Università degli studi di Milano-Bicocca
Facoltà di Scienze della Formazione
Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione
Dalla letteratura per l'infanzia al cinema d'animazione: lettura comparativa ed educativa dell'opera The Tale of Johnny Town-Mouse
Relatore: Ornella Castiglione
Relazione conclusiva di: Chiara Ravizza 731246
Anno Accademico 2012-2013
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Dalla letteratura per l'infanzia al cinema d'animazione: lettura comparativa ed educativa dell'opera The Tale of Johnny Town-Mouse
Indice
- Introduzione
- Capitolo 1 - Dalla letteratura per l'infanzia al cinema d'animazione.
- 1.1 Cenni storici della letteratura per l'infanzia.
- 1.2 Cenni storici del cinema d'animazione.
- 1.3 Rapporto letteratura e cinema: l'adattamento.
- Capitolo 2 – Il caso di Beatrix Potter: dalla favola The Tale of Johnny Town-Mouse al film d'animazione.
- 2.1 Beatrix Potter: vita e opere.
- 2.2 Analisi comparativa del testo letterario e audiovisivo The Tale of Johnny Town-Mouse.
- Capitolo 3 – Lettura e proposta educativa della favola The Tale of Johnny Town-Mouse.
- 3.1 Potenzialità educativo-psicoterapeutiche delle favole.
- 3.2 Lettura educativa dell'opera.
- 3.2.1 L'allontanamento e le paure.
- 3.2.2 L'integrazione e la diversità.
- 3.3 Proposta di lettura e visione della favola presso la scuola dell'infanzia.
- Conclusioni
- Bibliografia
- Appendice iconografica
- Scheda del film
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Introduzione
Dalla letteratura per l'infanzia al cinema d'animazione affronta una piccola immersione nella storia della letteratura per bambini e del cinema d'animazione, considerando, attraverso l'esplorazione teorica dell'adattamento, come la letteratura possa essere adattata nella trasposizione audiovisiva.
In particolare ho scelto di analizzare la favola The Tale of Johnny Town-Mouse ed il suo adattamento cinematografico in quanto nutro, fin dai tempi dell'infanzia, grande considerazione e ammirazione verso le opere di Beatrix Potter e nei confronti della stessa scrittrice che, con la semplicità delle sue rappresentazioni grafiche e l'eleganza che anima i protagonisti, regala a piccoli e adulti 'piaceri semplici e onesti'.
Il primo capitolo racchiude, nel primo paragrafo, la storia della letteratura per l'infanzia, dalla sua nascita, nel 1697 con Charles Perrault, alle sue evoluzioni e suddivisione negli specifici filoni della letteratura per l'infanzia, fino ad arrivare al Fantasy e alla letteratura di consumo.
Il paragrafo seguente tratta la nascita del cinema d'animazione: dalla lanterna magica di Kircher, ai suoi perfezionamenti grazie a Pieter van Musschenbroek ed ai successivi studiosi innovatori, che hanno condotto fino alla creazione di Rayanoud, capace di rappresentare complete storie animate a colori, inaugurando, il 28 Ottobre 1892, l'avvio di una serie di film disegnati.
L'ultimo paragrafo del primo capitolo, considera letteratura e cinema alla luce dell'adattamento, quale operazione di mediazione tra la forma letteraria e quella cinematografica. Questo illustra come l'adattamento debba essere pensato come un nuovo testo, non per forza fedele all'opera letteraria, ma reinventato e, attraverso il confronto delle due opere, può essere effettuata una rilettura su livelli del racconto, diegetici, narrativi e discorsivi.
Il secondo capitolo comprende, nel primo paragrafo, un piccolo omaggio alla scrittrice Beatrix Potter, nata il 20 luglio 1866 a Londra, amante della vita in campagna, della natura, della pittura e della scrittura. Una scrittrice dunque, ma anche una scienziata e pittrice. Una donna che, nonostante l'emancipazione femminile dell'epoca, è, tuttavia, riuscita a creare, con la sua passione e determinazione, una carriera di successo e stima fino ad oggi.
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Il paragrafo successivo analizza concretamente l'analisi comparativa del testo letterario e audiovisivo The Tale of Johnny Town-Mouse, sulla base delle operazioni di adattamento.
Il terzo capitolo si concentra sugli aspetti educativi dell'opera e sulla proposta di lettura e visione della stessa. In particolare considera, nel primo paragrafo, le potenzialità educative e terapeutiche delle favole sulla base degli studi psicoanalitici di Bruno Bettelheim, illustra le funzioni delle fiabe e delle favole che, oltre ad essere d'intrattenimento, agiscono verso bisogni di crescita, particolarmente l'affermazione di sé e l'indipendenza psicologica. Si tratta di viaggi metaforici che, con la loro potenzialità simbolica, l'identificazione, la trasgressione e la funzione del lieto fine, proiettano elementi e archetipi collettivi inconsci che, al posto di distruggerla, liberano la mente dalle angosce e la riportano ad una vita autentica.
Il paragrafo successivo affronta una duplice visione educativa dell'opera: considera, da un lato, l'allontanamento dal proprio nucleo famigliare verso una realtà extra-quotidiana, che conduce inevitabilmente a vivere esperienze autentiche, ma anche sottese di paure, dall'altro una visione interculturale del film e della favola. Il paragrafo che tratta il tema dell'allontanamento, prende in considerazione lo sviluppo emotivo del bambino e affronta, più dettagliatamente, le diverse paure che quest'ultimo incontra durante la crescita e il distacco dal nucleo famigliare. Il successivo affronta invece un confronto tra culture diverse, che trova il suo sviluppo verso un sostegno reciproco e l'integrazione culturale.
La tesi si conclude con un report di sperimentazione della stessa: una proposta di lettura e visione dell'opera e lo svolgimento di un'attività didattico-educativa sulla favola ascoltata e visionata. Il progetto è stato svolto da me stessa, in veste di supplente, presso la scuola per l'infanzia di Gravellona Toce “Monumento ai Caduti”.
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Capitolo 1
Dalla letteratura per l'infanzia al cinema d'animazione
[...]
Lei conosce sicuramente la storia delle due capre che stanno mangiando le bobine di un film tratto da un best-seller e una capra dice all’altra: personalmente preferisco il libro1.
Recentemente il cinema ha prodotto adattamenti molto ammiccanti, condizionando moltissimo il rapporto tra letteratura e cinema. Se il cinema è stato considerato per anni subordinato alla letteratura, con l'uscita di trasposizioni originali e modificandone spesso le storie dei testi adattati, ha ottenuto una grande rivincita “influenzando le2 tecniche narrative”.
La domanda che è facile porsi di fronte ad un adattamento riguarda se sia meglio il film o il libro, a questo Hitchcock risponderebbe con la celebre frase delle 'capre che mangiano le bobine di un film e preferiscono il libro', ma questo interrogativo assumerebbe una dimensione illogica perché letteratura e cinema sono due realtà con linguaggi espressivi diversi e confrontarli nell'ottica di quale sia il migliore non avrebbe alcun senso.
Risulta invece più sensato domandarsi come poter "rendere al cinema un monologo interiore, come cambi la dilatazione del tempo dalla3 pagina allo schermo, se esista il montaggio anche nella scrittura" cioè ricercare gli aspetti formali e strutturali di queste due arti con la consapevolezza che appartengono1 Truffaut F., Il cinema secondo Hitchcock, 1967, Est, Milano, p. 1052 http://www.conaltrimezzi.com/2011/letteratura/cronaca-letteraria/cinema-e-letteratura-una-storia-possibile/3 Ibidem
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4 a “due arti, nella consapevolezza della diversità”.
1.1 Cenni storici della letteratura per l'infanzia
La letteratura per l'infanzia non è specificatamente un genere letterario, bensì, includendo molteplici discipline, può essere considerato un settore dell'ambito letterario che racchiude la produzione narrativa e divulgativa per un pubblico dagli5 zero ai diciotto anni.
La nascita della letteratura per l'infanzia risale al 1697, quando il precursore Charles Perrault pubblica Contes de ma mère l'Oyè (Racconti di mamma Oca), una raccolta di fiabe che l'autore scrive insieme al figlio, riunendo i racconti della tradizione popolare fiabesca. È dunque alla fine del Seicento che le fiabe subiscono il passaggio da tradizione orale a forma scritta, concretizzandosi in una vera e propria produzione narrativa per l'infanzia, caratterizzata non solo da fiabe ma anche dal6 racconto di formazione, genere letterario incentrato sulla crescita e sull'integrazione7 sociale del protagonista fino al raggiungimento della matura età.
Il Settecento è caratterizzato, in particolar modo, dalla diffusione del racconto morale. Quest'ultimo nasce nel Seicento, quale forma affine al racconto di formazione e trova un posto rilevante nella cultura educativa della seconda metà del secolo seguente. La letteratura del Settecento si distingue, in Italia, per le ferree regole cattoliche e la conseguente impossibilità di interpretare o mettere in discussione i testi sacri. La lettura dei testi, religiosi e non, è, nel Settecento, naturalmente rivolta ad un pubblico di origine aristocratico che si appropria della tradizione popolare e la tramuta in8 letteratura, inizialmente, per gli adulti e, successivamente, per l'infanzia.
L'Ottocento si contraddistingue dai secoli precedenti per il diffondersi in crescendo dell'alfabetizzazione e dall'aumento di produzione editoriale, che rilancia il racconto di4 Ibidem5 http://officinadellefavole.blogspot.it/p/letteratura-per-linfanzia.html6 Bacchetti F., Cambi F., Nobile A. La letteratura per l'infanzia oggi, 2009, Clueb, Bologna, p. 13-147 http://it.wikipedia.org/wiki/Romanzo_di_formazione8 Bacchetti F., Cambi F., Nobile A. La letteratura per l'infanzia oggi, cit. p. 13-14
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formazione, morale, d'avventura e fantascientifico ed inaugura la comparsa di nuovi generi letterari, tra i quali la fiaba d'autore e la poesia per l'infanzia. La letteratura per l'infanzia riscontra in tal modo uno sviluppo ed una crescita economico-culturale di massimo splendore, espandendo la fiaba a livello europeo e promuovendo, inoltre, la stampa periodica per l'infanzia.
L'evoluzione che caratterizza la letteratura per l'infanzia dell'Ottocento concede al secolo seguente un'eredità accurata e significante che pone le basi per comprendere in modo scientifico la struttura della fiaba stessa.9 Quest'ultima è illustrata in modo specifico nell'opera di Vladimir Propp La morfologia della fiaba (1966), che descrive una struttura comune a tutte le fiabe, connotata da diversi momenti (al massimo 32) denominati “funzioni”, in particolare quello iniziale, “l'allontanamento” del protagonista e quello finale, “il lieto fine”. È infatti l'eroe, con l'atto di allontanarsi, ad inaugurare l'inizio della narrazione, che si conclude10 obbligatoriamente con un “lieto fine”.
Il lieto fine nelle favole ha una notevole11 importanza psicologica per il bambino ed è Bruno Bettelheim, psicoanalista austriaco, a dare un grande contributo nella comprensione di tale rilevanza. Egli illustra quanto la fiaba possa proporre situazioni che consentono al bambino, mettendosi nei panni del protagonista, la rielaborazione di paure e difficoltà che i più piccoli incontrano nella loro quotidianità e che altrimenti rimarrebbero senza12 spiegazioni razionali o non espresse.
Tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento si riscontrano tre principali filoni in Italia: 'deamicisiano', 'collodiano' e 'salgariano'. ,13
Edmondo De Amicis, con Cuore, influenza fortemente la letteratura del primo Novecento, configurandosi come un nuovo modello morale e pedagogico.14
Carlo Collodi, con Le avventure di Pinocchio, modifica profondamente l'idea di Vladimir Jakovlevič Propp (San Pietroburgo 29 aprile9 1895, Leningrado,22 agosto 1970), linguista e antropologo russo10 Bacchetti F., Cambi F., Nobile A. La letteratura per l'infanzia oggi, cit. p. 14-17–Silver11 Bruno Bettelheim (Vienna, 21 agosto 1903 Spring, 13 marzo 1990) psicoanalista austriaco, psicologo d'infanzia e si è interessato molto di autismo12 http://it.wikipedia.org/wiki/Fiaba13 Edmondo De Amicis (Oneglia, 21 ottobre 1946 - Bordighera, 11 marzo 1908) scrittore e pedagogista italiano–14 Carlo Collodi, all'anagrafe Carlo Lorenzini (Firenze, 24 novembre 1826 Firenze, 26 ottobre 1890) scrittore e giornalista italiano
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bambino e letteratura per l'infanzia presente fino agli anni ottanta dell'Ottocento. È inaugurata, con Collodi, una nuova considerazione del bambino, che evoca differenti aspetti, quali la consapevolezza, la curiosità ma anche la ribellione e la disubbidienza. Un filone rivolto ad un bambino giocoso e ribelle, così come è ben rappresentato dal protagonista Pinocchio.
La scrittura della letteratura per l'infanzia evolve in tal modo i suoi schemi noiosi e rinasce su versi ironici e umoristici molto più appaganti per l'infanzia. Questo mutamento della letteratura per l'infanzia può essere in particolar15 modo percepito nella narrativa per bambini di Gianni Rodari.
Emilio Salgari apre il filone del romanzo d'avventura. Egli scrive anche diverse storie fantascientifiche che lo portano ad essere identificato come precursore del romanzo scientifico in Italia. Nonostante il notevole successo europeo, Salgari stila narrazioni intrise di errori e trame abbastanza semplici ed eccessivamente vicine al parlato16 popolare, che portano a considerare le sue opere scadenti a livello letterario.
Il Novecento è un secolo di grandi evoluzioni, sia nel campo dei mezzi di comunicazione (cinema, televisione, computer e video), sia per le rivoluzioni culturali che mostrano come protagonisti i mass media, la civiltà dei consumi e l'uomo-17 massa. Anche la letteratura per l'infanzia in questo secolo, subisce cambiamenti, delineando testi più trasgressivi e sofisticati, rispetto alla fedeltà, finora mantenuta, ai modelli narrativi ottocenteschi.
In particolare, l'indimenticabile testo di Antoine de18 Saint Exupèry Il Piccolo Principe, 1943, una delle opere più conosciute del XX secolo e fra le più vendute di tutti i tempi, che con le sue metafore di trasfigurazione esistenziale e la sua squisita narrazione, rende del tutto rivoluzionaria la narrazione fiabesca del Il Piccolo Principe.
Altrettanto memorabile è il testo di Astrid Lindgren, Pippi Calzelunghe (1947), un'opera sicuramente oltre gli schemi letterari e culturali–15 Gianni Rodari (Omegna, 23 ottobre 1920 Roma, 14 aprile 1980) scrittore, pedagogista e giornalista italiano. Uno maggiori interpreti del tema “fantastico” nonché, grazie alla sua opera La Grammatica della fantasia, è uno de fra i principali teorici dell'arte di inventare storie16 Bacchetti F., Cambi F., Nobile A. La letteratura per l'infanzia oggi, cit. p.2l'uomo medio, che costituisce il “cancro” della nostra società, in17 Il filosofo Ortega y Gasset parla dell'uomo-massa, quanto è un uomo che crede di sapere ma non sa. Si tratta dell'uomo medio del 1900, che ripete idee e luoghi minima critica, li “incamera” comuni sentiti da altre persone e, senza –18 Antoine Jean Baptiste Marie Roger de Saint-Exupéry (Lione, 29 giugno 1900 Mar Tirreno, 31 luglio 1944) uno scrittore e aviatore francese
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dell'epoca, che attraverso la sua narrazione si presenta come critica dei modelli formativi sociali, incentrando il racconto su una protagonista libera, sognatrice e19 molto forte, capace di badare a se stessa senza l'aiuto dell'adulto.
Nel corso del Novecento si ritrovano due importanti mutamenti nella letteratura per l'infanzia. In primo luogo l'emergere sempre più considerevole del Fantasy, che ci dirige nel mondo dell'avventura e arricchisce il viaggio di immaginazione e simbolismo. Risulta inoltre consistente l'aumento della letteratura di consumo, tra cui20 i fumetti, i giornalini, gli instant-book ed accanto a questo genere formativo, di inferiore valore letterario, si reperisce l'accostamento di video, cartoons e programmi21 televisivi.
1.2 Cenni storici del cinema d'animazione
Il cinema d'animazione è spesso inteso quale prodotto cinematografico dedicato ad un pubblico soprattutto o esclusivamente infantile. Questa attuale considerazione è da ritenere scorretta e si rifà all'idea di un cinema d'animazione tipicamente walt-22 disneyano. In realtà questo “mezzo di espressione cinematografico” non nasce come sostituto della letteratura per l'infanzia, bensì si indirizza fin dalle origini ad un pubblico adulto, come un tramite di riflessione satirico ed ironico, finalizzato ad una rilettura, in chiave simbolica, di aspetti e comportamenti del mondo adulto e quotidiano.
Il cinema d'animazione è solitamente delineato e delimitato come disegno animato, più conosciuto con il termine grossolano animated cartoon o cartone animato. Ma si tratta, anche in questo caso, di un'altra concezione scorretta, in quanto il cinema d'animazione si avvale dell'utilizzo di diverse tecniche per l'animazione e non19 Bacchetti F., Cambi F., Nobile A. La letteratura per l'infanzia oggi. Cit. p. 21-2220 Gli instant book sono libri pensati e scritti in brevissimi tempi21 Bacchetti F., Cambi F., Nobile A. La letteratura per l'infanzia oggi, 2009 Cit. p. 23-2522 Il cinema d'animazione non è un genere cinematografico, se per genere si intende un prodotto simile a ciò che verrebbe definito, in letteratura, genere letterario. Il cinema d'an
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