Opisthorchis felineus in Italia
Introduzione
- Introduzione 3
- Capitolo I ciclo biologico e ospiti 4
- 1.1 Caratteristiche morfologiche e ciclo biologico 4
- 1.2 Ospiti intermedi 6
- Capitolo II epidemiologia nel mondo 9
- 2.1 O. felineus in Europa orientale e Asia 9
- 2.2 O. felineus in Europa occidentale 11
- Capitolo III epidemiologia in Italia 12
- 3.1 Epidemiologia nell’uomo 12
- 3.2 Epidemiologia negli ospiti definitivi e nei pesci 14
- 3.4 Descrizione casi epidemici del 2003 e 2005 15
- 3.5 Descrizione casi epidemici del 2007 16
- 3.6 Descrizione casi epidemici del 2008 e 2009 16
- 3.7 Descrizione casi epidemici del 2010 e 2011 17
- Capitolo IV patogenesi e sintomatologia 20
- 4.1 Manifestazioni cliniche 20
- 4.2 O. felineus e colangiocarcinoma 21
- Capitolo V diagnosi 22
- 5.1 Diagnosi nel I e II ospite intermedio 22
- 5.2 Diagnosi negli ospiti definitivi 22
- Capitolo VI profilassi 23
- Conclusioni 24
- Bibliografia 25
- Sitografia 28
Introduzione
Opisthorchis felineus (phylum Platyhelminthes, classe Trematoda, sottoclasse Digenea, ordine Opisthorchiida, famiglia Opisthorchiidae) è un parassita dei dotti biliari di un ampio gruppo di mammiferi compreso l’uomo, molto diffuso in Europa ed Asia.
Questo trematode fu descritto per la prima volta in Italia nel 1884 in cani e gatti a Pisa da Sebastiano Rivolta che lo classificò come Distoma felineum. Nel 1891 fu incluso nel genere Opistorchis (Blanchard, 1985).
Alla stessa famiglia appartengono anche Opisthorchis viverrini e Clonorchis sinensis che presentano una morfologia simile, così come la localizzazione finale e le manifestazioni cliniche, ma differente risulta la loro diffusione a livello mondiale.
O. viverrini è stato segnalato in Thailandia, Laos, Vietnam e Cambogia, così come nell’intero sud-est asiatico. C. sinensis è presente in, Cina, Corea, Taiwan ed est-Europa, mentre O. felineus è stato riscontrato in Europa e Siberia occidentale. Si stima che oltre 45 milioni di persone nel mondo siano affette da clonorchiasi ed opistorchiasi (Pozio e Gomez-Morales, 2014).
Negli ultimi vent’anni si registra un aumento pressoché allarmante di soggetti affetti da opistorchiasi, non solo nelle aree endemiche quali Russia, dove ogni anno si registrano all’incirca 25.000 nuovi casi (Simakova et al., 2020), ma anche nel resto d’Europa compresa l’Italia: dal 2003 al 2011 i casi rilevati sono stati 211, i primi riguardanti uomini e donne, dopo più di cento anni dalla scoperta del trematode, quando furono registrate solo sporadiche infestazioni in animali domestici.
In questa tesi sono riportate le attuali conoscenze su O. felineus e sulla sua diffusione in Italia. 3
Capitolo I ciclo biologico e ospiti
1.1 Caratteristiche morfologiche e ciclo biologico
Gli adulti di O. felineus, come tutti trematodi, sono ermafroditi. Si presentano rossastri e appiattiti dorso-ventralmente con dimensioni di 7-12 mm x 1,5–2,5 mm. Mostrano una cuticola liscia e due ventose (orale e ventrale) (Fig.1a) indispensabili per rimanere adesi alle pareti dei dotti biliari, sede di localizzazione finale del parassita (Pozio e Gomez-Morales, 2014).
Figura 1. Ciclo vitale di O. felineus. a) Adulto b) Uova c) Sporocisti d) Redia e) Cercaria (www.iss.it)
O. felineus presenta un ciclo biologico indiretto, caratterizzato dalla presenza di un ospite definitivo e due ospiti intermedi (Fig.2). Gli ospiti definitivi sono rappresentati da mammiferi ittiofagi, quali felidi, canidi e uomo (Pakharukova e Mordvinov, 2016; Simakova et al., 2020).
Figura 2. Ciclo biologico di O. felineus (Ershov et al., 2019) 4
Circa 1-2 mesi dall’infezione, uova opercolate (22–35 μm x 10-22 μm) contenenti il miracidio inizieranno ad essere rilasciate nell’ambiente esterno con le feci (Pozio et al., 2013).
Le uova (Fig.1b) sono relativamente resistenti alle basse ed alte temperature: disperse in acqua congelata a -24°C rimarranno vitali per sole 5 ore, mentre a temperature di 45°C, si scenderà al di sotto dei sessanta minuti (Malek, 2018).
Un verme adulto può produrre dalle 1000 alle 4000 uova al giorno, per almeno sei mesi. Quando le uova vengono ingerite da un mollusco gasteropode d’acqua dolce del genere Bithynia, schiudono a livello gastrointestinale (Pozio e Gomez-Morales, 2014). Quindi, il miracidio assume una morfologia sacciforme, divenendo sporocisti (Fig.1c), che per pedogenesi dà vita alle redie (Fig.1d) (Pozio e Gomez-Morales, 2014).
Le redie di O. felineus mutano ulteriormente nell’epatopancreas, dopo un periodo di 17 giorni, in cercarie (Pozio e Gomez-Morales, 2014), forme larvali provviste di una lunga appendice caudale quale organo di locomozione, due ventose, un paio di ocelli, nonché numerose ghiandole cistogene presenti nel parenchima (Pampiglione e Canestri Trotti, 1999; Pozio e Gomez-Morales, 2014).
Le cercarie (Fig.1e), che rappresentano lo stadio a vita libera del trematode, lasciano il gasteropode in determinate condizioni di luminosità, seguendo una periodicità diurna, con picchi tra le 8:00 e le 10:00 del mattino.
Le cercarie si dispongono in acqua assumendo una posizione tale da portare la coda rivolta verso l’alto e il corpo ricurvo verso il basso, captando vibrazioni nel mezzo acquoso nonché differenze di luminosità generate ad esempio dai movimenti repentini di un pesce durante il suo moto; abilità atte proprio a percepire e raggiungere il secondo ospite intermedio: un pesce d’acqua dolce appartenente alla famiglia Cyprinidae (Pozio et al., 2013).
La larva, capace anche di muoversi sul terreno alla ricerca di ambiente idrico, penetra attivamente nel pesce insinuandosi tra le squame e giungendo così nel muscolo ove, in un periodo compreso tra i 21- 60 giorni, incistano divenendo metacercarie (circa 290 μm x 200 μm), ovoidali, con parete sottile (Pampiglione e Canestri Trotti, 1999; Pakharukova e Mordvinov, 2016).
Quando il pesce contenente le metacercarie viene ingerito da mammiferi, nel duodeno, queste ultime 5 disincistano e le forme giovanili migrano attraverso l’ampolla di Vater e il dotto biliare comune, raggiungendo i dotti biliari intraepatici in 30 minuti, dove diventeranno sessualmente mature dopo circa 30 giorni nella sede definitiva (Pozio e Gomez-Morales, 2014).
L’uomo e gli altri mammiferi si infetteranno in seguito all’ingestione di pesce crudo o poco cotto contenente le metacercarie (Sithithaworn et al., 2015; Ershov et al., 2019).
Un parassita adulto può vivere nei dotti biliari dell’uomo anche 20 anni producendo numerose uova che, espulse tramite feci, sedimentano sul fondo di acque poco profonde (Pozio et al., 2013; Parkharukova e Mordvinov, 2016; Ershov et al., 2019).
1.2 Ospiti intermedi
Essendo dipendente dallo sviluppo e dallo stato fisiologico del gasteropode, il ciclo di O. felineus si arresta temporaneamente in inverno quando l’ospite iberna, per riprendere in primavera con temperature più favorevoli (Pozio et al., 2013; Chai e Jung, 2019).
L’elmintologo tedesco Hans Vogel fu il primo, nel 1934 (Keiser e Utzinger, 2009), a descrivere il ciclo del trematode, nonché l’elevata specificità del parassita verso il genere Bithynia (Parkharukova e Mordvinov, 2016).
Sebbene siano state descritte diverse specie di Bithynia come sensibili ad O. felineus, gli studi di Vogel portano a considerare come unico primo ospite B. leachi (Fig.3), dove su 723 e 231 esemplari risultarono positivi ad O. felineus rispettivamente 2 e 4 soggetti; esemplari di B. tentaculata risultarono invece esenti dall’infestazione (Malek, 2018). 6
Figura 3. Bithynia leachii (Vavroa et al., 2010)
Entrambe le specie, ad ogni modo, sono organismi paleartici presenti specialmente nelle pianure europee settentrionali, centrali ed orientali nonché sul territorio italiano (Vavrova et al., 2010).
Generalmente la prevalenza dell’infestazione nel mollusco è molto bassa (< 1%) anche nelle zone endemiche, ma sufficiente a garantire il ciclo vitale del parassita, grazie all’elevato numero di cercarie rilasciate (> 27.000) (www.vetinweb.it) il cui picco viene raggiunto a luglio (Chai e Jung, 2019).
Al contrario, la prevalenza di O. felineus nei Ciprinidi è molto più elevata (Fig.4), così come &
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