Università degli Studi Guglielmo Marconi
Facoltà di scienze della formazione
Corso di laurea magistrale in pedagogia
Separazioni traumatiche, co-genitorialità e resilienza: un’indagine di ricerca multiprospettica tra rischi e nuove opportunità
Relatore: Chiar. Prof. Ivan Pavesi
Candidata: Chiara Ravizza
Matr. N°: 36000
Anno accademico 2022/2023
A noi, Cristina, Chiara e Martina, resilienti fiori tra le crepe.
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Introduzione e indice
- Introduzione p. 5
- Capitolo I – Le separazioni traumatiche e l’impatto psicologico sui bambini
- 1.1 Disgregazione del nucleo ed alta conflittualità p. 7
- 1.1.1 Il divorzio psico-sociale p. 15
- 1.1.2 La conflittualità nelle separazioni p. 17
- 1.2 Le separazioni traumatiche p. 20
- 1.2.1 La violenza domestica assistita p. 23
- 1.2.2 Maltrattamenti sui figli e separazione p. 28
- 1.2.3 La PAS: sindrome da alienazione genitoriale p. 32
- 1.3 I bambini nelle separazioni traumatiche p. 39
- 1.3.1 Conseguenze e fattori di rischio nello sviluppo psicologico p. 39
- 1.3.2 Depressione e separazione: un’indagine sulla correlazione p. 49
- Capitolo II – Co-genitorialità centrata sui figli e parent training
- 2.1 Genitori “sufficientemente buoni” p. 53
- 2.1.1 Genitorialità e rappresentazioni interne p. 60
- 2.1.2 Le funzioni genitoriali p. 66
- 2.1.3 Gli stili genitoriali p. 70
- 2.1.4 Separazione e co-genitorialità p. 75
- 2.2 Parent training e separazioni traumatiche p. 78
- 2.2.1 Il Parent training p. 78
- 3
- 2.2.2 Il Parent training negli scenari conflittuali e di violenza p. 88
- 2.2.3 La valutazione dei rischi p. 90
- 2.2.4 Ritrovare uno stile genitoriale centrato sui bisogni dei figli: il genitore riflessivo p. 99
- Capitolo III – La genitorialità resiliente
- 3.1 La resilienza p. 106
- 3.2 Fattori di resilienza nello sviluppo p. 113
- 3.3 Promuovere resilienza p. 114
- 3.4 Re-inventarsi genitori resilienti p. 116
- Capitolo IV – Un’indagine di ricerca multiprospettica
- 4.1 La definizione degli obiettivi p. 122
- 4.2 La scelta della campionatura e il metodo di ricerca p. 123
- 4.3 L’elaborazione dei dati raccolti p. 124
- 4.4 Conclusioni d’indagine p. 146
- Conclusioni p. 151
- Ringraziamenti p. 158
- Bibliografia p. 160
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Introduzione
La presente ricerca è dedicata alla separazione genitoriale nella declinazione conflittuale e traumatica. Viene data particolare attenzione all’impatto psicologico che tale disgregazione genera sui figli, portando successivamente ad esplorare la co-genitorialità.
L’intento non è apportare un giudizio alla genitorialità ma condurla verso una riflessione consapevole, avvalendosi del supporto del Parent training, per ritrovare una genitorialità riflessiva e centrata sui bisogni dei figli. Tendiamo ad affrontare la questione valorizzando dunque il co-parenting, anche di fronte ai rischi annessi alla separazione traumatica, riconoscendo valore e risorse in ogni membro familiare e riflettendo sulle possibili azioni migliorative attraverso il supporto del training.
Si vuole inoltre offrire un taglio resiliente legato alle nuove circostanze, riconoscendo che sia possibile “resistere” alle avversità della separazione e ricostruirsi, sia in qualità di genitori ritrovando una co-genitorialità adattiva alle nuove circostanze, sia in termini individuali aprendosi a nuove possibilità e opportunità personali.
Nello specifico il I capitolo esplora la disgregazione del nucleo e l’alta conflittualità, osservando i possibili risvolti del divorzio all’interno dei molteplici ambiti psico-sociali.
Segue l’aspetto conflittuale e quello traumatico, fortemente presente nelle separazioni in cui avvengono violenza domestica e assistita, maltrattamenti sui minori e sindrome da alienazione genitoriale. Il capitolo termina presentando le conseguenze delle separazioni traumatiche e i fattori di rischio nello sviluppo psicologico infantile.
All’interno del II capitolo viene presentata la co-genitorialità centrata sui figli, attraverso l’esplorazione della genitorialità sufficientemente buona ed indagando specificatamente le rappresentazioni interne, le funzioni e gli stili genitoriali. Viene inoltre data rilevanza al Parent training, alla valutazione dei rischi all’interno del percorso psico-educativo in relazione agli scenari conflittuali e di violenza e alla ricerca di una “genitorialità riflessiva” centrata sui bisogni dei figli.
Il III capitolo si riferisce alla genitorialità resiliente, presentando l’evoluzione della resilienza, i fattori di resilienza in età evolutiva, la promozione della resilienza all’interno dei percorsi psico-educativi e la possibilità di re-inventarsi individui e genitori resilienti.
Infine, il IV capitolo si occupa di un’indagine di ricerca multiprospettica, rilevando un campione di 43 individui separati, i cui obiettivi d’indagine riguardano l’esplorazione qualitativa e quantitativa circa i vissuti di separazione e violenza, la fruizione dei servizi psico-educativi, la co-genitorialità raggiunta dagli ex coniugi/ex partner e la resilienza individuale-familiare.
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Capitolo I - Le separazioni traumatiche e l’impatto psicologico sui bambini
“Non è tanto la separazione che può provocare gravi danni nei figli quanto le modalità di questa separazione”
Alberto Pellai
1.1 Disgregazione del nucleo e scenari di violenza in famiglia
Nel corso della vita ci si imbatte in innumerevoli eventi-crisi. La crisi rappresenta il momento iniziale del cambiamento, la rottura dell’equilibrio dai precedenti schemi che, unitamente al modo in cui il soggetto o i soggetti lo affrontano, determinerà una svolta favorevole o sfavorevole.
Il termine crisi deriva dal greco “κρίσιϛ” e significa scelta; è interessante analizzarlo anche secondo la tradizione orientale che, a differenza della visione occidentale, scompone, nel suo ideogramma, il dicotomico significato di pericolo-opportunità.
1 Duro A. (1986). Vocabolario della lingua italiana. Enciclopedia Treccani. Roma: Istituto dell’enciclopedia italiana.
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Durante lo sviluppo, i momenti di crisi si presentano attraverso piccole regressioni (touchpoint), insorgenza di timori o sporadici episodi depressivi, tenuti a bada dalle «proprie risorse interne» e supportati dalle figure di riferimento. Tuttavia, nelle situazioni a rischio e di improvvisi e bruschi cambiamenti, basandosi su una concettualizzazione psicoanalitica, è possibile che subentrino veri e propri stati patologici nei figli, attraverso il riaffiorare di profonde “ansie arcaiche, timori di abbandono, angosce persecutorie e depressive”.
La disgregazione del nucleo famigliare può essere difficilmente rielaborabile dai bambini e l’interruzione della funzione fisica può accompagnare disagio e disordine psicologico, presentandosi nei bambini attraverso malesseri psicosomatici, tic, enuresi soprattutto notturna e mutismo selettivo (Oppawsky J. 1999).
2 Il termine significa letteralmente “punti di snodo”. Thomas Berry Brazelton sostiene che durante lo sviluppo i bambini abbiano delle fasi di regressione in cui si “disorganizzano” per una durata di massimo due settimane e anticipano cambiamenti evolutivi.
3 Montecchi F. (2014). I figli nelle separazioni conflittuali e nella (cosiddetta) PAS (Sindrome da Alienazione Genitoriale). Massacro psicologico e possibilità di riparazione. (Pp.75). Milano: Franco Angeli.
4 Ivi (pp. 75-76).
5 Oppawsky J. (1999) Psychosomatic Reactions of Very Young Children to Divorce, Journal of Divorce & Remarriage, 30:3-4, 71-84.
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Il divorzio può comportare possibili risposte sul piano della salute fisica e psicologica dei figli: un aumento di cortisolo nel sangue legato allo stress, con potenziale ansia, difficoltà nel sonno, irritabilità, cambiamenti di peso e portare ad un abbassamento delle difese immunitarie. Tuttavia il disadattamento evolutivo dei figli non sarebbe conseguente al divorzio stesso, bensì dipenderebbe da altri fattori di rischio annessi alla separazione: il conflitto genitoriale, la psicopatologia di madre o padre/di entrambi, il degrado socio-economico, l’incoerenza negli stili genitoriali, una genitorialità conflittuale e un basso sostegno sociale (Nunes-Costa R. et al, 2009).
6 Rui a Nunes-Costa & Lamela DJ, Figueiredo BF (2009) “Psychosocial adjustment and physical health in children of divorce. Braga, Portogallo: Universidade do Minho.
È possibile, nella fattispecie delle separazioni, che la rispondenza ai bisogni emotivi dei figli diminuisca. Questo avverrebbe in particolare a causa del coinvolgimento diretto di madre e padre nella disgregazione di coppia, quale momento di crisi della coppia genitoriale oltre che di natura coniugale. In genere può accadere, più nello specifico, che maggiore si configurerà la conflittualità, quindi il collasso della coppia coniugale, minore sarà la capacità genitoriale di prendersi cura del vissuto dei figli durante la separazione.
A priori dalla sintonizzazione affettiva, i bambini presentano probabilità più elevate di un sano adattamento emotivo se madre e padre si astengono da conflitti aperti dinnanzi ai figli. I figli esposti ad un’alta conflittualità hanno maggiore probabilità di manifestare «problemi comportamentali esternalizzanti, disregolazione emotiva e prestazioni scolastiche ridotte». La revisione scientifica di fatto ha mostrato che l’evento della separazione genitoriale sia un rischio psicopatologico infantile e adolescenziale ma non ne presenti in sé un legame eziologico diretto (Kleinsorge C. & Covitz L.M., 2012).
7 Kleinsorge C. & Covitz L.M. (2012). Impact of Divorce on Children: Developmental Considerations. Pediatric in Review,33;147.
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8 Ibidem.
È inoltre emerso che gli effetti delle separazioni ad alta conflittualità prodotti sui bambini dopo il divorzio, predicano una relazione genitore-figlio più difficoltosa e problematica, con conseguenti comportamenti di disadattamento nel bambino. Nello specifico, i bambini che hanno subito una separazione genitoriale ad alta conflittualità, soprattutto di sesso maschile, sarebbero predisposti da 2 a 4 volte in più, ad avere disturbi comportamentali e nella gestione delle emozioni (Johnston JR., 1994).
9 Johnston J.R. (1994). High-conflict divorce. Future Child. Spring;4(1):165-82.
La separazione potrebbe rappresentare un grande evento di stress per i coniugi che può essere paragonato al lutto o ad un grave shock. Oltre alla coppia-genitoriale, morirebbe infatti l’idea della coppia coniugale, quale rappresentazione e convinzione profonda fino ad allora saldamente presente nella mente dei due partner.
Un’indagine relativa ai fattori legati allo stress umano, mostra come il divorzio sia tra i più elevati e secondo al decesso del proprio partner (Holmes e Rahe, 1967).
10 (2001). Manuale di psicopatologia dell’infanzia, Ammaniti M. (pp.102-106).
11 Holmes T.H. & Rahe R.H. (1976). The social readjustment rating scale. Journal of psychosomatic research, n 11, 213-219 citato in Oliviero Ferraris A. (2002).
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“L’essere umano tende a unirsi e a costituirsi in sistemi familiari che diventano progetti di vita, e qualora questi falliscano il sentimento di perdita è molto alto, diventando così la separazione un evento luttuoso vero e proprio che può produrre comportamenti sintomatici e dinamiche relazionali disfunzionali, con esiti negativi per le famiglie in questione e con ricadute sul sistema sociale nel complesso (Martin P. & Prociani L., 2009)”.
12 Martin P., Porciani L. (2009) Nella stanza di mediazione: una prima valutazione dell’efficacia della mediazione familiare, Rivista Italiana di Educazione Familiare, n. 2, 2009, (pp. 35-45).
Il dispendio energetico che presuppone tale rielaborazione, per ristabilire un equilibrio emotivo personale, potrebbe essere molto elevato, così come il rischio che ne conseguirebbe a sua volta che, se non trattato opportunamente, potrebbe sfociare in nevrosi e deperimenti fisici.
Non è possibile stabilire il tempo effettivamente necessario per una ripresa psicologica dal lutto di separazione per i membri della coppia in quanto, nonostante sia stato precedentemente pensato e immaginato come evento difficoltoso, quando effettivamente si concretizza, emergerebbe un senso di disorientamento e smarrimento.
13 Giusti E. (1986). L’arte di separarsi. Una guida per una serena separazione prima, durante e dopo, pp. 38-44.
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Secondo uno studio condotto sulla salute, è stato rilevato a livello statistico che, tra i soggetti in campionamento osservati, sono aumentate significativamente le visite mediche e l’utilizzo di farmaci nei coniugi che hanno subito la separazione rispetto a coloro che non si sono separati. La maggior parte delle visite si sarebbe concentrato maggiormente all’interno del primo anno dall’evento separativo (Wertlieb D., et al 1984).
14 Wertlieb D., Budman S., Demby A., Randall M. (1984) Marital separation and health: stress and intervention. Human Stress. Spring, 10(1):18-26.
La disgregazione del nucleo familiare crea dunque un forte impatto su tutti gli individui che lo compongono, adulti e figli, portando alla necessaria ricostruzione dell’equilibrio individuale e familiare.
1.1.1 Il divorzio psicosociale
Il divorzio è stato istituito con la legge Fortuna-Baslini del 1970 e modificata nel 1978 e successivamente nel 1987 per garantire una maggiore tutela al coniuge più debole e dei figli. Il divorzio sancisce "lo scioglimento giudiziale del vincolo coniugale” (Oliviero Ferraris A., 2020 p.10) che può avvenire in modo giudiziale o consensuale. L’aspetto legale tuttavia, è solo una delle dimensioni che attraversano i coniugi durante la separazione.
15 Oliviero Ferraris A. (2002). Dai figli non si divorzia. Separarsi e rimanere buoni genitori (p.10) Milano: Terza edizione, Rizzoli.
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Paul Bohannan, nel 1970, prende in analisi la separazione per stadi, considerandola secondo gli ambiti psico-sociali di natura emozionale, legale, economica, comunitaria, genitoriale e psicologica. Quando avviene la separazione coniugale si possono pertanto riscontrare problematicità in tutte o alcune delle dimensioni sopraelencate (Allegri E.,2006).
16 Paul Bohannan (1920-2007) è stato un antropologo americano che si è occupato di studiare il divorzio negli USA ed ha effettuato ampie ricerche sul popolo nigeriano Tiv.
17 Allegri E. La mediazione familiare tra origini e prospettive di sviluppo. Minorigiustizia, n.3, 2006, pp. 199-214.
Le tipologie di divorzio psicosociale comprendono:
- Il divorzio emozionale: la separazione avviene secondo un impegno pattuito che agisce su due piani: la «dichiarazione di impegno» che avviene ufficialmente e il «patto segreto», legato alla sfera emotiva. Tenendo in considerazione quest’ultimo, la separazione può essere percepita come tale ancora prima che avvenga materialmente o, contrariamente, non viene presa in considerazione come tale anche dopo che si sia verificata a tutti gli effetti o legalmente. Quest’ultima situazione si verifica in quanto il legame di attaccamento non si dissolve in modo automatico e, nei casi in cui si prova timore al distaccamento con il coniuge, si tende a volerlo mantenere emotivamente. Il rapporto dunque risulta concluso ufficialmente ma si protrae comunque nel tempo, creando disorientamento tra i componenti del nucleo famigliare.
- Il divorzio legale: se il divorzio legale avviene successivamente alla separazione emotiva, non si riscontreranno particolari difficoltà in questa dimensione. Non ci saranno dunque scenari di vendette legali e la separazione sarà meno traumatica. All’opposto, se il divorzio emotivo non è stato elaborato, è possibile che avvengano lotte per la custodia e per il sussidio dei figli.
- Il divorzio economico: durante la separazione i beni condivisi devono essere ripartiti e ciò implica possibili scenari di conflittualità. Inoltre si può essere condizionati dai ricordi legati all’abitazione o agli spazi condivisi antecedentemente e rimarcare la dimensione emotiva del divorzio.
- Il divorzio comunitario: separarsi dal coniuge presuppone spesso anche la rottura di rapporti precedentemente instaurati, con conseguenti implicazioni relazionali e sociali per sé e per i figli. Si verifica dunque la necessità, spesso difficoltosa, di costruire nuovi rapporti comunitari: nuovi amici, un nuovo vicinato in caso di cambio residenza e ricerca di nuove figure importanti e di riferimento all’interno della comunità.
In questi casi è comune tornare nel nucleo genitoriale precedente, per farsi supportare emotivamente ed economicamente o può capitare che i minori separati vengano affidati ai nonni.
- Il divorzio genitoriale: i conflitti duraturi, la discordanza tra stili e scelte genitoriali o l’abbandono da parte di uno dei due genitori dopo l’affido, possono dar forma al divorzio genitoriale. Questo scenario è molto comune nei casi in cui il genitore non a
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