Concetti Chiave
- La Costituzione Italiana, creata nel 1947 e in vigore dal 1948, è una legge fondamentale che stabilisce la struttura e le regole dello stato, basata sulla sovranità del popolo.
- Composta da 139 articoli, i primi 12 rappresentano i principi fondamentali, inclusi i diritti e doveri legati al lavoro, considerato un diritto e un dovere per ogni cittadino.
- Gli articoli secondo e terzo garantiscono la parità sociale e dignità per tutte le persone, imponendo allo stato di assicurare il rispetto di questi principi.
- L'undicesimo articolo rifiuta la guerra come mezzo di offesa e risoluzione dei conflitti, evidenziando una contraddizione nella partecipazione italiana alla guerra in Iraq.
- Nonostante i principi morali della Costituzione, il governo spesso non li rispetta, mostrando la necessità di un maggiore impegno da parte delle istituzioni e dei cittadini.
Tema svolto sulla Costituzione Italiana
La costituzione definisce la struttura e le regole fondamentali di uno stato: è un’insieme di leggi alle quali tutte le altre si devono adeguare. E’ basata sulla sovranità del popolo e definita grazie a un’assemblea costituente. Definisce disposizioni in molti settori, e un concetto simile ha origine nel mondo latino, quando si usava il termine “consitutio” per descrivere leggi particolarmente importanti.
Creazione e caratteristiche della costituzione
In Italia la Costituzione è stata creata il 22 dicembre 1947 dall’Assemblea Costituente: in quel periodo il Capo dello Stato era Enrico De Nicola e la Costituzione entrò in vigore il 1 gennaio 1948. Si dice che è una Costituzione rigida, ossia che per cambiarla non basta la normale maggioranza in Parlamento, come per le altre leggi, e che le leggi anticostituzionali vengono rimosse grazie alla Corte Costituzionale.
Principi fondamentali e lavoro
E’ formata da 139 articoli, di cui i primi 12 sono chiamati principi fondamentali. Gli articoli primo e quarto definiscono l’Italia come uno stato fondato sul lavoro, che è presentato sia come un diritto sia come un dovere di ogni cittadino. Il quarto articolo dice anche che lo stato deve promuovere le condizioni necessarie a poter esercitare questo diritto. Biagi, che fu assassinato nel 2002 dalle Nuove Brigate Rosse, elaborò, durante il governo Berlusconi, una legge a causa della quale chi viene assunto adesso spesso ottiene, tramite le agenzie interinali, un contratto a termine di alcuni mesi. Il risultato di questa legge è che chi non ha un lavoro stabile, come i giovani, si ritrova senza possibilità di carriera e di avere uno stipendio su cui contare. Con questa legge il governo non ha garantito il lavoro per i giovani.
Parità e dignità sociale
Gli articoli secondo e terzo pongono tutte le persone sullo stesso livello, con parità nella dignità sociale, nei diritti e doveri e davanti alla legge. Tra i cittadini non ci devono essere distinzioni di condizioni personali e sociali, tra le altre cose. Inoltre il terzo articolo dice che lo stato deve assicurare che questa parità sia rispettata, anche dal punto di vista sociale.
Ma la dignità sociale è più una responsabilità delle singole persone, alle quali si chiede di non fare distinzioni tra i propri simili. Questo però spesso non accade, infatti nella vita quotidiana le discriminazioni sono molto presenti, e lo Stato non può intervenire direttamente. Pochi giorni fa un assessore di Alleanza Nazionale ha fatto una grave discriminazione riguardo ai gay: li ha considerati persone da uccidere con la tortura. Questo mi sembra un grave affronto ai due articoli della costituzione, proveniente inoltre da un personaggio dello Stato.
Rifiuto della guerra e contraddizioni
L’undicesimo articolo afferma che lo stato rifiuta la guerra sia come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli sia come risoluzione delle controversie internazionali. Nonostante queste affermazioni il governo Berlusconi ha partecipato a una guerra, quella in Iraq, definita dagli Stati Uniti una guerra preventiva, ossia l’attacco a un paese che non aveva intenzioni belliche con una motivazione falsa: trovare delle armi chimiche, che neanche gli ispettori dell’ONU avevano trovato.
Conclusione e riflessioni personali
In conclusione, la Costituzione mi sembra molto rispettabile da un punto di vista morale, ma anche molto generale. Infatti il governo, come si vede dagli esempi sopracitati, spesso non ha tenuto conto degli insegnamenti morali presenti nella costituzione, ma ha solo tentato vie per aggirarla. Se tutte le leggi e i comportamenti di tutte le persone rispettassero veramente ciò che dice la costituzione, come non fare la guerra, o rispettare tutti i cittadini allo stesso modo, secondo me l’Italia sarebbe migliore.
Domande da interrogazione
- Qual è la funzione principale della Costituzione Italiana?
- Quando è stata creata la Costituzione Italiana e quali sono le sue caratteristiche principali?
- Quali sono i principi fondamentali riguardanti il lavoro nella Costituzione?
- Come la Costituzione affronta il tema della parità e della dignità sociale?
- Qual è la posizione della Costituzione Italiana riguardo alla guerra?
La Costituzione definisce la struttura e le regole fondamentali dello stato, basandosi sulla sovranità del popolo e stabilendo leggi alle quali tutte le altre devono adeguarsi.
La Costituzione è stata creata il 22 dicembre 1947 e entrata in vigore il 1 gennaio 1948. È considerata rigida, poiché per modificarla non basta la normale maggioranza in Parlamento, e le leggi anticostituzionali possono essere rimosse dalla Corte Costituzionale.
Gli articoli primo e quarto definiscono l'Italia come uno stato fondato sul lavoro, considerato sia un diritto che un dovere di ogni cittadino, e stabiliscono che lo stato deve promuovere le condizioni necessarie per esercitare questo diritto.
Gli articoli secondo e terzo pongono tutte le persone sullo stesso livello, garantendo parità nella dignità sociale e nei diritti e doveri, e affermano che lo stato deve assicurare il rispetto di questa parità, anche se la responsabilità ricade anche sulle singole persone.
L'undicesimo articolo rifiuta la guerra come strumento di offesa e risoluzione delle controversie internazionali, ma ci sono contraddizioni, come la partecipazione del governo Berlusconi alla guerra in Iraq, che solleva interrogativi sul rispetto di questo principio.