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I PROTISTI:

Caratteristiche generali:

Definizione classica (haeckel e whittaker): “organismi eucariotici unicellulari (o coloniali) che

non sono né animali, né piante, né funghi”.

In generale:

●​ organismi unicellulari eucarioti

●​ microrganismi

●​ grande varietà (oggigiorno ne sono state descritte formalmente circa 100.000 specie,

ma se ne stimano molti di più)

●​ Autotrofi, eterotrofi, mixotrofi (da autotrofi, in assenza di luce, divengono eterotrofi)

●​ molti sono a vita libera (planctonici, bentonici, sessili), ma molti altri possono essere

simbionti di altri organismi

●​ Sono prevalentemente in acqua, ma molti anche sul suolo. Occupano diverse nicchie

trofiche

●​ Hanno avuto una radiazione evolutiva ampissima

○​ dal momento della loro origine (2/1.5 mlrd di anni fa) si sono diversificati

molto, prendendo strade evolutive, nella maggior parte dei casi, di successo

○​ essendo organismi patogeni o simbiotici hanno inoltre esercitato una grande

pressione sugli altri organismi

●​ ecologicamente indispensabili

Non hanno la possibilità di avere organi o sistemi, ma hanno dei compartimenti che

permettono loro di fare tutto ciò che fa un metazoo. Si distinguono anatomicamente 4 gruppi:

●​ flagellati

●​ cigliati

●​ forme ameboidi

Tutti hanno un nucleo con materiale genetico.

Movimento:

Uno degli aspetti principali è sicuramente la motilità:

●​ per organismi simili alle amebe si hanno delle estroflessioni citoplasmatiche dette

pseudopodi, che variano però in base all’organismo

○​ lobopodi: utili anche ad inglobare le particelle di cibo

○​ filopodi e reticulopodi: estroflessioni molto sottili, che si trovano ad essere

estroflesse attraverso una sorta di esoscheletro. La differenza tra i due è che i

filopodi possono intrecciarsi e fondersi (anastomizzarsi), formando così una

sorta di rete (solitamente utilizzati da quelli che vivono in una colonna d’acqua

così da riuscire a galleggiare)

○​ assopodi: al centro delle estroflessioni è presente una spirale di microtubuli,

meno flessibile rispetto alle precedenti.

■​ lo pseudopodio è un'estroflessione temporanea (le amebe cambiano

spesso conformazione): l’ameba riceve uno stimolo, vicino alla parte

che vuole raggiungere si forma un flusso di citoplasma. Importante

distinguere vari tipi di citoplasma nell’ameba:

●​ ectoplasma (plasmagel): parte più esterna, strato denso e non

granulare (ci sono dei reticoli di actina che legandosi alla

miosina fa sì che la cellula si contragga e spinga in avanti lo

pseudopodio).

●​ endoplasma (plasmasol): parte interna, più fluido e granulare.

Viene spinto in avanti da movimenti di contrazione della

cellula.

●​ altro tipo di movimento è quello mediato da organelli locomotori detti ciglia e flagelli:

○​ strutturalmente sono uguali, a cambiare è il tipo di movimento, la lunghezza e

il numero: generalmente le ciglia sono più corte e in gran numero, mentre i

flagelli sono in numero minore.

■​ presentano radici e una parte aerea (assonema). Dentro sono

presenti due microtubuli centrali, detti singoletti; all’esterno ci sono poi

i doppietti (9), costituiti da un microtubulo completo e uno parziale che

vi si aggancia (il tutto nella membrana plasmatica).

■​ i microtubuli sono tenuti insieme da proteine: dineine e nexine.

■​ la radice ha 9 triplette, per cui due sono quelli che provengono

dall’assonema, e uno è utile invece a rendere il tutto più stabile.

■​ tra assonema e radice è presente una zona di transizione che

permette al ciglio di essere abbastanza flessibile per permettere poi i

movimenti

■​ il movimento è determinato dalla dineina, che attivandosi aggancia il

ciglio adiacente e lo tira. Il ciglio non può accorciarsi perché legato al

terno centrale, ma può piegarsi. Dunque vengono creati dei movimenti

alterni che permettono lo spostamento e il movimento ondulatorio del

flagello.

●​ il flagello è percorso da ondulazioni che spingono l'acqua

parallelamente al proprio asse longitudinale, per cui sono

disposti alla fine della cellula (perché funzionano come una

corda da traino)

○​ ci sono 2 tipi di movimento:

■​ uniplanare su due dimensioni (ondulatorio) per

trainare la cellula,

■​ elicoidale in 3 dimensioni, per spingere la cellula

in avanti (movimento propulsivo)

●​ le cilia spingono l’acqua parallelamente al corpo della cellula

(simile alla bracciata di un nuotatore). Solitamente battono in

maniera sequenziale (non tutte insieme), così da forma l’onda

metacronale.

○​ è un movimento molto rapido, tanto che i flagellati sono

i più veloci

○​ Talvolta inoltre le cilia si riuniscono in fasci nella parte

ventrale della cellula formando i cosiddetti cirri, che

funzionano quasi da zampe, L’organizzazione della

ciliatura è funzionale al tipo di movimento

dell'organismo.

Nutrizione:

Avviene, in caso di eterotrofismo, per endocitosi, in particolare fagocitosi e pinocitosi. Quello

che poi non viene digerito viene rigettato all’esterno tramite esocitosi.

I ciliati, a differenza delle amebe, non possono fare questo processo su tutta la superficie,

ma solo in un punto, detto citostoma, e, analogamente, possono rigettare in un punto solo,

detto citoprocto.

Riproduzione:

Possono dividersi asessualmente, tramite scissione binaria, simmetrica tramite asse

trasversale o longitudinale, o gemmazione, per una divisione asimmetrica.

Oltre alla riproduzione asessuata possono anche fare una riproduzione sessuale (altrimenti

si perderebbe completamente variabilità genetica, e potenzialmente anche la capacità di

adattarsi meglio), per cui c’è uno scambio di materiale genetico.

Forme di resistenza:

Alcuni dei protisti (come i ciliati) fanno queste cisti che permettono loro di sopravvivere a

lungo in condizioni avverse: hanno un rivestimento molto resistente, al cui interno il

citoplasma mantiene, al minimo, le condizioni vitali (organismi in quiescenza), fino a quando

poi le condizioni non tornano favorevoli.

●​ colpoda: organismo famoso per le cisti, molto resistenti.

Queste cisti possono essere trasportate dal vento o rimanere impigliate negli artigli degli

uccelli migratori che li portano così da un continente all’altro.

Importanza ecologica:

●​ base della catena trofica e non solo

●​ Sono grandissimi produttori di O2 atmosferico

●​ per molte specie sono endosimbionti indispensabili

●​ possono essere parassiti e patogeni letali, per cui fungono da setaccio per molti

organismi

Classificazione:

Storicamente Haeckel fu il primo (dopo aver letto l’origine delle specie di Darwin) a

disegnare un tentativo di albero filogenetico, in cui divide gli eucarioti in piante, animali e

protisti. Più avanti si Whittaker distinse 5 regni:

●​ monera (unicellulari procarioti)

●​ protista (unicellulari eucarioti)

●​ plantae (pluricellulari fotosintetici)

●​ fungi (pluricellulari con nutrizione per assorbimento)

●​ animalia (pluricellulari eterotrofi)

Woese (et. al. 1990) riconobbe tre domini monofiletic

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