Emoji al confine dell’umanità: l’espansione virtuale delle lingue naturali
Università degli Studi di Torino
Corso di Laurea Magistrale in Scienze Linguistiche (LM-39)
Tesi di Laurea
Relatore Antonio Romano
Candidata Donatella Delpiano
Matricola 838681
Anno Accademico 2022/2023
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Le definizioni sono regole per la traduzione di un linguaggio in un altro. Ogni linguaggio segnico corretto deve poter essere tradotto in ogni altro secondo tali regole: questo è ciò che essi hanno tutti in comune.
Proposizione 3.343 in Emojitaliano; Ludwig Wittgenstein, Tractatus logico-philosophicus.
Ringraziamenti
Ringrazio sentitamente il professor Romano, non solo per l’interesse con cui ha seguito questa tesi, ma soprattutto perché a lui è dovuto, ormai quasi sette anni fa, il mio primo incontro con la linguistica. Estendo la mia gratitudine all docenti coinvolt nella lettura e nella discussione ә ә della tesi, a tutt l lettor reali e immaginari . Mando un saluto caloroso ә ә ә ә a tutt partecipanti al sondaggio e agli esperimenti: senza di loro più di ә ә metà del lavoro non esisterebbe.
Al lato pratico, dovrei ringraziare l’intera comunità di internet per essere una fonte inesauribile di confronto, attualità e informazione. Molte discussioni online, siano esse state amichevoli o più animate, hanno contribuito alla scelta definitiva dell’argomento. Dietro ogni mia decisione risoluta, ogni volontà di andare controcorrente, non c’è mai stata la mia sola decisione o volontà: c’è sempre stata una rete di persone, e ognuna di queste, anche senza che me ne accorgessi, da vicino o da lontano ha condiviso qualcosa con me.
Devo ai miei genitori tutto il supporto, agli amici stretti e meno stretti le ore di svago, ai luoghi fisici e virtuali l’enorme mole di stimoli; ringrazio milioni di cose, relazioni e soggettività, le quali non hanno mai lasciato che il mio bisogno di conoscenza si spegnesse. Mi rivolgo alle organizzazioni politiche e culturali di cui ho fatto parte, che sono state una spinta per mettermi in discussione e acquisire saperi ed esperienze.
Poiché scoprendo l altr , ho iniziato a tratteggiare chi ero, ho finalmente trovato i rapporti umani che stanno ancora ә ә definendo il mio divenire adulta. L’amore che presuppone cambiamenti di forma, di contenuto, che diventa concreto nella pratica solo perché si espande oltre ogni limite: ringrazio con infinita emozione i miei partner, che hanno reso quest’anno il migliore della mia vita.
Concludo menzionando la persona più severa di tutte: è il mio il corpo che raramente mi sono fermata ad ascoltare, quando il pensiero e la produttività si sono presi tutto. Non c’è fretta né scoramento: c’è solo la fortuna del presente.
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Grazie.
Indice
- Introduzione ................................................................................ 1
- 1. Teorie del segno e pittogrammi .................................................. 3
- 1.1. “Un animale grammaticale”: emoji e significazione .......................... 3
- 1.2. Una semiotica delle emoji ..............................................................10
- 1.2.1. Emoji nelle comunità di pratica ...........................................26
- 2. Emoji e lingue pianificate ......................................................... 30
- 2.1. Emojitaliano ed Emojiworld .........................................................31
- 2.2. IKON ..........................................................................................57
- 3. Trasmissione del linguaggio e digitalizzazione ........................ 62
- 3.1. Emoji e sentiment analysis...................................................................................................................62
- 3.1.1. Emoji e sentimenti nei memi ................................................74
- 3.1. Dai pittogrammi al machine learning...................................................................................................................83
- 4. Emoji vocali per Google Cloud Api ....................................... 100
- 4.1. Riconoscimento vocale e API ...................................................... 100
- 4.2 Soluzioni Google per l’ italiano standard e il machine learning: .... 106
- La punteggiatura vocale ....................................................................... 106
- 5. Esperimento di trascrizione e vocalizzazione di Emojitaliano 122
- 5.1. Prima parte: indagine sull’impatto di Emojitaliano................................................................................................................ 122
- 5.1.1. Metodologia d’inchiesta .................................................. 122
- 5.1.2. Demografiche ................................................................. 126
- 5.1.3. Repertorio linguistico e abitudini comunicative ................ 129
- 5.1.4. Approccio all’Emojitaliano e rapporto con l’iconismo ...... 134
- 5.2. Seconda parte: esempi di trascrizione e vocalizzazione del testo La tramontana e il sole .................................................................................. 148
- 5.2.1. Testualità e comprensione grammaticale......................... 148
- 5.2.2. Analisi di parlato controllato ........................................ 153
- Conclusioni ............................................................................... 164
- Bibliografia .............................................................................. 168
- Sitografia .................................................................................. 177
- Indice delle tabelle e delle figure...................................................... 182
Introduzione
Donatella Delpiano 1
L'evoluzione delle comunicazioni digitali ha introdotto un nuovo repertorio di iconografie del volto umano, delle sue emozioni, di varia simbologia e di rappresentazioni di oggetti e azioni. Questi segni sono noti come emoji, hanno ridefinito il panorama linguistico contemporaneo globale, elargendo speranze in una comunicazione immediata e universale.
Inizialmente concepite come un complemento divertente e decorativo, le emoji hanno guadagnato solo successivamente una rilevanza semiotica. L'interesse di ricercatori e studiosi della linguistica è stato destato per via di possibili applicativi dell’iconismo in lingue artificiali e veicolari, dei quali si vedranno esempi in Emojitaliano e IKON.
Questa tesi si propone di investigare in modo approfondito il ruolo impattante delle emoji come complementi e istanze autonome del testo, non solo nel frangente digitale: il disegno pittografico, con l’astrazione che esso comporta, implica delle proprietà comuni fondamentali per l’intercomprensione delle lingue naturali, quali principi di economia e arbitrarietà.
Le emoji fanno perciò parte della cultura testualizzata già prima che esistessero tastiere e chat, al di là delle convinzioni dei parlanti sui contesti di utilizzo informali e degli allarmismi nei confronti di un’imminente scomparsa del linguaggio verbale. Un’emoji assomiglia più a un’immagine che a un grafema, sia per espressione che per contenuto; eppure, può godere della potenzialità espressiva di più unità grafiche combinate, può incatenarsi essa stessa ad altri significanti, può crescere o ridursi nel numero di interpretazioni, forme e colori nel tempo.
Non solo analizzando l’utilizzo delle emoji si può leggere la loro evoluzione, che va sempre più incontro a strategie di grammaticalizzazione; attraverso un'indagine semiotica qualitativa in un paradigma fenomenologico, si può comprendere come le emoji interagiscono con altri regimi di segni verbali e non verbali, fornendo valenze emozionali garantite da percezione e immedesimazione.
In aggiunta alla dimensione visiva soggettiva entra in gioco la componente identitaria collettiva, che permette di ingrandire la lente filosofica per osservare gli utenti del web dal basso, a partire dalla condivisione generazionale di codici e pratiche. A fare comunità non è solo la possibilità di scambiare messaggi di testo con emoji largamente accettate, ma anche quella di riconoscere un linguaggio proprio nel momento in cui si trasforma in un altro, strutturando un modello per prodotti culturali innovativi: è il caso dei memi, nei quali le emoji compaiono in varie declinazioni.
Saranno prese in considerazione diverse dimensioni linguistiche, tra cui la sintassi, la semantica, la pragmatica e la sociolinguistica, al fine di esplorare le modalità in cui le emoji fanno discorso e fanno segno. Dai social network provengono gli esempi che hanno permesso di catalogare le emoji e i loro utilizzi, in prospettiva diacronica. L’argomento è stato quindi selezionato partendo da una forte vocazione transdisciplinare.
Emoji al confine dell’umanità: l’espansione virtuale delle lingue naturali. 2
Successivamente, saranno prese in considerazione le implicazioni culturali e sociali delle emoji nello sviluppo delle intelligenze artificiali. Sarà esaminato il caso delle emoji vocali di Google Cloud API, per il quale le rappresentazioni visive codificate con Unicode si possono intendere come intermediazione fra text-to-speech e speech-to-text, per le modalità in cui influenzano i processi di lettura umana controllata e spontanea.
La concezione contemporanea di intelligenza artificiale prevede una quasi totale risoluzione dell’ambiguità nel riconoscimento testuale. Nella produzione di forme testuali, soprattutto se ibride e multimediali come possono esserlo quelle con emoji, c’è bisogno di ulteriore ricerca linguistica: per fornire evidenza è stato messo alla prova ChatGPT, il modello di machine learning più all’avanguardia sul mercato.
L'obiettivo quantitativo dell’elaborato si fissa in una valutazione empirica delle proposte di integrazione delle emoji in sistemi linguistici. Verrà chiesto a un campione di partecipanti di provare a interpretare un testo in Emojitaliano senza consultare le regole grammaticali della lingua, lasciando delle prime impressioni in domande a risposta chiusa e aperta su argomenti riguardanti l’identificazione di parti del discorso e la linearità del testo.
Inoltre, alcuni soggetti si cimenteranno in un esperimento di trascrizione e vocalizzazione dello stesso testo, la favola di Esopo La tramontana e il sole. Saranno analizzati i connotati linguistici di due traduzioni esemplari molto diverse fra loro, e verranno evidenziate caratteristiche prosodiche e intonative salienti di una vocalizzazione di parlato controllato da Emojitaliano. Il fine di quest’analisi è di valutare la spendibilità e la multisensorialità di un modello di scrittura abbreviata con icone che è probabilmente destinato a espandersi, anche al di fuori della grammatica di Emojitaliano.
Donatella Delpiano 3
1. Teorie del segno e pittogrammi
1.1. “Un animale grammaticale”: emoji e significazione
1
Consultando l’ultimo rapporto tecnico sul sito di Unicode, nel quale un consorzio di aziende garantisce l’interoperabilità dell’omonimo sistema di codifica, troviamo una definizione di emoji:
Le emoji sono pittogrammi (simboli pittorici) che vengono in genere presentati in forma di cartone animato colorato e utilizzati in linea nel testo. Rappresentano cose come volti, tempo meteorologico, veicoli ed edifici, cibo e bevande, animali e piante o icone che rappresentano emozioni, sentimenti o attività. (Davis e Holbrook 2022, traduzione mia)
絵文字
Emoji è un calco del giapponese , che significa «immagine + lettera, carattere» . Al di là di come possa sembrare, non deriva dal nome 2 inglese delle predecessore emoticon, che invece è l’acronimo di «emotion icon». Non esiste molta letteratura sulla storia dei termini, i quali rimandano a concetti non troppo chiari.
L’emoji nasce attorno al 1998 in Giappone e viene concepita dal suo inventore Shigetaka Kurita come immagine, perché proveniente dalla cultura dei manga; eppure, viene chiamata “lettera”. L’emoticon nasce nel 1964 per mano di Harvey Ross, un’artista americana; viene registrata come marchio nel 1997, il suo uso come «faccina/smiley (sorridente)» era già diffuso . È formata all’inizio da caratteri 3 tipografici (parentesi, trattini, segni di interpunzione…), e viene chiamata fin da subito chiamata “icona”. È il caso di soffermarci sullo scopo linguistico delle emoji nei testi, e successivamente sul loro sviluppo grafico e di codifica.
Per tracciare un solco linguistico nell’evoluzione delle emoji occorre descrivere la loro natura segnica partendo da basi semiotiche e filosofiche, procedendo con cautela fra gli ambiti di studio. Partiamo dalla definizione attualmente in uso e notiamo che si possono evidenziare due concetti: quello di pittogramma (simbolo pittorico) e quello di rappresentazione. Entrambi correlati a principi strutturalisti di tradizione saussuriana, essi intersecano la facoltà umana del linguaggio con il brodo di segni in cui è immerso.
Le nozioni di rappresentazione e di semiosi verranno toccate nel paragrafo successivo; racchiudiamo quindi il termine pittogramma all’interno di un sistema terminologico più ampio, quello dell’analisi della scrittura pittografica. Nel Dizionario ragionato della teoria del linguaggio dei semiologi Algirdas Julien Greimas e Joseph Courtés (ed. or. 1979), alla voce «Scrittura» si legge che essa è «[…] la manifestazione di una lingua naturale con l’aiuto di un significante la cui sostanza è di natura visuale e grafica (o pittografica)».
Si inquadra così il segno pittografico nella semiotica del testo, in un periodo in cui lo strutturalismo indagava i costumi comunicativi delle persone, in senso genealogico. Gli studi sull’antropologia della preistoria di André Leroi-Gourhan (1911-1986) nei volumi Il gesto e la parola, di cui selezioniamo solo alcuni capitoli pertinenti, offrono una visione che dimostrerebbe come il pensiero in evoluzione si sia fissato nei grafemi.
La distinzione fondamentale fra due tipi di significanti diventa quella fra mitogramma e pittogramma, con il primo molto più simile all’ideogramma e il secondo più figurativo (e quindi legato al realismo). Esiste perciò una differenza tra gli studi di antropologia strutturalista e lo strutturalismo linguistico, in quanto “l’azione di dipingere” non avrebbe niente a che fare con uno stadio primitivo della scrittura 5, e quindi non sarebbe affatto testuale.
Leroi-Gourhan è difatti citato da un autore che si occupava di testi ma anche di semiotica plastica, ovvero Jean-Marie Floch (1947-2001); Visual Identities è un libro sulla storia dei logogrammi nella nascente cultura della brand identity, ove l’analisi di miti e forme primitive serve ad asserire che «cosa caratterizza il pittogramma nel suo rapporto con la scrittura è la sua linearità come avviene 6 nell'allineamento sequenziale delle fasi di un'azione (Floch 2000: 39) ».
Insomma, sembra che il pittogramma dia problemi nello studio della filogenesi del linguaggio, considerando anche l’origine della fonetizzazione e dei grafemi. A quanto visto finora, il pittogramma possiede una caratteristica fissa: l’univocità di rappresentazione, che è una biplanarità in senso stretto. Il pittogramma del bisonte (significante) sta esattamente al posto dell’animale (referente) e significa l’animale (significato), senza altre metafore frapposte.
1 È una pagina curata da Apple e Google, che informa sulle ultime implementazioni Unicode delle emoji. Report completo: https://www.unicode.org/reports/tr51.
2 Danesi 2017: 2.
3 Ibidem.
Emoji al confine dell’umanità: l’espansione virtuale delle lingue naturali. 4
4 Supra: 1.
5 Gourhan [1964] 1977: 225-228.
6 Anche in Della grammatologia di Jacques Derrida, che ritornerà in breve più acanti in questo elaborato, ci sono riflessioni su Leroi-Gourhan, sul «preteso realismo grafico» del pittogramma, e sulla linearità della scrittura come un retaggio strutturalista, che si assimila troppo a quella, ad esempio, temporale (Derrida [1967] 2020: 126-127).
Donatella Delpiano 5
Per quanto riguarda la rappresentazione, rimaniamo in ambito etnografico per evitare di presentare le basi del pensiero saussuriano. Introduciamo quindi il metodo di Thomas A. Sebeok (1921-2001), un autore di fondamentale importanza per la semiotica, promotore di studi biosemiotici, di semiotica della vita e più recentemente di semiotica globale. Una precisazione epistemologica apre il testo A Sign Is Just a Sign. La Semiotica Globale. C’è un legame inestricabile tra linguaggio e rappresentazione 8 zione della natura , entro cui l&
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