UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI
BERGAMO
Dipartimento di
SCIENZE ECONOMICHE
Corso di laurea in
ECONOMIA
Classe n. 2024/25
SALARIO MINIMO E
OCCUPAZIONE:
il dibattito in Italia e
l’evidenza empirica
internazionale
Candidato: Relatore:
Nicolò Chiar.ma (Prof.ssa)
Vimercati Origo Federica
Matricola n.
1076950
Anno Accademico
2024/2025 1
INDICE
Introduzione
Capitolo I: mercato del lavoro e salario minimo
1.1 definizione di mercato del lavoro
1.2 definizione di salario minimo
1.3 effetti del salario minimo sul mercato del lavoro
Capitolo II: il quadro nazionale
2.1 una panoramica in Italia tra sistemi e dati empirici
Capitolo III: Esempio europeo
3.1 il modello tedesco
Conclusione
Bibliografia 2
INTRODUZIONE
L’introduzione di un salario minimo è oggetto di dibattito e discussione della politica
economica attuale.
In molti paesi avanzati esiste una legge sul salario minimo ovvero una legge che fa divieto
ai datori di lavoro di pagare salari inferiori ad un certo ammontare prefissato.
Ad oggi molti degli stati più economicamente avanzati hanno una legge sul salario
minimo, in particolare rapportandoci con i paesi membri dell’Unione Europea, ben
ventidue di ventisette stati hanno introdotto il salario minimo legale. I cinque stati a non
avere ancora adottato questa misura sono: Italia, Austria, Danimarca, Svezia e Finlandia.
È importante specificare che le leggi sui salari minimi nei vari paesi europei non sono
uguali tra di loro, ogni stato adotta la sua legge.
In questa relazione approfondiremo come il salario minimo influenza il mercato del
lavoro tramite i principali modelli, come funziona in Italia e quali proposte sono state
fatte e alcuni esempi di paesi che adottano questa misura. 3
CAPITOLO I: MERCATO DEL LAVORO E SALARIO MINIMO
1.1 DEFINIZIONE DI MERCATO DEL LAVORO
Definire il mercato del lavoro può risultare utile per capire alcune dinamiche sul salario
e sull’individuo.
Le imprese acquistano gli inputs per trasformarli in output. L’input più rilevante è il
lavoro. Un’impresa di trasporto ha bisogno di autisti, un ristorante ha bisogno di
camerieri, un produttore di auto ha bisogno di ingegneri ed operai. Per soddisfare questi
bisogni le imprese si rivolgono al mercato del lavoro e richiedono servizi di lavoro alle
persone. Le persone offrono i propri servizi sul mercato del lavoro al fine di ricavarne
una remunerazione. Per mercato del lavoro, quindi, gli economisti intendono il mercato
in cui vengono scambiati i servizi di lavoro a fronte di un corrispettivo in denaro. I
corrispettivi in danaro vengono solitamente indicati con i termini salario e stipendio.
Le imprese, dal lato della domanda, domandano forza lavoro con l’obiettivo di ottenere
il massimo profitto.
Per domanda di lavoro di un’impresa si intende il numero di dipendenti che l’impresa
desidera occupare piuttosto che il numero di dipendenti che l’impresa occupa
effettivamente. Questa precisazione è importante perché non sempre un’impresa occupa
la forza lavoro che desidera occupare.
Per capire l’offerta di lavoro dobbiamo capire il comportamento di un individuo. Impresa
ed individuo differiscono solo per il tipo di obiettivo. L’obiettivo dell’impresa è il profitto,
quello dell’individuo è l’utilità.
Un individuo dispone di un certo ammontare di tempo e deve decidere come impiegarlo.
In particolare, deve decidere se impiegarne una parte nel mercato del lavoro.
Gli individui possono decidere se lavorare o meno (decisione sul margine estensivo) e,
nel caso in cui decidano di lavorare, quante ore dedicate al lavoro (decisione sul margine
intensivo).
Al pari dell’impresa anche l’individuo al centro della nostra analisi è un agente razionale.
Per gli economisti un agente razionale è un soggetto che non prende decisioni a caso ma
le prende sempre in funzione di un obiettivo.
È necessario analizzare a questo proposito la funzione di utilità e il vincolo di bilancio
degli individui in quanto influenzano la scelta del lavoratore. 4
La funzione di utilità può essere rappresentata come funzione di due variabili: la quantità
di tempo libero e il reddito a disposizione per il consumo: u=u (l, C).
Per quanto riguarda il vincolo di bilancio, ovvero la relazione tra il tempo libero e il
consumo, può essere scritto come: C=w (T-l) + V.
1.2 DEFINIZIONE DI SALARIO MINIMO
Abbiamo visto quindi come il salario giochi un ruolo importante nel mercato del lavoro
incidendo, sulla base della funzione di utilità e quindi della curva di indifferenza, sulle
scelte lavorative dell’individuo.
In alcuni paesi il rapporto lavorativo che si instaura tra impresa e lavoratore non è libero,
ma viene regolamentato dalla legge e applicato con diversi strumenti istituzionali. Uno di
questi è il salario minimo.
Il salario minimo è una metrica istituzionale volta a introdurre una soglia di retribuzione
minima stabilita dalla legge, al di sotto del quale nessun lavoratore può essere remunerato
legalmente.
L’ obiettivo del salario minimo è quello di ridurre le disuguaglianze salariali andando a
contrastare la povertà garantendo una retribuzione equa al lavoro svolto. Per capire quanto
è alto il salario minimo di solito lo si considera in rapporto al salario mediano (indice di
Kaitz). 5
1.3 EFFETTI DEL SALARIO MINIMO SUL MERCATO DEL LAVORO
Quando andiamo ad analizzare quali sono i potenziali effetti dell’introduzione di un
salario minimo all’interno del mercato del lavoro, dobbiamo prima chiederci a quale
modello facciamo riferimento.
Un primo modello, infatti, prende in considerazione un mercato del lavoro perfettamente
concorrenziale, il secondo modello, invece, riguarda il mercato monopsonistico.
Un mercato del lavoro si definisce perfettamente concorrenziale quando né imprese né
lavoratori non sono in grado di influenzare autonomamente il livello del salario. Le
imprese agiscono
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