Cronologia storia medievale
La fine del mondo antico (200-700 d.C.)
1 - La trasformazione del mondo romano
Contesto: Il prelievo fiscale aumenta dopo la fine delle guerre di espansione e la stagnazione economica.
Attori ed eventi
Diocleziano. Imperatore dell'Impero romano 284-305. Divise il potere tra lui e Massimiliano. Diocleziano fu l’augusto di Oriente. Trasformò il governo in una tetrarchia nel 293: due augusti associati a due cesari.
- Massimiliano: Augusto di Occidente: regioni sul Reno.
- Costanzo Cloro: cesare di Massimiliano con territori di Gallia e Britannia.
- Galerio: cesare di Diocleziano con territori dell’Illirico.
Riforme territoriali: Riduzione delle dimensioni delle province. Le province sottoposte a proprio comando e province riunite in 12 diocesi inquadrate in 4 prefetture.
Aumento numero soldati: aumento costi di mantenimento: nuove misure.
Amministrazione del fisco: Attraverso un sistema di estrazione della tassa sui fondi: basata sul catasto, che era la lista dei beni immobili fatta per ripartire il carico fiscale basandosi sul reddito.
Come le tasse superavano i costi degli affitti: per evitare la fuga dalle terre: i coloni, che erano i contadini dipendenti che lavorano le terre altrui.
Costantino: Figlio di Costanzo Cloro. Unico imperatore fino alla sua morte nel 337. Pontifex Maximus e diritto di intervenire nelle questioni religiose.
Costantino proseguì le riforme di Diocleziano + rafforzamento uffici ministeriali + divisione delle carriere militari e civili.
Costituì una nuova moneta in oro: il ‘soldus’.
Capì che il centro politico, economico e culturale dell’impero era ad Oriente: trasformò la vecchia città di Bisanzio in “nuova Roma”: Costantinopoli, nel 330.
In Oriente confluirono molte ricchezze + meno differenza tra ricchi e poveri + impedimento dei vasti latifondi.
Mentre le città decaddero in Occidente.
Contesto: La religione politeista tradizionale si era fusa coi culti solari provenienti dall’Oriente. Cristiani che non volevano seguire il politeismo: perseguitati.
Costantino concesse libertà di culto ai cristiani con: “L’editto di Milano”: 313.
Diffusione nell’impero. Costantino: Pontifex Maximus con il “Concilio di Nicea” e diritto di intervenire nelle questioni religiose.
Concilio di Nicea: 325: il primo concilio ecumenico, preoccupato per le divisioni teologiche. Qui si decise il “cattolicesimo” (la dimensione universale della Chiesa).
Si condannarono le eresie: le più famose: “l’arianesimo”, che negava la natura divina di Cristo.
L’editto di Tessalonica 380: la religione cristiana divenne la religione ufficiale dell’impero: emanato dall’imperatore Teodosio.
Tutti i sudditi dell’imperatore erano obbligati a convertirsi alla religione secondo i criteri dei concili di Nicea e Costantinopoli.
Si stabilì che la Chiesa era Santa, Cattolica e Apostolica.
Quando i popoli germanici invasero la parte occidentale dell’impero:
- Gli Ostrogoti ariani di Teodorico: rispettarono la religione e fecero collaborare con i Romani. (493-526).
- I Longobardi ariani: contro la religione, uccidendo e distruggendo monasteri e preti.
L’evangelizzazione dei popoli barbarici: diversa intensità: primo a convertirsi: Clodoveo (496). Ultimi: Longobardi.
Prima volta che sovrani, tramite religione, ebbero modo per legittimare il potere come “protettori delle chiese”: però questo creò ostilità da parte delle aristocrazie barbariche.
La spinta finale all'evangelizzazione di tutta l'Europa vide protagonisti i monaci missionari come San Patrizio in Irlanda.
Gregorio Magno fece spinta missionaria.
Spostamento di numerose popolazioni: a causa di un peggioramento delle condizioni ”climatiche globali: nomadi come gli “Unni”.
Barbari/Romani: i loro incontri iniziati prima delle invasioni: perché i barbari avevano creato periferia.
Popoli barbari: immigrarono nell’Impero IV-V secolo: arrivano il popolo degli Unni: residente in Pannonia. Questo popolo condusse un enorme movimento: disintegramento del potere imperiale.
“Barbaro”: chi non parlava greco e latino e non condivideva i costumi romani: “quelli che erano al di là del “limes”.
Popolazioni barbariche: gruppi eterogenei.
Roma: si inizia a concentrare sulla difesa e consolidamento del “limes” (Reno e Danubio).
Scambi barbari con re romani: i guerrieri arruolati nell’esercito + barbari liberi si inserirono come coloni nelle regioni + diversi scambi commerciali.
I Visigoti tra il IV-V secolo: sconfitta di Roma: Adrianopoli 378: morte dell’imperatore Valente.
Nel V secolo saccheggiarono Aquileia.
Guidati da “Alarico”: tornarono a Roma, saccheggiandola nel 410.
Si stabilirono in Gallia meridionale e combatterono come alleati dell’impero contro altri barbari, controllando Aquitania.
Costituirono il primo regno barbarico nel territorio imperiale (V secolo).
Impero d’Oriente dopo sconfitta ad Adrianopoli: contro contaminazione con i barbari. Tentativi ad Occidente per l’integrazione dei barbari.
L'istituto della foederatio: l'inquadramento delle truppe barbare e dei loro comandanti tribali come alleati nell'esercito romano a fronte di un compenso (Franchi).
L'istituto dell’hospitalitas: per mezzo del quale veniva concesso un terzo delle tasse sulle terre di una determinata regione.
All'inizio del V secolo cedettero le frontiere (Valentiniano, Flavio Enzio, Odoacre, Romolo Augustolo, Zenone e Teoderico).
Limes del Reno: attraversato da diversi gruppi: Alani, Burgundi e, 406-07, Vandali: sparsi in Gallia, incontrarono solo la resistenza dei federati franchi.
I Visigoti sconfissero Alani e Vandali.
Sotto l’imperatore Valentiniano: il suo generale, Flavio Enzio: sconfisse Attila (Unni).
Nel frattempo: i Vandali occuparono Cartagine e Sicilia, le Baleari, Corsica e Sardegna. E anche Roma saccheggiarono di nuovo.
Il generale Odoacre: depose il giovane Romolo Augustolo: 476, dando vita ad un regno personale non riconosciuto dall'imperatore romano d’Oriente Zenone.
Zenone affidò il governo della periferia d’Italia a Teoderico (re ostrogoto): chi nel 488 guidò gli Ostrogoti al saccheggio di Costantinopoli.
Teoderico sconfisse Odoacre: diede all'Italia un regno fino al 553.
L'Occidente post imperiale
Contesto: Si iniziano a creare dei regni romano-barbarici: dove l’integrazione dei barbari è più alta, il regno è più stabile.
Le città cominciarono ad essere abbandonate, mentre nel mondo rurale saldi rimasero i latifondi aristocratici.
Discesa di autorità delle istituzioni politiche: le istituzioni ecclesiastiche garantirono l’inquadramento della popolazione.
Nelle città furono i vescovi che si fecero carico dell'assistenza degli abitanti, compiti amministrativi.
Trattando coi barbari e anche contrastandoli militarmente.
Ripartizione delle terre.
Stranieri: minoranza in comparazione con i romani: si trovavano in aree ristrette, intorno a centri politici e luoghi di difesa strategica.
Accentuò le differenze tra semplici guerrieri e i loro capi militari. Però: questi due ruoli consentirono una maggiore unificazione con Roma: grandi possessori/piccoli proprietari.
I re: capi militari eletti dallo stesso esercito, unito in assemblea + iniziano a governare anche sul territorio.
Risorse dei re (plurale perché tanti re barbari): provenivano dal fisco: le aziende agrarie del sovrano la cui amministrazione era lasciata a ufficiali specializzati.
L'amministrazione centrale si limitava a poche persone, spesso di stirpe romana, l'unica alfabetizzata.
Mentre le popolazioni romane continuavano a vivere secondo il loro diritto, i barbari conservavano le loro tradizioni giuridiche, prive di diritto pubblico.
Romani/Barbarici: eterogenei: molte province dell’Impero, per quanto romanizzate, avevano mantenuto forti identità locali. Questo contesto diede vita a configurazioni diverse.
- I Vandali.
- Gli Ostrogoti.
- I Visigoti.
- I Franchi.
- Longobardi.
- Bizantini.
I Vandali
I Vandali (Giustiniano): regno Vandalo: tra la metà del V secolo e la prima metà del VI secolo.
- Il regno più fragile: in Africa del Nord.
- Duro dominio militare.
- Sfruttamento economico.
- Intolleranza religiosa.
- Contro Hospitalitas: contro chiese ariane e contro Chiesa cattolica.
- Non volevano l’integrazione culturale.
Questo contesto permise a “Giustiniano” (l’imperatore d’Oriente) di intervenire con una rapida campagna militare, riconquistare Africa e isole Mediterranee, disperdendo i Vandali.
Bizantini sconfissero i Vandali (534).
Ostrogoti
Regno ostrogoto (Teoderico): dalla fine del V secolo alla metà del VI secolo.
- Secondo più fragile.
- I romani mantennero i loro benefici di fronte alla minoranza barbara.
- Teoderico: il re ostrogoto: politica di convivenza pacifica tra istituzioni romane e cristiani di fede nicena (325 Concilio di Nicea).
- L’aristocrazia senatoria: influente nella corte del re.
- L’amministrazione civile: popolazione latina.
- Comando militare: Goti che avevano fede ariana, ma rispetto anche su quelli di fede cristiana nicena.
- Re sposta capitale a Ravenna.
- Mancanza di fusione tra minoranza gota guerriera e maggioranza romana.
Specialmente quando Bisanzio inizia una politica religiosa contro ariani in Oriente e Goti.
Alla morte di Teodorico le lotte di successione permisero ai bizantini di riconquistare l'Italia, ponendo fine al regno ostrogoto nel 553.
Regno visigoto
Tra il V e l'VIII secolo: fino all'arrivo degli arabi (re Leovigildo e re Recaredo).
- Conobbe una solida integrazione fra popolazioni.
- Pur in origine distinguendo ruoli militari per i Goti e civili per i Romani.
- V secolo: dominano Spagna e Gallia: consolidarono il regno nella penisola iberica difendendolo dal pericolo bizantino.
- Re Leovigildo: ispirazione: tipo governo romano.
- Successore: re Recaredo: si convertì al cattolicesimo.
- La cooperazione fra varie componenti del regno: attraverso concili generali, grandi assemblee del regno, le cui deliberazioni andavano a integrare la legislazione ordinaria.
- La fusione etnica fu favorita da una politica di matrimoni misti.
- Pubblicazione di un corpo di leggi: “Liber iudiciorum” (sia per romani e barbari).
- Grande fioritura culturale.
Regno franco
V-VIII secolo (re Clodoveo, Clotario II, Dagoberto, Pipino di Herstal, Carlo Martello, Childerico III, Pipino il Breve, papa Stefano II, Carlomanno e Carlo Magno).
- Piena integrazione fra popolazioni: la vicinanza con l’impero influenzò la loro cultura: nel 406 parteciparono alla difesa del limes.
- Chi sono: un gruppo eterogeneo di tribù.
- Salii.
- Ripuarii.
- Si stabiliscono velocemente: fondendosi con i Gallo-romani.
Re Clodoveo:
- Superò il frazionamento tribale.
- Affermò la sua autorità sugli altri capi militari.
- Fece stringere rapporti con l’episcopato cattolico: si battezza e si presenta come protettore delle chiese.
- Nel 510 fece redigere il ‘Pactus Legis Salicae’, che fissava per iscritto norme di convivenza della popolazione.
- Morte Clodoveo: regno spartito fra gli eredi, ognuno dei quali si definì re dei Franchi.
- Però: frazione politica non impedì un'ulteriore espansione.
- Annessione della Provenza: sottomettersi ai Burgundi e agli Alamanni.
Creazione di diverse zone nella potenza territoriale franca:
- Austrasia.
- Neustrasia.
- Burgundia.
- Aquitania.
I regni superarono i conflitti e trovarono un'unità solo sotto Clotario II e Dagoberto.
Però sotto la condizione di concedere ampi privilegi di governo all’aristocrazia.
- Aristocrazia gallo-romana: indirizzava i figli a una carriera militare.
- Aristocrazia germanica: a carriere ecclesiastiche.
- Ufficiali pubblici: conti e duchi.
Approfittando della debolezza dei re nel corso del VII secolo, l'amministrazione del regno fu sempre più controllata dai ‘maestri di palazzo’, massimi funzionari di corte.
Grande famiglia aristocratica: la famiglia dei Pipinidi: riuscì a rendere ereditaria la carica di maestro di palazzo con ‘Pipino di Herstal’.
Il figlio: Carlo Martello: avviò un'espansione militare: mise fine alle invasioni arabe in Francia con la vittoria a ‘Poitiers’ nel 732.
Venne deposto il re Childerico III da Pipino il Breve.
Divenne re Pipino il Breve nel 751.
Alleanza con la Chiesa di Roma gli diede legittimazione ai Pipinidi: papa Stefano II, il quale consacrò i figli di Pipino: Carlomanno e il futuro Carlo Magno.
Il Regno longobardo e bizantino
L’Italia tra questi due regni (Teoderico, Giustiniano, Alboino, Autari, Agilulfo, Teodolinda, papa Gregorio Magno, Liutprando, Desiderio, Leone III, papa Gregorio II).
- Dopo morte re ostrogoto (Teoderico): lotte per la successione: Giustiniano (imperatore romano d’Oriente) fa spedizione in Italia: nel 535. Dopo dura lotta: Giustiniano riottiene l’Italia.
- “Con la: “Prammatica sanzione”.
- Estese legge bizantina.
- Riorganizzò le circoscrizioni territoriali.
- Mantenne divisa l’amministrazione civile e militare.
L’arrivo dei Longobardi:
- A causa della distruzione della guerra: non trovarono resistenza per trasferirsi dal nord della Germania in Pannonia: fine V secolo.
- Da lì, pressati da altre popolazioni, migrarono in Italia sotto il comando di Alboino.
- Insediati in tre aree principali.
- Pianura padana.
- Toscana.
- Territori intorno a Spoleto e Benevento.
- Resto penisola in mano bizantina: le coste, l’Istria, Ravenna, la Pentapoli, Roma, Napoli, la Puglia, Calabria e le isole maggiori.
- Italia divisa in due dominazioni.
- I Longobardi: stranieri alla cultura romana.
- Terre a mano dell’esercito longobardo.
Struttura sociale:
- Arimanni (uomini liberi in armi).
- Aldi (semiliberi).
- Servi.
Distribuzione sul territorio:
- In ‘fare’: raggruppamenti familiari sottoposti all'autorità di un duca, spesso in conflitto con i re.
Rafforzamento del regno con i re:
- Autari.
- Agilulfo.
- Le divisioni religiose composte grazie alla mediazione della regina Teodolinda e il papa Gregorio Magno.
- Pavia: stabilita come capitale.
Il re Rotari: rafforzò il potere regio, come:
- Trasformando i duchi in ufficiali regi affiancati da funzionari minori.
- Sviluppando un apparato di governo.
- Organizzando il territorio in distretti più ordinati.
- Le grandi aziende agrarie: base economica del sovrano, affidate alla gestione dei ‘gastaldi’.
Editto di Rotari (643): riafferma l’autorità del sovrano.
- Raccolse in forma scritta le norme relative alla vita civile.
- L'insieme di territori ancora sottoposti ai bizantini: affidato ad un ‘esarca’, residente a Ravenna: un rappresentante dell’imperatore con funzioni civili e militari.
- Stato di guerra costante: più difficile l’unione tra i vari ducati: solo la Sicilia governata direttamente da Bisanzio.
Inizio VIII secolo:
- Possessori romani: parte dell’esercito.
- Tra i vescovi e monaci c’erano numerosi uomini della stirpe longobarda.
- Società etnicamente mista.
- Re Liutprando: si diede il titolo di re cristiano e cattolico.
- Fece istituzioni ecclesiastiche: un elemento di sostegno della monarchia.
- Con la debolezza bizantina: conquista dell'esarcato fino al ducato di Roma.
- Vedendo questa minaccia il papato chiama in soccorso i Franchi che nel 774 sconfiggono i Longobardi sotto il re Desiderio. Carlo Magno vince.
- Carlo: re longobardi e franchi.
- Il regno longobardo mantenne propria identità anche dopo conquista franca.
- Dopo caduta regno: i duchi Benevento e Spoleto: titoli di ‘princeps’: indipendenza.
- Fino all'arrivo dei Normanni: XI secolo: fine alla politica autonoma longobarda.
- La crisi dell'autorità bizantina a Roma: Papato più potere + funzioni di governo su Roma: sostituito il ducato.
- Rottura definitiva bizantino/papato: a causa della politica iconoclastica di Leone III Isaurico.
- Papa Gregorio II condannò la distruzione delle immagini sacre: scomunica dell’imperatore e rottura della tutela bizantina sulla Chiesa di Roma.
Le potenze mediterranee e moderne (500-900)
2 - Bisanzio
(Giustiniano, Belisario e Narsete, Sasanide Costore I, Eraclio, Leone III, Boris, Cirillo e Metodio, Basilio I, Basilio II).
Giustiniano (527-65): programma di restaurazione per ridare all’impero la sua estensione originaria.
I suoi eserciti abbatterono il regno dei Vandali nel 533-34, Ostrogoti, e ricuperarono le regioni meridionali della Spagna ai Visigoti.
Queste imprese: guidate da Belisario e Narsete.
Lunghe campagne militari.
Tante difficoltà economiche.
Sul fronte orientale: Giustiniano: strinse accordi con il Sasanide Costore I: pace con l'impero persiano a cambio di tributi in oro.
Riforme religiose e civili.
Religiosi: rafforzando potere vescovi e contro culti non cristiani.
Territoriali: freno agli abusi sistematici dei gr
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