Storia dell’arte: la Pala di Castelfranco
La Pala di Castelfranco, unica pala d’altare conosciuta di Giorgione. L’opera fu commissionata da Tuzio Costanzo, un condottiero della Repubblica Veneta, per destinarlo alla cappella di famiglia nel duomo di Santa Maria Assunta e Liberale a Castelfranco Veneto. Il condottiero ordinò la realizzazione dell’opera in occasione della morte del figlio Matteo avvenuta in battaglia a Ravenna. Il ragazzo infatti morì tra la primavera del 1504 e l’estate del 1505 impegnato in una campagna militare ordinata dalla Repubblica di Venezia.
Descrizione della Pala di Castelfranco di Giorgione
Dietro questa apparente semplicità, si cela una delle opere più complesse dell’arte veneta: il paesaggio collinare, ricco di prati e alberi, non costruito e architettato come nella pittura quattrocentesca ma un’immagine “diretta” della natura, nel senso che le sue distanze sono misurate e dunque costruite sulla tavola attraverso le diverse reazioni dei colori alla luce. Allo stesso tempo, il paesaggio partecipa intimamente al carattere dei santi in primo piano: il turrito castello sovrasta infatti il giovane guerriero, mentre al melanconico frate corrisponde una dolce e distesa prateria.
La Vergine Maria
La Vergine Maria, seduta in alto al centro del dipinto, domina su tutta la scena, sorregge con la mano destra Gesù Bambino addormentato. Il trono sul quale siede poggia su un sarcofago di porfido, probabilmente quello del figlio del committente, che riporta lo stemma della famiglia Costanzo. La Vergine partecipa al dolore della famiglia per questo osserva in basso verso la tomba con uno sguardo triste e assente, appare quasi turbata. Per accentuare il suo isolamento, Giorgione non esitò a utilizzare nel quadro due sistemi prospettici autonomi, uno per la parte bassa e uno per la parte alta del piedistallo. In tal modo la figura femminile trasfigurata nel ruolo dell’icona, diventa essa stessa pala d’altare, quasi un dipinto nel dipinto.
I due santi
I due Santi rappresentati in piedi ai lati del sarcofago sono riconoscibili grazie agli attributi iconografici che indossano. Il Santo di sinistra, San Nicasio, si identifica grazie all’insegna dei Cavalieri di Malta, è rivestito da un’armatura di metallo lucente e sorregge un vessillo con l’ordine di Malta. A destra si trova invece San Francesco che indossa il tipico saio francescano; vediamo come porta la mano destra contro il petto mentre sembra invitare l’osservatore con un gesto della mano sinistra.
In tempi passati gli storici interpretarono la figura del Santo di