Diritto dell’Unione Europea: lezione introduttiva
Il Diritto privato europeo si basa su due pilastri:
- Il tentativo (fallito) di dare una costituzione all’Unione Europea, ostacolato dagli Stati membri.
- Il processo di europeizzazione del diritto privato, cioè la sua evoluzione da diritto nazionale a diritto comune per tutti i cittadini europei, con discussioni su un possibile Codice civile europeo.
Il fondamento normativo di questa disciplina si trova nell’art. 117 Cost., che stabilisce che la potestà legislativa di Stato e Regioni deve rispettare la Costituzione, i vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e gli obblighi internazionali.
Questo significa che il legislatore interno è vincolato dai principi del diritto europeo, rendendo l’art. 117 una norma cruciale per comprendere i limiti dell’attività legislativa nazionale.
Il diritto europeo si realizza tramite una serie di atti, direttive, regolamenti e soprattutto trattati, tra cui spiccano:
- T.U.E. (Trattato sull’Unione Europea).
- T.F.U.E. (Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea).
Art. 6 TUE e Carta di Nizza
All’interno del T.U.E., centrale è l’art. 6 TUE, che stabilisce:
- L’Unione riconosce i diritti, le libertà e i principi sanciti dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE (Carta di Nizza, 7 dicembre 2000), attribuendole valore giuridico pari a quello dei trattati.
- L’Unione aderisce alla Convenzione Europea per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali (CEDU).
- I diritti fondamentali garantiti dalla CEDU sono parte del diritto dell’Unione come principi generali.
Il riconoscimento giuridico della Carta di Nizza risolve un dibattito sorto sin dalla sua adozione: inizialmente era solo un riassunto dei diritti fondamentali dedotti da giurisprudenza delle Corti Europee e principi costituzionali nazionali. La Corte di Giustizia UE ha contribuito a farle assumere valore normativo richiamandola nelle sentenze. Con l’art. 6 TUE, ciò è ora formalizzato.
La Carta di Nizza porta a compimento il processo iniziato a Maastricht nel 1992, che segna il passaggio dalla logica economico-mercantile (creazione del mercato comune) a una logica personalistica (tutela della persona).
Queste due anime coesistono e a volte si contrappongono, come dimostra il regolamento sulla privacy, che equilibra interessi personali e imprenditoriali.
Diritti previsti dalla Carta di Nizza
La Carta di Nizza prevede diritti che coincidono in parte con la Costituzione italiana, come il diritto di proprietà e il principio di eguaglianza, ma introduce novità rilevanti, tra cui:
- Dignità umana (art. 1), considerata super-principio da cui discendono tutti gli altri diritti. In Costituzione non vi è una norma espressa, ma la dignità è implicita come presupposto di ogni tutela.
- Altri diritti non espressamente previsti in Costituzione ma presenti nella Carta: diritto alla vita, protezione dei dati personali, protezione dei consumatori.
Questo comporta la necessità di valutare l’impatto delle norme europee sul diritto interno, verificando come influenzano la regolamentazione degli istituti di diritto privato.
Famiglia e tutela delle diversità
Un istituto particolare è la famiglia, su cui l’UE non ha competenza diretta, poiché riflette la cultura di ciascun popolo. Tuttavia, l’UE ha influenzato indirettamente la disciplina, come dimostra la legge sulle unioni civili.
Due principi fondamentali a riguardo sono:
- Tutela delle diversità.