Leadership carismatica e regimi politici: tratti comuni e differenze
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Indice
- Capitolo I: Il carisma ........................................................................................... 3
- Introduzione .................................................................................................................. 3
- Leadership carismatica e fenomeni di potere ................................................................ 4
- Leadership carismatica e religione ................................................................................ 5
- Carisma e secolarizzazione ........................................................................................... 8
- Le nuove religioni ....................................................................................................... 10
- Capitolo II: Carisma e fascismo .................................................................... 14
- Il legame carismatico dei leader fascisti ..................................................................... 14
- Origine e declinazioni del fascismo ............................................................................ 16
- Una nuova concezione di leadership ........................................................................... 20
- Carisma: l’ambiguità del termine ................................................................................ 23
- Il concetto di populismo .............................................................................................. 28
- Capitolo III: Leader carismatici di sinistra ........................................... 30
- Carisma e populismo dell’America Latina ................................................................. 30
- Uno sguardo ad oriente ............................................................................................... 34
- Capitolo IV: Il carisma di Mussolini e il fascismo italiano ......... 37
- Genesi del fascismo..................................................................................................... 37
- La personalità carismatica di Mussolini ...................................................................... 44
- Nuove tendenze .......................................................................................................... 50
- Capitolo V: Conclusione .................................................................................. 54
- Fascismo, comunismo e populismo a confronto ......................................................... 54
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Capitolo I: Il carisma
Introduzione
Quando si parla di carisma si pensa immediatamente ad una qualità umana di accezione positiva, ma prima di procedere bisogna considerare quanto il termine carisma, applicato a contesti politici e socioculturali, possa essere ambiguo.
Un individuo è definito carismatico quando possiede determinate caratteristiche che lo rendono affascinante agli occhi degli altri. Spesso questi caratteri non hanno a che fare con l’aspetto esteriore dell'individuo, ma con la sua personalità.
Un carismatico è bravo ad esprimersi e a far valere le proprie opinioni, ha un modo di fare seducente, ha una capacità implicita di manipolare altre persone, portando quasi sempre la situazione a proprio vantaggio.
Nel linguaggio teologico cristiano, il termine carisma indica la grazia santificante infusa a tutti i credenti attraverso il battesimo. Nel mondo religioso il carisma è quindi, letteralmente, “Grazia divina”. un dono di Dio, la cosiddetta
Nel linguaggio delle scienze sociali, il concetto idealtipico di carisma è stato introdotto per la prima volta dal sociologo Max Weber nel 1922. In questo contesto il termine carisma indica il complesso delle facoltà e dei poteri straordinari che una persona possiede e che le vengono riconosciuti all’interno di un gruppo religioso, culturale o economico, o nella società, consentendole l’assunzione di un ruolo direttivo. Sono proprio le riflessioni di Max Weber che “teoria del carisma”. costituiscono la base della cosiddetta
Weber è il primo a differenziare il potere carismatico da altri tipi di potere, ma altri importanti esponenti del pensiero occidentale hanno affrontato, prima di lui, il tema della centralità del leader politico nello sviluppo della storia, basti pensare ad autori come Plutarco che, con la sua opera “Vite parallele” mette a confronto, a coppie, le biografie di personaggi storici greci e romani.
Esempio emblematico è il confronto tra la vita di Alessandro Magno e quella di Giulio Cesare, entrambi leader che, ad oggi, potremmo definire carismatici perché, con la loro personalità e le loro ambizioni, sono riusciti a compiere grandi imprese, quasi al di fuori della portata umana. Un altro autore che affronta il tema della centralità del leader politico 3 che, nella sua opera “Il Principe”, delinea i tratti fondamentali che un capo è Machiavelli ideale deve avere per ottenere e conservare il potere. 1
Leadership carismatica e fenomeni di potere
Per poter valutare i concetti di leadership carismatica, autorità e legittimità carismatica e potere e governo carismatico, sarà necessario chiarire i fenomeni di potere.
Il più famoso tra i tentativi di definizione del potere è quello di Hobbes che sostiene che “il potere è il mezzo presente per garantire qualche bene apparente futuro” 2
Locke nel Saggio sull’intelletto umano 3 Inoltre, il potere, come sottolinea John, non è solo un possesso, ma è anche una relazione perché il potere di un uomo, se non relazionato ad altri uomini, non potrebbe essere definito tale. Allo stesso tempo il potere è anche un possesso poiché, con l’istituzionalizzazione delle cariche, il potere è un qualcosa che va salvaguardato e mantenuto.
Il potere può affondare le proprie radici nella coercizione o nel consenso, ma è importante evidenziare il fatto che coercizione e consenso non si escludano a vicenda ma, piuttosto, che operino ciascuno in modo autonomo con forza e variabili differenti a seconda dei casi specifici. viene istituzionalizzato, si può parlare di “governo”.
Quando il potere politico Il potere politico per essere istituzionalizzato deve per prima cosa essere stabile e, inoltre, strutturato.
Il potere politico può essere definito strutturato quando esiste una distinzione stabile e politica consiste ordinata delle parti. Un’istituzione dunque in un potere stabilizzato e modellato, in cui le conformità di condotta sono state regolarizzate.
I governi possono assumere una struttura ampia e complessa, come quella dei moderni regimi costituzionali, oppure possono acquisire una struttura semplice e monocratica, fondata su un ordine gerarchico come accade nei regimi autocratici o in quelli totalitari.
Sin dall’antichità i tipi di governo sono stati classificati in base alla strutturazione del potere politico e con due criteri fondamentali: il numero di individui detentori del potere e la presenza di norme fondamentali alle quali anche i governanti sono tenuti a sottomettersi. Gli “rette”, esempi classici di Aristotele mettono in contrapposizione tipologie di governo ossia
1 C.J Friederich, Political Leadership and the Problem of the Charismatic Power, The Journal of Politics, v.23, n. 1, pp. 3-24, 1961
2 Thomas Hobbes, Leviatano, cap. 10
Saggio sull’intelletto umano, 3 John Locke, libro 2 cap. 21. 4 “degenerate”. Si parla dunque di monarchia che guidate dal nomos, a tipologie di governo degenera in tirannia, di aristocrazia che degenera in oligarchia e di democrazia che degenera in timocrazia.
Questo tipo di classificazione, seppur primitivo, ha continuato a dominare il pensiero politico degli uomini fino ai giorni nostri.
Un’altra classificazione, più recente, è stata elaborata dal sociologo Max Weber, che suddivide il potere politico in tre gruppi. Il primo è quello del potere tradizionale, quello in cui l’autorità e la legittimità del potere derivano dall’ereditarietà, come avviene nelle monarchie, istituzioni nelle quali il potere viene tramandato attraverso un filo dinastico. Il secondo gruppo è quello del potere legale- razionale, la cui legittimità è conseguente ad un ordinamento giuridico che è stato in precedenza razionalizzato e che prevede delle norme prestabilite, come avviene nelle democrazie. Il terzo e ultimo gruppo è quello che Weber definisce potere carismatico, che si presenta nel momento in cui emerge un leader la cui autorità si basa sul carisma o sulla sensazione di essere chiamato in causa da poteri divini o di altro tipo. La terza categoria del potere, quella del carisma, è la più ambigua, quella più sfaccettata e complicata da definire. Sicuramente, come riconosce Weber stesso, il carisma detiene una grandissima forza rivoluzionaria.
È ricorrente che il leader carismatico emerga in situazioni di crisi e che egli si ponga come “salvatore”. E così che il capo carismatico si presenta, ed è grazie alle sue promesse e alla sua apparente forza d’animo che riesce in genere, in tempi molto brevi, a conseguire un seguito dalla mole non indifferente.
Diversi studi sono stati fatti sulle caratteristiche che distinguono un leader carismatico da altre tipologie di leader e, tra queste, spiccano in particolar modo una grande abilità retorica, un’etica forte e una grande sicurezza, ma, soprattutto, l’idea di dover portare a compimento una missione sacra o ideologica, a seconda del contesto storico in cui si presenta.
Leadership carismatica e religione
Come anticipato nell’introduzione, il termine carisma nasce in ambito religioso. In particolare, lo si trova per la prima volta nell’Antico Testamento, in due lettere di San Paolo 4. Carisma significa “dono” (dal greco χάρις); vengono infatti elencati nelle Lettere di San Paolo i doni dello Spirito Santo che parla attraverso Cristo.
4 Lettere di San Paolo: Romani 12, Corinzi 12. 5
Ci si domanda se sia opportuno ampliare il termine “carisma” fino ad applicarlo ad un contesto secolare, e non trascendente, come la politica.
Bisogna però premettere che nella storia dell’umanità il legame tra sacralità e politica è molto forte e ricorrente e che, soltanto negli ultimi secoli, c’è stata una vera e propria razionalizzazione e secolarizzazione della politica. È inevitabile dunque spiegare che cosa sia effettivamente il carisma in politica e come esso nasca senza fare riferimenti alla storia e alla religione.
In numerose culture primitive il Re, che spesso è anche “sommo sacerdote”, viene riconosciuto dalla comunità come leader in quanto considerato detentore di doti trascendenti e uomo dalle abilità straordinarie e quasi, se non del tutto, divine. In queste tipiche società arcaiche vige la convinzione che il Leader goda del favore divino o, addirittura, che sia un dio a tutti gli effetti, degno di obbedienza e venerazione da parte dei governati.
Come evidenzia Sir James Frazer, "la nozione di un uomo-dio, o di un essere umano dotato di poteri divini o soprannaturali, appartiene essenzialmente a quel periodo precedente della storia religiosa in cui gli dèi e gli uomini sono ancora visti come esseri più o meno dello 5 stesso ordine".
La maggior parte delle divinità arcaiche sono antropomorfiche, presentano nell’immaginario comune fattezze umane e, come la mitologia racconta, gli dèi venerati dagli uomini possiedono vizi e virtù umane, sono capaci di provare invidia, rancore, rabbia, amore, odio e sono soliti scontrarsi tra loro, basti pensare agli dèi greci, romani, egizi o norreni. Risulta di conseguenza semplice immaginare che un dio possa risiedere in mezzo agli uomini ponendosi al loro vertice.
Per esemplificare questa nozione di uomo-dio si può fare riferimento alla dualità della natura dei Faraoni d’Egitto, metà uomini e metà dèi. Secondo la tradizione egizia il Faraone era da una parte uomo mortale, ma dall’altra rappresentava una vera e propria incarnazione temporanea del divino che, alla morte del faraone, si sarebbe incarnato nel corpo mortale del 6 faraone successivo. Questa credenza diffusa permetteva al Faraone successivo di acquisire nell’immediato la fama, il rispetto e la venerazione che i sudditi provavano nei confronti del
5 Sir James Frazer, Il ramo d'oro, edizione di Theodor H. Gaster, 1959.
6 Barbara Faenza, Il faraone, un uomo, un dio, Storica, National Geographic, 2022. 6
Faraone precedente. Questo particolare aspetto di passaggio del testimone potrebbe rappresentare una sorta di forma arcaica di routinizzazione del carisma.
Nonostante si stia parlando di religioni primitive, non va assolutamente esclusa la possibilità di applicare questo modello di governante-divino e governato-seguace in tempi più recenti, se non addirittura contemporanei.
È importante sottolineare il fatto che anche una religione come il cristianesimo, che abbraccia l’idea di un Dio creatore dell’universo e che guida provvidenzialmente lo sviluppo storico, può essere terreno fertile per il nascere e lo svilupparsi di un governo guidato da un Leader di tipo carismatico. Il Dio trascendente interviene negli affari umani tramite un uomo prescelto, che diventa in automatico uno strumento di Dio finalizzato alla realizzazione della terra attraverso l’instaurazione del suo regno. sua volontà in
Parlando di religione cristiana, potremmo definire la figura stessa di Cristo come carismatica. Egli è il Profeta, colui che, tramite il suo corpo mortale, diffonde la parola di Dio, con solo la sua persona e la sua “grazia è capace di è questa la sua missione; egli, divina” rivoluzionare un mondo intero. Il suo potere carismatico sfida e poi stravolge gli equilibri 7 preesistenti. Ciò emerge nel Discorso della montagna, in cui Gesù contrappone il suo messaggio alla legge rabbinica.
In età Medievale era solito che potere temporale e potere spirituale confluissero in un tutt’uno e vi era la convinzione diffusa che l’autorità di molti sovrani avesse una legittimazione divina ed era accettato allo stesso modo che un’autorità spirituale, come il Papa, fosse anche detentrice di potere temporale, basti pensare all’esistenza dello Stato Pontificio. Nonostante questa confluenza dei due poteri fosse generalmente accettata vi erano comunque delle teorie che vi si opponevano come per esempio la “teoria dei due soli” che Dante Alighieri espone nella sua opera “De Monarchia”. Secondo Dante, infatti, l’autorità temporale e quella spirituale brillano ciascuna di luce propria e sono entrambe di pari dignità, sebbene si riferiscano ad ambiti diversi. Egli ritiene che entrambi i poteri derivino direttamente da Dio, ma considera sbagliato che l’uno possa sconfinare nell’altro poiché il potere spirituale ha il compito di provvedere alla beatitudine eterna degli individui, mentre quello temporale ha il compito di occuparsi della loro felicità e del loro benessere terreno.
7 Vangelo secondo Matteo, 5-7. 7
Benché vi fossero anche teorie controcorrente, come quella di Dante, per molto tempo divino e terreno continuano a confluire l’uno nell’altro, con re che legittimano il loro potere su fondamenta divine e papi che governano politicamente lo stato della Chiesa. 8
Un esempio meno arcaico ma molto esplicativo è quello dei Re Taumaturghi. Soprattutto in Francia e in Inghilterra nasce a partire dal Medioevo una consuetudine per la quale era solito “poteri” ultraterreni: il Re è dunque, nell’immaginario collettivo, attribuire ai sovrani dei caricato di sacralità, ed è dunque dotato di capacità illustri, tra le quali la più famosa è quella di guarigione attraverso l’imposizione delle mani. Con il loro “tocco magico”, i Re possono guarire i malati di scrofola, una malattia molto comune all’epoca. Il dono taumaturgico è dunque per i re di quest’epoca fonte di legittimità, almeno secondo le credenze insite nella mentalità delle masse. Questo “dono” del re, questa sua abilità ultraterrena, nasce dal fatto che il re è rivestito di sacralità e proprio perché consacrato, il re, oltre ad essere considerato capo politico, acquisisce caratteristiche di mago e guaritore, proprio come nelle culture proprie delle società arcaiche sopra citate.
I re taumaturghi sono leader carismatici per eccellenza, poiché il consenso della società e la legittimità del loro potere sorgono proprio dalla sacralità e dal possesso di abilità straordinarie. Il leader carismatico è autorità politica, ma allo stesso tempo riveste il ruolo di figura mistica che viene quasi venerata dal suo seguito.
È dunque evidente che quando si parla di carisma, non si può fare a meno di prescindere l’ambito politico da quello religioso poiché la leadership carismatica nasce e si sviluppa in un contesto culturale in cui trascendenza e spiritualità sono centrali.
Carisma e secolarizzazione
L’utilizzo del termine di “leader carismatico” diventa più complesso da applicare alla politica di una società contemporanea secolarizzata come quella di oggi, caratterizzata dal declino di credenze e pratiche religiose.
Vi è dibattito riguardo all’uso del termine carisma in politica contemporanea.
Vi sono da un lato studiosi come Karl Loewenstein che, valutando gli scritti di Max Weber, ritengono che il concetto di carisma sia applicabile soltanto in quelle aree del mondo in cui persiste ancora una credenza popolare nei poteri straordinari, come per esempio in alcune zone dell’Asia e dell’Africa. Egli nega la possibilità per la quale si possa parlare di carisma in
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