MANAGEMENT E SISTEMI CONTABILI DELLE AZIENDE PUBBLICHE
1. Tipologie di aziende pubbliche e attività
è caratterizzato dalla presenza di vari enti: enti pubblici territoriali (sono Stato,
Il sistema pubblico
comuni, province, regioni, città metropolitane; si caratterizzano per: la legittimità ad operare in un
certo ambito territoriale e compresenza tra potere organizzativo, costituito dalle tecno-strutture che
gestiscono i servizi pubblici, e potere politico, costituito dagli organi eletti), enti pubblici non
economici (si caratterizzano per: mono-funzionalità, autonomia di intervento, gestione discrezionale
di fondi trasferiti da EPT, che effettua un controllo politico di spesa e risultati) e imprese pubbliche
(sono economicamente simili agli enti pubblici non economici, ma sono società di capitali, e svolgono
attività di scambio. Un esempio sono le Poste Italiane)
Le istituzioni come capogruppo di gruppi pubblici sono i Comuni, i quali esercitano un ruolo di guida
e coordinamento delle aziende componenti il gruppo; svolgono, quindi, funzioni di: indirizzo, controllo
e regolamentazione.
Le Istituzioni Pubbliche tutelano gli interessi generali, i quali rispecchiano i valori di una comunità.
La PA svolge diverse attività: sistema legale e funzione potestativa (viene svolta dagli organi dello
Stato, organi regionali e amministrazioni locali, attraverso leggi costituzionali, ordinarie e delegate),
produzione ed erogazione di beni collettivi (si tratta di beni non escludibili, in quanto non si può
escludere coloro che non pagano le imposte, e non rivali, tutti ne possono beneficiare), produzione
ed erogazione di servizi a domanda individuale (come i servizi sanitari e sociali, scolastici ed
educativi, culturali e di pubblica utilità. Sono beni divisibili ed escludibili; la responsabilità per questi
bisogni è affidata al pubblico: si parla di Welfare State), trasferimenti finanziari (attraverso relazioni
di sistema pubblico tra le varie amministrazioni, e con il sistema privato) ed emanazione di indirizzi,
programmi e linee guida per il sistema socioeconomico e il patrimonio ambientale (attraverso la
pianificazione industriale e urbanistica).
2. Caratteristiche e specificità delle A.P.
sono caratterizzate da eterogeneità delle funzioni (come: difesa, sanità,
Le aziende pubbliche
giustizia, rapporti diplomatici, leggi) e dei prodotti (come: leggi e atti amministrativi, beni e servizi
collettivi e individuali, trasferimenti finanziari), derivante dalla molteplicità di funzioni delle AP nel
corso del tempo.
L’eterogeneità dei prodotti si riflette nell’eterogeneità di: natura operativa dell’attività; tipologia delle
professionalità richieste alle persone; modalità di traduzione dei principi di specializzazione e
divisione del lavoro in strutture organizzative; e i criteri di valutazione dell’azione devono essere
specificati e differenziati tra classi di prodotti.
I prodotti dell’attività della PA sono finanziati attraverso la tassazione; questo porta a diverse
implicazioni, come: la qualità e la gestione dei servizi erogati non è riflessa nell’equilibrio finanziario,
una buona gestione può essere in disavanzo, mentre una cattiva gestione può essere in equilibrio,
l’assenza del prezzo non permette di avere una misura esplicita e condivisa del valore pubblico da
contrapporre con i costi da sostenere (perciò, vengono meno i meccanismi di auto-selezione della
domanda; tende a ridurre il consenso perché la gratuità dei servizi viene considerata “normale”.
Vengono previsti, però, dei sistemi alternativi di controllo della domanda: contributi ai costi, come i
ticket; selezione e orientamento da parte dell’offerta; sensibilizzazione e responsabilizzazione della
domanda).
La PA è organizzata in modo che ci sia: economicità (è la capacità mantenuta nel LP di soddisfare i
bisogni considerati di pubblico interesse della comunità: mette, quindi, in relazione gli input con gli
outcome), efficacia (è la capacità dei prodotti di soddisfare i bisogni) ed efficienza (intesa come
rapporto tra risorse impiegate e prestazioni e servizi prodotti): partendo dagli input, si arriva
all’output, e poi all’outcome (risultati che il processo ha ottenuto). Infine, molto importante è anche
l’equità, che può riguardare diversi momenti del rapporto tra risorse e soddisfazione dei bisogni; si
può distinguere tra: equità delle risorse a disposizione per soddisfare un bisogno, equità nell’accesso
ai servizi, ed equità nel grado di soddisfazione del bisogno.
Le amministrazioni pubbliche devono agire nel rispetto del sistema legale; il principio della legalità
si compone di: correttezza amministrativa e trasparenza dell’azione pubblica. Tuttavia, può
ostacolare l’innovazione e il cambiamento, oltre ad esserci il problema della corruzione (scambio tra
un atto di potere e una prestazione), il quale è difficile da individuare e comporta la delegittimazione
dell’esercizio di poteri sovraordinati.
Per ragioni di equità e per tutelare il cittadino, si richiede che l’attività amministrativa venga svolta
secondo schemi predeterminati e trasparenti. La formalizzazione riguarda: gli organi che hanno il
potere di operare in base all’attribuzione di competenze, la successione delle diverse operazioni e
le relative modalità di svolgimento, i tempi di svolgimento dell’attività, le modalità di attuazione di
decisioni aventi rilevanza esterna, gli elementi che devono essere presenti negli atti, e l’esistenza di
particolari condizioni per lo svolgimento di determinate attività. Produce diversi effetti: enfasi sul
momento decisionale tramite un atto formale, prevalenza della tutela formale dei diritti rispetto a
quella sostanziale, e la funzionalità esterna viene messa in secondo piano rispetto alla correttezza
amministrativa dei rapporti con terzi.
La responsabilità dell’azione pubblica dipende da organi politici eletti; il modello politico enfatizza
l’importanza di garantire l’equilibrio tra valori, attese e interessi degli individui e dei gruppi sociali,
portando ad un impatto dei ritmi politico-istituzionali (condizionano la gestione delle amministrazioni
pubbliche) su quelli gestionali, e un effetto annuncio (è l’enfasi ai programmi che si intendono
realizzare, e alle dichiarazioni di intenzioni. Favorisce, però, l’insoddisfazione ai risultati conseguiti
dalle amministrazioni pubbliche, e i soggetti lesi hanno il tempo di organizzarsi e bloccare le decisioni
pubbliche).
Ecco di seguito il modello di funzionamento delle PA:
3. Il modello traduzionale di PA
sono 3: burocrazia (di Max Weber), relazione tra politica e
I modelli tradizionali di PA
amministrazione (di Woodrow Wilson) e management scientifico (di Frederick Taylor).
Il sistema burocratico venne inventato da Max Weber, secondo cui si distinguono 3 tipi di potere: p.
carismatico (es: grandi leader rivoluzionari, grandi capitani d’industria), p. tradizionale (es:
feudalismo) e p. razionale-legale (regole tradizionali, astratte e universali); l’apparato amministrativo
è costituito da: apparato amministrativo rudimentale o inesistente, nobiltà e burocrazia. Si
caratterizza per l’eliminazione degli elementi di soggettività: divisione del lavoro rigidamente
determinata da norme e definizione delle qualificazioni, un sistema di regole generali che governano
ogni azione, gerarchia degli uffici, meccanismi di selezione e di carriera basati sull’aspetto oggettivo
delle competenze tecniche.
La visione di Woodrow Wilson stabilisce che l’amministrazione e la sfera politica devono rimanere
separate e non devono intromettersi l’una nell’altra; i politici hanno il compito di fissare gli obiettivi
per le tecno-strutture, e non dovrebbero interferire con gli uffici, che hanno piena responsabilità
dell’esecuzione e della gestione. La burocrazia deve essere intesa come un sistema neutrale,
permanente e meritocratico, estraneo sia alla politica che alla definizione delle politiche.
Infine, Frederick Taylor stabilisce che la segmentazione e la standardizzazione del lavoro implicano
l’individuazione di un solo modo per lavorare, e un controllo intensivo per verificare il mantenimento
degli standard: è ciò che viene chiamato “management scientifico” di Taylor, caratterizzato dalle
competenze dell’esecutore, la redazione di manuali delle procedure, la supremazia della razionalità
e dell’impersonalità.
Questi 3 studiosi, con le loro teorie, hanno cercato di aumentare l’efficienza del lavoro, la quale ha
il vantaggio di essere impersonale.
Il modello burocratico ha, però, dei limiti: è un approccio “one best way”, limitando la ricerca di
alternative; ritualismo (fedeltà fine a se stessa alle norme, perdendo di vista i fini reali
dell’organizzazione); incapacità di adattarsi al nuovo, eccessiva specializzazione e frammentazione
(ci si focalizza solo sulle proprie specifiche attività); processi di normazione e crescente far fronte a
complessità ambientale; spirito di corpo della burocrazia (porta i burocrati a difendere i propri
interessi); aspettative contrastanti tra burocrazia e utenza; administrative burdens.
4. New Public Management e Public Governance
Il fallimento delle politiche ambiziose di riforma avviate nel periodo di ricostruzione dopo la Seconda
guerra mondiale ha portato a: la sfiducia nello Stato, la crescente insoddisfazione dei cittadini per i
servizi erogati, e la diffusa percezione di inefficienza e arretratezza del settore pubblico. Questo
comportò la ricerca di modelli alternativi: New Public Management (fine anni ’70 – anni ’90) e Public
Governance (fine anni ’90 – anni 2000).
è una teoria economica neoclassica, che sostiene il primato dei
Il New Public Management (NPM)
mercati, i quali assicurano la libertà di scelta, a differenza della burocrazia (basata sul potere
coercitivo); i dipendenti pubblici sono motivati dal perseguimento dei propri interessi; perciò, questa
teoria propone di massimizzare il settore privato e minimizzare l’attività pubblica. Suggerisce, quindi,
il ridimensionamento dello Stato a favore del settore privato, attraverso: la ridefinizione dei confini
tra Stato e mercato (privatizzazioni, esternalizzazioni, creazioni di agenzie ed enti autonomi
specializzati, forme di mercato nell’erogazione di servizi), il decentramento delle funzioni (può
essere: d. istituzionale, distribuzione delle responsabilità tra i vari livelli istituzionali; d. organizzativo,
devoluzione delle competenze ai livelli organizzativi più bassi) e l’introduzione di modelli di gestione
manageriale (la gestione del personale avviene attraverso: percorsi di carriera meno rigidi, spoil
system, ricambio di personale, promozione legata a professionalità acquisita, retribuzione collegata
al perseguimento degli obiettivi).
La ridefinizione dei livelli di funzionamento dei sistemi informativi contabili avviene attraverso:
cambiamenti nei sistemi di reporting economico-finanziari, impiego di forme di misurazione della
performance, sviluppo di sistemi orientati al mercato, e decentramento dei budget.
Si possono distinguere 3 tipologie di benchmarking: benchmarking interno (il confronto viene
effettuato tra unità organizzative all’interno della stessa
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