Estratto del documento

Università degli studi della Basilicata

Corso di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità (Ex D.M. 10 settembre 2010, n. 249, art. 5 e 13, e D.M. 30 settembre 2011)

Scuola Secondaria di Secondo Grado

Relazione sull’esperienza professionale di tirocinio

Tutor coordinatore specializzanda

Dott. Giuseppe Manieri Simona Ruggieri

Matricola 70762

Anno accademico 2022-2023

VIII ciclo

“La disabilità non è una coraggiosa lotta o il coraggio di affrontare le avversità. La disabilità è un'arte. È un modo ingegnoso di vivere.” (Neil Marcus)

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Indice

  • Introduzione...................................................................................................................... 9
  • Capitolo 1 ................. 9
  • La motivazione della scelta del percorso formativo.......................................................................................................... 9
  • 1.1 L'insegnante di sostegno. ............................................ 12
  • 1.2 Chi è e come “funziona” il mediatore didattico per l’inclusione.............................................................................. 14
  • 1.3 Riflessioni sulla scelta di una professione.................................................................................................................... 16
  • Capitolo 2 ....................................................................................... 16
  • La scuola accogliente............................................................................................................... 18
  • 2.2 Le scelte strategiche................................................................................................................ 21
  • 2.3 L’offerta Formativa ................................................................... 23
  • 2.4 Le azioni della scuola per l’Inclusione scolastica.................................................................................................................... 26
  • Capitolo 3 ....................................................................................... 26
  • L’esperienza sul campo..................................................................................................................... 26
  • 3.1 Il contesto classe .................................................................................................................... 29
  • 3.2. Il caso osservato ...................................................................................... 34
  • 3.3 Un intervento didattico significativo .................................................................... 38
  • 3.4 Valutazione del percorso progettato e realizzato................................................................................................................ 40
  • Conclusioni ............................................................................................................... 41
  • Bibliografia................................................................................................................... 42
  • Sitografia

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Introduzione

In ambito sociale, essere inclusi significa soprattutto sentirsi accolti, appartenere ad un gruppo di persone, ad una società, godere pienamente di tutti i diritti e le opportunità che questa appartenenza comporta. L’inclusione degli alunni con disabilità prevede che essi facciano esperienze ed apprendano insieme agli altri non solo stando accanto agli altri.

L’inclusione è un aspetto fondamentale ed imprescindibile della didattica, è fare in modo che tutti gli alunni abbiano le medesime opportunità, è dare la garanzia che ogni alunno abbia la stessa possibilità di seguire al meglio le lezioni scolastiche e partecipare alle stesse in maniera attiva. Il concetto di inclusione scolastica entra nel dibattito italiano negli anni ’90 e si concretizza con il passaggio da un approccio basato sull’integrazione ad un approccio basato sull’inclusione.

Questo cambiamento di prospettiva ha sottolineato l'importanza di un ambiente educativo che accogliesse e supportasse tutti gli studenti, indipendentemente dalle loro differenze. Inclusione non riguarda solo la presenza fisica degli studenti con disabilità nelle classi regolari, ma anche la creazione di un ambiente che soddisfi le loro esigenze educative in modo efficace. Ciò implica l'adozione di strategie pedagogiche differenziate, il coinvolgimento di tutti gli studenti nelle attività di apprendimento e la promozione di una cultura scolastica che valorizzi la diversità.

Questo concetto mi ha spinta ad intraprendere il corso per diventare insegnante di sostegno, un riferimento ed un supporto per aiutare bambini con bisogni educativi speciali.

Il percorso che sto seguendo mi sta dando le basi per essere un’insegnante inclusiva, per abbracciare la diversità e celebrare ogni singolo successo, grande o piccolo, di ogni studente. Sto imparando gradualmente a guidare gli studenti lungo un percorso unico di crescita e apprendimento, fornendo loro il supporto necessario affinché possano brillare nel loro modo speciale. È un'opportunità unica ed irripetibile di trasformare le sfide in conquiste e di diffondere amore, comprensione e fiducia in un mondo che accoglie tutti. Tra i compiti per essere un buon insegnante di sostegno c’è sicuramente lo svolgimento di attività sistematiche

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di osservazione costante sia dei ragazzi che dei contesti dove avviene il difficile processo di inclusione.

"C'è bellezza nell'essere trovati nell'altro. C'è gioia nell'inclusione di tutti." - Vironika Tugaleva -

L’inclusione è molto più di un semplice concetto o di una pratica sociale: è il fondamento su cui dovrebbe essere costruita ogni comunità. È come un battito cardiaco che fa vibrare l'intera società, infondendole vitalità e forza. In un contesto inclusivo, la diversità non è vista come un problema da risolvere, ma come una risorsa da valorizzare. È attraverso l'inclusione che si rompono le barriere, si dissipano i pregiudizi e si costruiscono ponti di comprensione e rispetto reciproco: è come se l'inclusione tessesse un tessuto invisibile ma potente che avvolge e connette ogni individuo, indipendentemente dalle differenze.

È un invito a guardare oltre le superfici e ad abbracciare la ricchezza delle esperienze e delle prospettive che ognuno porta con sé. In un mondo inclusivo, ogni persona ha la possibilità di contribuire pienamente e di essere apprezzata per la propria unicità. È un luogo in cui le voci vengono ascoltate, i talenti sono coltivati e le sfide sono affrontate insieme, con compassione e solidarietà. In fondo, l'inclusione non riguarda solo l'accettazione degli altri, ma anche il riconoscimento del nostro legame profondo e della nostra interconnessione con l'intera umanità. L'obiettivo dell'inclusione è quello di creare un ambiente in cui ogni individuo possa sentirsi accettato, rispettato e supportato nel raggiungimento del proprio pieno potenziale.

La scuola è il principale luogo di apprendimento all’interno del nostro sistema educativo: una classe inclusiva è un luogo dove viene garantito a tutti i ragazzi la piena funzione del diritto di non discriminazione.

Ci sono leggi che tutelano appieno i diritti delle persone con disabilità:

  • Legge 118/71: L’articolo 28 disponeva che l’istruzione dell’obbligo doveva avvenire nelle classi normali della scuola pubblica;
  • Legge 517/77: Stabilisce con chiarezza strumenti e finalità per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità, da attuarsi mediante la presa in carico del progetto di integrazione da parte dell’intero Consiglio di Classe;
  • Legge 104/92: Raccoglie ed integra tutti gli interventi legislativi promulgati dopo la legge 517/77, divenendo il punto di riferimento normativo dell’integrazione

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  • Legge 170/2010: Nuove norme in materia di Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) in ambito sociale;

L’elaborato è composto da tre sezioni, disposte in capitoli. Nel primo sono state riportate riflessioni sul ruolo dell’insegnante di sostegno, la scelta della professione e l’utilizzo di “mediatori didattici”, il secondo riporta riflessioni sul contesto scuola in chiave economica, sociale e culturale, l’ultimo evidenzia le criticità e gli interventi sul caso preso in esame, gli strumenti di osservazione utili alle attività e al processo formativo ed educativo.

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Capitolo 1

La motivazione della scelta del percorso formativo

1.1 L'insegnante di sostegno.

L’insegnante di sostegno è una figura fondamentale nel sistema educativo, soprattutto per gli studenti con bisogni educativi speciali. Questo insegnante fornisce supporto aggiuntivo e personalizzato agli studenti con disabilità o con altre esigenze particolari, aiutandoli a partecipare pienamente alla vita scolastica e ad apprendere al meglio possibile. L’insegnante di sostegno si deve impegnare ad essere un educatore specializzato che lavora con studenti che hanno bisogni educativi speciali o disabilità e deve necessariamente possedere una formazione specifica in educazione inclusiva, pedagogia differenziata, psicologia dell'apprendimento ed altre discipline correlate.

Ha un ruolo centrale nell'educazione inclusiva ponendosi come un “Facilitatore dell'Inclusione” facilitando l'integrazione e la partecipazione degli studenti con bisogni speciali nell'ambiente scolastico regolare. Fornisce, poi, un supporto individualizzato per aiutare gli studenti a superare le barriere all'apprendimento e a sviluppare al massimo le loro potenzialità. Per quanto riguarda il suo ruolo e la sua responsabilità, è di estrema importanza la sua collaborazione con il team scolastico per individuare e valutare i bisogni educativi speciali degli studenti, la creazione e l'implementazione del PEI o del PDP e di un piano dettagliato che includa obiettivi, strategie e adattamenti per ciascuno studente oltre che un supporto accademico per affrontare le materie scolastiche.

L’insegnante di sostegno lavora direttamente con gli studenti sia individualmente che in piccoli gruppi, collaborando strettamente con altri insegnanti, genitori, personale scolastico e professionisti esterni. La sua presenza è di estrema rilevanza dal momento che fornisce consulenza e formazione agli altri insegnanti sulla migliore prassi da prendere in considerazione per lavorare con studenti con bisogni speciali e si occupa anche degli adattamenti didattici utilizzando strumenti tecnologici e risorse specializzate per facilitare l'apprendimento e la comunicazione.

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Affinché ci sia una cura adeguata al lavoro degli studenti, si impegna peculiarmente nel monitorare costantemente i progressi degli studenti, apportando modifiche in base alle loro necessità e dimostrando una forte capacità di comprendere e rispettare le esperienze e le sfide degli studenti con bisogni speciali. In conclusione, l'insegnante di sostegno è una figura essenziale nell'ambito dell'educazione inclusiva, offrendo supporto personalizzato agli studenti con bisogni educativi speciali. Molti autori hanno parlato di cura educativa, perché ciò che fa è “prendersi cura”, attraverso la sua conoscenza, empatia, collaborazione e creatività, di ogni studente e creare un ambiente scolastico dove ognuno ha l'opportunità di

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imparare, crescere e avere successo. Come sostiene Patrizia Gaspari “L'aver cura implica il reciproco riconoscimento e la massima valorizzazione delle originali potenzialità di ogni soggetto, allo scopo di migliorarne la qualità dell'esistenza. Nei confronti della persona con disabilità è necessario saper costruire o ri-costruire una relazione educativa intesa come relazione di aiuto autentica ed emancipativa, affinché l'altro, gradualmente, sia in grado di riprendersi cura di sé per realizzare il proprio essere. Ai professionisti della cura educativa e dell'aiuto spetta il compito di promuovere nel "diverso" la ri-apertura di un discorso (progetto esistenziale) che, a causa dell'incontro con il deficit, è stato precocemente interrotto o già predeterminato. In tal senso, cura educativa ed aiuto costituiscono prioritarie categorie fondative della Pedagogia speciale intesa come scienza attenta alla costante rilettura delle professionalità educative impegnate nella complessa e delicata sfida del raggiungimento di un buon livello di qualità del processo di inclusione scolastica e sociale delle persone con bisogni educativi speciali.

Il lavoro delle insegnanti di sostegno non si limita a fornire supporto accademico, ma si estende anche al sostegno sociale ed emotivo, alla collaborazione con colleghi e genitori, e all'implementazione di adattamenti e strategie personalizzate per ogni studente. Questa figura svolge un ruolo chiave nell'ambito dell'educazione inclusiva, contribuendo a creare un ambiente scolastico in cui ogni studente ha l'opportunità di crescere e apprendere. La figura dell'insegnante di sostegno ha una storia che affonda le radici nel movimento per l'educazione inclusiva e nell'evoluzione delle politiche educative verso una maggiore attenzione alle

1 Patrizia Gaspari, Cura Educativa, relazione d’aiuto e inclusione

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esigenze degli studenti con disabilità e bisogni educativi speciali. La figura dell’insegnante di sostegno è nata giuridicamente con il DPR n.970/1975, come docente «specialista», distinto dagli altri insegnanti curricolari, che deve essere fornito di apposito titolo di specializzazione da conseguire al termine di un corso teorico-pratico di durata biennale. Il ruolo dell’insegnante di sostegno viene delineato con la Legge n. 517 del 4 agosto 1977 con cui si garantisce il diritto alla piena integrazione degli alunni handicappati nella scuola comune e si richiede la programmazione di attività scolastiche integrative per interventi individualizzati. Con la Circolare Ministeriale 199/1979 si sottolinea la responsabilità della comunità scolastica nel sostegno agli alunni con handicap e indica che insegnanti di classe e di sostegno devono rispondere ai bisogni educativi degli alunni.

Il concetto di "contitolarità" per il sostegno agli alunni con handicap viene sancito con la Legge 148/90 e la Legge 104/92: contitolarità significa condividere la responsabilità del lavoro con i colleghi e supportarli e fare in modo che l'insegnante di sostegno partecipi alla programmazione educativa e alla costruzione del Piano Educativo Individualizzato (PEI).

Con il passare del tempo ci si concentra sempre di più sulla persona nella sua totalità, considerando fattori bio-psico-sociali: si definiscono BES alunni con disabilità (L.104/92), disturbi specifici di apprendimento (L.170/2010), e altri bisogni educativi speciali. Seguiranno quindi la Direttiva Ministeriale 27/12/2012 e la Circolare Ministeriale 8/3/2013, Nota 2563/22/11/2013, che riguarderanno gli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES) e promuoveranno un'organizzazione territoriale per il sostegno, introducendo un approccio educativo incentrato sulla per con situazioni di svantaggio. Queste leggi e direttive sono state fondamentali per garantire l'integrazione degli alunni con bisogni educativi speciali nella scuola comune, definendo ruoli, responsabilità, e strumenti come i PEI e PDP per assicurare un'educazione adeguata e personalizzata.

Con l'evolversi delle esigenze degli studenti e delle tecniche pedagogiche, c'è un'attenzione crescente alla formazione continua degli insegnanti di sostegno per garantire che questi siano sempre aggiornati sulle migliori pratiche e metodologie per supportare al meglio gli studenti con bisogni speciali. In conclusione, la figura dell'insegnante di sostegno è emersa come risposta alla crescente consapevolezza dell'importanza dell'educazione inclusiva: attraverso le sue varie fasi storiche, questa figura

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ha svolto un ruolo cruciale nel garantire che ogni studente, indipendentemente dalle sue capacità o disabilità, abbia accesso a un'educazione di qualità.

1.2 Chi è e come “funziona” il mediatore didattico per l’inclusione

In un contesto educativo come la scuola o la famiglia, i "mediatori didattici” sono tutti gli strumenti tangibili che facilitano il processo di insegnamento e migliorano la comunicazione tra insegnanti e studenti, sia verbalmente che non verbalmente. Questi strumenti sono flessibili e si adattano a diversi stili educativi degli studenti. Uno dei testi più noti sugli studi

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della mediazione didattica, probabilmente, è quello di Elio Damiano, il quale definisce il "mediatore didattico" come “ciò che agisce da tramite tra soggetto e oggetto nella produzione di conoscenza, sostituisce la realtà perché possa avvenire la conoscenza, ma non si sostituisce alla realtà esautorandola, pur richiedendo di essere trattato come se fosse la realtà, ma sempre, in quanto mediatore, conservando lucidamente la consapevolezza che la realtà non è esauribile da parte dei segni, quali che essi siano”. L'insegnante crea un ambiente pedagogico che favorisce l'interazione dello studente per costruire conoscenze culturali: non vi è un collegamento diretto tra l'azione dell'insegnante e l'apprendimento dello studente, piuttosto, c'è un processo di mediazione che dovrebbe ag

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher simona1503_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Specializzazione tfa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi della Basilicata o del prof Cevenini Giorgio.
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