Estratto del documento

Facoltà di scienze politiche, economiche e sociali

Corso di Laurea Triennale in Scienze Sociali per la Globalizzazione

La strategia irregolare dell’OLP e di Hezbollah nella guerra civile in Libano

Elaborato finale di: Andrea Menabò

Matricola n. 992799

Relatore: Prof. Corrado Stefanachi

Anno Accademico 2023 - 2024

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Indice

  • Acronimi ................................................................................................................. 6
  • Introduzione ........................................................................................................... 8
  • 1. L’organizzazione per la Liberazione della Palestina in Libano .................. 10
  • 1.1 Che cos’è l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina ................ 10
  • 1.2 La presenza palestinese e l’equilibrio demografico in Libano .................. 16
  • 1.3 La strategia di guerriglia dell’OLP nella guerra civile libanese ................ 21
  • 2. Hezbollah – Il Partito di Dio......................................................................... 29
  • 2.1 Che cos’è Hezbollah ............................................................................... 29
  • 2.2 La strategia di guerriglia di Hezbollah ..................................................... 34
  • 3. OLP, Hezbollah e guerriglia classica ............................................................ 44
  • 3.1 Punti di contatto e differenze tra l’OLP ed Hezbollah .............................. 44
  • 3.2 L’OLP e la guerriglia classica .................................................................. 47
  • 3.3 Hezbollah e la guerriglia classica ............................................................ 55
  • Conclusione ........................................................................................................... 63
  • Bibliografia ........................................................................................................... 65

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Acronimi

  • CE: Comitato Esecutivo
  • CNP: Consiglio Nazionale Palestinese
  • FL: Forze Libanesi
  • IDF: Israel Defense Forces; Forze di Difesa Israeliane
  • IED: Improvised Explosives Devices; Ordigni Esplosivi Improvvisati
  • MNL: Movimento Nazionale Libanese
  • NATO: North Atlantic Treaty Organization; Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord
  • OLP: Organizzazione per la Liberazione della Palestina
  • ONU: Organizzazione delle Nazioni Unite
  • PBUARPF: Political Bureau of United Action of the Revolutionary Palestinian Forces; Ufficio Politico dell’Azione Unita delle Forze Rivoluzionarie Palestinesi
  • PFLP: Popular Front for the Liberation of Palestine; Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina
  • PLA: Palestine Liberation Army; Esercito per la Liberazione della Palestina
  • PLF: Palestine Liberation Front; Fronte per Liberazione della Palestina
  • RAU: Repubblica Araba Unita
  • UNRWA: United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees in the Near East; Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occupazione dei profughi palestinesi nel vicino oriente
  • URSS: Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche

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“La guerriglia è davvero l’arte di combattere sfruttando le ombre: quelle reali dove si può trovare rifugio, quelle immateriali che avvolgono la mente del nemico e lo rendono vulnerabile.”

Gastone Breccia

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Introduzione

Se c'è un fenomeno che possiamo considerare antico come l'essere umano questo è sicuramente la guerra, più precisamente la guerriglia. Ebbene sì, guerriglia e non guerra perché, quando si parla di quest’ultima si ha sempre in mente uno scontro militare tra due schieramenti regolari, magari in un campo aperto, con gli eserciti che si scontrano e quello che vince si prende tutto, in pieno stile greco oplitico. Oppure si pensa alla classica guerra di trincea con gli eserciti che si attendono e si logorano a vicenda fino a quando uno dei due, finendo prima le risorse, è destinato al collasso. La guerriglia invece è antica come l'uomo perché è nata con l'uomo stesso e lo ha accompagnato per tutta la sua storia. Il guerrigliero è l'uomo primitivo che attua delle tattiche non convenzionali per uccidere e nutrirsi dell'animale più grosso e forte di lui; il guerrigliero è l’arciere nomade proveniente dalle steppe asiatiche che invade l’impero Bizantino nel IV secolo d.C.; il guerrigliero è il vichingo dell’estremo Nord che razzia le terre, oggi britanniche e francesi, tra l’VIII e il X secolo; il guerrigliero è il cavaliere ussaro che attacca i convogli e le linee logistiche nemiche per conto degli Asburgo nel XVII secolo; il guerrigliero è il “franco tiratore” che, pur non avendo un comandante, combatte come può i prussiani durante la guerra con la Francia di Napoleone III nel 1870; il guerrigliero è il Beduino guidato da Lawrence d’Arabia che, nel 1916, dà vita alla Rivolta Araba contro l’impero Ottomano; il guerrigliero è il Partigiano italiano che combatte e sconfigge i nazifascisti sul finire della Seconda guerra Mondiale; il guerrigliero è il soldato dell’Esercito Popolare di Liberazione cinese che, guidato da Mao Zedong, combatte e vince la guerra civile cinese nel 1950; il guerrigliero è sia il Mujaheddin sia il Talebano afghano impegnato a difendere il proprio Paese rispettivamente dall’invasione sovietica durante gli anni ’80 e da quella statunitense dal 2001 al 2021; il guerrigliero è chi, lottando per un ideale, cerca in tutti modi di sconfiggere qualcuno più forte.

La guerriglia non è solo un fenomeno, è un concetto. E quando noi inseriamo il medesimo concetto in un teatro che, almeno secondo il pregiudizievole e stereotipato occhio occidentale, è composto solamente da conflitti, scontri e disordine otteniamo la massima espressione e interpretazione del concetto stesso. Il seguente elaborato si impegna nel fornire un'analisi storico-strategica di due organizzazioni, l'OLP ed Hezbollah, durante la guerra civile libanese (1975-1990) contro il nemico più forte di loro, Israele. Ognuna delle due organizzazioni ha un capitolo dedicato anzitutto a descrivere la storia, la nascita e gli ideali che l'hanno spinta a combattere, e un altro capitolo che analizza e interpreta la strategia e la tattica di guerriglia messa in atto nel complesso e fragile teatro libanese. L'ultimo capitolo si impegna invece a confrontare prima di tutto le due strategie tra di loro, e dopodiché confronta le strategie con quelli che sono definibili come i dettami più classici della guerriglia. L'obiettivo è quello di mettere in luce come in ogni contesto in cui Davide si trova a combattere contro Golia lo fa sempre allo stesso modo ma cambiando ogni volta.

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1. L’organizzazione per la Liberazione della Palestina in Libano

1.1 Che cos’è l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina

Il 28 maggio 1964 Ahmad Shuqayri, Presidente della Prima Conferenza Palestinese e Rappresentante del popolo palestinese presso la Lega Araba, dichiarava:

Credendo nel diritto del popolo arabo palestinese alla sua sacra patria, la Palestina […], proclamo l’istituzione dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina come guida mobilitante delle forze del popolo arabo palestinese per condurre la battaglia di liberazione, come scudo per i diritti e le aspirazioni del popolo palestinese e come strada per la vittoria.

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L’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), dunque, nasce, almeno nelle intenzioni di Shuqayri, per colmare il vuoto creato dal problema di rappresentanza del popolo palestinese, da sempre caratterizzato dalla mancanza di una leadership. Le discussioni circa il problema della rappresentanza erano iniziate già nel 1959, su iniziativa sempre della Lega Araba, in particolare del presidente egiziano Nasser, e della neocostituita alleanza tra Egitto e Siria, la Repubblica Araba Unita (RAU). Ma proprio il collasso di quest’ultima, nel 1961, e quindi del sogno pan-arabo, sommato all’ottenimento dell’indipendenza dell’Algeria dalla Francia nel 1962, dopo una sanguinosa guerra durata otto anni, ritardarono le operazioni fino al febbraio 1964, quando fu annunciato il Consiglio Nazionale Palestinese (CNP), in programma a maggio a Gerusalemme Est. Nell’ultima sessione del Consiglio, il 1° giugno 1964, Shuqayri adottò la Carta Nazionale come Costituzione dell’OLP, e la Legge Fondamentale come statuto, disegnando così la struttura interna dell’organizzazione.

Il CNP è l’organo più importante dell’OLP e ricopre il ruolo di parlamento, discutendo le politiche dell’organizzazione e apportando cambiamenti interni alla Costituzione o alla Legge Fondamentale. In quanto l’OLP ha tra i suoi scopi quello di rappresentare il popolo palestinese nella sua completezza all’interno del Consiglio sono presenti partiti politici, organizzazioni popolari, rappresentanti della società civile e membri indipendenti della resistenza. Nel 1973 è nato anche il Consiglio Centrale, il cui compito è facilitare le comunicazioni tra il Consiglio Nazionale Palestinese e il Comitato Esecutivo (CE). Ed è proprio al CE stesso, i cui membri sono eletti dal Consiglio Nazionale, che spetta il compito di applicare ed eseguire le politiche e le decisioni prese dal CNP. Il Comitato, inoltre, supervisiona gli altri organi interni e gestisce il budget dell’OLP. A livello finanziario è stato istituito il Fondo Nazionale, finanziato da: (1) una tassa fissa sui palestinesi dai governi arabi nei cui Paesi risiedono; (2) contributi finanziari dei governi e dei popoli arabi; (3) prestiti e contributi dei governi arabi e delle Nazioni alleate; (4) qualsiasi fonte aggiuntiva approvata dal CNP (Hamid 1975, p104; Ambasciata di Palestina in Italia). Il Fondo Nazionale serve innanzitutto a finanziare l’OLP stessa ma anche ad aiutare le famiglie di chi è rimasto vittima delle forze israeliane. Sul piano militare l’OLP è dotata di una forza regolare, l’Esercito per la Liberazione della Palestina (PLA), in quanto il suo obiettivo di liberazione da Israele non può che non essere raggiunto anche con la forza. L’esercito regolare possiede tre contingenti principali: le Forze di Ain Jalut in Egitto, le Forze di Qadisiyyah in Iraq, Giordania e Siria e le Forze Hittin sempre in Siria (Hamid 1975, p105). Tutte le brigate ricevevano equipaggiamento leggero e pesante di stampo sovietico, in particolare fucili d’assalto AK-47, Simonov SKS e Galil (Sayigh 1999), pistole, fucili da cecchino, mitragliatrici leggere, equipaggiamento anticarro e anche componenti di artiglieria, nel capitolo 1.3 verrà analizzata nel dettaglio la dotazione. L’addestramento del PLA era compito degli Stati arabi alleati, in particolare Siria, Libano e Giordania e ovviamente la dottrina principale era quella della guerriglia. L’Esercito per la Liberazione della Palestina era visto da Shuqayri come una componente fondamentale dell’OLP, tanto da esprimersi così a riguardo: “l’OLP senza l’Esercito per la Liberazione della Palestina è come un corpo senza un’anima” (Shemesh 1984, p125).

5 Le tre brigate prendono il nome da tre Battaglie omonime combattute rispettivamente nel 1260, nel 636 e nel 1187 d.C.

6 Armi sovietiche già presenti in grandi quantità nei Paesi allineati con l’URSS come Egitto, Siria, Libia e Iraq

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Nonostante le teoriche intenzioni di farsi carico di rappresentare il popolo palestinese, l’OLP nei suoi primi anni non attirò particolari consensi dal mondo palestinese rivoluzionario. In particolare, le critiche arrivavano dall’Ufficio Politico dell’Azione Unita delle Forze Rivoluzionarie Palestinesi (PBUARPF), ovvero un organismo che univa sotto un’unica ala il Fronte di Liberazione della Palestina (PLF), il Movimento di Liberazione Nazionale Palestinese (Fatah) di Yasser Arafat, il Blocco dei Comandi Palestinesi, il Fronte Arabo per la Liberazione della Palestina e il Fronte Nazionalista per la Liberazione (Hamid 1975, p95). Il PBUARPF supportava l’idea di base dell’OLP ma non appoggiava il carattere burocratico, poco militante e poco rivoluzionario, l’organizzazione interna proposta da Shuqayri e soprattutto l’influenza che i Paesi arabi, in particolare Egitto e Giordania, avevano sull’OLP. Nelle parole del Presidente dell’OLP tutti i palestinesi avevano diritto ad essere rappresentati “dal mare al golfo” (Shemesh 1984, p123), e per raggiungere questo obiettivo Shuqayri decise, per quanto riguardava il CNP e il CE, che il numero di membri delle varie aree andasse calcolato sulla base della rappresentanza proporzionale alla popolazione palestinese, ottenendo così il seguente modello: Giordania (compresa la Cisgiordania) – 212 rappresentanti; Striscia di Gaza – 46; Libano – 29; Siria – 20; Kuwait – 20; Algeria – 17; Libia – dieci; Golfo Arabo – otto; Egitto – sei; Iraq – tre; Emigrati – tre; Arabia Saudita – zero. Il comitato esecutivo riprendeva la seguente divisione: Giordania – sette rappresentati; Striscia di Gaza – quattro; Siria – uno; Libano – uno; Kuwait – uno (Hamid 1975, Tab.1 p95; Shemesh 1984, p123). I rappresentati dei vari gruppi paramilitari del PBUARPF erano compresi all’interno degli Stati di Libano, Siria e Giordania.

Il potere di influenza di Egitto e Giordania però non dipendeva solamente dai numeri dei rappresentanti, infatti è importante considerare che il Paese di Nasser era l’unico che avesse il diritto di eleggere direttamente i propri membri dell’OLP, mentre per tutte le altre aree Shuqayri e il governo giordano istituirono prima un Comitato preparatorio il cui compito era stilare una lista di possibili rappresentanti, e dopo un Comitato preparatorio supremo che si occupava di scegliere i candidati definitivi (Shemesh 1984, p124). Il processo di selezione dei rappresentati all’interno dell’OLP non era dunque democratico ma rispecchiava gli interessi di Nasser e di tutti gli stakeholder egiziani. Re Hussein, dal canto suo, aveva lavorato in maniera tale da ottenere il quasi totale controllo sui membri rappresentanti dell’OLP in quanto non nutriva particolare fiducia nella neonata organizzazione, soprattutto dopo le parole di Shuqayri secondo cui “tutti i territori di Israele, Giordania e Cisgiordania erano diritto dei palestinesi” (Tappero-Merlo 1997). Oltre alla Giordania e al PBUARPF anche il Partito Baath Socialista Arabo in Siria non sposava le modalità con cui l’OLP era stata formata. I socialisti siriani arrivarono addirittura a proporre un proprio modello di entità palestinese in cooperazione con il Movimento Nazionalista Arabo, ma l’idea non fu mai presa in considerazione né da Shuqayri né da Hussein né tantomeno da Nasser. Altre posizioni critiche arrivavano dall’Arabia Saudita, dal Supremo Comitato arabo e da molte organizzazioni di resistenza indipendenti, e i punti di discrepanza maggiori riguardavano sempre la figura di Shuqayri e il suo ruolo di burattino di Nasser, la rappresentanza non democratica, l’alto tasso di burocrazia e il basso di livello di azione militare sul campo contro Israele, in favore di un approccio diplomatico (Shemesh 1984, pp129-135).

7 La divisione tra Cisgiordania (West Bank) e Giordania (Ex Transgiordania – East Bank) risale al Mandato britannico della Palestina istituito al termine della WWI e segue il corso del fiume Giordano (Cleveland e Bunton 2020)

8 Il Supremo Comitato Arabo, nato dopo la Grande Rivolta Araba, è stato un perno della resistenza palestinese all’immigrazione ebraica durante il mandato britannico (Ibidem)

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Nei primi tempi successivi alla sua creazione l’OLP cercò di stabilizzare la propria posizione rinforzando il suo già forte spirito diplomatico, tanto da partecipare alla seconda Conferenza dei paesi non allineati, ma la neonata organizzazione sembrava gettare solamente ulteriore caos nel complesso e frammentato teatro mediorientale. Durante il biennio successivo alla sua creazione i rapporti tra l’OLP, la Siria, la Giordania e l’Egitto andarono ad incrinarsi totalmente. Il governo siriano riteneva necessario e fondamentale un approccio bellico contro il nemico sionista, soprattutto dopo le numerose crisi legate alle falde acquifere del fiume Giordano e le risorse idriche, per questo dalla seconda metà del 1964 la Siria decise di dare totale supporto al gruppo paramilitare Fatah, guidato da Yasser Arafat e che reclutava i fedayin palestinesi nei campi profughi (Hamid 1975, pp96-98; Teichman 1984, pp12-14). Il fulcro della resistenza palestinese divenne quindi bicefalo, da un lato l’Egitto di Nasser supportava l’OLP e il suo spirito diplomatico, dall’altro la Siria spingeva per delle azioni di guerriglia concrete tramite il Fa

9 Per approfondimenti vedi Risoluzione finale della seconda Conferenza dei paesi non allineati 1964

10 Così vengono definiti gli ebrei che supportano il movimento sionista favorevole alla creazione dello Stato ebraico in Palestina (da Sion, nome della collina di Gerusalemme)

11 Per approfondimenti vedi Shemesh 2004

12 Sono stati così denominati i combattenti della resistenza palestinese (Fedayin su treccani.it)

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Scienze politiche e sociali SPS/04 Scienza politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher PippoFalco84 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Studi strategici e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Stefanachi Corrado.
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