UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO - BICOCCA
Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale
Corso di Laurea in Servizio Sociale
I MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI:
VULNERABILITÀ, DEVIANZA E PERCORSI DI
INTEGRAZIONE
Relatore
Prof. GIORGIO PICCITTO Relazione finale di
ELISA MARZO
Matr. Nr. 905501
Anno Accademico 2025-2026
INDICE ................................................................................................................ 1
Introduzione ....................................................... 3
CAPITOLO 1. I minori stranieri non accompagnati
........................................................... 3
1.1 Chi sono i minori stranieri non accompagnati ............. 4
1.2 Gli arrivi di minori stranieri non accompagnati in Italia: numeri e provenienze
............................................ 6
1.3 Spinte migratorie, percorsi e significati della migrazione ............................... 9
1.4 Il sistema di accoglienza e le tutele riconosciute ai MSNA in Italia
CAPITOLO 2. Tra vulnerabilità e devianza: i minori stranieri non accompagnati nel
........................................................................................................... 14
circuito penale 14
2.1 La vulnerabilità dei minori stranieri non accompagnati nei percorsi migratori............. 16
2.2 Tratta e sfruttamento dei minori migranti................................................................
.......................................................... 23
2.3 Devianza e coinvolgimento nei circuiti penali
.............................................................. 25
2.4 MSNA nel sistema della giustizia minorile ......................................... 30
CAPITOLO 3. L’integrazione sociale, scolastica e lavorativa
.......................................................................................... 30
3.1 L’integrazione sociale ...................................................................................... 31
3.2 L’integrazione scolastica 33
3.2.1 Il progetto “Alfabetizzazione Linguistica e accesso all’Istruzione per MSNA”........
........................................... 34
3.2.2 Strumenti e buone prassi per l'inclusione scolastica
..................................................................................... 36
3.3 L’integrazione lavorativa
3.3.1 Il Progetto "Percorsi per la formazione, il lavoro e l’integrazione dei giovani
............................................................................................................ 37
migranti” ..................................... 39
3.3.2 I tirocini di inclusione e l’apprendistato di primo livello ................ 41
3.4 Il progetto "Embodying Migration": un'esperienza di inclusione territoriale
................................................................................................................ 43
Conclusioni 47
Bibliografia................................................................................................................
................................................................................................. 49
Riferimenti normativi
Introduzione
Nel contesto delle migrazioni contemporanee, i minori stranieri non accompagnati rappresentano
una delle categorie maggiormente esposte a condizioni di vulnerabilità. Giunti in Italia senza figure
adulte di riferimento, questi giovani si trovano ad affrontare simultaneamente la fragilità propria
della minore età, le conseguenze di percorsi migratori spesso complessi e le sfide legate
all'inserimento nel Paese di accoglienza.
L’obiettivo del presente elaborato è approfondire il fenomeno dei minori stranieri non
accompagnati (MSNA), analizzandone le principali caratteristiche, le condizioni di vulnerabilità e
i percorsi di integrazione. In quest’ottica, il primo capitolo propone un inquadramento generale
del fenomeno attraverso l’analisi dei principali dati disponibili, soffermandosi sulle caratteristiche
socio-anagrafiche dei minori, sui Paesi di provenienza e sulle motivazioni che orientano i percorsi
migratori. Tra queste, assumono particolare rilievo le ragioni di natura economica, che sovente si
intrecciano con aspettative familiari di miglioramento delle condizioni di vita. Il viaggio del
minore non accompagnato, segnato da condizioni di incertezza e rischio, è frequentemente l’esito
di un progetto migratorio condiviso dalla famiglia d’origine, che investe sul giovane nella
prospettiva di un futuro riscatto economico: tale aspettativa incide profondamente sulle sue
esperienze e sulle modalità di inserimento nel Paese di accoglienza.
Di fronte a tali condizioni di vulnerabilità, l'attenzione si sposta sulle caratteristiche del sistema di
accoglienza italiano e sulle tutele riconosciute ai MSNA dalla normativa vigente. Il principale
riferimento è rappresentato dalla Legge 47/2017 (Legge Zampa), che introduce un sistema di
protezione volto a garantire il pieno esercizio dei diritti fondamentali dei minori soli, prevedendo
strumenti di tutela come il divieto di respingimento ed espulsione, l'accesso alle cure sanitarie e il
diritto all'istruzione.
Il secondo capitolo approfondisce le condizioni di vulnerabilità che segnano l’esperienza dei
minori stranieri non accompagnati. L’analisi prende avvio dai fattori che contribuiscono a tale
condizione, tra cui l’assenza di figure genitoriali di riferimento, i rischi connessi al percorso
migratorio e le difficoltà di accesso a canali di migrazione sicuri e regolari. Particolare attenzione
è dedicata al sistema di tutela delineato dalla normativa italiana, interrogandosi sulla sua effettiva
capacità di garantire protezione e inclusione. Nonostante le importanti garanzie previste
dall’ordinamento, emergono, infatti, situazioni di precarietà e incertezza che possono ostacolare i
percorsi di integrazione e aumentare il rischio di marginalizzazione. In questo contesto vengono
1
esaminate alcune delle principali conseguenze di tali condizioni, con particolare riferimento allo
sfruttamento lavorativo e alle forme di esclusione che possono coinvolgere i minori migranti.
L’elaborato evidenzia come le difficoltà economiche, l’irregolarità amministrativa e la debolezza
delle reti di sostegno possano aumentare l’esposizione a situazioni di sfruttamento e illegalità.
Da queste premesse si snoda la riflessione sulla devianza e sul coinvolgimento dei giovani migranti
nei circuiti penali, esaminati attraverso le principali linee teoriche della sociologia per rintracciarne
i fattori spingenti. In questa prospettiva, la commissione di reati viene letta non tanto come
espressione di una scelta individuale, quanto come possibile esito di condizioni di vulnerabilità,
esclusione sociale e mancanza di opportunità. Infine, viene esaminato il ruolo della giustizia
minorile e l’importanza di strumenti educativi e di reinserimento sociale, orientati al recupero del
minore e alla prevenzione della recidiva.
A fronte di queste sfide, l’elaborato esamina i percorsi di integrazione dei minori, evidenziandone
il ruolo fondamentale nell’accompagnamento verso l’autonomia. L’analisi si concentra, in primo
luogo, sull’integrazione scolastica, considerando la scuola come principale luogo di
socializzazione, apprendimento linguistico e costruzione di relazioni significative, nonché sulle
strategie volte a contrastare la dispersione scolastica. Successivamente, l’attenzione si sposta
sull’integrazione lavorativa, soffermandosi sulle difficoltà che i giovani incontrano nel delicato
passaggio alla maggiore età, quando l’esigenza di un rapido inserimento occupazionale si
confronta con la necessità di acquisire competenze e qualifiche spendibili nel lungo periodo. In
questa prospettiva, vengono analizzate alcune misure di accompagnamento al lavoro, tra cui i
tirocini di inclusione e il progetto “Percorsi”, strumenti volti a favorire l’autonomia dei minori e a
sostenerne il percorso di inserimento lavorativo.
Il capitolo si conclude con l’analisi delle ‘buone pratiche’ territoriali orientate a favorire
l’inclusione sociale dei MSNA. Tra queste, il progetto “Embodying Migration - Viaggio del corpo
migrante” rileva il valore di percorsi espressivi e partecipativi capaci di promuovere la
rielaborazione dell’esperienza migratoria e il senso di appartenenza alla comunità. Nel complesso,
tali iniziative mostrano come l’integrazione non rappresenti un processo spontaneo, ma il risultato
della collaborazione tra istituzioni, scuola, servizi territoriali e terzo settore. In questo scenario, il
servizio sociale rappresenta il punto di riferimento essenziale per orientare i giovani soli,
garantendo loro tutela e definendo progetti personalizzati capaci di favorire un’integrazione a
lungo termine. 2
CAPITOLO 1. I minori stranieri non accompagnati
1.1 Chi sono i minori stranieri non accompagnati
Il fenomeno dei minori stranieri non accompagnati (MSNA) rappresenta una delle componenti più
complesse e rilevanti dei flussi migratori che interessano l'Italia e l'Europa negli ultimi decenni. Si
tratta di adolescenti e bambini che intraprendono il percorso migratorio privi della presenza o
dell'assistenza di genitori o di figure adulte legalmente responsabili, affrontando, perciò, contesti
caratterizzati da precarietà materiale, sociale e relazionale. L'incremento costante di questi arrivi
ha reso necessaria la formazione e l’organizzazione e di politiche sociali e interventi istituzionali
dedicati, capaci di rispondere a una condizione che fonde in sé le istanze del diritto d'asilo con
quelle della tutela dell'infanzia.
Rispetto a questa realtà, l’ordinamento italiano ha compiuto un passo fondamentale con
l'approvazione della Legge del 7 aprile 2017, n. 47, nota come “Legge Zampa”. Tale
provvedimento introduce per la prima volta una disciplina organica interamente dedicata alla loro
protezione, fornendo all'articolo 2 una definizione giuridica precisa: si definisce MSNA il
minorenne non avente cittadinanza italiana o dell'Unione Europea che, per qualsiasi causa, si trova
nel territorio dello Stato o è sottoposto alla giurisdizione italiana, privo di assistenza e di
rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili in base alle
leggi vigenti nell'ordinamento italiano.
L'entrata in vigore di questa legge ha segnato il passaggio da una gestione lacunosa
dell'accoglienza a un sistema fondato su tutele specifiche e strutturate. La ratio della norma risiede
nel riconoscimento di una condizione di peculiare debolezza (in linea con quanto richiamato
nell’art. 1 comma 2); invero, il minore non accompagnato sperimenta una tripla vulnerabilità,
derivante dall’essere contemporaneamente minorenne, straniero e solo: questa condizione di
fragilità lo espone a rischi elevati, tra cui il coinvolgimento in percorsi di marginalità, reti di
delinquenza, sfruttamento lavorativo o sessuale e la tratta di esseri umani.
In riferimento alla necessità di tutelare il minore in stato di vulnerabilità, l’intero impianto della
Legge 47/2017 è basato sul principio del "superiore interesse del minore", concetto cardine del
diritto minorile internazionale già sancito dall'articolo 3 della Convenzione ONU sui diritti
dell'infanzia e dell'adolescenza (1989). Secondo tale principio, ogni decisione o provvedimento
relativo al fanciullo deve porre il suo benessere come considerazione preminente: da questo
3
presupposto derivano tutele fondamentali, quali il divieto assoluto di respingimento alla frontiera
e di espulsione (salvo per motivi di ordine pubblico o sicurezza dello Stato, e comunque previa
decisione del Tribunale per i Minorenni). Dunque, la legge riconosce ai MSNA gli stessi diritti dei
minori italiani o comunitari, indipendentemente dal loro status di richiedenti protezione
internazionale. Lo Stato si assume perciò il compito di garantire non solo l'accoglienza materiale,
ma anche le cure e la protezione necessarie per prevenire percorsi di marginalità e favorire,
attraverso strumenti giuridici e amministrativi appropriati, una corretta inclusione ed integrazione
nel tessuto sociale. Questa analisi risulta fondamentale per comprendere le condizioni di
vulnerabilità che caratterizzano i MSNA e che verranno approfondite nei capitoli successivi, in
particolare in relazione ai rischi di marginalità e devianza.
1.2 Gli arrivi di minori stranieri non accompagnati in Italia: numeri e provenienze
Secondo il rapporto di approfondimento semestrale redatto dal Ministero del Lavoro e delle
Politiche Sociali, al 30 giugno 2025 i minori stranieri non accompagnati presenti in Italia sono
16.497, un dato che conferma una progressiva diminuzione delle presenze iniziata nel 2024 dopo
il significativo incremento registrato nel biennio 2022–2023. L’analisi della serie storica evidenzia,
esattamente, come tra il 2021 e il 2023 il numero medio mensile di questi giovani sia quasi
triplicato, passando da circa 8.200 a oltre 22.000 unità, per poi scendere gradualmente sotto le
17.000 presenze nel primo semestre del 2025.
Tabella 1: MSNA presenti in Italia negli anni 2022 - 2025 (valori assoluti)
Fonte: “Report di approfondimento semestrale” del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, 2025
https://www.lavoro.gov.it/documenti/report-approfondimento-semestrale-msna-30-giugno-2025-bis
4
La popolazione dei MSNA risulta prevalentemente maschile (87,5%) e di età compresa tra i 16 e
i 17 anni, fascia che copre oltre il 76% del totale con una netta prevalenza dei diciassettenni. Al
contrario, tra le minori di genere femminile, che rappresentano il 12,5% complessivo, oltre la metà
ha meno di 15 anni, delineando una composizione anagrafica significativamente diversa rispetto
ai coetanei maschi.
Per comprendere la natura di questi flussi è utile distinguere diverse tipologie di percorsi migratori
verso l’Europa. La prima modalità include gli attraversamenti via mare, principalmente dalle
regioni nordafricane o dall’Africa a sud del Sahara, dettati da instabilità socioeconomica e crisi
politiche; in questo frangente, l’accesso avviene spesso illegalmente attraverso imbarcazioni di
fortuna o nascondendosi in veicoli, configurandosi come una “modalità migratoria a lungo
termine” piuttosto che come un’eccezione (Segatto et al, 2018). Parallelamente alla via marittima
si distinguono i trasferimenti aerei - frequenti verso nazioni con solidi legami, storicoculturali o
ex coloniali, specialmente in contesti di conflitto aperto - e gli spostamenti via terra. Questi ultimi
interessano principalmente le aree dell’Europa orientale come, Slovacchia e Bulgaria e alcune
regioni asiatiche, dove i minori viaggiano frequentemente insieme ad adulti e si avvalgono di
documenti irregolari o falsificati (Segatto et al, 2018).
Nel contesto italiano, questa diversificazione si cristallizza principalmente attraverso due direttrici
principali: la rotta balcanica, intrapresa dai ragazzi provenienti dall’Asia che attraversano i Balcani
per raggiungere l’Europa occidentale, e la rotta del Mediterraneo centrale, che nell’ultimo
decennio ha portato nel Paese oltre 112.000 minori via mare. Proprio il Mediterraneo si conferma
una delle rotte più rischiose al mondo, caratterizzata da esiti spesso tragici, mentre la via balcanica
espone i giovani a violenze estreme che segnano profondamente il loro vissuto (Save The Children,
2023). Secondo i dati ministeriali del 2025, la via d’accesso predominante resta quella marittima,
con oltre 3.000 minori giunti via mare (51% dei nuovi arrivi semestrali), mentre il restante 49% è
composto dai 3.038 ritrovamenti avvenuti direttamente sul territorio nazionale.
Le provenienze attuali degli MSNA in Italia vedono il continente africano come area d’origine
maggioritaria (68,6%), seguito dall’Est Europa (23,5%) e dall’Asia (7,6%), con cittadinanze
prevalenti quali egiziana, ucraina, gambiana, tunisina, guineana, bangladese, ivoriana e albanese.
Nella figura sotto riportata, vengono rappresentati i principali Paesi di origine dei MSNA presenti
in Italia, evidenziando con tonalità più scure le nazioni da cui proviene il numero più elevato di
minori. 5
Infografica – Distribuzione nei MSNA presenti al 30 giugno 2025 secondo le principali cittadinanze
Fonte: “Report di approfondimento semestrale” del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, 2025
https://www.lavoro.gov.it/documenti/report-approfondimento-semestrale-msna-30-giugno-2025-bis
Una volta giunti in Italia, la distribuzione territoriale risulta disomogenea: il Mezzogiorno accoglie
oltre il 46% dei minori, il Nord il 40% e il Centro il 14%. La Sicilia registra il numero più elevato
di presenze, seguita da Lombardia, Campania, Emilia-Romagna e Lazio, regioni che
complessivamente concentrano circa il 60% dei MSNA presenti sul territorio nazionale.
1.3 Spinte migratorie, percorsi e significati della migrazione
“Per una volta, almeno per una volta, mi auguro e prego perché i cittadini europei, e i loro
governanti, non si chiedano dove vogliano andare gli esseri umani che bussano alle porte, troppo
spesso sbarrate, dei ricchi Paesi occidentali. Io spero e prego che almeno una volta ci si chieda da
cosa fuggono, e perché, e per responsabilità di chi, i loro Paesi si siano trasformati in un inferno
in terra”.
Questa preghiera di Desmond Tutu, premio Nobel per la Pace del 1984, introduce la complessità
delle spinte migratorie che caratterizzano anche l’esperienza dei minori stranieri non accompagnati
(MSNA), che si realizzano prevalentemente verso l’Europa e l'America del Nord. Secondo
l’Unicef e gli studi di Quiroga, Alonso e Soria (2009), alcuni fattori chiave facilitano la
comprensione di questo fenomeno: 6
- un'importante crescita demografica nei Paesi di origine, con un
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