTIMENTO DI LINGUE LETTERATURE E CULTURE MODERNE (LILEC)
CORSO DI LAUREA TRIENNALE IN
LINGUE E LETTERATURE STRANIERE
TRA FINZIONE E CRONACA: LE CONNESSIONI
TRA DR. JEKYLL AND MR. HYDE E JACK LO
SQUARTATORE
Tesi di laurea in Letteratura Inglese
Relatrice Presentata da
Prof.ssa Carlotta Farese Matilda Schiavone
Sessione Ottobre 2025
Anno Accademico 2024/2025
I
Indice
Introduzione ..................................................................................................................... 1
CAPITOLO 1 ................................................................................................................... 3
La Fin de siècle: un periodo di transizione tra crisi e trasformazione ....................... 3
1.1 Il controverso dibattito sulla sessualità .................................................................. 4
1.1.1 L’omosessualità e gli scandali sessuali ................................................................ 7
1.1.2 Le epidemie sessuali: l’incubo della sifilide ......................................................... 9
1.2 Decadentismo ed Estetismo ................................................................................... 10
1.3 La realtà contraddittoria dell’Impero britannico ............................................... 13
1.4 Robert Louis Stevenson: il dualismo in Strange Case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde
16
CAPITOLO 2 ................................................................................................................. 21
Il primo adattamento teatrale di Dr. Jekyll and Mr. Hyde ......................................... 21
CAPITOLO 3 ................................................................................................................. 34
Lo spettacolo di Richard Mansfield nella Londra del 1888: il play diventa realtà con Jack
lo Squartatore ................................................................................................................ 34
Conclusione .................................................................................................................... 50
Bibliografia .................................................................................................................... 52
II
Introduzione
In questa tesi si intende dimostrare come la storia di Strange Case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde
sia connessa alla vicenda del serial killer londinese Jack lo Squartatore. Sebbene ci sia un
intervallo di un paio di anni tra i due casi, dato che l’opera di Robert Louis Stevenson è stata
pubblicata nel 1886 e Jack è comparso nel 1888, le due vicende trovano un punto di incontro
data l’incredibile fama e soprattutto influenza che la storia di Jekyll e Hyde ebbe in particolar
modo marcando gli animi del popolo londinese. La vicenda di Jack ha resuscitato la vecchia
storia della doppia identità anche grazie al fatto che nel 1887 Thomas Sullivan e Richard
Mansfield decisero di realizzarne il primo adattamento teatrale. Il successo che gli spettacoli
ricavarono in America li rese noti al punto tale che Mansfield riceverà la proposta di esibirsi al
Lyceum Theatre di Londra nell’estate del 1888, esattamente poco prima dell’inizio della
tragedia.
Il primo capitolo intenderà quindi offrire una breve panoramica del clima complesso e
contraddittorio della fin de siècle, per comprendere come questo contesto abbia influenzato la
produzione letteraria e culturale del tempo di cui l’opera di Stevenson faceva parte. Il focus sarà
inizialmente sul dibattito centrale all’epoca riguardante la sessualità e l’identità sessuale che
cominciavano a suscitare clamore non rispettando le norme stabilite. In particolare, si parlerà
della situazione delle donne attraverso l’innovativa figura della New Woman affiancata da una
sorta di crisi della mascolinità, per poi approfondire il problematico discorso sull’omosessualità
terminando con una considerazione del panico causato dalla diffusione della sifilide. Verranno
poi presentate le dottrine anticonformiste dei popolari movimenti del Decadentismo e
dell’Estetismo, mentre riguardo il versante politico si parlerà dell’Impero britannico insieme al
discorso della degenerazione che tormentava la società. Per concludere, su questo sfondo verrà
introdotto Strange Case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde di Stevenson focalizzandosi sul dualismo
dell’opera, ponendo così le basi della tesi.
In seguito, il secondo capitolo presenterà la versione teatrale di Mansfield e Sullivan Dr. Jekyll
and Mr. Hyde con l’intento di sottolineare le principali differenze con il testo originale
cimentandosi quindi nell’analisi del copione. Il teatro, per la sua natura, renderà i personaggi
più realistici dato che saranno interpretati da un attore in carne ed ossa di fronte ad un pubblico:
conferendo un aspetto più umano anche allo stesso Hyde, Mansfield contribuisce così a dare un
tono di verisimilitudine e credibilità alla storia.
1
Infine, nel terzo capitolo verranno esplicitate le connessioni tra la vicenda di Jekyll e Hyde e
Jack lo Squartatore. Dopo aver affrontato il dibattito dell’epoca sull’inquietante performance di
Mansfield a teatro, quest’ultima parte della tesi si concentra sulla messa in scena del play a
Londra, in particolar modo analizzerà l’impatto che lo spettacolo ebbe sul popolo londinese
durante una serie di omicidi verificatisi nel 1888 nell’East End della capitale. Verrà presentata
Whitechapel e più in generale l’East End come la parte povera e degradata di Londra in cui
ebbero luogo i delitti, per poi descrivere le uccisioni stesse di cinque prostitute perpetrate da
colui che è internazionalmente conosciuto come Jack lo Squartatore. Il capitolo riporterà diversi
passaggi dei giornali dell’epoca, da un lato con l’intento di mettere in luce il modo in cui
l’opinione pubblica e la stampa stessa diffondevano le notizie degli omicidi e dall’altro di
dimostrare le speculazioni, percezioni e rappresentazioni riguardo l’assassino, in particolar
modo come egli rapidamente acquisì il titolo di Mr. Hyde. Le ultime pagine invece faranno
riferimento ad una miniserie televisiva del 1988 intitolata Jack the Ripper che mise in scena gli
eventi e i personaggi della Londra del 1888 con una particolare attenzione al ruolo che lo
spettacolo di Dr. Jekyll and Mr. Hyde ebbe nella cronaca del caso di Jack lo Squartatore,
marcando ulteriormente le analogie tra le due storie che verranno tracciate nella tesi.
2
CAPITOLO 1
La Fin de siècle: un periodo di transizione tra crisi e trasformazione 1
L’espressione “fin de siècle”, comparsa per la prima volta in Francia intorno al 1880, è stata
adottata per designare gli ultimi due decenni dell’Ottocento inglese, segnando così l’epilogo
dell’epoca vittoriana. Il termine, però, ha assunto una connotazione negativa venendo percepito
come la fine di un’era e di tutte le sue realizzazioni, evocando un senso di decadenza e declino.
Di conseguenza, tale visione, ancora radicata nell'immaginario collettivo, rischia di offuscare il
2
fatto che questi furono anni di grande vitalità, creatività, dibattiti e controversie. Elaine
Showalter fornisce una breve panoramica sui principali eventi che caratterizzarono il periodo
in questione:
Sexual difference was only one of the threatened borders of the fin de siècle, and sexuality only one of the
areas in which anarchy seemed imminent. The 1880s were a turbulent decade in English history. The
making of vast industrial fortunes was balanced by the organization of trade unions and the founding of the
British Labour party. Imperialist adventure in Africa, where diamonds were discovered in the Transvaal in
1880, occurred while urban poverty and homelessness in England received dramatic attention. Hopes for
the Empire were undermined by acts of political terrorism committed by anarchists and Irish nationalists.
Even while the age of imperialism was at its height, there were also fears of degeneration and collapse.
England was often compared to decadent Greece and Rome, and there were parallel fears of the rise of
3
captive peoples.
Questo passaggio mette in luce le contraddizioni della società dell’epoca, un aspetto centrale
della fin de siècle. Tuttavia, gli ultimi anni del diciannovesimo secolo non furono soltanto anni
segnati da instabilità e crisi politiche e sociali: fu un periodo che assistette anche a nuove
riflessioni sul genere e sulla sessualità, e un rinnovato approccio all’arte, che in quegli anni si
legò strettamente alla politica, alla scienza e alla cultura. Fu un’epoca di profondi mutamenti e
1 Elaine Showalter, Sexual Anarchy: Gender and Culture at the Fin de Siècle. New York: Viking Penguin, 1990, 2
2 Gail Marshall, “Introduction”, in The Cambridge Companion to The Fin de Siècle. ed. da G. Marshall,
Cambridge: CUP, 2007, 2
3 Showalter, Sexual Anarchy, cit., 4 3
4
di nuovi inizi che vide, accanto al dominante clima di ansia e ribellione, significative
trasformazioni sociali e culturali, segnando il vero e proprio inizio del periodo Modernista. A
seguire, verrà offerta una panoramica più ampia sugli aspetti morali, culturali, sociali e politici
che definirono il clima della fine del secolo.
1.1 Il controverso dibattito sulla sessualità
Showalter riprende l’espressione coniata dal romanziere George Gissing parlando degli anni
Ottanta e Novanta dell’Ottocento come decenni di “anarchia sessuale”, ovvero, un periodo in
cui tutte le leggi che regolavano l’identità e il comportamento sessuale cominciarono a
5
vacillare. I confini tradizionali tra i generi, infatti, si fecero sempre più indefiniti, anche grazie
alla comparsa di nuove figure come il dandy e la New Woman: gli uni adottavano un’estetica e
degli atteggiamenti stravaganti considerati femminili, le altre incarnavano un modello
femminile più indipendente e virile. Non è un caso che, proprio in questo periodo, facciano la
loro prima comparsa i termini “femminismo” e “omosessualità”: in questi anni l’identità
sessuale stava diventando una questione non solo privata, ma anche sociale, politica e
6
scientifica. Venne così riposta l’attenzione su ciò che fino a quel momento era rimasto ai
margini del discorso pubblico.
La New Woman veniva descritta come una donna moderna, disinibita e dalla mentalità
aperta, spesso con un buon livello di istruzione, che faticava a conformarsi ai ruoli tradizionali
di madre e moglie. Era colei che si batteva per l’uguaglianza di genere, tanto nella sfera privata
quanto in quella pubblica e professionale. L’obiettivo della ribellione di queste donne era la
conquista di una nuova libertà sessuale, economica, intellettuale e artistica. La New Woman
divenne così un’icona della letteratura, cultura e società della fin de siècle, grazie in particolare
al saggio di Sarah Grand The New Aspect of the Woman Question che definì le caratteristiche
7
di questo nuovo rivoluzionario tipo di donna e i suoi obiettivi di trasformazione sociale.
Naturalmente tali figure suscitarono un forte dissenso, soprattutto da parte degli uomini che
4 Marshall, “Introduction”, cit., 5
5 Showalter, Sexual Anarchy, cit., 3
6 Richard A. Kaye, “Sexual Identity at the Fin de Siècle”, in The Cambridge Companion to The Fin de Siècle, cit.,
62-64
7 Sally Ledger, “The New Woman and feminist fictions”, in The Cambridge Companion to The Fin de Siècle, cit.,
157 4
temevano una presa di potere da parte delle donne. Gli attacchi contro le New Women
riguardavano la loro eccessiva mascolinità e indipendenza, cosicché la scienza stessa cominciò
a formulare teorie misogine al fine di minare l’adesione al movimento. L’opposizione diede
origine allo stereotipo negativo della New Woman, diffondendo nei giornali rappresentazioni di
8
queste donne iper-sessuate, virili, iper-istruite e asinine.
Nonostante ciò, la fin de siècle fu un periodo di numerose conquiste per le donne, che
cominciarono gradualmente a ritagliarsi il proprio spazio in una società da sempre patriarcale
che le aveva culturalmente, socialmente e politicamente emarginate, considerandole “figure di
9
disordine” e pericolose per l’equilibrio del sistema. Mentre il movimento femminista e la
Woman Question sfidavano apertamente le convenzioni sociali, nel corso del secolo vennero
stabilite diverse riforme a favore delle donne. Come sottolinea Matthew Sweet:
The Infants and Child Custody Act (1839) allowed divorced or separated women who had not been proved
adulterous to sue for custody of children under seven; previously, fathers had been granted custody
automatically. The Matrimonial Causes Act (1857) allowed wives who could prove extreme cruelty, or
desertion, to obtain a divorce, and enabled courts to force estranged husbands to pay maintenance to their
former wives. The Married Women’s Property Act (1870) allowed women to inherit property without
ownership passing immediately to their husbands; a further Act in 1882 extended these reforms. The
Custody Acts (1873) allowed women to be awarded custody of children up to age sixteen, even if they had
been divorced by their husbands for adultery. The Matrimonial Causes Act (1884) allowed a deserted wife
10
to petition for divorce immediately, without waiting for two years, as previously required. 11
Inoltre, le donne iniziarono ad accedere alle università di Oxford e Cambridge: un segnale
importante del cambiamento in atto, pur non essendo privo di opposizioni. Tuttavia, questi
traguardi rappresentavano soltanto l’inizio di un lungo e complesso processo di emancipazione.
D’altra parte, però, secondo quanto riconosciuto da Showalter e da Sweet, durante questi
anni si parla di una “crisi di genere” che riguarda entrambi i sessi, ovvero, accanto alla
12
ridefinizione della femminilità, si assiste ad una “crisi della mascolinità”: “It, too, is a socially
constructed role, defined within particular cultural and historical circumstances, and the fin de
8 Ledger, “The New Woman and feminist fictions”, cit., 153-4
9 Showalter, Sexual Anarchy, cit., 8
10 Matthew Sweet, Inventing the Victorians: what we think we know about them and why we’re wrong. New York:
St. Martin’s Press, 2001, 181
11 Showalter, Sexual Anarchy, cit., 7
12 Sweet, Inventing the Victorians, cit., 173 5 13
siècle also marked a crisis of identity for men.” La società dell’epoca imponeva infatti una
netta separazione dei ruoli sociali in base al genere: le donne erano associate alla sfera privata
mentre agli uomini spettava la dimensione pubblica. Tuttavia, questa pressione sociale nel
dover aderire a ruoli così codificati generava spesso stati di ansia, che, soprattutto per coloro
che non corrispondevano alla “norma”, potevano sfociare in veri e propri disturbi nervosi.
Come osserva Sweet, se da un lato veniva richiesto alle donne di aderire a rigide norme di
comportamento femminile, dall’altro lato agli uomini veniva imposto un modello idealizzato
di mascolinità. Questo modello era veicolato attraverso una vera e propria “letteratura di
controllo”, destinata soprattutto ai giovani:
In these peculiar texts, small boys save lives, tackle monsters and discover various scientific principles -
and the reader is asked to emulate them in his daily life. […] They are boys playing at hyper-masculine
roles with which they cannot become comfortable. They face ‘peril and trial’, pursue ‘adventure, war, and
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conquest’ […]. But they all seem to suffer from depression, too.
Questa narrazione contraddittoria della mascolinità vittoriana contribuiva a creare aspettative
irrealistiche e modelli di patriarcato, generando un malessere diffuso tra gli uomini, spesso
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incapaci di identificarsi con i modelli proposti. In ogni caso, Showalter constata che la crisi
della mascolinità si manifestò su più fronti, e le reazioni degli uomini volte a riaffermare la
differenza tra i generi furono molteplici. Accanto all’evidente opposizione al movimento
femminista, la misoginia tipica della fin de siècle trovò espressione anche attraverso la
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creazione e diffusione della figura della femme fatale, un simbolo ricorrente nella cultura
dell’epoca: intimoriti da queste nuove donne emancipate e intraprendenti, cominciarono a
mettere in scena figure di donne misteriose, attraenti e malvagie che ingannavano gli uomini,
capaci di sottometterli e perfino di ucciderli con le loro strategie di seduzione. Un’altra
espressione dell’ostilità verso le donne si tradusse nella creazione di “Clubland”, ovvero una
serie di circoli e club esclusivamente maschili, con l’intento di emarginare nuovamente la
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componente femminile. La misoginia, in realtà, si manifestava anche attraverso la tendenza
dell’epoca a rappresentare in modo stereotipato le malattie sessuali e mentali come tipicamente
13 Showalter, Sexual Anarchy, cit., 8
14 Sweet, Inventing the Victorians, cit., 183-7
15 Ivi, 184-9
16 Showalter, Sexual Anarchy, cit., 10
17 Ivi, 11-13 6
femminili: “The New Woman was also the nervous woman. Doctors linked what they saw as
an epidemic of nervous disorders including anorexia, neurasthenia, and hysteria with the
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changes in women's aspirations.”. All’epoca la scienza era condizionata da pregiudizi di
genere: la donna veniva considerata più emotiva, dipendente e gentile di natura e questa
percezione della femminilità ha dato origine alla rappresentazione comune della donna come
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più suscettibile alla malattia. Pertanto, le donne vittoriane erano considerate prive di desiderio
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sessuale e
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