QUADERNO 02 / ECONOMIA L-33 APPUNTI DI STUDIO
QUADERNO 02 · MATEMATICA CORSO BASE · ECONOMIA POLITICA
Derivate, ottimizzazione
e applicazioni economiche
Dal tasso di variazione alla scelta ottima: metodo, condizioni e
controlli.
Obiettivo del quaderno
Passare dall’idea intuitiva di variazione marginale a un metodo affidabile per studiare funzioni
e risolvere problemi economici. Il punto centrale è distinguere il calcolo di una derivata dalla
dimostrazione che una scelta sia davvero ottima.
Il percorso
• Misurare. Rapporto incrementale, derivata, tangente e approssimazione locale.
• Interpretare. Costi, ricavi, profitto, produttività ed elasticità.
• Scegliere. Punti stazionari, estremi del dominio, vincoli e confronto dei valori.
Prerequisiti
Equazioni e disequazioni, potenze, logaritmi, dominio di una funzione e intervalli reali. Sono
richiamate le nozioni di limite e continuità necessarie per capire la derivata; non si
presuppone di avere già studiato tutti i teoremi dell’analisi.
Regola di lavoro. Prima scrivere che cosa si massimizza e dove si può scegliere. Solo dopo
derivare. Un risultato esterno al dominio non è una soluzione economica, anche se i passaggi
algebrici sono corretti.
Percorso di riferimento: laurea L-33 in Economia, interateneo Sapienza - Unitelma Sapienza. Piano di studi caricato:
Economia telematica 2027.
Materiale di studio autonomo, con spiegazioni ed esercizi originali. I riferimenti ai documenti di partenza sono
riportati alla fine del fascicolo.
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Indice e guida alla lettura
1. Funzioni, dominio e variazioni 3
2. Derivata, tangente e approssimazione 4
3. Regole di derivazione e domini 5
4. Monotonia, concavità ed estremi 6
5. Una procedura completa di ottimizzazione 7
6. Costi totali, medi e marginali 8
7. Massimizzare il profitto 9
8. Scelta vincolata del consumatore 10
9. Elasticità, produttività e sensibilità 11
10. Laboratorio di calcolo e scelta 12
11. Errori comuni e formulario ragionato 13
12. Fonti e collegamenti al programma 14
Come usare il quaderno
Prima leggere le definizioni e ricostruire gli esempi senza saltare i passaggi. Poi coprire le
soluzioni e ripetere gli esercizi. Infine usare il riepilogo per spiegare a voce il significato di ogni
formula, le sue ipotesi e un caso in cui non si può applicare.
Convenzioni
I dati numerici degli esempi sono ipotetici. Il punto e virgola separa le coordinate; la virgola indica i decimali. Le
formule usano parentesi per rendere esplicito l’ordine delle operazioni. Le pagine citate nelle fonti sono le pagine
del PDF, contando la copertina.
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1. Funzioni, dominio e variazioni
Una funzione f assegna a ogni x del suo dominio un unico valore f(x). In economia x può
rappresentare produzione, lavoro o prezzo; il valore della funzione può essere costo, ricavo o
utilità. Il dominio matematico è l’insieme su cui la formula è definita; il dominio
economico aggiunge le restrizioni del problema.
Per C(q) = 100 + 12q + q² la formula è definita per ogni reale, ma la produzione richiede
almeno q ≥ 0. Se la capacità è 30 unità, l’insieme ammissibile è [0,30]. In AC(q) = C(q)/q, il
costo medio è definito soltanto per q > 0. Lo zero è economicamente possibile come
produzione, ma non come denominatore del costo medio.
Dal livello alla variazione
Dato un incremento h ≠ 0, con x e x+h nel dominio, il rapporto incrementale è:
[f(x+h) - f(x)]/h
Esso misura la variazione media di f per unità di x nell’intervallo considerato. Per f(x) = x²,
sviluppando il quadrato si ottiene [(x+h)² - x²]/h = 2x+h. A x = 4 e h = 1 il rapporto vale 9;
con h = 0,1 vale 8,1; con h = -0,1 vale 7,9. Avvicinando h a zero da entrambi i lati ci si
avvicina a 8.
Limite e continuità: il minimo indispensabile
Dire che f(x) tende a L per x che tende a x₀ significa che f(x) può essere reso arbitrariamente
vicino a L prendendo x sufficientemente vicino a x₀, senza necessariamente porre x = x₀. La
funzione è continua in x₀ se il limite coincide con f(x₀).
La derivata nasce dal limite del rapporto incrementale, non dalla sostituzione h = 0 nel
rapporto, che darebbe una divisione per zero. Il limite permette di descrivere una variazione
locale pur usando incrementi sempre diversi da zero.
Unità. Se C è in euro al mese e q in unità al mese, ΔC/Δq e C′(q) sono costi per unità aggiuntiva. Il
costo totale e il costo marginale non sono numeri direttamente confrontabili senza considerare le
unità.
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2. Derivata, tangente e
approssimazione
Per un punto interno x₀, la derivata è definita quando esiste finito il limite:
f′(x₀) = lim(h→0) [f(x₀+h) - f(x₀)]/h
Geometricamente è la pendenza della tangente al grafico. Per f(x) = x² abbiamo f′(x) = 2x; nel
punto x₀ = 4 la tangente passa per (4;16) e ha pendenza 8.
y = f(x₀) + f′(x₀)(x - x₀) → y = 16 + 8(x - 4) f(x) = x²
(4; 16)
tangente: y = 8x - 16 x
Approssimazione lineare
Per h piccolo si usa f(x₀+h) ≈ f(x₀) + f′(x₀)h. Con x₀ = 4 e h = 0,1, il valore stimato di 4,1² è
16,8; quello esatto è 16,81. L’errore 0,01 coincide con h². In generale, la derivabilità
garantisce un errore che, diviso per h, tende a zero; non garantisce precisione per variazioni
grandi.
Quando la derivata non esiste
Per f(x) = |x|, in zero il rapporto incrementale vale -1 da sinistra e +1 da destra: i limiti non
coincidono. La funzione è continua, ma presenta uno spigolo. Dunque derivabilità implica
continuità, mentre la continuità non implica derivabilità.
Derivata all’estremo. In q = 0, se q ≥ 0, sono ammissibili solo incrementi verso destra. Una
derivata destra può descrivere il costo di avvio marginale, ma non autorizza a usare senza verifica
i teoremi per punti interni.
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3. Regole di derivazione e domini
Le regole seguenti valgono nei punti in cui le funzioni coinvolte sono derivabili e le espressioni
sono definite. Le costanti moltiplicative restano davanti alla derivata; una costante additiva
scompare.
Funzione Derivata Condizione essenziale
- Risolvere un problema di matematica
- Riassumere un testo
- Tradurre una frase
- E molto altro ancora...
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