6 I piani di bacino
I piani di bacino nascono dall’esigenza di attuare in modo ordinato e progressivo strategie e politiche in specifici settori.
- 1976 – Legge 319 Tutela delle Acque dall’inquinamento →
- 1989 – Legge 183 Legge Quadro sulla Difesa del Suolo →
- 1994 – Legge 36 Riforma dei servizi idrici →
- 1999 – D.Lgs 152 Tutela delle Acque dall’inquinamento →
- 2006 – D.Lgs 152 Testo Unico Ambientale →
I Piani derivanti dal Quadro Normativo: Piani di bacino, piani di tutela, piani d’ambito, piani di gestione. D.Lgs 152/06, testo unico, contiene tutti i piani.
I Piani si riferiscono a “problematiche” e ad “ambiti” territoriali.
La struttura amministrativa → 20 regioni, 103 province e 8101 comuni.
Pianificazione di bacino
Obiettivi, su scala di bacino idrografico, Autorità di Bacino: definisce obiettivi e priorità degli interventi cui devono attenersi i Piani di Tutela.
Piano di Tutela, Stralcio piano di bacino, Regione: adotta e approva il Piano di Tutela entro 31/12/2004.
P.R.G.A. viene aggiornato dalla regione.
ATO: redigono il Piano d’Ambito Territoriale che costituisce il documento di pianificazione generale e strategica per la gestione del Servizio Idrico Integrato.
Piano di Gestione bacini idrografici, Piani di Gestione dei Bacini Idrografici, art. 13 → Direttiva 2000/60/CE: gli Stati membri devono predisporre un Piano di Gestione per ogni Distretto Idrografico.
Il modello della Pianificazione del TUA è la semplice unione dei Piani esistenti senza un reale ed efficace coordinamento.
Evoluzione della politica europea sulle acque
- Prima fase, anni ’70-80: standard di qualità per specifiche destinazioni di uso.
- Seconda fase, anni ’90: riduzione inquinamento da fonti specifiche di particolare rilievo, nitrati da agricoltura, acque reflue urbane, IPPC.
- Terza fase, da 2000 in poi: la Direttiva quadro sulle acque, Direttiva 2000/60/CE.
Direttiva quadro aspetti generali
- Protezione delle acque a livello comunitario, sulla base di principi e obiettivi comuni.
- Obiettivi vincolanti, ma flessibilità negli strumenti attraverso i quali raggiungere tali obiettivi.
- Attuazione attraverso la piena partecipazione di tutte le parti interessate.
- Pianificazione di lungo periodo.
Direttiva quadro sulle acque elementi chiave
- Gestione delle acque a livello di bacino idrografico con individuazione dei distretti idrografici.
- Piani di gestione dei bacini idrografici.
- Approccio combinato.
- Recupero dei costi e prezzo equo dell’acqua.
- Partecipazione del pubblico.
Obiettivi
- Ampliare la protezione delle acque, sia superficiali che sotterranee.
- Raggiungere lo stato “buono” per tutte le acque entro il 31 dicembre 2015.
- Gestire le risorse idriche sulla base di bacini idrografici indipendentemente dalle strutture amministrative.
- Procedere attraverso un’azione che unisca limiti delle emissioni e standard di qualità.
- Riconoscere a tutti i servizi idrici il giusto prezzo che tenga conto del costo economico reale.
- Rendere partecipi i cittadini delle scelte adottate in materia.
Tutela e gestione delle acque a livello di bacino idrografico
Tutela e gestione delle acque a livello di bacino idrografico → “Il territorio nel quale scorrono tutte le acque superficiali attraverso una serie di torrenti, fiumi ed eventualmente laghi per sfociare in un punto specifico di un corso d’acqua, lago o la confluenza di un fiume”.
Unità territoriale di riferimento: “Distretto idrografico” → “Area di terra o di mare, costituita da uno o più bacini idrografici limitrofi e dalle rispettive acque sotterranee e costiere e che rappresenta la principale unità di gestione dei bacini idrografici”.
Attività conoscitiva
Attività conoscitiva, art. 5:
- Caratterizzazione del distretto.
- Esame degli impatti delle attività umane sulla qualità delle acque superficiali e sotterranee.
- Analisi economica dell’utilizzo idrico.
- Aggiornamento: dopo 13 anni dalla pubblicazione della direttiva, successivamente ogni 6.
Registro aree protette
Registro aree protette, art. 6 → Per ogni distretto dovrà essere istituito un registro delle aree alle quali è riconosciuta protezione ai fini della tutela delle acque e garantire la conservazione degli habitat e delle specie.
- Zone vulnerabili.
- Aree sensibili.
- Aree designate “Habitat”.
Programmi di misure
Programmi di misure → misure di base → requisiti minimi del programma → supplementari a complemento delle misure di base.
Monitoraggio dello stato delle acque superficiali e sotterranee → Visione coerente e globale dello stato delle acque all’interno di ogni distretto idrografico.
- Acque superficiali → Stato ecologico, chimico.
- Acque sotterranee → Stato chimico, quantitativo.
- Aree protette → Integrate dalle specifiche contenute nelle norme comunitarie in base alle quali le aree protette sono state create.
Piani di gestione dei bacini idrografici
- Descrizione generale delle caratteristiche del distretto;
- La sintesi delle pressioni e degli impatti delle attività umane sui corpi idrici;
- L'elenco e la rappresentazione delle aree protette;
- La mappa delle reti di monitoraggio;
- L'elenco degli obiettivi ambientali per tutti i corpi idrici;
- La sintesi dell'analisi economica;
- La sintesi dei programmi di misure;
- L'elenco delle autorità competenti;
- Le procedure per ottenere la documentazione e le informazioni di base.
Possono essere integrati da programmi e da piani di gestione più dettagliati per sottobacini, settori, problematiche, categoria di acque.
2003 Individuazione del distretto, art. 3, 2004 Analisi del distretto, esame impatto antropico e analisi economica, art. 5, 2006 operatività dei programmi di monitoraggio, art. 8, 2008 – 2009 programma di misure e piano di gestione dei bacini idrografici, art. 11 e 13.
Stato dei corpi idrici
Stato dei corpi idrici dei corpi idrici superficiali → Stato Chimico.
Stato Ecologico → Elementi Qualitativi per la classificazione dello stato ecologico. Condizioni di riferimento → Elementi biologici, Elementi idromorfologici a sostegno degli elementi biologici, Elementi chimici e fisico-chimici a sostegno degli elementi biologici.
Definizione generale dello stato ecologico
Stato elevato → Nessuna alterazione antropica, o alterazioni antropiche poco rilevanti, dei valori degli elementi di qualità fisicochimica e idromorfologica del tipo di corpo idrico superficiale rispetto a quelli di norma associati a tale tipo inalterato. I valori degli elementi di qualità biologica del corpo idrico superficiale rispecchiano quelli di norma associati a tale tipo inalterato e non evidenziano nessuna distorsione, o distorsioni poco rilevanti. Si tratta di condizioni e comunità tipiche specifiche.
Stato buono → I valori degli elementi di qualità biologica del tipo di corpo idrico superficiale presentano livelli poco elevati di distorsione dovuti all'attività umana, ma si discostano solo lievemente da quelli di norma associati al tipo di corpo idrico superficiale inalterato.
Stato sufficiente → I valori degli elementi di qualità biologica del tipo di corpo idrico superficiale si discostano moderatamente da quelli di norma associati al tipo di corpo idrico superficiale inalterato. I valori presentano segni moderati di distorsione dovuti all'attività umana e alterazioni significativamente maggiori rispetto alle condizioni dello stato buono.
La nuova Direttiva “Alluvioni”
Su ciascun distretto gli stati membri:
- Entro il 22 dicembre 2012 effettuano una valutazione preliminare del rischio di alluvione.
- Entro il 22 dicembre 2013, individuano le zone per le quali esiste un rischio potenziale significativo di alluvione predisponendo specifiche mappe di pericolosità e mappe di rischio di alluvione, nella scala più appropriata.
- Entro 22 dicembre 2015 provvedono a ultimare e pubblicare i piani di gestione del rischio di alluvione.
Mappe dati storici, territorio, ecosistema, costi benefici, uso del suolo, obiettivi della WFD → Piani di Gestione del rischio alluvioni → prevenzione, protezione, preparazione, previsione, allerta.
Il Piano di Bacino Distrettuale
È lo strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo redatto dall’ Autorità di bacino, mediante il quale sono pianificate e programmate le azioni e le norme d’uso finalizzate alla conservazione, alla difesa ed alla valorizzazione del suolo ed alla corretta utilizzazione delle acque, sulla base delle caratteristiche fisiche ed ambientali del territorio.
Le disposizioni in esso contenute ed approvate hanno carattere immediatamente vincolante per le amministrazioni ed enti pubblici, nonché per i soggetti privati, ove trattasi di prescrizioni dichiarate di tale efficacia dallo stesso Piano di bacino.
I Piani, prima della loro approvazione, sono sottoposti a VAS in sede statale. Le autorità promuovono la partecipazione attiva di tutte le parti interessate all’elaborazione, al riesame e all’aggiornamento dei Piani, provvedendo affinché siano pubblicati e resi disponibili per eventuali osservazioni del pubblico, inclusi gli utenti, concedendo un periodo minimo di 6 mesi per la presentazione di osservazioni scritte, i seguenti documenti:
- Calendario e programma di lavoro per la presentazione del piano, inclusa una dichiarazione delle misure consultive che devono essere prese almeno 3 anni prima dell’inizio del periodo cui il Piano si riferisce.
- Una valutazione globale provvisoria dei principali problemi di gestione delle acque, identificati nel Bacino idrografico, almeno due anni prima dell’inizio del periodo cui si riferisce il Piano.
- Copia del progetto del Piano di bacino, almeno un anno prima dell’inizio del periodo cui il Piano si riferisce.
Il Piano di bacino distrettuale ha valore di piano territoriale di settore ed è lo strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo mediante il quale sono pianificate e program