Estratto del documento

Università degli Studi di Napoli "Parthenope"

Scuola Interdipartimentale di Economia e Giurisprudenza

Dipartimento di Studi Aziendali ed Economici
Corso di Laurea in Amministrazione e Consulenza Aziendale

Tesi di Laurea Magistrale in Matematica Finanziaria

Titolo tesi

La valutazione del debito: Analisi comparativa tra regimi di capitalizzazione e attualizzazione nella struttura dei prestiti

Candidato: XXXXXX XXXXXXXXXX
Tutor: Prof. XXXXXXXXXXXXXX XXXXXXX
Matricola: XXXXXXXX
Anno Accademico: 2022/2023

Indice

  • Introduzione ............................................................................................................... 3
  • Capitolo 1: Il prestito ................................................................................................. 5
    • 1.1 Il contratto di prestito ........................................................................................... 6
    • 1.2 Caratteristiche del prestito .................................................................................. 10
    • 1.3 Vantaggi e svantaggi del prestito ........................................................................ 13
  • Capitolo 2: Il piano di ammortamento – Tipologie e metodologie di calcolo ..... 15
    • 2.1 Condizioni di chiusura ......................................................................................... 15
    • 2.2 L’ammortamento italiano .................................................................................... 18
    • 2.3 L’ammortamento alla francese ............................................................................ 21
    • 2.4 Ammortamento del debito residuo ...................................................................... 25
  • Capitolo 3: Leggi e regimi finanziari .................................................................. 27
    • 3.1 Leggi e regimi finanziari ...................................................................................... 27
    • 3.2 Regimi finanziari di capitalizzazione .................................................................... 28
    • 3.3 Regimi finanziari di attualizzazione ..................................................................... 31
  • Conclusioni .............................................................................................................. 36
  • Bibliografia ............................................................................................................... 37

Introduzione

Nel nostro sistema finanziario negli ultimi anni si è assistito a un forte aumento dei prestiti o della sottoscrizione di contratti di finanziamento, dovuti al fatto che oggigiorno imprese, famiglie e liberi professionisti ricorrono al credito e a diversi strumenti finanziari per poter soddisfare le loro esigenze e per poter realizzare i loro obiettivi.

Ma facendo un salto nel passato: quando nascono i prestiti? Il prestito è un accordo finanziario che ha radici profonde nella nostra storia e che negli anni ha subito un’evoluzione significativa influenzando dal punto di vista sociale tecnologico e economico le diverse epoche. Le prime tracce sul prestito risalgono alle civiltà mesopotamiche infatti nel terzo millennio a.C. esistevano delle istituzioni, le ziqqurat che svolgevano una vera e propria attività bancaria raccoglievano beni e valori che venivano depositati dagli antichi Sumeri e venivano “prestati” a coloro che ne facevano richiesta.

All’interno di queste ziqqurat i sacerdoti tenevano la contabilità delle entrate e delle uscite annotando su tavolette di argilla tutti i depositi e i prestiti e a fine anno si procedeva a fare un riepilogo totale tra entrate e uscite. Quindi in passato i prestiti erano spesso associati a istituzioni religiose anche in età greco-romana i templi erano considerati luoghi sacri dove gli antichi Greci e Romani conservano i loro soldi e questo coinvolgimento delle istituzioni religiose nei prestiti si è assistito anche nell’alto Medioevo dove le chiese e i monasteri offrivano prestiti per lo sviluppo dell’intera comunità.

Durante il Rinascimento grazie anche alla crescita del commercio mercantile nascono le banche che offrivano prestiti che venivano concessi ai grandi produttori di merci ma anche a consumatori finali agevolando così gli scambi commerciali. I prestiti venivano concessi tramite l’emissione di una lettera di cambio da parte del banchiere che attestava l’importo del credito che veniva erogato e sottoscritta dal debitore. Il debitore poteva utilizzare la lettera di cambio per pagare la merce al venditore, il quale faceva registrare il suo credito monetario nei libri contabili del banchiere che aveva emesso la lettera.

L’acquirente o debitore rimaneva obbligato nei confronti del banchiere a restituire l’importo che gli è stato erogato con la sottoscrizione della lettera di cambio maggiorato di un interesse legato all’orizzonte temporale del prestito. Con gli anni il mercato finanziario si è evoluto e sono stati introdotti nuovi strumenti finanziari, nuove modalità per l’esercizio del credito e nuove figure professionali come intermediari finanziari e broker che facilitano lo scambio di denaro tra soggetti in deficit e in surplus finanziario e sono stati emanate nuove regolamentazioni e addirittura il testo Unico bancario per disciplinare l’attività di intermediazione finanziaria.

Nel presente elaborato verrà dettagliatamente analizzato il contratto di prestito le sue caratteristiche in tre capitoli. Nel primo capitolo viene dettagliatamente analizzata la funzione di intermediazione creditizia svolta dalla banca e dagli intermediari finanziari facendo riferimento al testo Unico Bancario e viene definito il contratto di prestito, le sue caratteristiche le varie forme di prestito e delineando i vantaggi e gli svantaggi.

Nel secondo capitolo viene analizzato il piano di ammortamento distinguendo l’ammortamento all’italiana e alla francese e il debito residuo con relativi esercizi. Nel terzo capitolo vengono analizzati e approfonditi i regimi finanziari di attualizzazione e di capitalizzazione sia dal punto di vista teorico che matematico - finanziario.

Capitolo 1: Il prestito

1.1 Il contratto di prestito

Il sistema economico è un insieme di soggetti, strumenti attività e regole strettamente interrelati tra loro per la produzione, lo scambio e il consumo di beni e servizi nel tempo e nello spazio. Le principali categorie nelle quali tutti i soggetti vengono classificati sono: le famiglie, le imprese, il Governo e la Pubblica Amministrazione. Le famiglie prestano un’attività lavorativa e gestiscono il proprio patrimonio al fine di ottenere salari e altri redditi da destinare all’acquisto di beni e servizi; le imprese attuano investimenti e utilizzando beni reali e forza lavoro, generano il profitto percepito dall’unico imprenditore o da diversi soci. Il Governo ha un duplice ruolo: quale produttore di beni e servizi: quale produttore di beni e servizi pubblici, stabilisce imposte e tasse (gettito fiscale) per finanziare la spesa pubblica corrente e per investimenti; quale regolatore del mercato, emana le norme e gestisce la quantità di moneta in circolazione per far sì che il complesso degli scambi si svolga in modo ordinato e senza danni per le diverse parti del sistema economico.

Il sistema economico è correlato al sistema finanziario che può essere definito come il motore dell’economia, costituto da istituzioni, mercati e strumenti che consentono il trasferimento di somme di denaro da soggetti in condizione di surplus monetario in favore di soggetti in condizione di deficit monetario al fine di soddisfare le loro esigenze e il loro fabbisogno finanziario.

L’attività di intermediazione creditizia viene svolta da agenti o intermediari autorizzati iscritti in un apposto albo tenuto dalla banca d’Italia come recita l’articolo 106 D.lgs 385 del 1993. L’attività di intermediazione, creditizia, consiste nel favorire lo scambio di risorse finanziarie tra soggetti in avanzo finanziario (surplus) e soggetti in disavanzo finanziario (deficit):

  • I soggetti in avanzo finanziario (surplus), disposti a cedere le loro risorse finanziarie solo in presenza di un vantaggio economico adeguato a un accettabile livello di rischio, definiti come “prestatori di fondi”
  • I soggetti in disavanzo finanziario (deficit) che non riescono in autonomia a finanziare i propri investimenti e sono costretti a colmare il fabbisogno finanziario con il reperimento di risorse finanziarie esterne purché il loro costo sia inferiore al rendimento atteso dagli investimenti definiti anche “prenditori finali di fondi”

All’interno del sistema finanziario giocano un ruolo fondamentale gli agenti in attività finanziarie che possono essere definiti come coloro che favoriscono e concludono le trattative finanziarie ma secondo il Testo unico Bancario l’agente in attività finanziaria è il soggetto che promuove e conclude contratti che hanno ad oggetto alla concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma o alla prestazione di servizi di pagamento.

Uno dei principali intermediari finanziari è rappresentato dall’istituto bancario, infatti l’attività di intermediazione creditizia svolta dalla banca consiste in un collegamento tra il risparmio e gli investimenti. L’intermediazione creditizia consiste nel trasferimento e l’allocazione delle risorse tra gli agenti economici attraverso operazioni di finanziamento, mediante la negoziazione di contratti che prevedono l’esecuzione di prestazioni monetarie contrapposte e distanziate nel tempo. Tra questi scambi figurano, in particolare quelli aventi natura creditizia, con i quali i fondi originariamente trasferiti sono soggetti al vincolo di restituzione integrale ad una data futura prefissata. Le operazioni di finanziamento consentono il trasferimento di risorse tra quelle unità elementari che manifestano bisogni finanziari contrapposti: d’impiego fruttifero, da un lato, e di copertura di fabbisogni di fondi, dall’altro. L’esigenza di riequilibrare i saldi tra entrate ed uscite rende, di fatto, necessario un passaggio di risorse dai soggetti in avanzo finanziario (prestatori finali di fondi) a quelli in posizione di disavanzo finanziario (prenditori finali di fondi). L’incontro tra domanda ed offerta di fondi monetari e risorse finanziarie all’interno del sistema finanziario avviene grazie ad agenti finanziari che favoriscono la sottoscrizione di contratti di prestito o che hanno oggetto attività finanziarie.

L’attività d’intermediazione bancaria viene disciplinata e richiamata ai sensi del Testo Unico Bancario in particolar modo l’articolo 10 cita “1 La raccolta di risparmio tra il pubblico e l’esercizio del credito costituiscono l’attività bancaria. Essa ha carattere d’impresa. L’esercizio dell’attività bancaria è riservato alle banche. Le banche esercitano, oltre all’attività bancaria, ogni altra attività finanziaria, secondo la disciplina propria di ciascuna, nonché attività connesse o strumentali. Sono salve le riserve di attività previste dalla legge.”

Quindi un’impresa per poter svolgere l’attività bancaria deve raccogliere il risparmio dai soggetti in condizione di surplus finanziario e contestualmente deve svolgere l’esercizio del credito ossia concedere prestiti ai soggetti che si trovano in una condizione di deficit finanziario. Quindi un’impresa per poter svolgere l’attività bancaria deve “raccogliere” le risorse finanziarie attraverso depositi bancari, dai soggetti in condizioni di surplus monetario e contestualmente favorire l’esercizio del credito ossia erogare risorse finanziarie a persone fisiche o giuridiche che ne fanno richiesta.

Fatte queste premesse, è opportuno analizzare nel dettaglio che cosa si intende quando si parla di attività bancaria, il TUB fornisce una definizione di raccolta di risparmio ai sensi dell’articolo 11:

  • 1- È raccolta del risparmio l’acquisizione di fondi con obbligo di rimborso, sia sotto forma di depositi sia sotto altra forma.
  • 2- La raccolta del risparmio tra il pubblico è vietata ai soggetti diversi dalle banche.
  • 2-bis. Non costituisce raccolta del risparmio tra il pubblico la ricezione di fondi connessa all’emissione di moneta elettronica.
  • 2-ter. Non costituisce raccolta del risparmio tra il pubblico la ricezione di fondi da inserire in conti di pagamento utilizzati esclusivamente per la prestazione di servizi di pagamento.

L’esercizio del credito è un’attività finanziaria che può essere considerato come opposto rispetto alla raccolta del risparmio tra il pubblico, nel senso che può essere inteso come la concessione di fondi che determina l’obbligo di rimborso in capo a chi li riceve. L’esercizio del credito viene definito come l’erogazione di una somma di denaro da parte di un istituto bancario o da parte di un ente creditizio autorizzato dalla Banca d’Italia in favore di una persona fisica o giuridica in condizione di deficit finanziario, che dovrà rimborsare attraverso il pagamento di rate periodiche che comprendono una quota capitale e una quota di interessi.

L’intermediario finanziario e il soggetto finanziato, quindi stipulano un contratto di finanziamento definito anche come contratto “di prestito”. Secondo l’articolo 1322 del Codice civile “Il contratto è l'accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale. Inoltre secondo l’articolo 1322 del Codice civile le parti possono liberamente determinare il contenuto del contratto nei limiti imposti dalla legge (e dalle norme corporative).

Le parti possono anche concludere contratti che non appartengono ai tipi aventi una disciplina particolare, purché siano di...

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Scienze economiche e statistiche SECS-S/06 Metodi matematici dell'economia e delle scienze attuariali e finanziarie

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Patavini1993 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Matematica finanziaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Napoli - Parthenope o del prof Pietroluongo Mariafortunata.
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