Rivoluzione Russa
La Russia era uno stato assoluto (il governo ha soltanto una persona che detiene tutti i poteri:
legislativo, giudiziario ed esecutivo) e il potere era nelle mani dello Zar. Esso era della dinastia
Romanov.
La Russia era estremamente arretrata su tanti punti di vista diversi, il primo era quello culturale
perché distante dall’Europa, non ha partecipato a tutti i cambiamenti successi, come la rivoluzione
francese, cambiando molto la condizione socio-europea. La Russia era quindi rimasta isolata, indietro
più o meno di quasi 600 anni, avendo lo stesso governo che c’era durante il periodo Dantesco.
Questa arretratezza si traduce anche come carenza economica, perché basa tutta la sua economia
sul settore primario, tutte le loro risorse derivavano dall’agricoltura.
La Russia voleva rientrare in Europa per i Balcani. Il feudalesimo era ancora presente, assieme ai
servi della gleba.
La Russia era isolata ma gli uomini e le donne potevano uscire dal proprio stato e ritornare, questo
allora porta pensieri, e agli inizi del ‘900, dietro le quinte, si riunivano piccoli gruppi clandestini di
argomento politico. Col tempo si erano formati tre partiti politici molto diversi l’uno dall’altro, con in
comune l’odio dell’assolutismo:
- Partito costituzionale (partito dei cadetti): quello più a destra (conservatori, poco aperti o nullo
al cambiamento per paura) ma facendo dei piccoli cambiamenti, con una monarchia
costituzionale senza togliere lo zar, ma con l’aggiunta di un parlamento per limitare i poteri di
esso.
- Partito dei socialisti rivoluzionari: loro essendo di sinistra, volevano un cambiamento della
società e bisognava cambiare tutta la conformazione dello stato e dare i poteri politici ai
contadini, perché erano la maggioranza e dovevano fare in modo che questi non siano più
servi della gleba.
- Partito social-democratico: sempre a sinistra, simili ai socialisti ma con pensieri molto diversi,
volevano un cambiamento della società togliendo la monarchia, rifondare lo stato ma si
differenziano dai socialisti su chi si dovesse investire, non sui contadini ma su coloro che
potevano modernizzare la Russia costruendo le industrie ed investendo quindi sugli operai,
questa idea viene da Karl Marx, che voleva investire sugli operai che a loro volta avrebbero
investito sulle industrie per renderle più ricche.
Quest’ultimo partito si dividerà in due correnti di pensiero diverse ma con lo stesso obiettivo:
- Menscevichi (la minoranza, quelli di meno): per arrivare a dare potere agli operai bisognava
per prima cosa, passare per una rivoluzione borghese, cioè attraversare un periodo storico
che la Russia non aveva ancora avuto e che invece aveva avuto l’Europa occidentale, la
Russia doveva prima imparare ad avere una classe media. Bisognava cambiare
l’impostazione dello stato, il modo di gestire lo stato. Solo in quel momento fare una
rivoluzione totale - proletaria. (una rivoluzione in cui il potere viene dato ai proletari, persone
che non possono dare nulla allo stato se non figli).
- Bolscevichi (la maggioranza): volevano la rivoluzione subito, la Russia era troppo arretrata e
troppo povera, bisognava assolutamente togliere lo zar e dare potere agli operai, per farlo si
dà il controllo decisionale ad un gruppo di pochi intellettuali con le idee chiare che possono
giostrare una rivoluzione immediata.
Anno 1905
La russia stava perdendo una guerra molto sanguinosa con il Giappone.
Erano entrati in guerra perché entrambi gli stati erano interessati alla Manciuria, paese della Cina. La
Russia la voleva per l’affaccio sul mare mentre il Giappone il contrario.
Questa guerra è estremamente umiliante per la Russia, perché persa.
Una domenica a San Pietroburgo, città dimora degli zar, scoppia una rivolta in cui il popolo scende
per strada e chiede la fine della guerra che sta portando solo disastri.
Accade che il popolo non scenda a caso per strada, ma si formano delle piccole organizzazioni di
operai che decidono esattamente come fare questa piccola rivolta. Queste organizzazioni sono più
comunemente note come ’Soviet’. Questa rivoluzione è chiamata ‘domenica di sangue’.
Lo zar risponde alla rivolta con l’esercito, inviandolo sulle strade e sopprime i rivoltosi, ammazzando
tutti i rivoluzionari. Lo zar deve prendere coscienza che qualcosa era cambiato nel suo stato, allora
Nikolaj II, deve accettare un qualcosa che non avrebbe mai voluto fare, cioè la creazione di un
parlamento, che in russo si chiama ‘Duma’, ed era un parlamento non democratico ma formato da
persone che lui sceglie e fedeli a lui.
La Russia continuava ad essere assolutamente assoluta.
Il tempo passa e siamo nel 1917. La Russia si trovava nelle stesse condizioni del 1905, con lo stesso
zar e strapotere, e stesse problematiche. Ci fu una rivolta per le strade in cui il popolo chiede la fine
della guerra mondiale. Questo evento accadrà l’8 Marzo, il problema è che in russia in realtà era il 23
Febbraio perché talmente arretrata che avevano un calendario diverso da quello gregoriano, mentre
in russia c’era il calendario giuliano inventato ai tempi dell’antica Roma, chiamato così per indicare
Giulio cesare. Questa rivoluzione è conosciuta come ‘rivoluzione di Febbraio’ per i Russi. Manderà
sempre l’esercito ma questo non ubbidirà e si renderà conto che non ha senso che la guerra continui
e si unisce alle proteste. Davanti a tutto questo, lo zar è costretto ad abdicare facendo sparire la
monarchia assoluta in Russia. Si crea un buco di potere, e si crea velocemente un governo
provvisorio, in attesa delle elezioni. Il parlamento costituzionale è quello che forma questo governo
perché più simile a quello precedente, per evitare un cambiamento troppo forte. Il partito dei cadetti,
essendo vicino allo zar, quindi il nuovo governo non ascolterà le rivolte del popolo.
Esistono due centri di potere:
- Governo provvisorio, quello legale.
- Soviet, composto dai due partiti, quello dei socialisti rivoluzionari e quello dei
socialdemocratici.
Ritorna in Russia un bolscevico, un esiliato in svizzera 15 anni prima per le sue idee pesanti, ovvero
Lenin e riesce ad arrivare in Russia grazie ai tedeschi. Questi lo aiutano ad arrivare in Russia perché
avrebbe portato caos. Lenin arriva e per sistemare la situazione fa un discorso politico in piazza, che
viene battezzato “le tesi di Aprile” come programma politico per diventare il maggiore esponente del
partito dei bolscevichi, dando dei punti importanti:
- Tutto il potere ai soviet, essendo lui più vicino alle idee dei soviet.
- L’uscita dalla guerra.
- Distribuzione delle terre.
E da questo tutto il popolo inizia ad ammirarlo.
Il 25 Ottobre Russo inizia la “rivoluzione di Ottobre” in cui Lenin con il suo esercito occupa il Palazzo
d'inverno che era sede del governo provvisorio a San Pietrogrado. Questo colpo di stato dà il via alla
rivoluzione socialista, e la Russia passa da un governo monarchico feudale ad uno s