Estratto del documento

Le fiabe e l’editoria russa nell’arte tra Ottocento e Novecento

Corso di Laurea in Conservazione e gestione dei beni e delle attività culturali

Tesi di laurea

Relatrice Ch. Prof.ssa Silvia Burini

Laureanda Giada Scaboro

Matricola 883621

Anno Accademico 2024

Indice

  • Introduzione .......................................................................................................................... 4
  • Capitolo I – L’arte russa alla fine del XIX secolo e la tenuta di Abramcevo.................... 6
  • Verso la fine del XIX secolo ................................................................................................ 6
  • Il circolo di Savva Mamontov .......................................................................................... 7
  • Gli spazi condivisi ........................................................................................................ 9
  • Capitolo II – Le fiabe russe ................................................................................................... 12
  • Oralità e scrittura – Vladimir Propp e la vita difficile della fiaba russa ............................. 12
  • Aleksandr Puškin e la trascrizione delle fiabe ............................................................... 14
  • Aleksandr Afanas’ev e la sua raccolta ....................................................................... 15
  • Capitolo III - Tra arte e letteratura .................................................................................... 17
  • Il folklore russo e l’arte di Viktor Vasnecov ...................................................................... 17
  • Il mondo magico di Viktor Vasnecov ............................................................................ 19
  • Le illustrazioni di Ivan Bilibin ................................................................................... 22
  • Capitolo IV – Da Mir Iskusstva alle nuove riviste russe.................................................... 25
  • Le origini di Mir Iskusstva ................................................................................................. 25
  • “Mir Iskusstva” come opera d’arte ................................................................................. 26
  • Le nuove riviste dopo Mir Iskusstva .......................................................................... 27
  • Capitolo V – Il libro per l’infanzia ..................................................................................... 30
  • Le nuove illustrazioni per bambini..................................................................................... 30
  • Vladimir Lebedev e il libro per bambini ........................................................................ 32
  • Le riviste “Ež” e “Čiž” ............................................................................................... 35
  • Conclusioni .......................................................................................................................... 37
  • Bibliografia ........................................................................................................................... 38
  • Sitografia ............................................................................................................................... 41

Introduzione

In ogni epoca e in ogni luogo il legame tra arte, cultura e letteratura è sempre stato forte e indissolubile. Attraverso l’arte gli uomini hanno raccontato la loro storia, le loro emozioni e i loro sogni, raffigurando scene d’amore, di guerra e di vita quotidiana; mentre, mediante la letteratura sono stati narrati racconti, pensieri e stati d’animo che riflettono la complessità dell’esperienza umana.

Il fulcro centrale di questa tesi è la riscoperta delle origini da parte degli artisti russi e di come siano riusciti a riportare in auge i racconti del passato attraverso le loro tecniche artistiche, avvicinandosi inevitabilmente anche al mondo dell’infanzia.

Il percorso parte da una veloce analisi della storia dell’arte russa, la quale ebbe sempre dei contrasti con l’Occidente e cercò di ribellarsi per diversi anni all’oppressione culturale a cui era posta. Per raggiungere l’obiettivo, gli artisti russi si appoggiarono a Savva Mamontov e al suo circolo culturale ad Abramcevo.

Nel primo capitolo, infatti, viene spiegata l’influenza che ebbe questo circolo sugli artisti e di come cambiò le sorti dell’arte russa.

Nel capitolo successivo, invece, vengono spiegate le origini della fiaba russa e le difficoltà che trovò in questo Paese. L’analisi parte da Vladimir Propp, per passare poi ad Aleksandr Puškin e arrivare infine ad Aleksandr Afanas’ev. Questi tre uomini ebbero un ruolo fondamentale per il genere letterario in questione.

Vladimir Propp, schematizzando e analizzando le varie caratteristiche della fiaba, riuscì a darle finalmente una definizione. Aleksandr Puškin ebbe l’idea innovativa di trascrivere sinteticamente le fiabe, considerandole opere letterarie, allo stesso livello degli altri generi. La vera trascrizione, però, avvenne anni dopo, grazie anche al contributo di Aleksandr Afanas’ev, considerato “il primo redattore di fiabe”, il quale dopo aver raggruppato le fiabe, ne realizzò una raccolta.

Da questo argomento ci si collega quindi al terzo capitolo dell’elaborato, nel quale viene spiegato lo stretto legame tra arte e letteratura. Questo rapporto iniziò specialmente nel circolo di Abramcevo, grazie al quale gli artisti unirono le fiabe tradizionali russe all’arte. Realizzarono opere con cavalieri, fanciulle e creature fantastiche tratti dalle più famose fiabe russe di quel periodo.

4 Viktor Vasnecov e Ivan Bilibin furono due artisti che si focalizzarono proprio su questo argomento, scegliendo però strumenti diversi. Il primo si concentrò soprattutto sulla realizzazione di quadri riguardanti il folklore popolare e i personaggi tipici delle fiabe russe; mentre il secondo illustrò molti libri di fiabe e verso la fine della sua carriera decise di avvicinarsi alla nuova rivista russa: “Mir Iskusstva”.

Al centro del quarto capitolo troviamo proprio Mir Iskusstva, seguito poi dalle nuove riviste russe di inizio Novecento. “Mir Iskusstva” non fu considerato una semplice rivista, ma un vero oggetto d’arte perché riservò un posto privilegiato alle opere d’arte grafiche, soprattutto alle illustrazioni, alle vignette e ai fregi ornamentali appositamente realizzati per decorare le pagine. Le decorazioni accompagnavano i testi e interagivano con essi, cercando di sottolineare l’importanza delle parole scritte.

Questa e le successive riviste d’arte portarono grande innovazione per quanto riguarda la conoscenza dell’arte russa anche in Occidente, vennero realizzate molte mostre e articoli sugli artisti più importanti di quel periodo.

Infine, l’elaborato si conclude con il quinto capitolo nel quale viene analizzato il libro per l’infanzia e il grande lavoro che fece Vladimir Lebedev con le sue illustrazioni per bambini. Purtroppo, però, anche il periodo d’oro dell’illustrazione finì con l’arrivo della rivoluzione. Le nuove riviste sovietiche per bambini e ragazzi avevano il compito di idealizzare la Russia zarista, facendola apparire agli occhi del bambino come un mondo ingiusto, ostile e ottuso.

Successivamente, letterati e illustratori lavorarono insieme per creare due nuove riviste: “Ež” e “Čiž”, nelle quali vennero proposti argomenti di natura giocosa, audace e sperimentale.

Sfortunatamente negli anni Trenta del Novecento la condizione politica di questo Paese si indebolì e venne attuato un controllo ideologico e formale sempre più stringente.

Dall’intero elaborato è stato quindi possibile trattare e creare un collegamento tra i temi sopra esposti, evidenziando un quadro complessivo sul rapporto arte-letteratura in Russia.

L’obiettivo della tesi è quello di far conoscere uno dei tanti momenti positivi della storia di questo Paese, riportando in luce la bellezza e la spensieratezza di un periodo innovativo sia per l’arte e che per la letteratura.

Capitolo I – L’arte russa alla fine del XIX secolo e la tenuta di Abramcevo

Verso la fine del XIX secolo

5 Dopotutto, tutto, assolutamente quasi tutto ciò che esiste in noi: sviluppo, scienza, arte, cittadinanza, umanità, tutto, tutto viene da lì, dallo stesso paese dei santi miracoli! Dopotutto, tutta la nostra vita è stata modellata secondo i modelli europei fin dalla nostra primissima infanzia.

Fëdor Dostoevskij in Note invernali su impressioni estive, pubblicate nel 1863, raccontò le idee e le opinioni dopo il suo primo viaggio in Europa. Descrisse la cultura occidentale, affermando che il popolo russo venne sempre influenzato dall’Europa e che in molte occasioni cercò di distaccarsi per ritrovare la propria storia e la propria cultura.

D’altro canto, Evgenij F. Šmurlo, un importante storico russo del Novecento, indicò nel suo saggio La Russia in Asia e in Europa come il contesto geografico e naturale fu uno dei primi ostacoli per il popolo russo. Mentre l’Europa riuscì a beneficiare del clima e dei prodotti della terra, favorendo l’inserimento dei popoli; la Russia dovette affrontare sfide naturali causate dal vasto territorio e dal clima rigido. Tali condizioni portarono la società russa a uno sviluppo più lento, soprattutto per quanto riguarda l’economia e la cultura.

Relativamente all’aspetto artistico-culturale Alan Bird, nella sua opera Storia della pittura russa, spiegò che “la storia artistica russa nacque tra invasioni e guerre, carestie e inondazioni”, che portarono quindi alla solitudine e all'isolamento il popolo russo.

L’arte occidentale delineò uno sviluppo ricco e innovativo, partendo dalla preistoria e arrivando all’età contemporanea, realizzando opere di passaggio tra le diverse epoche. In Russia, invece, questi avvenimenti avvennero bruscamente. La causa di tutto ciò fu dovuta al rapporto complesso che intercorreva tra la Chiesa Ortodossa e gli zar, la prima cercò sempre di conservare gli stili e i soggetti tradizionali dell’icona russa, mentre gli zar crearono botteghe proprie, lasciando studiare i propri pittori e incoraggiandoli a imparare stili diversi.

Negli anni si sviluppò lentamente una cultura, grazie soprattutto allo zar Pietro il Grande, il quale cercò di convincere artisti e architetti stranieri a recarsi in Russia per lavorare e formare gli artisti, e al contempo mandò all'estero i giovani russi promettenti perché ricevessero un'educazione artistica. Si svilupparono così il genere del ritratto, la pittura di paesaggio e quella storica, per poi arrivare alla pittura di genere.

A cavallo tra Ottocento e Novecento avvenne la riappropriazione di un ruolo di primo piano per la Russia, soprattutto per Mosca, e di rinascita degli antichi miti, affermando la propria storia e la propria identità.

1 F. Dostoevskij, Note invernali su impressioni estive, 1863.

2 Evgenij F. Šmurlo, La Russia in Asia e in Europa, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, 1921, qui pp. 9-10.

3 A. Bird, Storia della pittura russa, Torino, U. Allemandi & C., 1987, qui p. 7.

Il circolo di Savva Mamontov

6 Una delle figure più importanti di quel periodo fu Savva Mamontov, che insieme a sua moglie, Elizaveta, creò il circolo culturale nella tenuta di Abramcevo nel 1873.

Inizialmente l’attività teatrale di Mamontov prese avvio a Roma, dove la moglie riunì artisti e letterati con il compito di disegnare figurini e tagliare stoffe per confezionare costumi da diavoli e cardinali, che avrebbero poi indossato in occasione del Carnevale.

Elizaveta fu la promotrice di questo circolo, diventando il punto di riferimento e la “madre” di questi giovani studiosi in Italia, che cercarono di mettere a confronto la cultura russa con quella europea. Grazie al supporto e all’affettuosa accoglienza donata ai giovani uomini dai coniugi Mamontov, il piccolo gruppo si soprannominò Sem’ja (Famiglia).

I componenti sentivano il bisogno di rappresentare in modo originale e moderno la loro spiritualità (tipica del popolo russo), che, purtroppo, per secoli era stata soffocata dal colonialismo culturale occidentale.

4 Ivi, pp. 41-42.

5 Ivi, p. 48.

6 R. Casari e S. Burini, L’altra Mosca – Arte e letteratura nella cultura russa tra Ottocento e Novecento, Moretti&Vitali, 2000, qui p. 71.

7 A. Bird, Storia della pittura russa, Torino, U. Allemandi & C., 1987, qui p. 202.

8 Ivi, pp. 195-196.

9 D. Gravilovich, Savva Mamontov e la nascita della regia teatrale: «ripristinare la giustizia storica», 2022, qui p. 37.

10 D. Gavrilovich, L’eredità teatrale e artistica di Savva Mamontov: un ponte tra Oriente e Occidente, cit., qui p. 196.

7 I coniugi, sostenitori di questi principi, decisero dunque di acquistare una usad’ba (tenuta nobiliare) a Mosca e scelsero proprio quella di Abramcevo, appartenuta alla famiglia Aksakov.

Dapprima demolirono un’ala della casa per fare spazio al nuovo studio dedicato agli artisti. Si appoggiarono dunque all’architetto Viktor Gartman, il quale si ispirò al Rinascimento e riuscì a creare un punto di incontro per intellettuali e artisti impegnati in un dialogo creativo sul futuro dell'arte russa.

Anni dopo, nel 1878, i Mamontov e i giovani artisti scelsero di festeggiare il Capodanno assieme ad Abramcevo, riunendo così la loro “famiglia” e decretando quel momento come data ufficiale dell’atto di nascita del circolo. Mamontov capì che doveva offrire un’alternativa all’occidentalizzazione della cultura russa, mostrando il vero passato e la storia del grande paese in cui stava vivendo.

I componenti del circolo si dedicarono quindi alla riscoperta delle loro origini e nel 1899 prese parte alla cerchia di studiosi l’artista Michail Vrubel’, che accolse e attuò i principi di fratellanza, di fede e di condivisione degli obiettivi. I giovani artisti si focalizzarono specialmente sulle fiabe russe, sugli antichi canti epici orali e sui loro eroi.

Vrubel’ con Il Demone seduto nel giardino riuscì a sintetizzare la grandezza spirituale dell’anima russa e la ribellione contro l’Europa attraverso proprio la figura del Demone. L’artista, in una lettera, si confidò con la sorella Anna e scrisse:

Ho dipinto il mio Demone già da un mese. Cioè, non il mio demone monumentale, che dipingerò in tempo, ma quello 'demoniaco' - una figura alata mezza nuda si siede con le braccia intorno alle ginocchia, con un tramonto sullo sfondo, guardando un prato fiorito dal quale si estendono rami ricchi di fiori.

Vrubel’ realizzò la figura del Demone carica di tristezza e malinconia, mentre il paesaggio immaginato dall’artista diventò la base per un mondo nuovo e fantastico.

11 P. Stupples, Abramtsevo: resisting and accepting cultural translation, in New Zealand Slavonic Journal, 2011, qui p. 80.

12 D. Gravilovich, Savva Mamontov e la nascita della regia teatrale: «ripristinare la giustizia storica», 2022, qui p. 38.

13 Stuart R. Grover, Savva Momontov and the Mamontov Circle. 1870-1905. Art Patronage and the Rise of Nationalism in Russia (Michigan: A. Arbor; 1971).

14 D. Gavrilovich, L’eredità teatrale e artistica di Savva Mamontov: un ponte tra Oriente e Occidente, cit., p. 197.

15 Ivi, p. 198.

16 V. Vrubel, Correspondence; Remembering the Artist, p. 55.

17 https://www.tretyakovgallerymagazine.com/articles/3-2021-72/i-am-abramtsevo-once-more

18 Figura 1 – Michail Vrubel’, Il Demone seduto nel giardino, 1890, olio su tela, Galleria Tret’jakov di Mosca.

Gli artisti di quel periodo ebbero il forte desiderio di risalire alle loro radici culturali, per ristabilire un equilibrio tra passato e presente. Vrubel’, ad esempio, cercò nuove soluzioni artistiche che potessero esprimere emozioni e spiritualità per dare una risposta alla profonda crisi di identità che aleggiava tra il popolo russo.

Egli scrisse inoltre che ad Abramcevo, grazie all’opportunità che gli diede Mamontov, trovò la nota nazionale che voleva catturare sulle sue opere, rompendo i legami con l’Occidente e creando nuove basi per l’arte russa.

18 Fonte: https://www.tretyakovgallerymagazine.com/articles/3-2021-72/i-am-abramtsevo-once-more

19 D. Gavrilovich, L’eredità teatrale e artistica di Savva Mamontov: un ponte tra Oriente e Occidente, cit., p. 198.

20 W. Salmond, The Journal of the Walters Art Museum, 2002/2003, qui p. 10.

Gli spazi condivisi

9 Il luogo più importante della piccola comunità di Abramcevo fu il teatro, scelto come spazio d’incontro e di dialogo tra i diversi tipi di arte e performance. Elizaveta diede il via a questa attività già a Roma, quando commissionò agli studiosi di creare figurini e tagliare stoffe per i costumi che avrebbero dovuto indossare al Carnevale del 1873 nella capitale italiana.

Mamontov pensava che il teatro fosse un “gioco” serio, istruttivo ed educativo soprattutto per i bambini. Infatti, egli puntava sull’immaginazione e sulla fantasia di ogni bambino, anticipando gli studi sull’infanzia fatti in seguito dalle Avanguardie nel Novecento.

21 D. Gavrilovich, L’eredità teatrale e artistica di Savva Mamontov: un ponte tra Oriente e Occidente, cit., p. 204.

Konstantin Stanislavskij fu proprio uno di quei “bambini” che partecipò alla vita teatrale. Negli anni successivi diventò un grandissimo

Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 41
Fiabe ed editoria russa nell'arte tra Ottocento e Novecento Pag. 1 Fiabe ed editoria russa nell'arte tra Ottocento e Novecento Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Fiabe ed editoria russa nell'arte tra Ottocento e Novecento Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Fiabe ed editoria russa nell'arte tra Ottocento e Novecento Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Fiabe ed editoria russa nell'arte tra Ottocento e Novecento Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Fiabe ed editoria russa nell'arte tra Ottocento e Novecento Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Fiabe ed editoria russa nell'arte tra Ottocento e Novecento Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Fiabe ed editoria russa nell'arte tra Ottocento e Novecento Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Fiabe ed editoria russa nell'arte tra Ottocento e Novecento Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Fiabe ed editoria russa nell'arte tra Ottocento e Novecento Pag. 41
1 su 41
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GiadaScaboro di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte russa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Burini Silvia.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community