UNIVERSITÀ CATTOLICA DEL SACRO CUORE
Facoltà di Economia e Giurisprudenza
CORSO DI LAUREA TRIENNALE IN LIBERA PROFESSIONE
ANALISI DEI SISTEMI TERRITORIALI
Relatore: Candidato:
Prof. Paolo Rizzi Francesca Cremascoli
Matricola N. 5103469
ANNO ACCADEMICO 2023/2024 1
INDICE
1.Il settore dei prodotti chimici……………………………………..pag.3
2.La dinamica degli addetti e delle unità locali………………… pag.5
3.Le specializzazioni territoriali…………………………………...pag.8
4.I bilanci delle imprese leader in Italia……………...................pag.14
5. Conclusioni………………………………………………………..pag.25
Bibliografia 2
1. IL SETTORE DEI PRODOTTI CHIMICI
Il settore che andrò ad analizzare nel presente elaborato è rappresentato nel Codice Ateco
nella sezione C, cioè quella dedicata al macrosettore economico delle attività manifatturiere,
dal numero 20: Fabbricazione di prodotti chimici.
L’Ateco è la classificazione delle attività economiche adottata dall’Istat per finalità statistiche
cioè per la produzione e diffusione di dati statistici ufficiali. Questo sistema permette di
classificare in modo uniforme le imprese in base al settore di appartenenza.
I numeri, che possono andare dalle due fino alle sei cifre, rappresentano nel codice Ateco,
con diversi gradi di dettaglio, le specifiche articolazioni e sottocategorie dei settori stessi.
Questa divisione include la trasformazione di materiale organico ed inorganico grezzo tramite
processi chimici e la formazione di prodotti specifici.
Si distingue la produzione di elementi chimici di base, che costituiscono il gruppo industriale
primario, dalla produzione di prodotti intermedi e finali ottenuti tramite un'ulteriore
lavorazione degli elementi chimici di base.
Nel mio caso di studio, il numero 20 così si suddivide:
- 20.1 Fabbricazione di prodotti chimici di base, fertilizzanti e composti azotati, di
materie plastiche e gomma sintetica in forme primarie
- 20.2 Fabbricazione di agrofarmaci e di altri prodotti chimici per l’agricoltura (esclusi i
concimi)
- 20.3 Fabbricazione di inchiostri da stampa, vernici e smalti, pitture e adesivi sintetici
(mastici)
- 20.4 Fabbricazione di saponi e detergenti, di prodotti per la pulizia e la lucidatura, di
profumi e cosmetici
- 20.5 Fabbricazione di altri prodotti chimici per esempio: ad uso fotografico, oli
essenziali, esplosivi, colle ecc.
- 20.6 Fabbricazione di fibre sintetiche e artificiali
Si potrebbe entrare ancora più nello specifico mediante l’esame dettagliato dei singoli prodotti
di fabbricazione. A titolo esemplificativo, il 20.2 ha come ulteriore sottocategoria il gruppo
20.20 che comprende una serie di prodotti individuali quali: disinfettanti, fitosanitari, erbicidi,
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fungicidi, inibitori di germinazione, insetticidi, latex, pesticidi, prodotti agrochimici, prodotti
fitosanitari, rodenticidi.
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Un altro esempio è il 20.1 che ha diverse sottocategorie tali per cui vi sono diversi gruppi:
20.11, 20.12, 20.13, 20.14, 20.15, 20.16 e 20.17.
Nella prima parte del mio report i dati che verranno analizzati sono forniti dall’Istituto
Nazionale di statistica, un ente pubblico italiano che si occupa della produzione, analisi e
diffusione di dati statistici riguardanti l’economia italiana. Nello specifico analizzeremo i dati
riguardanti il numero addetti delle unità locali delle imprese attive (valori medi annui) e il
numero di unità locali delle imprese attive; il primo fornisce informazioni sulla dimensione
e sull’occupazione generata dalle imprese in determinate aree geografiche, mentre il secondo
ci dice il numero totale di sedi operative di imprese che svolgono attività economica in una
determinata area geografica. 4
2. LA DINAMICA DEGLI ADDETTI E DELLE UNITÀ LOCALI
Dopo aver scaricato i dati forniti dall’Istat, otteniamo valori che coprono il periodo dal 2012
al 2021 per ogni provincia italiana per quanto riguarda il numero di unità locali e il numero di
addetti.
Essi ci forniscono indicazioni sull’andamento dell’economia nel settore chimico nel tempo,
consentendo di monitorare cambiamenti demografici e tendenze occupazionali. Prendendo
come riferimento solo gli anni 2012 e 2021 possiamo vedere graficamente dalla tabella 1
quella che è stata la dinamicità occupazionale di questo lasso di tempo. Per facilitare la lettura
prendiamo come riferimento solo le 14 province italiane con il maggior numero di addetti
delle unità locali; è importante sottolineare come la maggioranza di queste si trovi in
Lombardia (60%) ciò vuol dire che essa rappresenta la regione con la maggior capacità di
creare occupazione nell’industria chimica.
TABELLA 1: LA VARIAZIONE DEGLI ADDETTI
(Valori assoluti 2012-2021 per provincia)
Fonte: Elaborazione personale su dati Istat, 2012/2021 5
La prima provincia per numero di addetti risulta essere Milano che però vede una
diminuzione di occupazione del 17% dal 2012 al 2021, probabilmente potrebbe essere a
causa della pandemia o della crisi energetica; infatti, vediamo nella Tabella 2 che anche il
numero di unità locali subisce una riduzione.
Tuttavia, le altre province non sembrano risentirne allo stesso modo; infatti, alcune mostrano
addirittura una crescita occupazionale come Bergamo, Brescia o Padova, mentre altre
rimangono pressoché́ invariate come nel caso di Torino, Vicenza o Varese, quest’ultima
riguardo al numero di unità locali subisce una variazione in negativo da sottolineare.
In merito all’Italia, nel 2012 gli addetti delle imprese attive risultavano essere 109262 mentre
nel 2021 sono saliti 109981 ciò vuol dire che registrano una variazione sostanzialmente
minima, in aumento, pari al 1%.
Nella tabella 2 vediamo lo stesso confronto fatto in precedenza, ma riguardante il numero di
unità locali delle imprese attive nel territorio italiano; anche per queste province
consideriamo solo il valore assoluto di un campione di 15 città che rappresenteranno
l’andamento del settore.
TABELLA 2: LA VARIAZIONE DELLE UNITÀ LOCALI
(valori assoluti 2012-2021 per provincia)
Fonte: Elaborazione personale su dati Istat, 2012/2021 6
Nonostante registri una diminuzione del 7% dal 2012 al 2021, Milano rimane comunque la
prima provincia per numero di unità locali. Questo dato conferma quanto detto in precedenza
riguardo al numero di addetti.
Risulta essere coerente anche la maggioranza occupazionale presente in Lombardia poiché,
anche in questa selezione, la maggioranza (30%) della distribuzione delle imprese sul
territorio è rappresentato da questa regione. Vediamo delle città non nominate nel campione
scelto per maggioranza di numero di addetti, come ad esempio Napoli o Firenze, questo può̀
essere a causa di processi produttivi automatizzati oppure potrebbe riflettere la
specializzazione delle imprese in settori specifici della produzione chimica che richiedono
competenze altamente specializzate e una forza lavoro ridotta, come esplicato dall’articolo di
Vinodhini Harish “Automation in Leading chemical industries” sul quotidiano Chemical
Markets.
Per avere una maggiore consapevolezza, andiamo a vedere con la funzione CONTA.SE la
banca dati Aida, aggiornata al 2023, e possiamo vedere che a Napoli, come dalla tabella del
valore assoluto, il numero di imprese subisce una diminuzione dal 2012 al 2021, ed esse
diminuiscono ulteriormente
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Analisi dei sistemi urbani e territoriali e pianificazione territoriale
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Geomatica e analisi dei sistemi territoriali
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Analisi II