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Università Telematica e-Campus

Corso di perfezionamento/Master

1500 Ore 60 CFU: "Il gioco e l'apprendimento"

Il relatore

Il candidato

Matricola: Anno Accademico 2019/2020

Indice

  • Introduzione ............................................................................................... 2
  • Capitolo I – La creatività .......................................................................... 3
    • 1. Il concetto di Creatività ....................................................................... 4
    • 1.2. La prospettiva psicanalitica sulla creatività ....................................... 5
    • 2. Pensiero verticale e Pensiero laterale .................................................. 6
    • 3. Il “pensiero convergente” e il “pensiero divergente” .............................. 8
    • 4. Creatività e metodologie didattiche .................................................. 11
  • Capitolo II – Apprendimento creativo e gioco .......................................... 16
    • 1. L'Apprendimento ................................................................................. 17
    • 2. Il gioco come contesto di apprendimento ........................................... 17
    • 3. I 6 cappelli per pensare: gioco e tecnica metacognitiva ....................... 19
  • Bibliografia ............................................................................................... 21
  • Sitografia .................................................................................................. 23

Introduzione

Ho scelto la creatività come tema della mia tesina poiché lavoro già in un asilo nido e, trattandosi di un asilo multiculturale, ogni volta è sempre bello vedere come bambini che non parlano la stessa lingua proprio grazie alla creatività riescono a comunicare.

In particolare, svolgo le mie ore lavorative in un laboratorio ludico, facendo molti lavori manuali per stimolare nei bambini non solo le loro abilità espressive ma anche quelle manuali e cognitive. La creatività è molto importante anche in relazione allo sviluppo del senso di autoefficacia e autostima dei bambini. Dare spazio alla creatività, nel gioco come nel ragionamento, a casa come a scuola, significa favorire una crescita emotiva e cognitiva.

Infatti, il gioco è un’attività presente fin dalla nascita alla quale il bambino partecipa con grande entusiasmo; attraverso il gioco, il bambino esplora il mondo e sviluppa le competenze cognitive, linguistiche, fisiche e sociali. Il gioco è il modo migliore che ha il bambino per un apprendimento significativo.

Da un punto di vista didattico, sono diverse le metodologie che consentono di sviluppare la creatività, tra le tante possiamo citare il problem solving e il brainstorming di cui parleremo più avanti. Il presente lavoro è così suddiviso: nel Capitolo I mi sono occupata di analizzare la creatività, sia da un punto di vista teorico, sia considerando le sue applicazioni pratiche; nel Capitolo II, invece, ho dato spazio al concetto di apprendimento e al gioco come contesto di apprendimento ideale.

Capitolo I – La creatività

1. Il concetto di Creatività

La creatività è un termine che indica genericamente l’attitudine a creare e inventare propria della mente umana. Il suo significato non è univoco in quanto si tratta di termine poliedrico e spesso associato a fantasia, immaginazione e innovazione. Il termine “creazione” è di origine latina ed esprime l’idea di cosa fatta, vale a dire creata, ma l’etimologia rimanda anche al concetto di crescita, alla capacità di rompere i tradizionali schemi di pensiero attraverso la libertà.

Essere creativi non significa non avere punti di riferimento per costruire delle risposte, ma lasciare lo spazio a scelte meno automatiche. Gli studi sulla creatività hanno avuto inizio soltanto a partire dagli anni Cinquanta; precedentemente pochi ricercatori avevano percorso nuove strade contrapponendo al pensiero logico le potenzialità dinamiche e produttive del pensiero creativo.

Joy Paul Guilford nel 1950 pubblicò un articolo dal titolo “Creativity” in American Psychologist, dove accanto al “pensiero convergente – verticale” (logico – deduttivo), che aveva caratterizzato la ricerca scientifica del passato, individuava un “pensiero divergente o laterale” meno vincolato a schemi rigidi ed in grado di produrre molteplici alternative. Negli ultimi trent’anni, la ricerca ha dimostrato che la creatività può essere stimolata e sviluppata attraverso l’educazione e che l’educazione alla creatività è fondamentale in qualunque fascia di età.

I primi studi sulla creatività la considerarono prevalentemente da un punto di vista biologico, ritenendola un fatto genetico ed ereditario, associato alla parte irrazionale della psiche. Soltanto a partire dal Novecento vennero presi in considerazione aspetti diversi da quelli meramente biologici e genetici.

A secondo del campo specifico di ricerca, la creatività è stata osservata da differenti prospettive:

  • Psicoanalitica, come la capacità di fare ricorso a contenuti inconsci.
  • Comportamentista, come associazioni tra stimoli e risposte attraverso i rinforzi.
  • Personalista, nel senso del perfetto funzionamento dell’individuo.
  • Costruttivista, come relazione tra sviluppo del pensiero creativo e attiva partecipazione nel processo stesso.
  • Cognitivista, come una funzione dell’io che perviene a soluzioni efficaci.

Nelle diverse definizioni scientifiche di creatività si possono distinguere tre prospettive che sottintendono modelli conoscitivi diversi e che si pongono tra loro in un rapporto di complementarità:

  • Prospettiva genetica, relativa alle origini della funzione, della capacità dell’atto creativo.
  • Prospettiva morfologica: rapporto tra esperienza creativa e alcune qualità della mente.
  • Prospettiva del processo e delle abilità che esamina le azioni generate da creatività e il loro prodotto.

1.2. La prospettiva psicanalitica sulla creatività

Nella concezione Freudiana, l’artista si espone alla tensione dialettica tra conscio e inconscio. Freud, che studiò a fondo il processo creativo, considerava gli artisti i veri precursori nella conoscenza del mondo psichico. Nel saggio intitolato “Il poeta e la fantasia” (1908), il medico austriaco individuò l’origine della creatività nel desiderio infantile, in quanto una forte esperienza nel presente ridesta nel poeta il ricordo di un’esperienza precedente da cui nasce un desiderio che trova appagamento e realizzazione nell’opera creativa.

Per Freud, dunque, il talento e l’abilità artistica sono legati alla sublimazione. Secondo Carl Jung, allievo di Freud, il processo creativo si può sviluppare secondo due modalità:

  • Modalità psicologica: il contenuto dell’opera creativa dipende da uno scopo diretto, consapevole e finalistico.
  • Modalità visionaria: il processo creativo consisterebbe in un’animazione inconscia dell’archetipo perché il contenuto non trae origine dalle esperienze di vita ma da qualcosa senza spazio né tempo.

Donald Winnicott ritiene che vivere creativamente sia una condizione di sanità, dunque intende la creatività come una funzione dell’attività sana degli individui. La creatività, per Winnicott, appartiene alla condizione stessa del vivere in quanto è connaturata al modo di rapportarsi dell’individuo con l’esterno. Essa non riguarda soltanto la produzione artistica ma la vita stessa.

2. Pensiero verticale e Pensiero laterale

Il pensiero dotato di creatività ha ispirato l’elaborazione di concetti come quello del lateral thinking, pensiero laterale, termine coniato alla fine degli anni ‘60 dallo scrittore maltese Edward De Bono, che lo vede contrapposto al cosiddetto “pensiero verticale”. In qualche modo, il pensiero laterale, che nasce dall’intuito e dalla parte più istintiva di noi stessi, si riallaccia all’intelligenza emotiva di Goleman e, prima di lui, di Gardner.

De Bono propone un aneddoto per cogliere la differenza tra “pensiero verticale” e “pensiero laterale”:

Il Mercante

Molto tempo fa un mercante inglese si trovò ad essere debitore di un usuraio. L’usuraio, che era di animo malvagio, fingendo di venire incontro al mercante che gli chiedeva indulgenza, gli propose una soluzione: avrebbe annullato il debito soltanto se avesse ricevuto in sposa la figlia del mercante, una ragazza molto giovane e bella. L’usuraio spiegò che avrebbe fatto decidere alla sorte: avrebbe messo nella sua bisaccia due sassolini, uno bianco e l’altro nero. Se la ragazza avesse estratto il sassolino nero, sarebbe diventata sua sposa e il debito di suo padre sarebbe stato dimenticato. Se avesse estratto il sassolino bianco, la ragazza sarebbe rimasta con suo padre e il debito sarebbe stato cancellato anche in tal caso. Il mercante e la figlia non ebbero scelta: se avessero rifiutato la proposta dell’usuraio, il padre sarebbe stato rinchiuso in prigione e lei sarebbe stata...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/04 Pedagogia sperimentale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher PanieriEasy di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica e pedagogia dell'inclusione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Della Zoppa Letizia.
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