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Concetti Chiave

  • Tasso scrisse poesie per tutta la vita, spaziando tra liriche d'amore, d'occasione e di devozione, rinvigorendo la tradizione del Canzoniere petrarchesco.
  • L'Aminta è una favola boschereccia composta nel 1573, che esplora l'amore tra il pastore Aminta e la ninfa Silvia attraverso cinque atti, seguendo le norme aristoteliche.
  • Il dramma presenta una dualità nell'interpretazione dell'amore, con personaggi maturi che offrono consigli e l'intensa passione di Aminta, evidenziando la crisi dell'individuo.
  • I Dialoghi di Tasso, scritti tra il 1578 e il 1595, riflettono un bisogno di legittimazione e autodifesa, affrontando una varietà di temi attraverso discussioni diverse.
  • La tragedia "Re Torrismondo" esplora il conflitto tra amore e amicizia, culminando in un tragico finale in cui i due innamorati, scoperta la loro parentela, si suicidano.

La lirica di Tasso

Tasso, compone poesie per l’intera durata della sua vita. Esse abbracciano periodi diversi e presentano una grande varietà tematica, come liriche d’amore, d’occasione e di devozione. Il poeta, curò varie edizioni delle sue liriche, suddividendole fra rime amorose e rime encomiastiche. Per Tasso, la lirica deve tendere a una fusione di altezza espressiva e di colloquialità, di ricercatezza e di naturalezza. Fondamentale è poi la musica, che è quasi l’anima della poesia. La lirica di Tasso, si inserisce nella grande tradizione del Canzoniere petrarchesco e del petrarchismo cinquecentesco, ma la attraversa e la rinnova con profonda originalità, arricchendone i futuri sviluppi. Accanto alle tradizionali canzoni e sonetti, l’opera poetica di Tasso presenta un gran numero di madrigali. Ciò corrisponde al ritrovamento di un supporto diretto con la musica. I madrigali di Tasso vennero musicati da musicisti contemporanei, fra cui Monteverdi. Tra i molti temi, quello principale è il tema erotico-galante. Molti testi sono dedicati a donne realmente amate dal poeta. Appaiono nuove situazioni, come l’immagine vivace della vita di corte. Spicca in questo ambito la incompiuta canzone al Metauro, dedicata al duca Francesco Maria della Rovere.

L'Aminta: che cos'è una favola boschereccia?

Frutto del periodo di più intensa creatività e di più sereno equilibrio nella vita di Tasso è l’Aminta, stesa in pochi giorni nella primavera del 1573. E’ una favola boschereccia, cioè un’azione teatrale ambientata nel mondo dei pastori. Il dramma è suddiviso in cinque atti, secondo le norme aristoteliche di tempo, luogo e azione. Ogni atto è concluso da un coro, sul modello della tragedia greca. Il pastore Aminta ama la ninfa Silvia. Entrambi sono inesperti d’amore, e la timidezza impedisce ad Aminta di dichiararsi, così in loro aiuto intervengono due personaggi maturi, Tirsi dando consigli e Dafne cercando di convincere Silvia ad accettare l’amore di Aminta. Il pastore si reca dove la ninfa fa solitamente il bagno e la trova nuda, legata ad un albero da un satiro che sta per violentarla, ma Aminta la libera, e però Silvia scappa senza mostrargli alcuna gratitudine. Alla fine Silvia crede che Aminta si sia ucciso per il dolore e questa notizia vince le resistenze della giovane, che cede all’amore. Il suicidio di Aminta è però fallito, perché gettandosi da una rupe, il giovane è stato protetto nella caduta da un cespuglio. Può così avere luogo il lieto fine tra i due giovani. Il Prologo è amore in persona, dove il suo potere annulla la differenza tra gli uomini e gli ingentilisce. L’autore ci presenta due interpretazioni dell’amore, quello dal punto di vista dei maturi Tirsi e Dafne, oppure quello estremo di Aminta, un amore-passione che comporta la crisi profonda dell’individuo. Il Satiro che violenta Silvia, spiega il proprio gesto con ragioni schiettamente sociali, e perfino brutalmente economiche, perché le sue condizioni di povero, lo rende odioso a Silvia, sentendosi così escluso dall’amore, e così si ribella alle leggi della gentilezza e ricorre a quelle della forza.

I Dialoghi e l'epistolario

I Dialoghi conservati sono 26 e furono composti tra il 1578 e il 1595. Il genere del dialogo era molto diffuso nel Cinquecento, dove prevedeva la rappresentazione di una discussione, tra punti di vista diversi. La materia affrontata nei dialoghi di Tasso è assai varia, al fondo si intravede un costante bisogno psicologico di legittimazione e di autodifesa. L’epistolario di Tasso, è uno dei più importanti della nostra storia letteraria ed è un insieme caotico e incontrollato di lettere. In esso, prevale un eccessivo bisogno di essere ascoltato, alla faticosa investigazione di una identità. Il Re Torrismondo è l’unica tragedia scritta da Tasso e parla del conflitto fra l’amore e l’amicizia. Il protagonista è Torrismondo, re di una regione nordica, che ama Alvida, promessa però a Germondo, re di Svezia. Alla fine l’amore avrà la meglio, perché i due innamorati si uccidono scoprendo di essere fratelli.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la principale caratteristica della lirica di Tasso?
  2. La lirica di Tasso si distingue per la fusione di altezza espressiva e colloquialità, con un forte legame con la musica, che rappresenta l'anima della poesia (come indicato nel testo).

  3. Qual è il tema centrale dell'Aminta?
  4. L'Aminta esplora il tema dell'amore attraverso la storia di Aminta e Silvia, evidenziando la timidezza e l'inesperienza dei due protagonisti, con un finale lieto che risolve le tensioni amorose (come descritto nel testo).

  5. Come si struttura l'Aminta secondo le norme aristoteliche?
  6. L'Aminta è suddiviso in cinque atti, ciascuno concluso da un coro, seguendo le regole aristoteliche di tempo, luogo e azione (come menzionato nel testo).

  7. Qual è la funzione dei Dialoghi di Tasso?
  8. I Dialoghi di Tasso, composti tra il 1578 e il 1595, rappresentano discussioni su vari temi, rivelando un costante bisogno di legittimazione e autodifesa da parte dell'autore (come evidenziato nel testo).

  9. Qual è il tema della tragedia "Re Torrismondo"?
  10. "Re Torrismondo" affronta il conflitto tra amore e amicizia, narrando la tragica storia di Torrismondo e Alvida, che si scoprono essere fratelli e si uccidono per amore (come riportato nel testo).

Domande e risposte

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