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Università degli Studi di Torino

Corso di Laurea in Economia aziendale

Costi di ricerca e di sviluppo

nel settore automotive: il caso Stellantis

Tesi di Laurea

Relatore

Biancone Paolo Candidata

Caneparo Martina

Matricola 1040621

Anno Accademico 2024/2025

Sessione Straordinaria

1 “Alla mia famiglia”

2

Indice

Introduzione ………………………………………………………………………… 4

Capitolo I - Il settore dell’automotive

I.1 Origini e caratteristiche del settore automotive italiano ………………………. 6

I.1.1 Andamento e criticità del settore………………………………………. 7

I.2 Il ruolo dei costi di R&S nel settore automotive ……………………………. 8

I.2.1 Inquadramento europeo e politiche ambientali ……………………… 9

Capitolo II - La ricerca e sviluppo nel settore automotive

II.1 Fondamenti economici e trattamento contabile dei costi R&S …………….. 11

II.2 Competitività ed innovazione ………………………………………………. 12

II.3 Dinamiche contrastanti della spesa in R&S oggi …………………………… 14

II.3.1 Collegamento al caso Stellantis ……………………………………… 15

Capitolo III - Il caso Stellantis

III.1 La nascita e l’evoluzione di FIAT …………………………………………. 16

III.1.1 Crisi e riorganizzazione del modello produttivo FIAT …………….. 20

III.1.2 Il collasso finanziario ………..…………………………………….. 23

III.1.3 Risanamento e riorganizzazione ………..…………………………. 24

III.2 Nascita di Stellantis ……………………………………………………….. 26

III.2.1 Prospettive di Stellantis ……………………………………………. 27

III.2.2 Il ruolo degli investimenti in R&S nell’elettrico …………………… 27

Conclusione ………………………………………………………………………… 29

Bibliografia ………………………………………………………………………… 30

Sitografia …………………………………………………………………………… 31

Ringraziamenti …………………………………………………………………….. 34

3

Introduzione

Scrivere oggi della situazione del settore automotive in un momento dove l’Italia sta

attraversando un periodo di trasformazioni risulta complesso.

Il mercato dell’auto in Europa ha chiuso l’anno 2025 con oltre 10 milioni di

immatricolazioni, registrando una variazione positiva rispetto al 2024 (ANFIA, 2026).

Nonostante i segnali positivi all’inizio del 2026, un confronto con il 2019 ed altri anni

rivela un calo ancora vertiginoso.

Questi dati svelano che nonostante vengano registrati risultati positivi legati

all’avanzamento delle tecnologie e all’introduzione dell’auto elettrica, il mercato

automobilistico è ancora fragile ed in continuo cambiamento.

Il mercato automobilistico italiano è in linea con quello europeo. L’apertura del 2026 ha

portato a risultati positivi ma, anche se in leggera ripresa, il confronto al periodo pre-

pandemia è ancora penalizzante.

Le previsioni dell’Associazione Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri

(UNRAE) indicano una lenta ripresa del mercato e una domanda ancora debole

(UNRAE, 2025).

Il settore sta affrontando una crisi lenta ma profonda, caratterizzata da cali considerevoli

di domanda e fatturato che minacciano la competitività nazionale.

L’industria italiana dell’auto è a rischio di perdere la propria centralità.

In questo contesto si rendono necessari piani e riforme in grado di stabilizzare e

rilanciare il settore automotive italiano. Per comprendere le dinamiche di tale

andamento, risulta di rilevante importanza partire ad analizzare dalle fondamenta

l’evoluzione storica del settore fino all’impatto dei cambiamenti tecnologici connessi

all’introduzione del motore elettrico. 4

La storia di Fabbrica Italiana Automobili Torino (FIAT), che ha portato alla nascita di

Stellantis, offre un caso di studio per analizzare la ricostruzione del percorso del

comparto automobilistico, con un’analisi incentrata sull’impatto degli investimenti in

R&S, dalla nascita del gruppo alle fasi di crisi, fino ai primi segnali di ripresa,

evidenziando i fattori che hanno contribuito a tale transizione e delineando le

prospettive future del settore. 5

Capitolo I - Il settore dell’automotive

I.1 Origini e caratteristiche del settore automotive italiano

Il settore automotive italiano rappresenta ancora oggi uno dei pilastri del sistema

industriale nazionale, coprendo un ruolo centrale in termini di occupazione e sviluppo

tecnologico.

In Italia le prime aziende di automobili si svilupparono a Torino all’inizio del

Novecento. Sulla scia della nascita della Fabbrica Italiana Automobili Torino (FIAT)

nacquero innumerevoli altre industrie automobilistiche, e tutte concorsero ad accrescere

la produzione automobilistica italiana contribuendo alla progressiva strutturazione di

una filiera composta da tutte le imprese che si occupano di produzione, promozione e

vendita di autoveicoli, nonché di un indotto, ovvero l'insieme delle attività economiche

e delle imprese che lavorano per l'intero settore (Biffignandi, 2013).

La progressiva integrazione nei mercati mondiali ha favorito l'internazionalizzazione

delle imprese italiane con effetti positivi, come l’accesso a nuove tecnologie e a nuovi

mercati, ma anche critici, con la maggiore esposizione alla concorrenza globale. Di fatto

questa apertura internazionale ha avuto un ruolo determinante nello stimolare

l’innovazione e gli investimenti in ricerca e sviluppo, a vantaggio della competitività del

settore, ma allo stesso tempo rendendolo sempre più vulnerabile alle dinamiche globali

negative, come crisi economiche o tensioni geopolitiche.

Il settore automobilistico è particolarmente sensibile alle tensioni geopolitiche.

Nel corso delle guerre mondiali ha ricoperto un ruolo fondamentale in particolare per il

supporto alla produzione bellica. Tuttavia è nel dopoguerra che ha conosciuto la propria

fase di maggiore espansione e stabilizzazione accompagnando il processo di

industrializzazione, contribuendo in modo significativo alla crescita economica del

paese. 6

I.1.1 Andamento e criticità del settore

È sotto l’occhio di tutti che il recente conflitto tra Russia e Ucraina ha avuto

ripercussioni rilevanti sul sistema produttivo in generale, con effetti indiretti ma

significativi soprattutto sul settore automotive. Pur non essendo direttamente coinvolta

nel conflitto, l’Italia ha subito gli impatti derivanti dalle tensioni geopolitiche, in

particolare attraverso l’incremento dei prezzi delle materie prime e dell’energia (Tassa,

2024).

Negli ultimi anni, il settore automotive italiano ed europeo ha attraversato una fase di

crescente difficoltà strutturale. Le criticità principali possono essere ricondotte in primo

luogo alla domanda di veicoli in Europa che non ha ancora recuperato pienamente i

livelli raggiunti prima della crisi pandemica. Ciò ha avuto effetti diretti sul calo dei

volumi produttivi degli stabilimenti localizzati in Italia. Secondo le analisi

dell’Associazione dei Costruttori Europei di Automobili (ACEA), il mercato europeo

dell’auto ha mostrato segnali di ripresa disomogenei, con una forte eterogeneità tra i

diversi Paesi membri.

Un secondo elemento critico riguarda l’intensificarsi della concorrenza internazionale.

In particolare dei produttori asiatici nel segmento dell’elettrico e delle tecnologie per la

mobilità sostenibile. Tale dinamica ha messo sotto pressione la competitività dei

costruttori europei e delle filiere nazionali, evidenziando la necessità di accelerare i

processi di innovazione tecnologica (Bertoldi, 2004).

Un ulteriore fattore di criticità è rappresentato dalla transizione ecologica imposta dal

quadro normativo europeo in materia di riduzione delle emissioni. Le politiche di

decarbonizzazione, pur rispondendo ad indiscutibili obiettivi ambientali di lungo

periodo, impongono alle imprese rilevanti costi di adeguamento tecnologico e

organizzativo. Secondo i report dell’Associazione Nazionale Filiera Industria

Automobilistica (ANFIA), la filiera italiana risente in modo particolare di tali

7

trasformazioni, a causa della propria struttura produttiva fortemente specializzata nella

componentistica per motorizzazioni tradizionali, che necessita di riconversione verso

nuove tecnologie.

Non per ultimo, il settore è continuamente influenzato da criticità di natura

macroeconomica e geopolitica, che finiscono per incidere sulla stabilità delle catene di

approvvigionamento e sulla disponibilità di materie prime strategiche. Tali fattori hanno

contribuito ad aumentare l’incertezza degli investimenti e a rendere più complessa la

pianificazione industriale nel medio-lungo periodo.

Nel contesto europeo, l’industria automobilistica ha assunto un ruolo centrale nella

politica industriale. I dati forniti da ACEA mostrano come il settore automotive

rappresenti uno dei principali comparti manifatturieri dell’Unione in termini di

occupazione diretta e indiretta e di contributo alla bilancia commerciale. L’evoluzione

del settore italiano deve pertanto essere letta in una prospettiva integrata con quella

europea, in cui le dinamiche di mercato, le normative ambientali e le strategie industriali

comunitarie esercitano un’influenza determinante sulle traiettorie di sviluppo delle

imprese nazionali.

I.2 Il ruolo dei costi di R&S nel settore automotive

In risposta alle criticità strutturali che caratterizzano il settore automotive, i costi di

ricerca e sviluppo (R&S) assumono un ruolo centrale per l’adattamento e il rilancio

competitivo.

L’industria automobilistica europea è uno dei principali settori per investimenti privati

in R&S, come evidenziano i dati di ACEA, che collocano l’automotive al vertice della

classifica settoriale per spesa in innovazione (ACEA, 2024).

8

A livello nazionale gli investimenti in R&S sono diventati un fattore discriminante per

la capacità delle imprese di rimanere integrate nei network produttivi europei e globali.

In particolare, la transizione verso l’elettrificazione, la digitalizzazione dei veicoli e

l’adozione di processi produttivi avanzati richiedono un impegno finanziario crescente

in attività di ricerca applicata e sviluppo sperimentale.

I costi di R&S non devono rappresentare un mero onere per le imprese, ma costituire un

investimento strategico in grado di generare ritorni in termini di aumento della

produttività, miglioramento della qualità del prodotto e rafforzamento della posizione

competitiva sui mercati internazionali.

In questa prospettiva, la capacità del settore automotive italiano di sostenere livelli

adeguati di spesa in R&S appare strettamente connessa alle prospettive di rilancio del

comparto nel contesto europeo e globale.

I.2.1 Inquadramento europeo e politiche ambientali

Il quadro di riferimento in cui opera il settore automotive italiano è fortemente

influenzato dalle politiche industriali e ambientali dell’Unione Europea. Le strategie

europee in materia di mobilità sostenibile, decarbonizzazione e digitalizzazione dei

trasporti delineano un percorso di trasformazione che incide direttamente sulle scelte di

investimento delle imprese automobilistiche. Secondo ACEA, il successo di tale

transizione dipenderà dalla capacità di combinare obiettivi ambientali con misure di

sostegno alla competitività industriale, in particolare attraverso incentivi agli

investimenti in R&S e alla riconversione produttiva.

In questo contesto, il settore automotive italiano si colloca in una posizione di

particolare delicatezza: da un lato, beneficia dell’integrazione nel mercato unico

europeo e dell’accesso a programmi di finanziamento per l’innovazione; dall’altro, deve

affrontare la complessità di una riconversione industriale complessa, che richiede

coordinamento tra politiche pubbliche, strategie aziendali e sistema della formazione.

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Quanto sopra per contestualizzare il settore automotive italiano ed europeo

evidenziando le pri

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LeDispenseDiTina di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Biancone Paolo.
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