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Concetti Chiave

  • "La vergine cuccia" è l'episodio principale del poemetto "Il giorno" di Giuseppe Parini, che esplora la vita vuota del Giovin Signore e della sua dama.
  • Il brano si divide in quattro sequenze, con la dama che ricorda un incidente in cui la sua cagnolina viene maltrattata da un servitore.
  • La cagnolina è descritta con caratteristiche sia umane che divine, simboleggiando la compassione della dama e il disprezzo per il servitore.
  • Il punto di vista dell'autore è complesso: mentre approva la punizione del servitore, critica la durezza della dama verso di lui e la sua famiglia.
  • Parini utilizza numerose figure retoriche nel brano per esprimere emozioni, come allitterazioni e onomatopee, creando un effetto sonoro suggestivo.

Il brano intitolato “La vergine cuccia” rappresenta l’episodio più famoso del poemetto “Il giorno”, scritto da Giuseppe Parini a partire dal 1763, in cui racconta la vuota giornata del Giovin Signore e della sua dama. È possibile dividere il brano in quattro sequenze, per comprenderne al meglio il contenuto: nella prima sequenza il vegetariano fa notare che la dama ha gli occhi lucidi e nella seconda viene spiegato che le era tornato in mente l’episodio in cui la sua cagnolina stava giocando ed ha accidentalmente dato un morso ad un servitore; quest’ultimo ha colpito l’animale, lanciandolo lontano e facendolo rotolare tre volte.

La cagnolina e il servitore

Nella terza parte si racconta che dopo l’avvenimento, tutti i servitori sono accorsi in aiuto della cagnolina e la dama era svenuta; dopo poco rinvenne, era molto arrabbiata, e prese in braccio la bestiolina. Nell’ultima parte, la dama decide di licenziare in tronco il servitore, nonostante i suoi vent’anni di scrupoloso servizio e le sue suppliche. Così si trovò sulla strada insieme alla moglie, vestita di stracci, e ai figli affamati.

Quali sono le caratteristiche della cagnolina?

Nel brano, alla cagnolina vengono attribuite dapprima caratteristiche umane, come ad esempio nei versi 526 e 527, quando dice che la cagnetta sembrava che stesse chiedendo aiuto, attraverso i guaiti, e poi anche caratteristiche divine, come negli ultimi versi, quando parla della cagnolina, definendola un “idol placato dalle vittime umane”.
Nel testo, inoltre, si alternano il punto di vista della dama e dell’autore. Il primo si può notale nella parte centrale, quando la dama racconta l’episodio in cui il cane è stato colpito dal servitore; si capisce che è il punto di vista della donna, poiché, nella descrizione dell’accaduto, minimizza il morso, definendolo “lieve nota”, e si nota come ci sia simpatia nei confronti della cagnetta e astio nei confronti del servitore, in quando viene definito “sacrilego”, e il suo piede “villano”. L’autore, invece, esprime il suo punto di vista nell’ultima parte: da un lato è compiaciuto della punizione inflitta al servo, dall’altra però pensa che sia disumano il comportamento della dama nei confronti dell’uomo, in quanto lo ha lasciato senza lavoro e costretto a vivere per strada con la sua famiglia.

Nel brano, non sono presenti rime, tuttavia ci sono numerose figure retoriche di suono: al verso 526 possiamo notare un’allitterazione della lettera “R”, al verso successivo “aita, aita” indica un’onomatopea del guaito del cane, ai versi 538 e 540 vi è una consonanza tra le parole “questa” e “avesti”, mentre ai versi 553 e 554 vi è un’assonanza tra le parole “spargendo” e “lamento”.

Probabilmente questo non è il testo più pungente del poemetto, in quanto ci sono altri passaggi che esprimono concetti ben più importanti, utilizzando il sarcasmo. Un esempio è la parte finale del “Risveglio”, in cui l’autore puntualizza che per far sì che il caffè arrivasse sulla tavola del Giovin Signore, i Conquisadores spagnoli hanno colonizzato l’America Meridionale e ucciso gran parte della popolazione degli Indios.

Giuseppe Parini e la sua vita

L’autore dell’opera, come precedentemente detto, è Giuseppe Parini. Nacque in provincia di Lecco nel 1729, ma presto si trasferì a Milano, presso una prozia. Studiò presso l’ordine religioso dei barnabiti, anche se preferiva dedicarsi alla lettura di classici latini e italiani. Fu ammesso all’Accademia dei Trasformati, dove ebbe occasione di frequentare i protagonisti della vita intellettuale cittadina, tra cui i fratelli Verri e Cesare Beccaria. Nel 1754 fu ordinato sacerdote e tre anni dopo compose il “Dialogo sopra la nobiltà”, in cui riecheggiava le idee di Rousseau sull’uguaglianza tra gli uomini. Nel 1761 scrisse “Discorso sopra la poesia” e nel 1763 iniziò a scrivere “Il giorno”, un poemetto in cui rappresenta con sarcasmo e ironia vizi e difetti dell’aristocrazia. Nel 1768 fu nominato poeta ufficiale del Teatro Regio e l’anno successivo il ministro di Maria Teresa D’Austria. Negli anni successivi, Parini continuò a scrivere e pubblicare opere di vario genere. Ridotto quasi cieco e zoppo, trascorse gli ultimi anni della sua vita dedicandosi esclusivamente all’insegnamento. Morì a Milano nel 1799.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema centrale del brano "La vergine cuccia"?
  2. Il brano rappresenta un episodio del poemetto "Il giorno" di Giuseppe Parini, in cui si narra la giornata vuota del Giovin Signore e della sua dama, focalizzandosi sull'episodio della cagnolina e del servitore.

  3. Come viene descritta la reazione della dama dopo l'incidente con la cagnolina?
  4. Dopo l'incidente, la dama sviene ma, una volta ripresa, si mostra molto arrabbiata e decide di licenziare il servitore, nonostante il suo lungo servizio, mostrando una mancanza di pietà.

  5. Quali caratteristiche vengono attribuite alla cagnolina nel brano?
  6. La cagnolina viene descritta con tratti umani, come il guaito che sembra chiedere aiuto, e con tratti divini, venendo definita un “idol placato dalle vittime umane”, evidenziando la sua importanza emotiva per la dama.

  7. Qual è il punto di vista dell'autore riguardo alla punizione inflitta al servitore?
  8. L'autore esprime un punto di vista ambivalente: da un lato approva la punizione del servitore, dall'altro critica la dama per il suo comportamento disumano, lasciando l'uomo senza lavoro e in miseria.

  9. Qual è il contesto biografico di Giuseppe Parini e la sua importanza letteraria?
  10. Giuseppe Parini, nato nel 1729 e morto nel 1799, è un autore che ha utilizzato il sarcasmo per criticare l'aristocrazia nel suo poemetto "Il giorno", e ha avuto un ruolo significativo nella vita intellettuale di Milano, influenzando il pensiero del suo tempo.

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