UNIVERSITA’ TELEMATICA “e-Campus”
Dipartimento di Scienze Umane e Sociali (DiSUS)
Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione
PROCESSI DI INCLUSIONE SCOLASTICA E DIVERSITÀ CULTURALE: IL
RUOLO DEGLI INSEGNANTI E DEI CONTESTI EDUCATIVI
Relatore: Ch.ma Prof.ssa Roberta Bettoni Tesi di Laurea di:
Matteo Lacaita
Matricola Numero:
004732761
Anno Accademico 2024/2025
AUTORIZZAZIONE ALLA CONSULTAZIONE DELLA TESI DI LAUREA
Il/la sottoscritto/a Lacaita Matteo
N° di matricola 004732761 nato a Taranto il 13/02/1999
autore della tesi dal titolo “Processi di inclusione scolastica e diversità culturale: il ruolo
degli insegnanti e dei contesti educativi”
AUTORIZZA
la consultazione della tesi stessa, fatto divieto di riprodurre, parzialmente o
integralmente, il contenuto.
Dichiara inoltre di:
AUTORIZZARE
per quanto necessita l’Università Telematica e-Campus, ai sensi della legge n.
196/2003, al trattamento, comunicazione, diffusione e pubblicazione in Italia e
all’estero dei propri dati personali per le finalità ed entro i limiti illustrati dalla legge.
7.12.2025 2
INDICE
INTRODUZIONE……………………………………………………………………...4
CAPITOLO 1 - Minori stranieri nella scuola italiana: contesti e dinamiche………5
1.1 Il fenomeno migratorio nel contesto scolastico …………………………………..5
1.2 Il concetto di inclusione scolastica…………………………………………………7
1.3 I fattori che influenzano l’inclusione scolastica.………………………………….8
1.3.1 Fattori individuali…………………………………………………………….8
1.3.2 Fattori familiari e sociali…………………………………………………….9
1.3.3 Fattori di gruppo e di contesto classe………………………………………10
1.4 Il ruolo degli insegnanti e delle istituzioni scolastiche…………………………..10
1.5 Pregiudizio, stereotipi e barriere linguistiche ..…………………………………11
1.6 Conclusioni...………………………………………………………………………12
CAPITOLO 2 – Analisi della letteratura scientifica..………………………………14
2.1 Introduzione…………………………………………………………………….....14
2.2 Schedature…………………………………………………………………………15
2.3 Discussione dei risultati……………………………………………………….......31
CAPITOLO 3 –Conclusioni……………….………………………………………….33
Bibliografia…………………………………………………………………………….35
3
Introduzione
Il fenomeno migratorio ha profondamente trasformato la società italiana e, di
conseguenza, il sistema educativo. La scuola, infatti, ha dovuto progressivamente
rispondere alla crescita di un contesto multiculturale. Tale trasformazione ha imposto
una riflessione pedagogica e istituzionale sul significato di’ inclusione, intesa come
costruzione di un ambiente educativo capace di valorizzare le differenze, promuovere la
partecipazione e garantire pari opportunità di apprendimento. La presente ricerca ha lo
scopo di individuare ed analizzare le dinamiche individuali, sociali ed istituzionali che
influenzano i processi di inclusione scolastica al fine di comprendere le criticità ed i
punti di forza del sistema educativo ed orientare interventi che favoriscano un modello
interculturale. Il primo capitolo inizialmente descrive come il fenomeno migratorio
abbia modificato la composizione del sistema scolastico italiano. Successivamente
definisce il concetto di inclusione ed offre una panoramica della normativa nazionale ed
internazionale a riguardo. Infine sono approfonditi i fattori che influenzano il processo
d’inclusione. Il secondo capitolo analizza e confronta i quattro articoli scientifici
selezionati che trattano il tema attraverso metodologie e prospettive differenti, ponendo
la base per la discussione. Nel terzo capitolo sono sintetizzate le conclusioni ottenute,
sottolineando criticità e punti di forza e suggerendo prospettive future.
4
CAPITOLO 1 - Minori stranieri nella scuola italiana: contesti e dinamiche
1.1 Il fenomeno migratorio nel contesto scolastico
Il fenomeno migratorio rappresenta oggi una delle sfide più complesse e
significative per il sistema educativo italiano. In pochi decenni l’Italia è passata
dall’essere un Paese di emigrazione a diventare una delle principali destinazioni europee
per flussi migratori provenienti da aree segnate da instabilità politica, conflitti armati,
povertà economica e crisi ambientali. Secondo i dati ISTAT (2024) la popolazione
straniera residente in Italia supera i 5,2 milioni di persone, pari all’8,7% della
popolazione complessiva. La maggior parte dei migranti proviene da Romania, Albania,
Marocco, Cina e Ucraina, ma è in costante crescita anche la presenza di cittadini
provenienti dall’Africa subsahariana, dal Medio Oriente e dall’Asia centro-meridionale.
È necessario distinguere le differenti categorie di migranti, ognuna caratterizzata
da bisogni educativi e sociali specifici. I migranti economici si spostano principalmente
per motivi di lavoro o di miglioramento delle condizioni di vita e tendono a stabilizzarsi
più facilmente nel territorio. I rifugiati e i richiedenti asilo, invece, fuggono da guerre,
persecuzioni o violazioni dei diritti umani e spesso arrivano in Italia dopo esperienze
traumatiche che incidono sulla loro capacità di adattamento e apprendimento (UNHCR,
2023). Un’attenzione particolare merita la categoria dei Minori Stranieri Non
Accompagnati (MSNA), ovvero bambini e adolescenti che arrivano sul territorio
nazionale privi di genitori o di un adulto legalmente responsabile. Essi rappresentano
una delle popolazioni più vulnerabili all’interno del sistema scolastico e sociale perché
si trovano ad affrontare contemporaneamente la complessità del percorso migratorio, la
solitudine affettiva e le difficoltà di integrazione in un nuovo contesto linguistico e
culturale.
L’aumento della presenza di studenti con background migratorio ha modificato
in modo profondo la fisionomia della scuola italiana. Nell’anno scolastico 2023/2024,
gli alunni con cittadinanza non italiana iscritti nelle scuole di ogni ordine e grado sono
stati circa 900.000, ovvero il 10,8% della popolazione scolastica complessiva (Ministero
dell’Istruzione e del Merito, 2024). Di questi, oltre il 65% è nato in Italia, dato che
conferma il consolidarsi di una seconda generazione di studenti, la cui identità si
5
costruisce nell’incontro tra la cultura d’origine e quella del Paese in cui sono nati o
cresciuti.
Un elemento utile per comprendere la distribuzione degli alunni con background
migratorio riguarda il ciclo di studi frequentato. I dati mostrano che la presenza degli
studenti stranieri è particolarmente significativa nella scuola primaria, che accoglie il
36,08% del totale. Seguono la scuola secondaria di secondo grado con il 25,56%, la
scuola secondaria di primo grado con il 20,88%, e infine la scuola dell’infanzia con il
17,49%. Se si considera la proporzione rispetto alla popolazione studentesca
complessiva, gli alunni stranieri rappresentano circa tra il 10% e il 12% nella scuola
dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, mentre la loro incidenza si riduce al
7,94% nella scuola secondaria di secondo grado. Questo andamento evidenzia una
progressiva diminuzione della presenza di studenti con cittadinanza non italiana nei
gradi scolastici superiori ed è indicatore delle difficoltà nella prosecuzione degli studi e
della permanenza nei percorsi formativi. Come osservato da Biondi e Frega (2023), tale
riduzione è determinata da diversi fattori, tra cui il ritardo nell’inserimento scolastico, le
barriere linguistiche, le disuguaglianze socioeconomiche e le scarse opportunità di
orientamento educativo rivolte agli alunni stranieri. Ulteriori dati evidenziano che tra gli
studenti senza cittadinanza italiana, circa un terzo frequenta i licei, il 40% gli istituti
tecnici e poco meno di un terzo quelli professionali, a differenza dei loro coetanei
italiani che si concentrano prevalentemente nei percorsi liceali. Questa tendenza degli
studenti stranieri a scegliere istituti tecnici e professionali è determinata dalla loro
condizione socio-economica che motiva ad intraprendere percorsi scolastici che
permettono il rapido inserimento nel mercato del lavoro. A supporto di questa
affermazione si evidenzia che gli studenti senza cittadinanza italiana con condizioni
socio-economiche maggiormente stabili, come ad esempio gli studenti di seconda
generazione migratoria, sono invece orientati verso altri percorsi di studi, con
l’opportunità di migliorare ulteriormente la loro situazione familiare. La trasformazione
demografica della popolazione scolastica comporta nuove sfide educative e
organizzative.
La diversità linguistica, le differenti condizioni socio-culturali ed economiche e
i livelli di scolarità pregressa, impongono una riflessione sui modelli di accoglienza e
sulle metodologie didattiche. Studiare oggi l’inclusione scolastica dei minori stranieri
6
significa interrogarsi su come la scuola italiana stia rispondendo alle trasformazioni
sociali e culturali conseguenti alla migrazione. La ricerca in questo campo ha una
duplice importanza: da un lato, permette di comprendere le disuguaglianze educative e i
meccanismi di esclusione che persistono nel sistema; dall’altro, contribuisce a
individuare pratiche e modelli di didattica interculturale replicabili. Alla luce di queste
trasformazioni, diventa necessario approfondire il concetto di inclusione scolastica e le
sue implicazioni pedagogiche, normative e sociali.
1.2 Il concetto di inclusione scolastica
Nel dibattito pedagogico contemporaneo, l’inclusione scolastica rappresenta oggi il
punto di arrivo di un lungo percorso di riflessione e di intervento educativo rivolto agli
alunni con background migratorio. Rispetto ai precedenti modelli che hanno guidato le
politiche scolastiche europee, in particolare i modelli dell’assimilazione e
dell’integrazione, il concetto di inclusione segna un cambio di prospettiva significativo.
Il modello dell’assimilazione applicato nei primi interventi educativi era basato
sull’intenzione di uniformare gli individui di origine straniera ai valori ed ai
comportamenti del paese di arrivo. Questa prospettiva comportava per gli studenti
stranieri il costo della rinuncia alla propria identità culturale a favore di una
conformazione alle norme e ai riferimenti culturali della società di accoglienza. Come
osserva Portera (2017), tale modello rappresentava una visione del processo educativo
in cui educatori e insegnanti concentravano l’attenzione sulle somiglianze fra gli
individui, con l’idea che le differenze culturali potessero ridursi progressivamente. Il
concetto di integrazione introduceva una prospettiva di dialogo fra culture all’interno
della società, ma il Paese ospitante restava il punto di riferimento, pertanto,
all’individuo di provenienza straniera, era sempre richiesto lo sforzo per adattarsi alla
lingua, ai valori ed ai comportamenti del nuovo contesto di vita. Il concetto di
inclusione ha segnato invece un vero e proprio cambio di paradigma sul piano politico e
pedagogico. L’inclusione ha lo scopo di trasformare l’ambiente educativo in modo che
ogni differenza sia riconosciuta e valorizzata come risorsa. Sul piano normativo
nazionale il diritto all’istruzione è tutelato dall’articolo 34 della Costituzione, mentre è
l’articolo 3 ad affermare il compito dello Stato nella rimozione degli ostacoli di ordine
7
economico e sociale che limitano la libertà e l'eguaglianza dei cittadini e impediscono il
pieno sviluppo della persona umana. A livello internazionale, invece, è la Dichiarazione
di Salamanca (1994) ad affermare il principio di educazione inclusiva, in cui “tutti i
bambini sono titolari del diritto all’istruzione, che deve essere garantito in un sistema
educativo capace di accogliere le diversità di ogni singolo individuo, unico in termini di
interessi, abilità e bisogni” (Di Masi, 2025, p. 83). In tal senso, a livello nazionale, le
Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri (2022) evidenziano
l’importanza della personalizzazione didattica, insieme alla collaborazione fra sistema
scolastico, famiglie e territorio. In ambito interculturale, è importante anche sottolineare
come il quadro europeo delle competenze chiave per l’apprendimento permanente
(2018) abbia definito proprio la “competenza in materia di consapevolezza ed
espressione culturale” che consiste nella capacità di riconoscere come idee e significati
sono comunicati diversamente da cultura a cultura. La scuola è prima di tutto uno spazio
di incontro e socializzazione, è essenziale quindi garantire all’interno di essa
l’inclusione attraverso relazioni interculturali caratterizzate da uno scambio costruttivo e
dalla valorizzazione delle differenze. Il processo di inclusione è influenzato da diversi
fattori di natura familiare, individuale e contestuale. È dunque opportuno comprendere
come tali elementi possano promuovere o ostacolare l’inclusione scolastica.
1.3 I fattori che influenzano l’inclusione scolastica
L’inclusione scolastica dei minori stranieri è un processo complesso, determinato
dall’interazione di fattori individuali, familiari e di contesto che, insieme, influenzano la
partecipazione, il rendimento e il senso di appartenenza degli studenti con background
migratorio. L’analisi di tali dimensioni permette di comprendere in che modo la scuola
favorisce o ostacola la piena integrazione, delineando strategie educative realmente
efficaci e inclusive.
1.3.1 Fattori individuali
I fattori individuali principali che influenzano i processi inclusivi sono la
competenza linguistica, il rendimento scolastico e le variabili sociodemografiche come
genere e generazione migratoria. La competenza nell’Italiano come seconda lingua (L2)
8
rappresenta la condizione fondamentale per il successo scolastico e la partecipazione
sociale perché favorisce l’apprendimento, la comunicazione e la costruzione di relazioni
significative all’interno della classe. Come sottolineato da Cavicchiolo et al. (2020) la
padronanza della lingua del Paese ospitante è la variabile più significativa nel favorire
l’inclusione e il senso di appartenenza degli studenti migranti. Anche il genere impatta
sulle dinamiche di inclusione e socializzazione. Alcune ricerche evidenziano come le
studentesse straniere presentano maggiore impegno e successo scolastico rispetto agli
studenti, anche se spesso vivono situazioni di doppia marginalizzazione determinata sia
dalla provenienza che da stereotipi di genere. Per quanto riguarda il rendimento
scolastico, gli studenti che ottengono risultati scolastici più bassi sono meno coinvolti in
rapporti sociali ed hanno un minore senso di appartenenza. Come sottolineato da
Wentzel (1993) infatti, il successo scolastico è spesso collegato a maggiori possibilità di
riconoscimento sociale, mentre le difficoltà nel rendimento possono favorire situazioni
di marginalità nelle relazioni tra coetanei. La generazione migratoria rappresenta un
altro fattore di discriminazione. Gli alunni di prima generazione, arrivati in Italia in età
scolare, presentano maggiori difficoltà nell’apprendimento della lingua,
nell’adattamento alla cultura e nella socializzazione, rispetto a studenti di seconda
generazione, nati e cresciuti in Italia. Come detto in precedenza, insieme alle
caratteristiche individuali, è opportuno approfondire l’influenza dei fattori familiari e
sociali.
1.3.2 Fattori familiari e sociali
Le condizioni socio-economiche familiari dello studente straniero ed il suo
contesto di appartenenza sono variabili fondamentali nel promuovere o ostacolare
l’inclusione. Una risorsa fondamentale è il capitale sociale, ovvero l’insieme delle
risorse, materiali e non materiali, che ogni individuo o gruppo sociale ottiene attraverso
la partecipazione alle relazioni interpersonali (Bourdieu, 2012). Rapporti di fiducia e
cooperazione fra famiglie, istituti scolastici
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Sociologia dei processi comunicativi
-
Storia dei processi educativi t
-
Pedagogia sociale e Istituzioni: analisi dei processi di inclusione e giustizia
-
Processi stocastici