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Ungaretti, Giuseppe - Vita, Opere e Stile scaricato 3 volte

Concetti Chiave

  • Giuseppe Ungaretti, nato nel 1888 ad Alessandria d'Egitto, trae ispirazione dalla sua infanzia tra paesaggi desertici, che influenzano profondamente la sua poesia.
  • Trasferitosi a Parigi, Ungaretti entra in contatto con le avanguardie, sviluppando una poesia che ricerca l'assoluto e affronta temi esistenziali come vita e morte.
  • La prima guerra mondiale segna la sua scrittura, con "Il porto sepolto" che esplora il dolore e la speranza, utilizzando la poesia come mezzo di salvezza.
  • Nella raccolta "L'Allegria", Ungaretti affronta il contrasto tra buio e luce, la metamorfosi dell'io e l'inquietudine interiore, riflettendo sul desiderio di armonia con il mondo.
  • Le innovazioni stilistiche di Ungaretti, come l'uso di spazi bianchi e un lessico semplice, evidenziano la modernità della sua poesia e la capacità di evocare significati profondi.

Indice

  1. Vita di Giuseppe Ungaretti
  2. L'Allegria
  3. Inversione dell’ordine delle sezioni e mescolanza di diversi livelli temporali
  4. Ricerca dell’assoluto al di là dell’esperienza limitata dell’io
  5. I temi dell'Allegria
  6. La metamorfosi dell'io
  7. Le novità metriche e stilistiche

Vita di Giuseppe Ungaretti

Giuseppe Ungaretti nasce nel 1888 ad Alessandria d'Egitto, da padre operaio e madre panettiera. A due anni perde il padre, viene cresciuto dalla madre, e nutre un senso di speranza e meraviglia per l'Italia. (Genitori di origini italiane, Lucca)
Infanzia egiziana lascia un segno importante nella sua immaginazione: luce accecante del giorno, rumori della notte, paesaggi del deserto modificati dalla sabbia, che mostrano la precarietà di fronte a natura e tempo.
Compie studi rigorosi in lingua francese e si avvicina a gruppi rivoluzionari. Si interessa alla letteratura e poesia, italiana e francese.
A 24 anni lascia Alessandria per seguire la sua vocazione letteraria, e si dirige a Parigi (patria della cultura di avanguardia). Fa una tappa in Italia, dove rimane affascinato dalla stabilità dei paesaggi di montagna (contrapposto al deserto)
A Parigi conosce intellettuali di avanguardie artistiche e letterarie. Qui giunge a una maggiore consapevolezza di sè e del suo futuro da poeta.

Assume posizioni nazionaliste e patriottiche e partecipa alla campagna per l'intervento dell'Italia come volontario, nella prima guerra mondiale (soldato nel Carso). Supera la disumanità delle trincee tramite la poesia, usata per sopravvivere (1916, “il porto sepolto”, nel 1942 cambia titolo: “l’allegria”, dopo diverse revisioni). Scriveva su foglietti, pacchetto delle sigarette, strappi di fogli. Si accorge dell’atrocitá della guerra e la definisce “inganno collettivo”.
Nel 1919 aderisce al fascismo, perché da reduce deluso si riconosce nel programma nazionalistico. Lavora anche per il quotidiano “il Popolo di Italia”, fondato da Benito Mussolini. Scrive la prefazione di Mussolini del “Porto sepolto“.
Si sposta a Roma, si sposa ed ha due figli. Qui ha una svolta poetica: recupero della tradizione e dei modelli classici letterari, con ordine e misura. Scrive “sentimento del tempo” nel 1933.
Nel 1928 si converte al cattolicesimo, che spiega il senso di mistero e sacro che ha avuto fin da giovane.
Nel 1936 insegna letteratura italiana all’università di San Paolo del Brasile, dove si interessa alla cultura, letteratura, riti e tradizioni brasiliane, si ferma la sua scrittura poetica.

Perde l'unico fratello e un figlio, e la sofferenza lo spinge a scrivere “il dolore” 1947.
Nel 1942 torna in Italia, dove ottiene la cattedra di letteratura italiana a Roma, grazie al regime fascista. Con la sua caduta, egli passerà un momento difficile e rischia di perdere la cattedra con accuse di adesione al fascismo.
Nel 1969 la poetica di Ungaretti viene raccolta in un unico volume "Vita di un uomo. Tutte le poesie”. Non è la sua vita a ispirare la sua poesia, ma la poesia a ricostruire e dare significato alla sua vita. Lavora anche durante la vecchiaia, e muore nel 1970 a Milano.

L'Allegria

Prima edizione 1916 con un continuo lavoro di revisione.
“Il porto sepolto” (1916).
“Allegria di Naufragi” (1919).
“Il Porto Sepolto” (1923).
“L’Allegria” (1931,1936,1942).

Comprende cinque sezioni:
-Ultime (Milano 1914-1915).
-Il porto sepolto.
-Naufragi.
-Girovago.
-Prime (Parigi - Milano 1919).

Inversione dell’ordine delle sezioni e mescolanza di diversi livelli temporali

Poesia indipendente dalle forme metriche regolari con parole unite in modo inedito isolate in lunghi silenzi dati dagli spazi bianchi. I versi dell’allegria presuppongono una valorizzazione della poesia come ricerca dell’assoluto con un significato supremo e misterioso. (rif. al primo titolo)

Ricerca dell’assoluto al di là dell’esperienza limitata dell’io

La prima raccolta è una specie di diario di un soldato in trincea durante la prima guerra mondiale con indicazioni di tempo e di luogo. Ma si può definire come una biografia trasfigurata: Riflessione sul senso della vita e della morte e testimoniano la tensione dell’uomo verso una condizione di armonia con il mondo (il poeta-soldato che scopre la morte si rende conto di condividere l’esperienza con i suoi compagni ed evade dal dolore sognando una condizione di equilibrio)

Profondo desiderio di vita (rif. secondo titolo) dimostrato anche dall’ossimoro che lega la parola “naufragi” alla parola “allegria”.
Poesia con il valore di offrire una via di salvezza ed evadere dalla sofferenza. Capacità della parola di esprimere i valori segreti dell’esistenza e di esprime la voce di tutti (poeta che scava negli abissi alla ricerca della verità, e riporta la piccola parte visibile alla superficie, per diffonderlo a tutti)

I temi dell'Allegria

-Buio e luce
Temi espressi attraverso le immagini simboliche del buio e della luce.
La desolazione del poeta si traduce nell'immagine del buio che lo chiude e lo minaccia.
“I fiumi” riassume le tappe della sua formazione (buio= esperienze drammatiche del poeta soldato, luce= segno di speranza che si oppone al naufragio e all'assurdità della guerra).

La metamorfosi dell'io

Il bisogno di evasione dalla dalla sofferenza si esprime come metamorfosi dell'io che aspira alla disumanizzazione e poi all'annullamento.

-La ricerca dell'io
il confronto con Dio è dato dalla ricerca di un senso da dare all'esperienza della guerra
La conoscenza della fragilità umana genera un desiderio di trascendenza, che si manifesta in domande piene di scetticismo
La riposta è incertezza

-Ricordi, sogni e fantasia
L'esperienza del soldato è fatta di lunghe pause e interruzioni dove trova spazio il ricordo (“in memoria” -> ricordo dell'amico arabo Moammed)
La fuga dalla guerra diventa un sogno ad occhi aperti
Sogno= luogo in cui si manifesta il desiderio dei sensi
Amore nell’allegoria è evidente nella nostalgia di corpi lontani

-L'inquietudine interiore
Immagine del nomade alla ricerca di un approdo
Mutamenti continuo di paesaggi (Africa= con il sole, i miraggi, Parigi, Italia=patria ritrovata)
riconosce l’Italia come patria nonostante l’influenza di varie culture
l'inquietudine è interiore -> nostalgia della patria

Le novità metriche e stilistiche

-la parola
poeta della modernità =innovazione di Ungaretti, forte rottura con le tradizioni
spazi bianchi -> una cornice di risonanza con versi brevi (versicoli)
parola = protagonista assoluta con la capacità di evocare immagini e significati

-Regolarità metrica: Giuseppe De Robertis -> ritrova una presenza sotterranea di versi regolari (unendo due o tre versi successivi si possono riconoscere le misure classiche della tradizione) -> vista da altri studiosi come forzatura
Pier Vincenzo Mengaldo -> spazi bianchi si sostituiscono alla punteggiatura assente (scandiscono pause e determinano il ritmo del discorso)

-Lessico e figure retoriche
parole di registro medio, attraverso silenzio vengono intensificate
sintassi semplice ed è costituita da periodi brevi
Figure retoriche:
Analogia -> accostamento improvviso di parole, lontane di significato
Similitudini -> fissano concretamente le parole nell'immaginazione del lettore coinvolgendo tutti i sensi

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza dell'infanzia di Ungaretti nella sua formazione poetica?
  2. L'infanzia di Ungaretti ad Alessandria d'Egitto ha un impatto significativo sulla sua immaginazione, influenzata dalla luce, dai suoni e dai paesaggi del deserto, che riflettono la precarietà della vita di fronte alla natura e al tempo.

  3. Come ha affrontato Ungaretti l'esperienza della guerra nella sua poesia?
  4. Ungaretti ha superato la disumanità delle trincee attraverso la poesia, utilizzandola come mezzo di sopravvivenza e riflessione, definendo la guerra un "inganno collettivo" e trasformando le sue esperienze in opere come "Il porto sepolto".

  5. Qual è il significato della conversione al cattolicesimo per Ungaretti?
  6. La conversione al cattolicesimo nel 1928 rappresenta per Ungaretti una spiegazione del senso di mistero e sacro che ha sempre percepito, influenzando profondamente la sua poetica e la sua visione della vita.

  7. In che modo "L'Allegria" riflette la ricerca dell'assoluto?
  8. "L'Allegria" esprime una ricerca dell'assoluto attraverso una poesia che trascende le forme metriche tradizionali, utilizzando spazi bianchi e parole isolate per evocare significati profondi e misteriosi, come evidenziato nel titolo stesso.

  9. Quali sono le novità stilistiche introdotte da Ungaretti nella sua poesia?
  10. Ungaretti introduce innovazioni stilistiche significative, come l'uso di spazi bianchi al posto della punteggiatura, una sintassi semplice e periodi brevi, e un lessico di registro medio, che intensificano l'espressione poetica e coinvolgono il lettore in un'esperienza sensoriale.

Domande e risposte

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