GEOGRAFIA
Docente: Di Matteo Dante; Michele Pagliucci ZORDAN SOFIA
UNIVERSITA’ e-CAMPUS
Tutor: Riccardo Penso
Data: 07/11/2022
LEZIONE 2: geografia umana
▪ Geografia: una delle discipline più antiche del sapere umano e con il passare del tempo ha sempre mantenuto la
sua utilità --> risponde alla domanda “dove?” che si pone l’uomo --> Strabone l’ha definita come la descrizione
della molteplicità degli aspetti della superficie terrestre
▪ Nell’antichità il geografo era colui che aiutava nella stesura della mappa del mondo e che fissa/tramanda le
scoperte della terra --> carta geografica riempita con la scoperta da parte dell’uomo del Polo Sud avvenuta nel
1911 --> si afferma la geografia come scienza
▪ Terminata la conoscenza, la geografia continua ad occuparsi del territorio ma si pone una nuova domanda:
“come?”; già dalla Rivoluzione scientifica i geografi si domandavano il ruolo che doveva avere la geografia-->
oggetto della geografia: realtà terreste negli aspetti legati alla presenza dell’uomo, al rapporto con lo spazio e
alle dinamiche che si instaurano, alle problematiche e alle potenzialità che insorgono
▪ Spazio ≠ territorio --> differenza dovuta all’azione dell’uomo
Spazio sopra al quale si è svolto un lavoro umano – si evolve con la territorializzazione
Qualunque porzione di terra, indifferentemente dall’uso e dalla funzione
▪ Solo l’uomo trasforma lo spazio in territorio, nessun altro animale lo fa --> questo processo è chiamato: processo
di territorializzazione = azione umana sull’ambiente che avviene attraverso 3 atti territorializzanti
1. Denominazione: concettualizzazione dell’ambiente circostante --> L’uomo dà un nome a ciò che ha intorno
2. Reificazione: controllo materiale della realtà --> l’uomo sfrutta le risorse della terra e la plasma con l’abilità
della mano (Homo faber)
3. Strutturazione: Organizzazione della sfera sociale --> L’uomo suddivide il territorio in porzioni con proprie
norme e autorità
➔ territorio = insieme di elementi, umani e naturali, che si compongono variamente tra loro e interagiscono
formando strutture --> è inoltre luogo dove insistono valori culturali
▪ La territorializzazione non è avvenuta in una data epoca e in un dato luogo ma è la modalità attraverso la quale
l’uomo trasforma lo spazio in territorio --> impossibile esprimere un giudizio di valore: l’uomo compie questi atti
inevitabilmente e a volte questo distrugge l’ambiente
È il processo che ha permesso la trasformazione di un territorio collinare in riva a un fiume nella città di Roma e
molto altro
Avviene nelle deforestazioni, nella costruzione di industrie e infrastrutture, nella delimitazione di parchi, nella
assegnazione di campi da coltivare o da pascolo, nell’istituzione di aree protette …
Nessun territorio nasce dal nulla e la decisione sulla sopravvivenza di quel qualcosa, sulla sua trasformazione o
sulla sua protezione è oggetto di valutazioni dell’uomo
▪ Non tutta la terra è abitata dall’uomo --> la distribuzione della popolazione dipende da vari elementi -->
STRABONE chiamava ecumene quella parte delle terre nelle quali sono presenti le condizioni per uno stabile
insediamento umano; mentre indicava come anecumeniche quelle nelle quali non si poteva abitare stabilmente
(attualmente il 20% -- Antartide, estreme porzioni dei continenti, regioni prive di acqua, zone di alta quota e le
grandi foreste equatoriali)
▪ Grande disomogeneità nella distribuzione della popolazione del pianeta --> l’Asia (circa 4 miliardi e mezzo di
abitanti) accoglie il 60% della popolazione mondiale ma rappresenta meno del 30% delle terre emerse --> In
Europa gli abitanti sono circa 700 milioni (meno del 10% della popolazione e 7% delle terre), in Africa gli abitanti
➔
sono oltre 1 miliardo (13% della popolazione e 20% delle terre) circa l’83% della popolazione mondiale vive
nel Vecchio Mondo (solo 57% delle terre emerse) mentre nelle Americhe e nell’Oceania (oltre 43% delle terre
➔
emerse) vive il 17% della popolazione 90% della popolazione vive nell’emisfero boreale
LEZIONE 3: geografia umana
▪ Differenza tra la geografia di Strabone e la geografia moderna --> differenza nella conoscenza del mondo
▪ Per molti anni la geografia si occupava soprattutto di scoprire e riportare sulla carta geografica cosa c’era al di là
delle terre note --> quando è stato completato il planisfero, la geografia ha terminato la funzione descrittiva
→
fisica e si è occupata del rapporto tra uomo e territorio e delle dinamiche tra lo sviluppo di quest’ultime
nascita della GEOGRAFIA CULTURALE
L’espressione “geografia culturale” è stata coniata da Friedrich Ratzel nel 1880 ed è nata sotto l’influenza della
teoria darwiniana --> geografia che pone attenzione alla cultura umana (si interessa ai sistemi usati per trarre
profitto dall’ambiente), analizzata come insieme di artefatti usati dagli uomini nei rapporti con lo spazio
▪ Principali domande dei geografi culturali: effettivo rapporto tra ambiente e sviluppo umano; se è possibile
→
identificare le cause concrete, presenti nel territorio, allo sviluppo dell’umanità alcuni geografi hanno risposto
e si sono formate due scuole di pensiero: Determinismo e Possibilismo
▪ DETERMINISMO (Ritter, Ratzel e Von Humboldt): l’azione dell’uomo nella storia è soltanto il tentativo di
adattarsi alle leggi della natura, da cui dipende completamente --> quindi lo sviluppo delle attività umane
dipendeva solo dalle condizioni ambientali ed era direttamente determinato da: temperatura, esposizione al
sole, disponibilità di risorse naturali …
--> nasce nell’epoca del Darwinismo: la scienza vuole comprendere razionalmente lo sviluppo delle specie
animali attraverso stretti nessi di causalità --> Ratzel ritiene che il popolo tedesco si sarebbe sviluppato in modo
diverso rispetto al popolo africano a causa del territorio differente e quindi non in base alle capacità potenziali
dei popoli --> Ratzel attribuisce alle condizioni naturali le ragioni di un maggiore o minore sviluppo
--> senza volerlo posero le basi di un’ideologia del pangermanesimo e della superiorità della razza tedesca nel XX
secolo
▪ POSSIBILISMO (maggior esponente: Vidal De la Blache): l’azione dell’uomo nella storia sarebbe in verità frutto
delle diverse scelte da esso effettuate in risposta alle possibilità offerte dall’ambiente
--> dà all’uomo la libertà di trasformare il territorio, di sfruttarlo o resistendo alle possibilità/difficoltà che esso vi
pone
--> maggior peso all’azione umana e minor dipendenza dal territorio --> contano le scelte effettuate dai popoli, le
circostanze storiche, le idee …
LEZIONE 4: il paesaggio geografico
▪ Paesaggio = elemento molto importante per tutti gli studi geografici --> = parte della superficie terrestre
caratterizzata e distinta dalle altre sulla base di un insieme di elementi, naturali e antropici --> paesaggi naturali
(ad esempio, quello carsico o quello desertico) e paesaggi umanizzati (ad esempio, quello industriale o urbano) --
> il termine paesaggio è utilizzato anche nella pittura, nella letteratura fantastica e nel linguaggio comune
▪ La Convenzione europea del paesaggio (Firenze, ottobre 2000) all’art. 1 del cap. 1 dà questa definizione di
paesaggio: «landscape» means an area, as perceived by people, whose character is the result of the action and
interaction of natural and/or human factors --> il paesaggio è un insieme materiale di cose che ha determinate
caratteristiche storicamente acquisite; la realtà oggettiva non è il paesaggio ma lo diventa attraverso il nostro
modo di percepirla --> il paesaggio è uno stato mentale che deriva da una realtà fisica
Se è piacevole cerchiamo di conservare la cosa che lo produce, di trasformarle o di costruirla in modo che ci dia
piacere --> funziona se la cosa ci appartiene ma il paesaggio è un bene collettivo che si identifica con un territorio
(le caratteristiche derivano dai rapporti che più soggetti hanno tra loro e con l’ambiente)
Per conservare, trasformare o costruire un paesaggio bisognerebbe esercitare un controllo sull’intera società ma
oggi nessuna autorità ha questo potere --> Per pianificare un paesaggio occorre il consenso di tutti i soggetti
attorno ai significati e ai valori, non omogenei e in continuo cambiamento, che le sue forme esprimono
Le diverse definizioni di paesaggio possono essere raggruppate in due gruppi che si sono alternati nel tempo
1. il paesaggio è visto come insieme di oggetti e di segni che producono delle impressioni e delle emozioni su
coloro che li osservano --> concetto essenzialmente estetico che sottolinea prevalentemente gli aspetti
soggettivi e qualitativi (sottoposto ad uno sguardo che lo carica dei significati che l’osservatore gli vuole
attribuire)
2. il paesaggio è un insieme di cose esistenti, tangibili e misurabili che caratterizzano un tratto della superficie
terrestre --> il paesaggio è visto come un oggetto statico determinato dal suo contenuto scientifico --> nessun
riferimento alla dimensione soggettiva della percezione, dell’estetica, dell’emozione
➔Oggi si cerca di definire il paesaggio collegando gli aspetti oggettivi e misurabili con gli aspetti soggettivi e qualitativi
Per cogliere i diversi aspetti del paesaggio, si possono distinguere tre gruppi di fenomeni
- sistema produttore: formato dalle forze che hanno prodotto il paesaggio --> si effettua una descrizione del
paesaggio dall’esterno adottando una procedura di analisi solamente oggettiva --> I geomorfologi, i naturalisti, i
pedologi, gli ecologi studiano le “forze naturali” --> Gli archeologi, gli storici, gli agronomi studiano le “forze
antropiche”
- sistema utilizzatore: uso che gli uomini fanno delle caratteristiche oggettive del paesaggio --> punto di vista interno
al paesaggio; vengono enfatizzati gli aspetti soggettivi
- paesaggio visibile (connessione fra i due blocchi precedenti: gli “oggetti” prodotti da forze e processi studiati nel
primo blocco compongono le immagini paesaggistiche percepite nel secondo blocco): riferimento al termine
paesaggio stratificato nel senso comune, ovvero ciò che l’occhio vede e che può essere riprodotto da un pittore, da
uno scrittore, da un fotografo
▪ Concezione di paesaggio simbolico di Denis Cosgrove --> parte dal riconoscimento dei limiti dell’analisi
morfologica che si sofferma sui caratteri formali del paesaggio --> si individuano le dimensioni simboliche del
paesaggio e il significato sociale e culturale investito nelle forme del territorio da coloro che le hanno prodotte e
che vivono al loro interno
▪ Osservatore esterno (outsider) = studiare la bellezza/qualità di un paesaggio e interpretarlo da un punto di vista
scientifico
▪ Osservatore interno (insider) = considerare l’aspetto affettivo e la dimensione d’uso del paesaggio che costituisce
la scena della sua vita (paesaggio abitato dall’insider)
▪ BIASUTTI (1947), rappresentante italiano della posizione determinista, considera il paesaggio sotto due aspetti --
> Definisce un paesaggio sensibile (ciò che l’occhio riesce ad abbracciare con un solo sguardo), e il paesaggio
geografico (sintesi astratta di molti paesaggi visibili, realizzata attraverso una selezione di pochi elementi ritenuti
fondamentali e dalla loro reciproca interazione)
--> L’azione dell’uomo risulta secondaria per cui i paesaggi di Biasutti sono soprattutto paesaggi climatici; ne
individua 34, classificati in 11 categorie che rispettano la suddivisione climatica, cui si aggiungono 7 paesaggi
umanizzati individuati selezionando la componente economica
--> A livello locale, questo tipo di analisi ha identificato tre paesaggi tipici, almeno in Europa: l’openfield, il
bocage e l’agricoltura promiscua (cfr. prossime lezioni per gli esempi di paesaggi tipici).
▪ ALDO SESTINI pubblicazione nel 1963 “Il Paesaggio”
--> paesaggio antropogeografico formato da vedute panoramiche (tratti della superficie terrestre colti da un
determinato punto di vista), dal paesaggio visibile, fatto dell’insieme di panorami omogenei e dal paesaggio
sensibile, ovvero il paesaggio visibile arricchito da elementi sensoriali
--> 96 tipi di paesaggio riferiti all’Italia intera --> la descrizione è attenta alla presenza umana
▪ LUCIO GAMBI pubblica in Questioni di Geografia (1964) una “critica ai concetti di paesaggio umano” affermando
che il paesaggio sensibile e visibile è ciò che vede il geografo positivista che considera solo l’uomo ecologico -->
Gli adattamenti del paesaggio agrario al clima, altitudine, suolo, venti, tecnologia sono innegabili ma non bastano
a spiegare elementi derivanti dalla storia --> Bisogna prendere in considerazione anche elementi non visibili
(riflessi della vita religiosa, fatti psicologici, rapporti tra individuo e gruppo, costumi giuridici intorno alla
proprietà familiare…) --> si sposta l’attenzione alle strutture che comprendono gli elementi invisibili
--> nuovi tipi di paesaggio: latifondo, microfondo, colture promiscue, colture di pregio delle fasce litorali
mediterranee, bonifiche, mezzadria, aziende capitalistiche, grande azienda silvopastorale
--> L’interesse storicistico si focalizza sui paesaggi del lavoro rurale e industriale, ma elabora nuove tipologie
paesistiche derivanti dall’analisi puntuale dell’uso del suolo, dei patti agrari e della tipologia della casa contadina
▪ EUGENIO TURRI negli anni ‘80 classifica i paesaggi umani in base alle attività viste in trasformazione: di recente
industrializzazione, di recente sviluppo turistico, di matura industrializzazione, di maturo sviluppo turistico
▪ Paesaggio = impronta che l’uomo dà all’ambiente --> paesaggi non solo eccezionali ed esteticamente gradevoli
ma anche quelli che raccontano un’evoluzione scomposta e disordinata
LEZIONE 5: il “valore” del paesaggio
▪ L’uomo ha sempre modificato l’ambiente naturale per sfruttarne le risorse --> il tipo e l’intensità delle modifiche
dipendono da fattori oggettivi (densità di popolazione …) ma intervengono anche gli atteggiamenti culturali con
cui l’uomo si pone di fronte ai cambiamenti: La concezione dell’uomo come parte della natura; L’attenzione al
mantenimento delle risorse nel tempo; (o per contro) lo sfruttamento di quante più risorse possibile
▪ Il paesaggio rispecchia i valori culturali della società che lo vive (testimonianza della cultura di una specifica
società)
▪ Il paesaggio permette di comprendere i valori dominanti e se gli elementi di novità sono assimilati e integrati o se
ci sono conflitti --> può essere considerato come un sistema di segni e quindi analizzato con la semiologia
▪ Paesaggi agricoli tradizionali = testimonianza di un’attenta attenzione al territorio e al mantenimento delle
risorse nel tempo --> possono essere importanti testimonianze del modo di vita del passato, della cultura delle
generazioni precedenti, oppure segni di come è cambiato il modo di relazionarsi con l’ambiente
▪ Quando i cambiamenti portano a una perdita di qualità del paesaggio, si instaura una spinta a una riflessione
sulle trasformazioni culturali e socio-economiche che le hanno determinate
▪ Il miglioramento del tenore di vita è un valore positivo ma la completa rottura con il passato può portare a una
frattura culturale tra diverse generazioni e una perdita di identità
▪ Riconoscere il valore culturale dei paesaggi permette la continuazione del senso di appartenenza di una società a
un territorio e favorisce il collegamento tra generazioni
▪ Il paesaggio secondo B. CASTIGLIONI può essere considerato:
- bene culturale (testimonia l’operato dell’uomo su un territorio)
- bene ambientale (luogo dove cultura e natura interagiscono)
- risorsa (paesaggi eccezionali) naturalistica e ambientale
- risorsa (paesaggi ordinari) di rilevanza per la qualità della vita e come testimonianza delle radici culturali
▪ Paesaggio agro-industriale della “piantata” padana: Campagna divisa in particelle rettangolari delimitate da
fossati e da alberi di acero e olmo maritati con filari di vite
LEZIONE 6: La Convenzione Europea del Paesaggio
▪ La Convenzione Europea del Paesaggio: Gli Stati membri del Consiglio d’Europa, desiderosi di promuovere gli
ideali che rappresentano il loro patrimonio comune mediante accordi internazionali, dispongono quindi con il
paesaggio di un bene prezioso da mantenere e da gestire mediante una cooperazione internazionale effettiva ed
organizzata nel quadro di uno strumento giuridico esclusivamente dedicato al paesaggio
--> Documento adottato dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa il 19 luglio 2000 --> tra le proposte per
tutelare il paesaggio sono presenti indicazioni tecniche dirette ad amministrazioni pubbliche e istituzioni e
proposte per coinvolgere tutti i cittadini
--> nel preambolo sono contenute le motivazioni che hanno portato alla costruzione del documento e attribuisce
al paesaggio una posizione centrale nella promozione dello sviluppo sostenibile e della partecipazione
1.Il rapporto tra le attività dell’uomo e l’ambiente naturale
Presentato sotto vari punti di vista
utilizzati per promuovere azioni di nell’ottica dello sviluppo sostenibile
salvaguardia, gestione e 2.La funzione del paesaggio come risorsa, anche economica
progettazione 3. Il paesaggio come componente del patrimonio naturale, ma
anche del patrimonio culturale
4. La qualità del paesaggio in relazione alla qualità della vita e il
benessere delle
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