Università Telematica degli Studi IULC Lorso di Aurea Ins 'Cienze e tecniche dell educazione e dei servizi per'l infanzia “C ”Ome la sabbia nella clessidrai mondi intermedi nella filosofia contemporanea dia M I : ’,Lfonso Aurizio Acono intreccio tra l immaginario.il possibile e il reale
Docente relatore: Prova finale di: Prof. Fausto Benedetti Daniela Giacomelli 11203 Anno Accademico 2024/2025
Ai miei genitori, che hanno creduto in me fin dal mio primo sogno
Ringraziamenti
Sono molte le persone che vorrei ringraziare e che hanno condiviso con me questo periodo molto impegnativo e denso di emozioni. Tuttavia, non è possibile indicare ogni collega cui ho condiviso questo percorso, perciò ringrazio tutti coloro che, in qualche modo hanno attraversato il mio spazio, nel quale abbiamo condiviso, sorrisi, timori, emozioni.
La mia determinazione non è mai crollata, nonostante i ritmi quotidiani e frenetici che l’età più matura comporta, per molti motivi… il lavoro, la famiglia, la pesantezza delle giornate in alcuni momenti con qualche interminabili, ma colme di esperienze significative… salita decisamente più ardua da affrontare.
Desidero ringraziare la mia famiglia che, con il supporto e l’amore, ha contribuito a rendere meno faticoso questo cammino.
Desidero ringraziare i miei amici e amiche, i colleghi e le colleghe. Ognuno di loro mi ha aiutato ad aggiungere tasselli preziosi a questo mosaico sopportando i miei umori, le mie ansie ma anche incoraggiandomi e festeggiando ogni passo in avanti.
Desidero ringraziare tutti i docenti e gli operatori dall’Università IUL: in particolare il Prof. Fausto Benedetti e il Dott. Pizzicannella, che mi hanno supportata durante il delicato e lungo lavoro di stesura di questa tesi, lasciandomi ampia libertà di scelta in merito all’argomento che ho scelto di approfondire e discutere, devo ammettere che non è stato inizialmente molto semplice: grazie al loro supporto, comunque discreto, ho potuto veramente mettermi in gioco in autonomia, con un grande ed impegnativo lavoro di ricerca delle fonti, ma che mi ha permesso di avere un panorama più ampio, ed è con grande umiltà ed impegno che ho perseverato nella scrittura della mia tesi.
Desidero ringraziare il Professor Alessandro Pagnini, con il quale ho avuto l’opportunità di sostenere il mio primo esame di Filosofia I e apprezzarne lo studio, maturando il desiderio di approfondirne in parte alcuni aspetti che la caratterizzano.
Desidero ringraziare il Professor Alfonso Maurizio Iacono: la sua filosofia mi ha aiutata a riflettere su molti aspetti della vita, della quotidianità: quel sottile confine tra il reale e l’immaginario, che può diventare possibile attraverso il gioco, il desiderio di scoperta, lo stupore di gioire di fronte alle cose semplici, che ci confortano quando siamo consapevoli che sono dentro di noi fin da quando abbiamo memoria.
Molte delle mie domande che arrivano dal passato ancora non hanno ricevuto risposta... In me è forte la consapevolezza che il gioco nella vita non finisce mai. Che la nostra infanzia non scompare ma si trasforma, si evolve, e in qualche modo, rimane sempre dentro di noi. Il risultato di ciò che siamo deriva dal nostro “essere stati piccoli”, dalla nostra cultura che è la nostra impronta e da ciò che abbiamo respirato quotidianamente, fin dal nostro primo sogno.
Indice
Introduzione …………………………………………………………… 1
Capitolo I: I mondi intermedi e l’immaginazione come forme di conoscenza
1.1 L’immaginazione come funzione epistemica e creatrice di senso ………………. 4
1.2 I “mondi intermedi": tra metafora e concetto epistemico Obiezioni/critiche alla teoria dei mondi intermedi ………………………………………… 5
1.3 I mondi intermedi: la fluidità come forza metodologica. Contro-obiezione ……………………………………………………………....... 6
1.4 Il mondo intermedio come spazio metrico e dinamico della relazione e della creatività. Obiezioni/critiche alla contestualizzazione del significato ………………………… 8
1.5 I mondi intermedi come pluralità di linguaggi simbolici. Contro-obiezione …………………………………………………………………... 11
Capitolo II: Il gioco come dispositivo filosofico e cognitivo tra immaginario e realtà.
2.1 Il gioco e i mondi intermedi nella visione di Alfonso Maurizio Iacono ………… 14
2.2 I mondi intermedi come una clessidra dell’esperienza ………………………….. 16
2.2.1. Critiche al concetto di “vestizione della differenza” ………………………… 17
2.2.2 Contro obiezione alle critiche …………………………………………………. 18
2.2.3 Critica al gioco della guerra …………………………………………………… 19
2.2.4 La valenza del patto metacomunicativo. Contro obiezione ……………………………………………………………………… 20
2.3 Il gioco come fenomeno innato che si evolve …………………………………… 21
2.3.1 Universalismo dell’esperienza ludica. Il gioco nella visione culturale e sociale ……………………………………………………………………………. 23
2.3.2. Critica all’universalismo dell’esperienza ludica nei mondi intermedi. “Bambini nella guerra” ……………………………………………………………... 26
2.3.3 Il gioco del fare finta come desiderio per rinascere e raccontare di sé Contro obiezione …………………………………………………………………... 29
Capitolo III: La Teoria dei Mondi Intermedi come concettualizzazione dell’autonomia
3.1 L’autonomia come pluralità di appartenenze ……………………………………. 31
3.1.2 Illusione consapevole e inganno. Il rischio di illusioni disfunzionali ………… 32
3.1.3 L’importanza del principio di “trasparenza …………………………………… 34
3.2 Il rischio della sovrapposizione tra gioco e realtà nelle tecnologie immersive-(cenni) ………………………………………………………………………….. 37
3.2.1 L’importanza della consapevolezza tra illusione inganno nell’uso delle nuove tecnologie …………………………………………………………………... 40
3.3 I mondi intermedi come applicazione filosofica nella cura. Riflessione sul ruolo della filosofia e sullo sconfinamento in altri domini ………………………………..,. 41
3.3.1 La guarigione come cambiamento …………………………………………….,,,. 44
Capitolo IV: L’infanzia come modello del pensare filosofico
4.1 I mondi intermedi come cornice di ingresso per l’immaginazione-la potenza del linguaggio simbolico ……………………………………………………………… 47
4.2 La relazione e i linguaggi “diversi” – “Vestire i panni dell’altro” …………….. 50
4.3 I confini dell’empatia: tra distanza e relazione …………………………………... 54
4.3.1 Il male oscuro: la naturalizzazione scientifica dell’empatia e il limite dell’universalismo empatico ……………………………………………………….. 55
4.3.2 Dalla neurobiologia del circuito empatico alla condivisione nei mondi intermedi ………………………………………………………………………. 57
4.3.3 Nuove prospettive dialogiche per un’empatia mediata. Il contributo di Luigi Fenza per una filosofia accessibile a tutti …………………………………….. 59
4.4 Filosofia con i bambini. La collaborazione tra Alfonso Maurizio Iacono e Sergio Viti ………………………………………………………………………………… 61.
4.4.1 Il Laboratorio filosofico sulle complessità Ichnos. A cura di Alfonso Iacono e i ricercatori in discipline filosofiche ………………………………………. 63
4.4.2 L’epistemologia genetica di Piaget. (cenni) Una possibile obiezione strutturale alla filosofia con i bambini …………………………... 65
4.4.3 La parola ai bambini contro il pregiudizio dell’età. La filosofia di Ichnos come cornice del possibile ………………………………………………………………. 67
4.4.4 Un modello politico e civile. La costruzione della città ideale …………………. 68
Conclusioni ………………………………………………………………………….... 71
Recensione dell’operato di Iacono e riflessioni finali sul valore pedagogico e filosofico della sua teoria
Bibliografia/sitografia ………………………………………………………………….. 74
Introduzione
Il pensiero filosofico contemporaneo rappresenta un passo significativo nel superamento dei dualismi classici – corpo e mente, ragione e intelletto – che hanno condizionato a lungo la tradizione intellettuale occidentale. Tali dicotomie non vengono più considerate come strutture fisse, ma sono messe in discussione e reinterpretate alla luce di nuove prospettive, con l’obiettivo di riformulare e accogliere un diverso tipo di unità, la quale può essere pensata come un “terzo spazio”, una sorta di riparazione degli opposti: in questo contesto si colloca la figura del filosofo Alfonso Maurizio Iacono, che ha dedicato gran parte dei suoi studi al ruolo della filosofia e dell’antropologia nello studio dell’essere umano, con l’intento di mostrare come corpo e mente non siano dimensioni separate, ma componenti di un’unica matrice attraverso la quale l’individuo esprime sé stesso e si pone in relazione con il mondo.
Indagando l’interconnessione tra verità, illusione e realtà, Iacono rielabora i concetti di duplice e di molteplice, muovendo dal mito della caverna di Platone fino al pensiero contemporaneo.
Evitando posizioni estreme, e concentrandosi invece su una via di mezzo tra gli opposti, egli offre una prospettiva alternativa tanto alle letture nichiliste quanto a quelle rigidamente razionaliste, invitando a riflettere sul legame profondo tra immaginario e reale.
In un’epoca segnata dall’urgenza di ripensare le forme della comunicazione e della relazione, e di condividere “spazi di senso”, Iacono propone una “via intermedia” tra gli opposti, in cui relazioni ed esperienze non sono soltanto elementi sociali o antropologici, ma assumono una fondamentale valenza epistemologica.
1 Il riferimento è al mito della caverna, esposto da Platone nel libro VII della Repubblica, dove i prigionieri scambiano per reali le ombre proiettate sul muro. L’allegoria esprime la distinzione tra apparenza e verità, da cui Iacono muove per elaborare l’idea di mondi intermedi tra illusione e realtà.
2 L'esercizio della meraviglia. Studi in onore di Alfonso M. Iacono – 30 ottobre 2019 di Giovanni Paoletti (a cura di), Luca Mori (a cura di), Francesco Marchesi (a cura di). Ed ETS 1
La presente tesi si propone di mostrare la validità concettuale della “teoria dei mondi intermedi” sostenuta da Alfonso Maurizio Iacono e di mettere in luce come il suo modello filosofico possa:
- Contribuire al superamento dei dualismi classici che hanno caratterizzato il pensiero occidentale;
- Evidenziare l’importanza della complementarietà e della collaborazione tra i saperi, attraverso una visione olistica e integrata che osserva l’interconnessione tra immaginario e realtà, conoscenza e autonomia;
- Offrire un nuovo approccio, teoricamente fondato, per promuovere pratiche educative innovative in ambiti multidisciplinari (come la filosofia con i bambini e alcuni approcci in ambito clinico), restituendo al pensiero e all’azione una dimensione dialogica e trasformativa.
L’analisi si sviluppa nei vari capitoli confrontandosi con alcune tra le possibili obiezioni filosofiche e metodologiche, soprattutto di matrice più strettamente razionalista, alla teoria di Iacono e alla sua applicazione. In tal modo si cerca di mostrare come la sua proposta consenta di superare sia il modello dualistico classico sia il determinismo legato al rigore scientifico del secolo scorso.
La scelta di questo tema di tesi è strettamente connessa alla mia esperienza professionale di insegnante della scuola dell’infanzia, sia su posto comune sia di sostegno, e alla conseguente esigenza di individuare metodologie e strumenti capaci di offrire ai bambini un’interpretazione positiva e profonda del tempo che stanno vivendo. Un tempo di cui possano acquisire consapevolezza e all’interno del quale possano “diventare altro” attraverso il gioco, la drammatizzazione, la fiaba e la narrazione del proprio vissuto, concedendosi il tempo di rimirarsi in autonomia, osservando la propria posizione rispetto a sé stessi, proprio come accade quando si guarda la sabbia che scorre nella clessidra.
A rafforzare questa scelta vi è anche l’esigenza di pensare la filosofia in un’ottica inclusiva. Il gioco, la fiaba, la drammatizzazione, il teatro sono linguaggi capaci di trasmettere messaggi importanti, che necessitano di essere veicolati all’interno di un “cerchio comunicativo” in cui le problematiche più varie tendono a diventare meno visibili. Proprio grazie ai mondi intermedi, molti contenuti possono diventare accessibili e condivisibili.
La decisione di prendere in considerazione la teoria di Alfonso Maurizio Iacono nasce dall’interesse per i temi delle sue opere sull’agire umano e, in particolare, per il lavoro condotto con il Laboratorio filosofico sulla complessità “Ichnos”, da lui diretto insieme al suo gruppo di ricerca.
Il progetto si configura come un percorso orientato al “pensare” rivolto ai bambini fin dalla tenera età, invitandoli a interrogarsi sulle questioni più difficili, a cercare soluzioni per affrontarle e a riflettere sul significato di concetti come illusione e realtà, spesso attraverso il gioco e le fiabe.
È ragionevole tenere in considerazione le possibili e legittime obiezioni al metodo e le criticità collegate all’ideale di “mondo condiviso”, soprattutto nei contesti in cui emergono dissonanze o disuguaglianze di tipo culturale, sociale, affettivo o patologico. Tuttavia, ai fini di questo lavoro, è fondamentale chiedersi se sia davvero possibile una antitesi radicale alla teoria dei mondi intermedi. Una negazione totale implicherebbe infatti il rifiuto del valore della fantasia, dell’immaginazione e della possibilità di autonomia di scelta di ogni individuo.
Il presente elaborato, di natura prevalentemente compilativa, è articolato in quattro capitoli, suddivisi in sottocapitoli. Verranno analizzate le fonti bibliografiche relative al lavoro di Alfonso M. Iacono, ma anche di altri autori, mettendo in relazione il pensiero filosofico con i mondi intermedi in una prospettiva interdisciplinare e affrontando contestualmente le eventuali obiezioni metodologiche.
In chiusura è inserita una breve recensione dell’operato di Iacono durante gli anni di insegnamento, come cornice conclusiva del percorso teorico e applicativo qui presentato.
Capitolo I: I mondi intermedi e l’immaginazione come forme di conoscenza
1.1 L’immaginazione come funzione epistemica e creatrice di senso
La riflessione che segue nasce dall’intento di dare valore a tutto il nucleo tematico centrale di questa tesi ovvero al concetto di “mondi intermedi” nella prospettiva so
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