Estratto del documento

I TERMINI DI DOMANDA E OFFERTA

� Domanda

È la quantità di beni e servizi che i consumatori desiderano, possono e sono disposti ad acquistare a un certo

prezzo.

Citazione: “Qual è la quantità che… vogliono acquistare di quel bene?”

Può essere analizzata:

Microeconomicamente → singolo individuo/consumatore.

Macroeconomicamente → insieme delle famiglie.

� Offerta

È la quantità di beni che le imprese sono disposte a produrre e vendere a un certo prezzo.

Può essere analizzata:

Microeconomicamente → singola impresa.

Macroeconomicamente → insieme delle imprese.

� Tecnologia

Indica come l’impresa combina lavoro, capitale e risorse naturali. Determina la produttività dei fattori.

� Produttività

Contributo di ciascun fattore alla produzione totale.

Non è la produzione totale, ma quanto il fattore fa aumentare la produzione.

� Scarsità

Le risorse sono limitate (lavoro, terra, materie prime, capitale).

I desideri umani sono illimitati → nasce il problema economico.

FATTORI DI PRODUZIONE

� Lavoro

• Quantità: ore lavorate.

• Qualità: capitale umano (abilità, conoscenze).

• Entrambe limitate.

� Risorse naturali

• Terra, materie prime, energia.

• Sono scarse → la scarsità determina il valore.

� Capitale

• Non soldi → impianti, macchinari, fabbricati, utensili.

• È una risorsa derivata (prodotta da altre imprese).

� Tecnologia

Descrive come combinare i fattori.

Determina la produttività.

IL MODELLO ECONOMICO

� Cos’èUna rappresentazione semplificata della realtà tramite simboli matematici.

� Variabili

• Endogene (dipendenti) → da determinare.

• Esogene (indipendenti) → date.

� Ipotesi

• Razionalità degli agenti: scelgono ciò che massimizza il beneficio netto.

• Costo opportunità: valore della seconda migliore alternativa scartata.

• Ceteris paribus: si fa variare una sola variabile alla volta.

� Margini

• Beneficio marginale: beneficio dell’unità aggiuntiva.

• Costo marginale: costo dell’unità aggiuntiva.

Le scelte dipendono dal confronto beneficio marginale vs costo marginale.

SISTEMA ECONOMICO MACROECONOMIA

� Tipi di sistemi

1. Economia di mercato

• Domanda e offerta determinano produzione e consumo.

• Consumatori e imprese sono gli unici decisori.

2. Economia pianificata

• Il governo decide quantità prodotte e consumate.

3. Economia mista

• Interagiscono individui, imprese e istituzioni.

• È il sistema reale attuale.

ECONOMIA DI MERCATO

� Meccanismo di coordinamento

• Il prezzo coordina decisioni autonome di imprese e consumatori.

� Aggiustamento del prezzo

• Se domanda > offerta → prezzo ↑

• Se offerta > domanda → prezzo ↓

• Il prezzo tende a portare il mercato all’equilibrio.

ECONOMIA DI MERCATO DI CONCORRENZA PERFETTA

� Caratteristiche

• Molti consumatori e molte imprese.

• Bene omogeneo non devono attribuire alcun valore ad eventuali differenze dei modelli (di penne)

• Perfetta informazione. 

• Imprese e consumatori price takers nessuno può influenzare il prezzo; il prezzo è determinato

dall’interazione tra domanda e offerta.

MERCATO: esiste quando per un bene c’è domanda e offerta.

MECCANISMO DI VARIAZIONE DEL PREZZO

� Funzionamento

• Il prezzo varia finché domanda e offerta diventano compatibili.

EQUILIBRIO: Coppia (prezzo, quantità) in cui:

� Eccessi

• Eccesso di domanda → prezzo ↑

• Eccesso di offerta → prezzo ↓

LA LEGGE DELLA DOMANDA

� Definizione: relazione negativa/inversa tra prezzo e quantità domandata:

• Prezzo ↓ → quantità domandata ↑

• Prezzo ↑ → quantità domandata ↓

� Motivazioni

• Effetto reddito: quando il prezzo scende, il potere d’acquisto aumenta.

� Quantità domandata

• È la quantità che i consumatori desiderano e possono acquistare.

• Sempre riferita a:

• un prezzo specifico

• un periodo di tempo specifico.

LEGGE DELL’OFFERTA

� Definizione: Relazione positiva tra prezzo e quantità offerta:

• Prezzo ↑ → imprese producono di più.

� Determinanti dell’offerta

1. Costi di produzione

- Prezzi dei fattori produttivi (lavoro, capitale).

- Materie prime.

- Energia.

- Se i costi ↑ → offerta ↓

2. Tecnologia

- Tecniche produttive più efficienti → costi ↓ → offerta ↑

3. Organizzazione dell’impresa

- Migliore organizzazione → meno sprechi → costi ↓ → offerta ↑

4. Redditività beni sostituti nella produzione (= o produce il suo bene o un altro che è sostituto

alla produzione [es. o coca-cola o aranciata])

- Redditività sostituto ↑ → offerta bene principale ↓

- Redditività sostituto ↓ → offerta bene principale ↑

5. Redditività beni congiunti (= beni che vengono prodotti dall’impresa come “sottoprodotto” del

processo produttivo principale [es. i trucioli di legno])

- Redditività congiunto ↑ → offerta bene principale ↑

6. Obiettivi dell’impresa

- Se vuole aumentare la quota di mercato, produce di più anche in perdita. [es. dazn]

7. Numero di imprese

- Più imprese → offerta di mercato ↑

FUNZIONE DI OFFERTA DELL’IMPRESA

� Forma generale

dove:

• p = prezzo

• X X = costi, tecnologia, redditività, obiettivi, ecc.

1, 2 

FUNZIONE DI OFFERTA DEL MERCATO Somma delle offerte delle singole imprese

EQUILIBRIO NEL MERCATO: domanda e offerta si vanno ad eguagliare

� Dinamica

• Prezzo alto → eccesso di offerta → prezzo ↓

• Prezzo basso → eccesso di domanda → prezzo ↑

• Il mercato converge sempre al punto di intersezione tra domanda e offerta.

VARIAZIONE DELLA DOMANDA

� Esempio

• Prezzo atteso futuro ↑ → domanda oggi ↑ → curva si sposta a destra.

� Effetti

• Prezzo di equilibrio ↑

• Quantità di equilibrio ↑

VARIAZIONE DELL’OFFERTA

� Esempio

• Prezzo gas naturale ↑ → costi ↑ → offerta ↓ → curva si sposta a sinistra.

� Effetti

• Prezzo di equilibrio ↑

• Quantità di equilibrio ↓

L’ELASTICITÀ

� Definizione generale

L’elasticità è un indicatore che misura l’intensità della relazione tra due variabili: serve per capire quanto

fortemente Y reagisce a una variazione di X.

FORMULA GENERALE DELL’ELASTICITÀ

La relazione di base è: Y = f (X)

L’elasticità di Y rispetto a X è:

� Interpretazione dei termini

• ΔY = variazione assoluta della variabile dipendente

• Y = valore iniziale

• ΔX = variazione assoluta della variabile indipendente

• X = valore iniziale

Quindi l’elasticità è un rapporto tra variazioni percentuali.

� Perché si usa l’elasticità?

1. Permette di confrontare variabili con unità di misura diverse (kg, euro, litri…).

2. Misura quanto una variabile dipende dall’altra.

ELASTICITÀ DELLA DOMANDA RISPETTO AL PREZZO

� Definizione: indica di quanto varia in percentuale la quantità domandata quando il prezzo varia dell’1%.

 ESERCIZIO n°1: Calcola l’elasticità della domanda rispetto al prezzo.

- prezzo iniziale: 100

- prezzo finale (cioè dopo la variazione): 104

- quantità domandata: 10

- quantità domandata finale (cioè dopo la variazione del prezzo): 6

cose da fare:

1) calcolare la variazione del prezzo positiva o negativa;

2) rapportarla al livello iniziale del prezzo e così si ottiene il valore del denominatore;

3) calcolare la variazione della quantità;

4) rapportarla al valore iniziale della quantità e così si ottiene il valore del numeratore della funzione.

5) Numeratore diviso denominatore e si ottiene il valore dell’elasticità.

∆Q : 10 - 6 = - 4

D

∆P : 100 – 104 = 4

( ) ( )

−44 100

⋅ = - 10

10

DISCUSSIONE DEL RISULTATO IN TERMINI ECONOMICI

� Segno dell’elasticità

• L’elasticità della domanda rispetto al prezzo è sempre negativa, si muovono in direzione opposta

perché:

• se il prezzo aumenta la quantità si riduce

• se il prezzo si riduce la quantità aumenta

VALORE ASSOLUTO DELL’ELASTICITÀ ᴅ ᴘ

Per capire bene l’elasticità, si guarda il valore assoluto: |ε , |.

Devo confrontarlo con il numero 1.

� |ε| > 1 → domanda elastica

La quantità domandata cambia molto rispetto al prezzo.

Esempio dal documento:se |ε| = 10, significa che per un piccolo cambio del prezzo la quantità cambia

tantissimo.

� La curva di domanda è elastica.

� |ε| = 1 → elasticità unitaria

La variazione della quantità domandata è uguale alla variazione del prezzo.

La forza delle due variazioni è equivalente:un +1% del prezzo → un −1% della quantità domandata.

� Curva di domanda a elasticità unitaria.

� |ε| < 1 → domanda anelastica

La quantità domandata cambia poco rispetto al prezzo.

Nel tuo esempio evidenziato: la benzina. Anche se il prezzo aumenta, molte persone non possono cambiare

abitudini (devono andare a lavoro): quindi la domanda resta quasi la stessa.

� Domanda inelastica (o “rigida”).

3� Da cosa dipende l’elasticità?

Dipende dalla possibilità di sostituire quel bene con altri beni.

Se non puoi sostituirlo → elasticità bassa (benzina).

Se puoi sostituirlo facilmente → elasticità alta (una marca di birra rispetto alle altre).

Più alternative hai, più sei libero di cambiare.Quindi la domanda diventa più elastica.

� 1. Grado di sostituibilità

• Più un bene ha sostituti → più la domanda è elastica.

• Pochi sostituti → domanda anelastica.

� 2. Orizzonte temporale

• Breve periodo → domanda più rigida (anelastica).

• Lungo periodo → domanda più elastica.

ELASTICITÀ E PENDENZA DELLA CURVA DI DOMANDA

� Curva molto piatta (orizzontale) → domanda elastica

• Piccola variazione di prezzo → grande variazione di

quantità.

� Curva molto ripida (verticale) → domanda anelastica

• Variazione di prezzo → quantità quasi invariata.

� Curva perfettamente orizzontale

� Curva perfettamente verticale

� Curva lineare intermedia

L’elasticità cambia lungo la curva:

• Parte alta → elastica

• Parte centrale → unitaria

• Parte bassa → anelastica

ELASTICITÀ E SPESA TOTALE (RICAVO TOTALE)

S = RT = P X Q spesa= ricavo totale (fatturato delle imprese) [ PxQ]

� Effetti di una variazione del prezzo

Se la domanda è elastica (|ε|>1)

• Ridurre il prezzo → RT aumenta

• Perché la quantità aumenta più del prezzo diminuisce.

Se la domanda è anelastica (|�|<1)

• Ridurre il prezzo → RT diminuisce

• Perché la quantità aumenta poco.

Se la domanda è unitaria (|�|=1)

• Ridurre il prezzo → RT invariato

EFFETTI GRAFICI SUL FATTURATO

Quando il prezzo scende:

� Effetto negativo (rettangolo marrone)

Perdo ricavi sulle unità che già vendevo.

� Effetto positivo (rettangolo verde scuro)

Guadagno ricavi sulle nuove unità vendute.

� Risultato finale

Dipende da quale rettangolo è più grande → dipende

dall’elasticità.

ELASTICITÀ DELLA DOMANDA RISPETTO AL REDDITO

� Definizione: variabile indipendente è il reddito monetario dei consumatori.

� Segno dell’elasticità

Dipende dal tipo di bene:

1� Bene normale

• Reddito ↑ → Q ↑

• Elasticità positiva

2� Bene inferiore

• Reddito ↑ → Q ↓

• Elasticità negativa

� Qui il segno non indica errore, ma la categoria del bene.

ELASTICITÀ DELLA DOMANDA INCROCIATA

� Definizione

Misura la variazione percentuale della quantità domandata di un bene dovuta a una variazione percentuale

unitaria del prezzo di un altro bene.

• P = prezzo dell’altro bene (non del bene principale). Serve per capire se l’altro bene è sostituto o

i

complementare.

� Interpretazione del segno

Il segno dell’elasticità dipende dalla natura dell’altro bene.

1� Bene sostituto → elasticità positiva

• Prezzo dell’altro bene ↑ → domanda del bene principale ↑

• Prezzo dell’altro bene ↓ → domanda del bene principale ↓

• Segni concordi → elasticità > 0

Esempio dal file:

“Se aumenta il prezzo della marmellata, andrò a sostituire la marmellata con la Nutella.”

2� Bene complementare → elasticità negativa

• Prezzo dell’altro bene ↑ → domanda del bene principale ↓

• Prezzo dell’altro bene ↓ → domanda del bene principale ↑

• Segni discordi → elasticità < 0

Esempio dal file:

“Se aumenta il prezzo del pane è probabile che io riduca il consumo della Nutella.”

� Intensità dell’elasticità

Dipende dal grado di sostituibilità/complementarità:

• Sostituti molto simili → elasticità elevata

• Complementi molto forti → elasticità elevata in valore assoluto

ELASTICITÀ DELL’OFFERTA RISPETTO AL PREZZO

� Definizione: misura la variazione percentuale della quantità offerta dovuta a una variazione percentuale

unitaria del prezzo.

• Sempre positiva, perché vale la legge dell’offerta:

• Prezzo ↑ → quantità offerta ↑

• Prezzo ↓ → quantità offerta ↓

� Classificazione

Confronto con 1:

1� Elasticità > 1 → offerta elastica

La quantità reagisce molto al prezzo.

2� Elasticità = 1 → elasticità unitaria

Variazioni percentuali uguali.

3� Elasticità < 1 → offerta anelastica

La quantità reagisce poco al prezzo.

DA COSA DIPENDE L’ELASTICITÀ DELL’OFFERTA?

� 1. Andamento dei costi marginali

Conta solo il costo aggiuntivo dell’unità in più.

• Se i costi marginali variano poco → offerta elastica

• Se i costi marginali aumentano molto → offerta rigida

Esempio dal file: “Se l’ultima unità mi costa 150€, non mi conviene produrre di più anche se il prezzo

aumenta.”

� 2. Orizzonte temporale

• Breve periodo → offerta anelastica

(es.: agricoltura, alberi da frutto: non puoi aumentare la produzione subito)

• Lungo periodo → offerta elastica

(posso comprare terreni, piantare nuovi alberi, ampliare impianti)

CURVA DI OFFERTA E PENDENZA

� Offerta elastica

• Curva quasi orizzontale

• Piccola variazione di prezzo → grande variazione di

quantità

� Offerta anelastica

• Curva quasi verticale

• Variazione di prezzo → quantità quasi invariata

� Caso intermedio

• Curva S0: né molto elastica né molto rigida

TEORIA DEL CONSUMATORE

� Obiettivo: studiare come il consumatore razionale sceglie la quantità da acquistare di due beni, tenendo

conto di:

• reddito monetario (vincolo)

• prezzi dei beni

• preferenze (gusti)

IL CONSUMATORE RAZIONALE

� Caratteristiche

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher destefanoantonietta di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Purificato Francesco.
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