Concetti Chiave

  • Nel canto della terza cornice, Dante e Virgilio incontrano Marco Lombardo, un'anima che discute della corruzione del mondo e della mancanza di virtù tra gli uomini.
  • Marco Lombardo sostiene che il libero arbitrio esiste, poiché gli uomini possono distinguere il bene dal male, nonostante l'influenza celeste sugli atti umani.
  • Il ruolo delle autorità civili e religiose è cruciale per guidare l'anima verso il bene; la mancanza di una guida legittima contribuisce alla corruzione del mondo.
  • Dante critica la confusione tra potere spirituale e temporale, evidenziando come la Chiesa abbia usurpato il ruolo dell'autorità imperiale, aggravando la situazione sociale.
  • La teoria dei due soli di Dante propone una separazione tra potere temporale e spirituale, suggerendo che la corruzione è causata dalla mancanza di autonomia tra Stato e Chiesa.

Dante e la terza cornice

In questo canto Dante e Virgilio si trovano nella terza cornice, dove le anime degli iracondi espiano il loro peccato. La pena-contrappasso di questi spiriti consiste in un fumo talmente denso e acre da rendere vana la vista. Questo perché, tali anime nella vita terrena sono state annebbiate dal ''fumo dell'ira'', lasciandosi prendere da reazioni violente.
Evento centrale del Canto è l'incontro con uno dei penitenti: Marco Lombardo. Egli si presenta come un'anima che da vivo ebbe esperienza degli affari del mondo, e che amò quella virtù a cui più nessuno mira, ovvero la virtù propria dell'uomo di corte. Le sue parole fanno ''raddoppiare'' in Dante un dubbio, sollevato già in precedenza da Guido del Duca, anima della seconda cornice. Il mondo è privo di ogni virtù cavalleresca, come Marco ha dichiarato, e pieno di malizia. Dante gli chiede la ragione, per poterla poi raccontare alla fine del suo viaggio, poiché alcune persone la attribuiscono alle influenze celesti ed altre alla volontà degli uomini. L'anima sospira mostrando disappunto e commiserazione per gli esseri umani. Afferma che il mondo è cieco, e Dante sembra proprio venire da lì.

Il dilemma del libero arbitrio

Di fatto, gli uomini riconducono la causa di tutto al cielo, come se esso determinasse necessariamente gli eventi. Se così fosse, il libero arbitrio sarebbe nullo, e quindi non sarebbe giusto essere premiati per la propria virtù e puniti per le proprie colpe. Dunque, si arriva a dire che non esisterebbe nemmeno la giustizia divina, perché Dio stesso sarebbe ingiusto nell'assegnare i premi e le punizioni; ma ciò chiaramente è impossibile.

Influenza delle stelle e libero arbitrio

Tuttavia, Marco prosegue, dicendo che il Cielo dà inizio alle azioni umane, almeno ad alcune, ma l'uomo può distinguere il bene dal male. Questo perché è dotato di ragione, che permette di vincere le cattive inclinazioni dei corpi celesti. Gli astri possono influenzare solo in parte l'animo umano, e di certo non hanno alcun effetto sulla parte razionale. Quindi mi viene naturale un'osservazione: le stelle non hanno effetto sulle decisioni di un individuo perché comandate dalla ragione; ma possono, ad esempio, condizionare aspetti del carattere di una persona, e talvolta l'umore.

Il libero arbitrio deriva dalla ragione che ci è stata data da Dio, per distinguere il bene dal male. Quindi noi esseri umani siamo comunque soggetti a una forza divina maggiore. Ebbene, se il mondo è corrotto, lo si deve solo all'uomo, come spiega successivamente Marco Lombardo a Dante.

L'anima e la guida verso il bene

L'anima, creata da Dio, prima di essere infusa nel corpo, è come una fanciulla che piange e ride senza motivo, dominata dall'istinto e non dalla ragione. Essa, inconsapevole e priva di intelletto, si rivolge a tutto quello che le dà piacere: plasmata da Dio ha ovviamente un'innata inclinazione al bene. Tuttavia, l'anima per prima conosce un bene di scarso rilievo, e qui viene ingannata. Crede di non poterne fare a meno e sempre lì ritorna, a meno che non venga indirizzata correttamente. A tal proposito, fu necessario porre dei freni o una guida, affinché lo spirito fosse trattenuto dai suoi impulsi e guidato verso il vero bene, quello che ti porta ad amare il Creatore. Ed è qui che Marco Lombardo passa dalla concezione metafisica dell'anima, al ragionamento sul ruolo ricoperto delle autorità civili e religiose del tempo.

Ruolo delle autorità civili e religiose

Per trattenere i suoi impulsi e guidarla, è stato necessario scrivere leggi e instaurare un'autorità politica ''che discernesse de la vera cittade almen la torre'', ovvero che distinguesse almeno la parte alta e visibile della vera città ( il cielo) , guidando l'anima verso il vero bene. L'autorità imperiale doveva applicare le leggi, ma in quel momento storico l'impero era vacante. Senza la guida legittima, nessuno faceva rispettare le leggi, dal momento che il Papa aveva il compito di guidare il gregge dei fedeli. Tuttavia, confuse il suo potere spirituale con quello temporale. Questi poteva conoscere la legge divina e le Sacre scritture, ma non aveva di certo la capacità di far seguire le leggi civili: ''ragumar può, ma non ha l'unghie fesse''.

Corruzione e autorità nel mondo

Il popolo vedendo il pontefice, la loro guida spirituale verso la vita eterna, che correva dietro ai beni terreni, prese esempio e fece altrettanto. L'autorità imperiale è fondamentale e necessaria, perché fa rispettare le leggi ed è padrone di tutti i beni terreni, impedendo agli uomini di volgersi verso essi.

Questo mostra che, se uno dei due poteri viene meno, come in questo caso, l'anima non raggiungerà mai la redenzione. Si tratta di un chiaro riferimento alla teoria dei due soli concepita da Dante stesso: Dio ha predisposto due soli, ovvero due autorità distinte e autonome (Stato e Chiesa), che guidassero l'anima verso la salvezza.

Teoria dei due soli e critica a Bonifacio VIII

Alla fine si può confermare che la corruzione nel mondo è dovuta alla cattiva condotta degli uomini, che, in primo luogo, seguono le loro autorità-guida.

Naturalmente, tutte queste affermazioni sull'impero vacante il papa che usurpa il potere all'imperatore, non sono astratte: in quel periodo, dopo la morte di Federico II, il Sacro Romano Impero Germanico ancora non aveva un imperatore, dunque Bonifacio VIII si proclamò vicario imperiale. Come sappiamo il pontefice venne criticato aspramente da Dante, che addirittura lo collocò nell'inferno ancora prima che morisse.

Infine, Marco aggiunge che in Lombardia regnavano valore e cortesia, prima che Federico II fosse ostacolato dalla Chiesa. Ora invece qualunque uomo malvagio può passare di lì, sicuro di non incontrare alcun uomo virtuoso (fatta eccezione per tre vecchi, simbolo di antica virtù).

Conclusioni sul canto e riflessioni politiche

Nel complesso si può dire che il Canto ha come argomento principale quello politico. Dante affronta temi delicati, a partire dal concetto del libero arbitrio: nel Medioevo di certo non era opinione diffusa affermare che l'uomo aveva la capacità di scegliere. Il poeta, in questo contesto, ci parla anche di ragione, capace di guidare l'uomo: nozione che si avvicina molto a quella che si diffonderà durante l'illuminismo.

Per quanto riguarda la teoria dei due soli, che vede il potere temporale e il potere spirituale separati, è piuttosto avanzata per l'epoca, dal momento che nel XIV secolo si riteneva che l'impero-Luna finisse comunque per essere subordinato alla Chiesa-Sole. Inoltre, l'idea di Stato e Chiesa separati e autonomi, sostenuta dal poeta, è quella che vale oggi per il mondo attuale.

Dunque, possiamo affermare che Dante, oltre ad avere capacità poetiche fuori dal comune, aveva anche una mentalità più moderna di quella che caratterizza la sua epoca.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la pena degli iracondi nella terza cornice?
  2. Nella terza cornice, le anime degli iracondi espiano il loro peccato attraverso un fumo denso e acre che rende vana la vista, simboleggiando il "fumo dell'ira" che annebbia la loro percezione nella vita terrena.

  3. Qual è il dilemma del libero arbitrio secondo Marco Lombardo?
  4. Marco Lombardo sostiene che se tutto fosse determinato dal cielo, il libero arbitrio sarebbe nullo e la giustizia divina non esisterebbe. Tuttavia, afferma che l'uomo, dotato di ragione, può distinguere il bene dal male, rendendo possibile la responsabilità morale.

  5. Come influiscono le stelle sulle azioni umane?
  6. Marco spiega che le stelle possono influenzare alcune azioni umane, ma non hanno effetto sulla parte razionale dell'individuo. L'uomo, grazie alla ragione, può superare le cattive inclinazioni e prendere decisioni consapevoli.

  7. Qual è il ruolo delle autorità civili e religiose secondo Dante?
  8. Dante evidenzia che le autorità civili e religiose sono necessarie per guidare l'anima verso il bene. Senza un'autorità legittima, come l'impero vacante del suo tempo, le leggi non vengono rispettate e l'anima non può raggiungere la redenzione.

  9. Qual è la critica di Dante a Bonifacio VIII e alla corruzione del potere?
  10. Dante critica Bonifacio VIII per aver usurpato il potere imperiale e per la corruzione che ne deriva. Sostiene che la cattiva condotta delle autorità guida il popolo verso il male, evidenziando la necessità di una separazione tra potere temporale e spirituale per il bene della società.

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