Concetti Chiave

  • Torquato Tasso nacque nel 1544 a Sorrento e visse un'infanzia "errante" tra Salerno, Napoli e altre città, ricongiungendosi al padre nel 1554.
  • Durante gli anni a Ferrara, Tasso ottenne un grande successo letterario e compose opere importanti come l'Aminta e il Goffredo, culminando nel 1576 con il titolo di storiografo di corte.
  • Il poeta manifestò segni di squilibrio mentale, portandolo a essere allontanato dalla corte e rinchiuso nell'Ospedale di Sant'Anna, dove scrisse gran parte della sua opera e della corrispondenza.
  • Dopo la liberazione nel 1586, Tasso si dedicò a opere religiose sotto la protezione del papa Clemente VIII e rielaborò la sua principale opera, la Gerusalemme conquistata, pubblicata nel 1593.
  • La poetica di Tasso riflette un conflitto interiore tra l'adesione alle norme autoritarie e il desiderio di libertà, con un focus sulla compatibilità tra il meraviglioso e il verosimile nell'arte.

redir: https://www.skuola.net/appunti-italiano/torquato-tasso/vita-opere-torquato-tasso.html

L’infanzia e la giovinezza "erranti"
Torquato Tasso, figlio del nobile bergamasco Bernardo, nacque nel 1544 a Sorrento, dove rimase solo un anno con la madre, la pistoiese Porzia de’ Rossi, e la sorella maggiore, Cornelia.
Nella sua infanzia egli visse a Salerno e poi a Napoli, dove frequentò le scuole dei gesuiti.
Nel 1554 potè ricongiungersi al padre, che fino ad allora era stato lontano, in missioni e viaggi al servizio del principe di Salerno Ferrante di Sanseverino.
A Roma, due anni dopo, fu raggiunto dalla notizia della morte della madre e della confisca dei beni di famiglia.
Fu così affidato dapprima ai parenti paterni, a Bergamo, e poi di nuovo al padre, con il quale visse ad Urbino e a Venezia.

I primi tentativi lettarari
Qui, mentre Bernardo dava alle stampe il suo poema Amadigi (1560), il figlio si accinse a comporre un poema sulla prima crociata, il Gerusalemme, e il poeta cavalleresco Rinaldo, pubblicato nel 1562.
Tra il 1560 e il 1565, Torquato si dedicò agli studi presso l’Università di Padova e di Bologna, da cui fu espulso per aver scritto una satira sui professori, ed ebbe le sue prime esperienze amorose, che lo indussero a comporre numerose liriche d’amore, dedicate a Lucrezia Bendidio, damigella di Eleonora d’Este, e a Laura Perperara, che egli conobbe a Mantova.

L’ingresso alla corte di Ferrara e il successo letterario
Nel 1565 il poeta entrò al servizio del cardinale Luigi d’Este, a Ferrara, dove le sue qualità letterarie furono molto apprezzate dal vivace ambiente di corte e dalle sorelle del duca, Eleonora e Lucrezia d’Este.
Questi furono gli anni più intensi e più sereni per Tasso, che compose l’Aminta, una favola pastorale in versi rappresentata nel 1573, e cominciò la stesura del Goffredo, il poema al quale lavorerà per più di un decennio e che poi darà origine alla Gerusalemme liberata.
Nel 1576 il suo successo a corte raggiunse il culmine e gli fu attribuito il prestigioso titolo di storiografo di corte.

La reclusione e la pazzia
In questo periodo, tuttavia, egli manifestò i primi segni di quello squilibrio psicologico che lo avrebbe portato fino alla pazzia: nel 1577 un episodio piuttosto violento (il poeta lanciò un coltello contro un servitore da cui si sentiva spiato) indusse il duca Alfonso II ad allontanarlo dalla corte.
Tasso iniziò così un viaggio attraverso i luoghi più simbolici della sua infanzia.
Nel 1579 fu riammesso alla corte estense, ma ne fu ben preso allontanato di nuovo a causa di alcune violente liti con il duca, che lo fece rinchiudere nell’Ospedale di Sant’Anna, dove rimase per sette anni.
Qui, alternando momenti di disperata follia e di lucidità, Tasso scrisse molto lettere, compose e rielaborò gran parte dei suoi Dialoghi e soprattutto il suo poema, che ebbe un grande successo di pubblico e venne stampato senza il suo consenso con il titolo di Gerusalemme liberata.

Le ultime peregrinazioni e la vita a Roma presso Clemente VIII
Nel 1586 fu liberato dalla sua prigionia, anche per l’intercessione di numerosi letterati del tempo, tra cui il filosofo francese Montaigne, e viaggiò tra Mantova, Bergamo, Firenze, Napoli e Roma.
Qui, sotto la protezione del papa Clemente VIII, si dedicò alla stesura di numerose opere di argomento religioso, tra cui i poemetti in ottave Le lacrime di Maria e Le lacrime di Gesù Cristo, e il poema in endecasillabi sciolti Il mondo creato, ispirato ai primi capitoli della Genesi, ma soprattutto elaborò il totale rifacimento del poema che lo aveva impegnato per la maggior parte della sua vita e che uscì nel 1593 col titolo di Gerusalemme conquistata.
Colpito da una grave malattia e ritiratosi nel convento di Sant’Onofrio al Gianicolo, Tasso morì nel 1595.
Tra le sue principali opere, oltre al poema che costituisce il duo capolavoro, ricordiamo:
- L’Aminta (1573), un dramma pastorale in cinque atti, sull’amore a lieto fine tra il pastore Aminta e la ninfa Silvia;
- Le Lettere, circa duemila, che ci offrono un ritratto autentico e privo di ipocrisie del poeta;
- I Dialoghi (1578 – 1595), 26 dialoghi su temi filosofici, morali, letterari o autobiografici;
- Le Rime, circa duemila componimenti, in una grande varietà di forme e di generi, tra cui numerosi madrigali.

Le idee e la poetica
Nelle opere di Tasso emerge la sua personalità tormentata e complessa, dibattuta tra il desiderio di pace, solitudine e libertà, e lo scontro con la realtà dell’ambiente di corte e del clima controriformistico.
Il poeta si dibattè in un continuo conflitto interiore tra l’adesione alle norme dettate dall’autorità e la volontà di ribellione e di indipendenza, che egli viveva come colpa.
Di qui il suo tentativo di autodenunciarsi all’Inquisizione, al cui giudizio sottopose il poema nel 1577, e di qui anche la sua ansia e le sue incertezze, le sue continue revisioni e riscritture della Gerusalemme liberata, fino al totale rifacimento dal titolo in Gerusalemme conquistata.
Causa della tormentata stesura del suo capolavoro fu anche il dibattito sui generi letterari e sul poema epico, cui egli partecipò attivamente componendo alcuni scritti teorici (Discorsi sull’arte poetica e in particolare sopra il poema eroico, Apologia della Gerusalemme liberata, Discorsi del poema eroico), in cui stabilì alcuni principi guida:
- il criterio della "varietà nell’unità", per cui in una trama semplice, che rispetti l’unità di azione, si possono inserire episodi secondari per arricchire la narrazione;
- il criterio della "verosimiglianza", secondo il quale la tematica di carattere storico deve essere sviluppata con pochissime concessioni al fantastico e al meraviglioso.
Nel periodo di composizione della Gerusalemme liberata, Tasso rifletteva sulle componenti di quest’opera.
Il suo poema doveva andare incontro ai gusti di un pubblico che aveva molto apprezzato la fantasia e la libertà inventiva dell’Orlando furioso: doveva quindi contenere elementi fantastici, ma nello stesso tempo doveva combinarli con gli ideali cristiani e con l’argomento storico (l’ultima fase della prima crociata, 1096 – 1099) della Gerusalemme liberata.
Lo scopo era quello di creare una sorta di “meraviglioso cristiano” da contrapporre al “meraviglioso pagano”, operazione culturale consona allo spirito controriformistico dell’epoca.
Da queste esigenze letterarie scaturì la riflessione teorica di Tasso sulla compatibilità di meraviglioso e verosimile nell’arte.

Domande da interrogazione

  1. Quali furono le circostanze della nascita e dell'infanzia di Torquato Tasso?
  2. Torquato Tasso nacque nel 1544 a Sorrento, ma trascorse la sua infanzia a Salerno e Napoli, dove frequentò le scuole dei gesuiti. Dopo un anno con la madre, fu ricongiunto al padre nel 1554, vivendo poi a Urbino e Venezia (testo).

  3. Quali opere significative compose Tasso durante il suo periodo alla corte di Ferrara?
  4. Alla corte di Ferrara, Tasso scrisse l'Aminta, una favola pastorale rappresentata nel 1573, e iniziò la stesura del Goffredo, che più tardi si evolverà nella Gerusalemme liberata (testo).

  5. Come influenzò la sua salute mentale la carriera di Tasso?
  6. Tasso manifestò segni di squilibrio psicologico, che lo portarono a essere allontanato dalla corte e rinchiuso nell'Ospedale di Sant'Anna per sette anni, dove scrisse gran parte dei suoi Dialoghi e il poema Gerusalemme liberata (testo).

  7. Quali temi emergono nella poetica di Tasso?
  8. Nelle opere di Tasso si evidenzia un conflitto interiore tra il desiderio di libertà e la pressione dell'autorità, riflettendo la sua ansia e le sue incertezze, che influenzarono la stesura della Gerusalemme liberata e il suo rifacimento in Gerusalemme conquistata (testo).

  9. Quali principi guida stabilì Tasso riguardo alla scrittura poetica?
  10. Tasso stabilì il criterio della "varietà nell’unità" e della "verosimiglianza", sostenendo che un poema epico dovesse combinare elementi fantastici con ideali cristiani e storici, creando un "meraviglioso cristiano" in contrapposizione al "meraviglioso pagano" (testo).

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